27/06/19

Gli alieni sono già tra noi? Comunque sia... non mangerò più il polpo! *

Sapevo già dell'intelligenza elevata riscontrata nei polpi e mi faceva un po' effetto mangiare un "qualcuno" in grado di compiere azioni in cui il cervello giocava un ruolo fondamentale. Ma, oggi, con le recenti nuove scoperte... mi sentirei una specie di "cannibale spaziale".

Il polpo ha un sistema nervoso del tutto diverso da quello dei vertebrati e, quindi, anche dal nostro. In qualche modo, la sua struttura è decisamente più complessa e molto meno limitata. Noi dobbiamo far arrivare tutte le informazioni al cervello e dal cervello: è lui il solo centro decisionale che incamera le informazioni, le elabora e decide come far muovere le varie periferiche del corpo umano. La nostra mano prende in mano qualcosa solo se il cervello ha deciso così e il nostro piede scaglia il pallone in rete solo dopo una attenta elaborazione delle condizioni al contorno del cervello.

Ovviamente tralasciamo i movimenti riflessi, dato che sono reazioni locali ben lontane da un vero sistema decisionale. I polpi, invece, vanno ben oltre e ogni loro tentacolo ha al suo interno un centro operativo e decisionale, che decide le azioni delle ventose e del movimento in genere. Una creatura abituata a muoversi in un mondo complesso e misterioso ha sviluppato una capacità davvero unica. Il cervello principale può anche dedicarsi alla visione generale dell'ambiente, mentre i cervelli dei tentacoli si insinuano tra le rocce e la vegetazione alla ricerca di cibo o di chissà che altro ancora. Oltretutto i cervelli dei tentacoli si possono scambiare informazioni senza bisogno di passare dal centro principale. Insomma, una creatura veramente aliena, nella sua struttura generale di scambio di informazioni e di reazioni ponderate.

Ricorda , in qualche modo, una serie di computer in parallelo, uno dei sistemi che hanno permesso la soluzione dei più complicati programmi di meccanica celeste e non solo.

A queste conclusioni si è giunti dopo anni e anni di studi approfonditi e di video girati sul campo in cui ogni tipo di azione e di decisione venivano registrati (vedi sotto). Tra l'alto si notava chiaramente che in moltissime azioni il cervello centrale era del tutto inconsapevole di cosa stessero facendo i tentacoli. Una cieca fiducia nei suoi collaboratori.

Fonte: Dominic Sivitilli/University of Washington

I grafici dei video indicano i movimenti sincroni e asincroni  dei tentacoli, che riescono a mostrare quando essi stanno ricevendo un segnale comune dal cervello principale o agiscono individualmente sulla base dell'ambiente circostante.

I polpi sono sicuramente un ottimo esempio di come la vita biologica potrebbe essersi sviluppata su altri pianeti, in cui l'ambiente esterno abbisogna di una più complessa articolazione delle funzioni decisionali. Un alieno terrestre... o un segno che gli UFO sono già scesi tra noi (magari provenendo da Europa o da Encelado)? Sto scherzando, ma, sicuramente, i polpi possono insegnarci molto su evoluzioni alternative dell'intelligenza.

Nel mio piccolo posso riportare un fatto capitatomi anni fa in Sardegna, vicino ad Arbatax. Mentre mi gingillavo con i piedi a bagno seduto su una roccia ho sentito qualcosa che mi si era attaccato a un piede. Era un piccolo polpo. Ho allora scelto la strada del gioco e usando un fazzoletto bianco e un bastone  ho creato uno strumento per catturare l'attenzione del polpo. Abbiamo passato parecchi minuti a giocare. Lui si attaccava alla roccia con almeno due tentacoli mentre gli altri afferravano il fazzoletto e lo seguivano mentre cercavo di tirarlo fuori dall'acqua. Un tira e molla che sembrava divertire molto anche il piccolo alieno. Poi, a un certo punto, ecco che la testa esce dall'acqua e mi manda uno sputo piuttosto preciso, Dopo di che il polpo se ne è andato per la sua strada. E' fin troppo facile pensare che per un po' i cervelli dei tentacoli hanno voluto giocare, finché il cervello principale non è intervenuto in prima persona e ha dato il comando: "Basta, rimaniamo seri! Che diamine...".

Mi spiace... ma penso che non riuscirò più a mangiare un polpo...

L'articolo originario è stato presentato alla Astrobiology Science Conference  dell'Unione Geofisica Americana ed è in corso di pubblicazione col titolo "How octopus arms make decisions".

 

 

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