27/11/17

Dobbiamo cominciare a cambiare? No, accidenti, no!

Uno scambio di commenti con il nostro amico Luigi, mi ha stimolato a scrivere queste poche righe che non avrei mai voluto nemmeno pensare. E’ il momento delle “fake news” e ormai sembra che si voglia intervenire. L’ultimo decisivo colpo all’ironia, conoscendo la sagacia dei nostri governanti?

L’ironia indolore era uno dei punti di arrivo ai tempi in cui io per primo (cardinale e capovola), partecipavo attivamente alla goliardia. Momenti fantastici e la cosa più bella era riuscire a far divertire anche chi subiva un certo scherzo. Purtroppo, io ero già arrivato nella fase di decadimento goliardico (decadimento dovuto all’intrusione della politica) e non riuscii a partecipare a uno degli scherzi più belli e riusciti di cui sia venuto a conoscenza, per averlo letto sui giornali dell’epoca e per essere diventato amico di uno dei protagonisti.

Si trattava, in poche parole, di un “colpo di stato” a San Marino, dove con una strategia studiata perfettamente, si era riusciti a mettere in prigione il Sindaco (o come si chiama) e poi, col suo telefono ufficiale, telefonare al Ministero e dichiarare guerra all’Italia. Tutto finì con una gran festa, con tanto di Sindaco in testa, e la dichiarazione di un giorno dedicato al godimento puro (nei giusti limiti). Nel frattempo, però, un carro armato italiano era stato mandato a sorvegliare a distanza la piccola Repubblica…

Io, nel mio piccolo, insieme a un gruppo di abili e audaci collaboratori, ho solo cambiato nome a Via Roma, la via principale di Torino, dedicandola a Lucius Volabassus, il pontefice di allora. Dopo poche ore, lui transitava con tanto di carrozza tirata da due o quattro cavalli bianchi per la via che lo celebrava (eravamo a Carnevale, ovviamente). Durante la notte, mentre si applicavano i nuovi cartelli, eravamo riusciti a convincere le Istituzioni a lasciarci fare promettendo di rimettere tutto a posto! Non posso dimenticare la faccia di un vigile, quando, la mattina presto, aveva visto i nuovi cartelli…

Ma ne avrei cento da raccontare. Situazioni che oggi, tra terrorismo, criminalità e molto altro, sarebbero impensabili.

E la stessa sorte sta toccando all’ironia scritta… Senza ironia manca il sale della vita. Soprattutto, l’autoironia... L’ironia stimola la riflessione, nascondendo sempre delle grandi verità. E noi continuiamo a usarla spesso in questo Circolo, convinti che i nostri lettori sappiano valutarla e apprezzarla.

Ma, domani, sarà ancora possibile? E’ nata l’epoca delle fake news, delle bufale… Purtroppo, molte di queste sono mirate a fare del male e non certo a divertire chi le subisce. Non solo, però… anche quelle che potrebbero avere solo uno spirito ironico non vengono capite a causa del decadimento delle menti umane e con l’aiuto della “rete”. Conclusione? Bisogna intervenire… e le nostre Istituzioni, essendo al passo con i tempi, entreranno –forse- a gamba tesa e faranno scomparire la cara vecchia ironia anche in quegli angoli, come il nostro, in cui ancora esiste.

Spero proprio di no, magari perché siamo piccoli e non parliamo di politica, ma… mai dire mai…

Comunque, niente paura… per negarmi l’utilizzo dell’ironia mi dovrebbero mettere al rogo come Giordano Bruno. Ve lo giuro!!!!

Un piccolo brano dell’insuperata “zuppetta” di Nanni Loy…

9 commenti

  1. Daniela

    Chissà perché questo sfogo enziano mi ha fatto riaffiorare il ricordo di questo racconto di Mauritius... :roll: l'argomento è diverso, ma credo che la problematica di fondo che sollevano sia la stessa.

    Lo riporto anche qui:
    DIRITTO D'AUTORE
    Dal mese di aprile 2003 le sanzioni per coloro che producono, vendono, acquistano copie non autorizzate di brani musicali o filmati sono state inasprite, prevedendo severi provvedimenti  pecuniari e, in certi casi, la detenzione fino a tre anni. I supporti di memorizzazione e i dispositivi di riproduzione sono stati gravati da una tassa speciale che si applica all'acquisto del bene, indipendentemente dall'uso che ne verrà fatto.

    Tutto questo nel 2003, ma se facciamo un piccolo sforzo d' immaginazione, spingendoci al... 2033?

     

    Il vetro andò in frantumi con uno schianto secco. In una frazione di secondo, centinaia di frammenti volarono in ogni direzione colpendo le pareti ed il pavimento, suddividendosi ulteriormente in piccole schegge acuminate ed invisibili.

    L'uomo restò immobile, con il braccio ripiegato verso il mento ed il rasoio serrato nella mano, nel gesto incompiuto. La schiuma da barba che gli copriva metà della faccia lo faceva sembrare una via di mezzo tra un pupazzo di neve e un finto babbo natale, sorpreso a metà del travestimento.

