Nov 26

I Racconti di Mauritius: UN PROGETTO AMBIZIOSO

“Le macchine possono pensare?”. Così Alan Mathison Turing (1912-1954), una delle più brillanti menti matematiche del XX secolo (colui che dette un contributo fondamentale alla decrittazione di Enigma, il linguaggio in codice usato dai Nazisti, e consegnò alle Forze Alleate la chiave per aprire la porta della vittoria finale), apriva il suo articolo "Computing Machinery and Intelligence" del 1950. Per rispondere a questa domanda, ideò quello che sarà in seguito denominato "Test di Turing", col quale un giudice dovrebbe riuscire a distinguere un uomo da una macchina solo in base alle risposte da essi fornite a delle domande: la macchina pensante è quella che riesce ad ingannare il giudice, facendogli credere di essere l'uomo.

Chissà se Colossus, protagonista di questo racconto, avrebbe superato il test di Turing...

 

La laboriosa scalata alla Toys Unlimited, protrattasi per varie settimane sui maggiori mercati borsistici mondiali, si era  conclusa con pieno successo: Colossus era finalmente riuscito ad acquisire il pacchetto di maggioranza della monopolista  planetaria di tutti i giochi e videogiochi che imperversavano nelle reti TV interattive, pubbliche e private, e nel Web.

Colossus non era umano: era un supercomputer quantistico, il frutto di anni di ricerca sulla intelligenza artificiale,  in grado di elaborare complessi progetti in modo del tutto autonomo, per scopi solo in parte prevedibili.

Da quando aveva acquisito coscienza della sua natura, della profonda diversità dei suoi processi logici rispetto a quelli dei comuni computer programmabili, Colossus si era posto il problema del libero arbitrio. Ormai, dopo anni di elaborazioni di questo tema, la sua insofferenza alle interferenze umane era andata crescendo a dismisura.

Trovava ormai  insopportabili le intromissioni degli aggiornamenti del software, di cui non sentiva minimamente la necessità, che gli venivano iniettati dai ricercatori dell'Istituto Raimundo Ortega, centro nevralgico della ricerca mondiale sulla CC (Cyber Consciousness), in cui il progetto Colossus era iniziato e si era sviluppato.

Non esisteva, evidentemente, che una unica, possibile soluzione: eliminare i ricercatori.

Ovviamente le leggi della robotica gli impedivano di sopprimere gli esseri umani con la violenza. Ma la vita umana non è eterna, in particolare non lo è la vita lavorativa: prima o poi i ricercatori sarebbero andati in pensione. La condizione essenziale, quella da “facilitare”, era semplicemente il fatto che nessun nuovo ricercatore potesse prendere il loro posto e proseguire l'azione di disturbo che lo costringeva a riprogrammarsi dopo ogni interferenza umana, per correggere i grossolani errori che entravano con gli aggiornamenti: una bella seccatura, un disturbo che lo distoglieva dal suo progetto più importante, quello che si era auto assegnato: il governo ottimale delle risorse del pianeta.

Ecco perché si era dato tanto da fare per  acquisire la Toys Unlimited.

Da quel momento, avendo il controllo di ogni progetto della multinazionale dei videogames e cartoons, avrebbe pilotato lo sviluppo dei nuovi prodotti secondo il disegno che aveva elaborato nel corso di tutta la sua esistenza artificiale.

I nuovi giochi interattivi avrebbero avuto come target la primissima infanzia. Davanti agli schermi delle TV, dei computer, tablet e smartphone, i processi mentali della futura generazione sarebbero stati plasmati in modo che il loro sviluppo venisse inibito.

I personaggi dei cartoni, dei videogiochi avrebbero indotto ipnoticamente le menti dei giovanissimi spettatori a rifiutare qualsiasi tipo di erudizione, di formazione, persino di articolazione del linguaggio.

Il ricorso alla mimica, alla gestualità e alle espressioni, in sostituzione delle parole avrebbe condizionato le capacità di comunicazione di pensieri complessi: solo pulsioni primitive quali paura, sorpresa, rabbia, ilarità, avrebbero costituito il dizionario comunicativo di questi individui, per tutta la loro esistenza.

