27/09/17

I MIEI AMICI ASTEROIDI (6): Gli studenti bocciano Bruce Willis

Ricordate l’isterismo per il 21 dicembre 2012, data della presunta fine del mondo prevista dai Maya? Mi sono anche divertito a costruirci sopra questo racconto di fantasia! Ebbene, sono convinto che, in un modo o nell'altro, riapparirà presto! L’uomo in fondo è contento di essere spaventato dai media. Sarà un asteroide ancora sconosciuto a distruggere la civiltà terrestre? Ci sarà un Bruce Willis che scenderà sull’asteroide, lo spaccherà e salverà la Terra come in Armageddon? A un gruppetto di studenti dell’Università di Leicester è stato dato il compito di valutare la situazione. Ed essi hanno bocciato Bruce Willis senza alcun appello.

Nel celebre film del 1998, Bruce Willis viene spedito su un asteroide in rotta di collisione con la Terra. Egli, con esemplare sprezzo del pericolo scava un buco, inserisce un ordigno nucleare e lo fa esplodere al momento giusto. Il nostro pianeta è salvo! Magnifico, ma… impossibile!

6-asteroide
Gli studenti di Leicester si sono messi al lavoro e la loro risposta è stata negativa: l’eroismo di Bruce non sarebbe servito a niente. Perché? Innanzitutto per una semplice ragione: non esiste bomba nucleare in grado di fare ciò che il film vuole farci credere. Come fare a dimostrarlo? Niente di così difficile per studenti desiderosi di mettere in pratica la loro passione “seria” per l’astronomia.

I giovani scienziati in erba hanno calcolato l’energia cinetica necessaria per spezzare in due il corpo celeste, in funzione del raggio dell’asteroide r, della sua densità ρ, del raggio di salvezza R (ossia la distanza dal centro della Terra a cui dovrebbero passare i frammenti per avere la sicurezza di non essere colpiti), della velocità v dell’asteroide prima della manovra di salvataggio e della distanza D dalla Terra al momento dell’esplosione nucleare. La formula finale è risultata la seguente:

E = 2/3 π r3 ρ ( R v / D)2

Usando le esatte condizioni riportate nel film e considerando come raggio di salvezza il raggio della Terra più circa 700 km (tenendo conto della gravità terrestre), i quattro studenti coinvolti nel “quiz” hanno poi facilmente calcolato che l’ordigno nucleare dovrebbe essere un po’ più potente del più distruttivo ordigno mai provato, il “Big Ivan” russo, capace di liberare un’energia di 50 megatoni. Solo un po’… circa un miliardo di volte più potente!

Non solo però… Alla distanza a cui ha operato Bruce Willis non vi era comunque possibilità di “scansare” i due frammenti. L’eroe avrebbe dovuto raggiungere il killer spaziale quando era a circa 13 miliardi di chilometri da noi. Per quanto veloce fosse l’astronave di Bruce non sarebbe mai riuscito ad arrivare in tempo.

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Niente da fare, bisognerebbe usare altri metodi e potere eseguire le operazioni molto prima, come già scritto varie volte in questo sito. Ovviamente il film aveva le sue ragione per falsificare la Scienza: attrarre più persone e permettere un finale a lieto fine. Tuttavia, spesso le stesse falsificazioni sono fatte per motivi molto meno innocenti…

Il lavoro dei quattro studenti appassionati di astronomia (22 anni in media) verrà pubblicato su una rivista che esce ogni anno a cura dell’Università di Leicester (Journal of Special Physics Topics). In modo da preparare i giovani a un loro eventuale futuro diretto alla ricerca scientifica (non solo in astronomia), la pubblicazione seguirà le regole comuni delle riviste professionali internazionali, con tanto di “referee” esterni.

Il professore che segue il progetto pensa che questo tipo di approccio sia veramente fondamentale per preparare futuri scienziati. Essi devono, infatti, dimostrare una buona preparazione generale in fisica e avere una giusta dose di immaginazione. In altre parole, devono mettere le loro qualità mentali al servizio di qualcosa che non sia solo appagante esteticamente, ma che abbia anche un risvolto scientificamente importante, qualsiasi sia il loro campo di ricerca.

D’altra parte, solo così si spiegano le ricerche di ampio respiro e di indubbia utilità che molti semplici dilettanti eseguono in giro per il mondo, tutte condite con la giusta dose di umiltà scientifica. Nessuno, infatti, dovrebbe pretendere di rivoluzionare la fisica dell’Universo per sentirsi appagato mentalmente né -al contrario- limitarsi a guardare e a gioire come davanti a uno schermo televisivo. Una giusta via di mezzo…

Con strumenti modesti si possono già fare ricerche eccellenti, come l’inseguimento dei NEA e le curve di luce delle variabili a eclisse. Lavori di “routine”, ma fondamentali per certe problematiche. A buon intenditor poche parole…

Se poi, la base è solida si può anche cercare di iniziare contribuendo a risolvere problemi di soluzione relativamente semplice (come quello degli studenti di Leicester) e poi … chissà! D’altra parte “nessuno nasce imparato!”.

 

QUI tutti gli articoli finora pubblicati della serie "I miei amici asteroidi"

 

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