    Aveva improvvisamente smesso di fischiettare e se ne stava lì, immobile, quasi paralizzato dalla paura di ciò che stava per accadere. I due agenti della pattuglia entrarono dalla finestra, ormai ridotta ad un telaio, dalla cui cornice spuntava ancora qualche frammento di vetro di forma triangolare, trattenuto dallo stucco. Il simbolo del CD spezzato, che spiccava sulle loro tute mimetiche, li rendeva immediatamente riconoscibili per quello che erano: due agenti della Repressione Pirateria.

    Quello che sembrava essere il capo pattuglia si avvicinò e disse "La dichiaro in arresto per comportamento palesemente lesivo del Diritto d'Autore. Ha il diritto di telefonare al suo avvocato o, in alternativa, di richiedere che le sia assegnato un difensore d'ufficio."

    L'uomo posò il rasoio sulla mensola del lavandino, si tolse la schiuma dalla faccia, si dette una risciacquata e si asciugò il viso. "Datemi solo qualche minuto per mettermi qualcosa" replicò con rassegnazione.

    Poco dopo erano in auto, diretti al comando di zona della Repressione Pirateria; i due agenti davanti, lui seduto dietro, ancora incapace di spiegarsi come aveva potuto fare una simile sciocchezza.

    Eppure lo sapeva! Gliel'aveva detto anche il portinaio, la sera prima,  che quella settimana il quartiere era pattugliato giorno e notte. Era bastato distrarsi un attimo, dimenticare le necessarie cautele e lasciarsi trascinare dalle vecchie abitudini per cacciarsi nel guaio più grosso della sua vita.

    Non riusciva neppure a ricordare  cosa stesse fischiettando, come se lo sgomento per la repentina apparizione degli RP avesse cancellato quegli sciagurati istanti precedenti. Già, cancellato... proprio quello che stavano per fargli ora. Chissà che sensazione avrebbe provato. Aveva conosciuto una mezza dozzina di persone che erano state sottoposte alla procedura, ma nessuno di loro si era mai lasciato andare a raccontare i dettagli.

    La macchina si fermò nel cortile del Comando. L'agente subalterno lo fece scendere e l'afferrò per un braccio, abbastanza gentilmente ma con decisione. Salirono la breve rampa di scale ed entrarono nell'atrio.

    Il capo pattuglia, intanto, si era seduto ad un terminale ed aveva inserito i dati dell'operazione appena conclusa. Il cosiddetto processo durò meno di dieci minuti. Il difensore d'ufficio si limitò a richiamare l'attenzione del giudice sul fatto che l'imputato era incensurato, chiedendo per questo che venisse applicata la sanzione minima, ossia la "Smemorizzazione Locale Attenuata".

    Un quarto d'ora dopo la sentenza,  un infermiere  lo fece accomodare su una poltroncina e gli sistemò in testa una cuffia. "Faremo una piccola rimozione della sua memoria, solo quello che occorre. Non si preoccupi, non sentirà nulla."  Il tono rassicurante non riuscì a esorcizzare il contenuto sinistro di quelle poche frasi. Gli avrebbero estratto un ricordo... per sempre!

    "Ma cosa dimenticherò? Voglio saperlo, adesso, la prego... mi dica almeno il titolo"  L'infermiere era girato verso il pannello di controllo su cui  spiccava, in viola cupo, la  scritta "SMEMOTEL". Senza voltarsi, disse, in un soffio: "Jingle Bells". Poi premette il pulsante.

     

    AVVISO

    La diffusione di questo testo, con qualsiasi mezzo, è severamente vietata. La lettura è consentita una sola volta, poi il supporto dovrà essere distrutto. Non è consentito riferire ad altre persone, neppure in forma succinta, il contenuto dello scritto, né citarne brani isolati. Le eventuali copie pirata verranno sequestrate e distrutte a spese dei responsabili. I trasgressori saranno perseguiti a norma di legge e sottoposti alla procedura di smemorizzazione.

  2. Maurizio Bernardi

    Finché resteranno in vigore gli articoli 21 e 33 della Costituzione, la libertà di espressione, compreso il diritto alla satira, è garantito. Ma non è detto che questo diritto valga per sempre. Qualcuno potrebbe diventare intollerante e decidere che l'ironia, la critica che mette in ridicolo i comportamenti  contraddittori, in particolare di chi ha il potere, non sono (più) ammissibili.

    Ma il rischio più grande non è la deriva autoritaria, bensì l'incapacità di molti  o moltissimi a cogliere il senso che emerge da ragionamenti sottili e paradossali che, muovendo dal reale, conducono l'ascoltatore a scoprire l'assurdo che si cela dietro la consuetudine.

    L'ironia non morirà soffocata dalla violenza , ma dalla indifferente incomprensione.

  3. Daniela

    Concordo con la tua riflessione, Mau... ma te lo immagini cosa accadrebbe oggi se Nanni Loy ripetesse lo scherzo della zuppetta? Temo che in molti avventori l'incomprensione genererebbe violenza, nel migliore dei casi solo verbale...

    Chi reagirebbe col sorriso come quei signori che vediamo nel filmato? Forse nessuno...