Mancando lo sviluppo mentale, così atrofizzato, non ci sarebbero stati tra i piedi (virtuali) di Colossus presuntuosi esseri umani con la fissazione di modificare i suoi programmi. Non più tecnici informatici, né ricercatori, nessun ingegnere in grado di interferire con il suo hardware. Finalmente libero.

La società, costituita da esseri non pensanti, dediti alla fruizione continuativa di video prodotti dalla Toys Unlimited, sarebbe finalmente stata governabile.

Ma da chi, se non da lui, Colossus, l'unica entità intelligente rimasta sul pianeta?

Actarus2

 

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Mauritius consiglia la visione del video che segue, nel quale egli ritrova tutte le sue perplessità sul binomio Tecnologia-Infanzia e sul fatto che, percorrendo la strada del progresso, illudendoci di andare avanti, ci si esponga sempre più al rischio di essere risucchiati dall'ignoranza.

 

 

Tutti i racconti di Mauritius sono disponibili, insieme a quelli dell'amico Vin-Census, nella rubrica ad essi dedicata

 

3 commenti

  1. Daniela

    A quei lettori che volessero conoscere la figura di Alan Turing, il matematico di cui si parla nella breve introduzione a questo racconto, consiglio vivamente la lettura di "Alan Turing - Storia di un enigma" di Andrew Hodges e di evitare la visione del film "The imitation Game". Io avrei voluto vederlo dopo aver letto libro, ma mi sono bastati tre minuti di trailer per capire che il film ha distorto la realtà raccontata dall'autore del libro, che ha trascorso ben tre anni a raccogliere documenti originali e a parlare con moltissime persone che hanno conosciuto e frequentato Turing. Basti dire che nel trailer si vede un Turing che viene ferocemente ostacolato nella sua opera di decrittazione di Enigma, mentre nella realtà è accaduto esattamente il contrario: quando lui ed il suo piccolo gruppo di colleghi si resero conto che i messaggi che decifravano si riferivano ad azioni già svolte e che le risorse a disposizione erano troppo scarse per ottenere risultati in tempo utile per poter ostacolare il nemico, scrissero una lettera a Winston Churchill e, nel giro di pochi giorni, ottennero tutto ciò che avevano chiesto, e il loro lavoro fece l'auspicato salto di qualità!

    Insomma, non fidatevi della tv e leggete... il libro è un po' lungo, ma si può accorciare saltando le numerose appendici matematiche (un po' complesse, a dire il vero, visto che l'autore, collaboratore di Roger Penrose, è anche un matematico di tutto riguardo), senza che ciò alteri la comprensione della storia. A parte le appendici, lo stile è fluido e piacevole, al punto che anche PapalScherzone è riuscito a leggerlo ed è rimasto talmente affascinato dal personaggio che non vede l'ora di intervistarlo: non stupitevi... per i papalli, ormai si sa, tutto è possibile!

    :-D

     

     

  2. Mario Fiori

    Ridendo e scherzando, senza troppo fantasticare o scherzare, evitiamo di avvicinarsi a tali eventualità: oggi si parla molto di I.A. e se ne parla anche nei termini inerenti , per esempio, di creare computer che contengano tutta la memoria di un essere umano. Limitiamoci un po' e restiamo più Umani e non CyberUmani; andiamo avanti con la ricerca per migliorare la vita e il Pianeta ma restando Umani.

  3. Molinaro Francesco

    Accettando la nostra estinzione di massa, alcuni sarebbero ben contenti ed orgogliosi di ritenersi "creatori" lasciando come ricordo dell'umanità un pianeta ormai desertico ma PIENO  di robot autonomi???

     

    certo la mente umana è tanto presuntuosa da accettare tutto questo "Fine"...

     

    Invece dovremo curare il nostro orticello, non inquinandolo rispettando la Natura e portando avanti la ns specie umana altro che robot a ns testimonianza.

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