16/03/17

La materia oscura è anche … ritardata **

Questo articolo è stato inserito nella pagina d'archivio dedicata alla MATERIA OSCURA, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo

 

Sappiamo già benissimo che la materia oscura non si vuol far vedere (timidezza?), ma adesso sembra anche che sia “ritardata”, nel senso che la puntualità non è nelle sue corde. Cercare di farla esistere è sempre più difficile!

Non voglio entrare più di tanto nella parte tecnica dell’articolo, che si basa essenzialmente su un'arrampicata sul vetro per cercare di salvare il salvabile, e per riuscire a rendere saporita una torta che sa, ormai, di muffa.

Non è molto che abbiamo descritto una ricerca osservativa che sembrava dimostrare come la rotazione anomala delle galassie potesse essere ricondotta a una legge universale senza alcun bisogno della materia oscura (QUI). Il fatto stesso che quella ricerca sia passata del tutto inosservata, e quasi nascosta, fa pensare che abbia dato una grossa “bastonata” ai teorici a tutti i costi, che continuano a farsi belli con speculazioni fini a se stesse, sperando che la fantomatica materia invisibile  resti tale sempre più  lungo.

Adesso, ecco comparire un’altra caratteristica eccezionale della materia oscura, quella di essersi fatta viva solo di recente. Sembra, infatti, che la rotazione delle galassie più antiche non sapesse praticamente che cos’era. Insomma, una materia nata in ritardo o nascosta  chissà dove per miliardi di anni. Ci sarebbe da ridere, soprattutto vedendo i salti mortali che si sono fatti per darne comunque una spiegazione plausibile (ma tutto è plausibile quando si ha a che fare con qualcosa che non si vede e che nemmeno si sente per un lungo periodo di tempo).

Una rappresentazione schematica di due galassie. A destra quella primigenia e a sinistra quella odierna. Come si vede bene quella antica non ha materia oscura e gira più piano; quella più vicina a noi ne ha tanta (colorata anche in rosso per farla VEDERE meglio) e ruota più velocemente. Uno schema di altissima profondità scientifica che impone elucubrazioni concettuali, puramente teoriche, che devono per forza essere introdotte per non buttare al macero una torta che sa di stantio in ogni sua parte… Fontet: ESO/L. Calçada
Una rappresentazione schematica di due galassie. A destra quella primigenia e a sinistra quella odierna. Come si vede bene quella antica non ha materia oscura e gira più piano; quella più vicina a noi ne ha tanta (colorata anche in rosso per farla VEDERE meglio) e ruota più velocemente. Uno schema di altissima profondità scientifica che impone elucubrazioni concettuali, puramente teoriche, che devono per forza essere introdotte, per non buttare al macero una torta che sa di stantio in ogni sua parte… Fonte: ESO/L. Calçada

Mi ricordo benissimo quando si diceva che senza materia oscura l’Universo non sarebbe potuto nascere. La materia normale mai avrebbe potuto formare stelle e galassie (QUI una galassia in fase embrionale che "fa il pieno" di materia per niente oscura). Adesso si osserva che non ce n’era affatto bisogno, ma la cosa viene presa con estrema naturalezza. No, ragazzi, mi spiace, ma questo con la Scienza ha poco a che fare. Facciamo nostro il vero succo di tutto: la materia oscura non serviva a niente all’inizio e non serve a niente nemmeno oggi. E me ne prendo tutta la responsabilità!

Per chi vuole divertirsi ecco l’articolo originale (su Nature, ovviamente, dato che tratta dei massimi problemi astrofisici…), che l’ESO ha messo in rete liberamente QUI.

 

NEWS!! Una nuova ricerca potrebbe dimostrare l'inutilità dell'energia oscura

5 commenti

  1. Mario Fiori

    Ma è oscura o la si colora di rosso? Ma si fà vedere o si nasconde? Mi ricordo che da ragazzino giocavo a nascondino, ma c'era già la materia oscura che mi circondava o chissà? Oddio ora mi viene paura!! :mrgreen:  :mrgreen:  :mrgreen: .

  2. Fiorentino Bevilacqua

    Non mi interessa più tanto il discorso della materia oscura (che prima, invece, mi affascinava), ma una curiosità comunque mi viene: come avrebbero fatto, le spirali dei primordi, ad arricchirsi di materia oscura tanto da far diventare le loro curve di rotazione via via più piatte col passare del tempo e ad arrivare al “presente” con le curve che conosciamo? Inglobando le galassie nane? La vera domanda che mi pongo, invece, è la seguente: se il risultato fosse estendibile ad un numero di spirali primordiali statisticamente significativo (e non fosse pure questo afflitto da problemi … di conteggi, misurazioni o altro), come si potrebbe spiegare la minor piattezza? Io non lo so, faccio altro nella vita, non mi occupo di stelle e galassie, ma non potrebbe essere  che F=ma è diversa sia a seconda dell’intensità delle accelerazioni che del tempo trascorso a partire dal Big Bang? A meno che, “contando” meglio … un po’ come con le supernove Ia e l’accelerazione dell’espansione, se ho capito bene …  :wink:

  3. caro Fiorentino,

    sarebbe bello poter rispondere... Io non riesco a pensare molto  una legge che vari col tempo, però potrebbe variare per situazioni al contorno diverse. Ad esempio, quanta materia vi era realmente nelle galassie primordiali attorno ad esse, che noi non riusciamo a vedere perché senza emissioni? Conosciamo ancora troppo poco della materia barionica realmente presente e della sua distribuzione originaria. E' proprio di questi giorni l'inizio di una campagna negli UV attraverso la fluorescenza che farebbe identificare piccole galassie altrimenti invisibili. Se riesco ne scrivo un veloce articolo...

  4. Fiorentino Bevilacqua

    ...quindi, se trovata, potrebbe essere questa "normale" materia barionica la responsabile delle curve di rotazione non piatte come nelle spirali di oggi.

  5. caro Fiorentino,

    qualcosa del genere. Può essere strettamente collegato questo articolo:

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2017/02/18/la-materia-oscura-non-serve-piu-alle-galassie/

     

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