  4. caro Mau... è proprio quello che temo... non avrà più senso per nessuno e verrà abolita solo per i risvolti più sordidi e biechi di chi cercherà malamente di utilizzarla.

  5. Gianni Bolzonella

    Quel video è un salto indietro gigantesco in un altra dimensione,un'altra Italia,scomparsa nello spaziotempo.Quando era carnevale,in febbraio,per noi padovani era quasi una festa vedere una marea di studenti festosi e casinari,sfilare con Le loro feluche a punta e mantelli variopinti a seconda della facoltà frequentata.Era una società di studenti diversi quelli di allora,si festeggiava e si festeggia ancora oggi l'8 febbraio del 1848 quando ci furono scontri con gli austriaci,morirono due studenti.Per le ragazze in quei giorni degli anni 50/60/fino agli anni 70,non era facile passare in centro Padova,senza essere attenzionate almeno con una manciata di borotalco,molti studenti ai semafori,chiedevano contributi agli automobilisti,canti,balli e tanto casino.Si eleggeva in quei giorni il Tribuno dell'anno.Vino a volontà e scherzi belli e anche qualcuno meno simpatico,cavalli e cavalieri,travestimenti originali, le osterie  sempre piene,c'erano le delegazioni di altre università,a rinforzare il casino e i discorsi più o meno ufficiali.Poi tutto venne sequestrato dalla politica,dall'astio ideologico e si esaurì un'epoca.

    « Gaudeamus igitur iuvenes dum sumus.
    Post iucundam iuventutem
    post molestam senectutem
    nos habebit humus! »

    Nei secoli scorsi,l'Università e gli studenti a Padova erano un territorio extra,nemmeno la polizia ci metteva il naso,nei duelli,le arroganze e anche omicidi che avevano per oggetto,il mondo studentesco.I cittadini padovani di allora,li guardavano mica tanto con simpatia.

    Guarda Maurizio:"Chi guarda cartello non mangia vitello",gli articoli della costituzione vengono rispettati finché ci sarà qualcuno con la volontà di rispettarli e di farli rispettare,ma questo non è affatto garantito.I tempi cambiano,fino a poco prima della rivoluzione,in Francia,il Re era veramente lo stato in persona e nessuno ne metteva in discussione la sua autorità istituzionale,malgrado il malcontento.Poi un sassolino da qualche parte cominciò a rotolare,diventò una palla di neve e poi una valanga...Evviva l'ironia e chi la capisce!Ciao gente!

  6. caro Gianni... che ricordi... ero stato una volta alla festa di Padova, tutti a dormire (un poco) al Caffè Pedrocchi, che per disposizione del proprietario aveva sempre libero accesso ai goliardi. Poi tutti i cartelli stradali invertiti e i vigili che cercavano con gentilezza di far capire che tutto era nella norma. Ma eravamo già alla fine e infatti penso sia stato l'ultimo simile al vecchio stile. Mi ricordo un carro di carnevale... considerato un po' osé a quei tempi: un enorme cubo di cartone, senza alcuna decorazione, ma solo con un grande foro nella facciata anteriore. Tutti guardavano senza capire... poi passava lentamente e nella faccia posteriore un solo cartello che indicava il significato del carro... IL BUCO DEL CUBO... E qualcuno aveva perfino storto un po' il naso!!!

  7. Gianni Bolzonella

    Ho frequentato non regolarmente, anch'io il Caffè Pedrocchi,a quei tempi c'era ancora Bepi ,baffuto,burbero gestore tollerante del caffé,la sala verde per tradizione era a disposizione di chi non poteva o voleva consumare.Mi ricordo che avevo degli amici greci,studenti di quell'ateneo.C'era anche un'orchestra polifonica degli studenti Vitaliano Lenguazza.Tempi eroici! :-D

  8. Sì, sì, è vero... la lenguazza! E io ricordo anche a Bologna la rappresentazione teatrale con tanto di Sindaco dell'Ifigenia in Aulide (trasformata in ... non è difficile da immaginare...). E una partita di pallone in Piazza Grande tra garibaldini e vietnamiti, commentata dal balcone del Palazzo di Re Enzo...

    sì, Gianni, bei tempi, molto più semplici e più limpidi...

  9. Mario Fiori

    Purtroppo ridere e scherzare, ironizzare e scanzonare (con saggezza e rispetto ovviamente), creare doppi sensi talvolta non senso e cose simili, non fa' bene ai seriosi signori della  politica e dell'economia , ai Signori e Signore in carriera; questo perchè talvolta (spessino, passatemi l'espressione) di limitata intelligenza e mente scarsamente vivace, talvolta perchè colpiscono nel segno e scoprono vizi del potere e del "dio" denaro indicibili e soprusanti (non esiste ma mi è venuta così, un neologismo di Mario :mrgreen:). Stiamo rischiando grosso una deriva profonda verso la limitazione dell'espressione umana, verso un controllo della mente per non creare problemi a carriere e poteri.

    Talvolta mi viene da dire : ma queste Signore e questi Signori in carriera , non saranno mica in...corriera , si per poi andare al...podere...gli farebbe bene :mrgreen:  :mrgreen: .

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