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10/07/19

I media hanno toccato il fondo: l'ignobile truffa della RAI (servizio pubblico)

La RAI (in particolare ho sentito la terza rete) ha ordito una truffa mediatica che ha dello spaventoso, mettendo in luce quanto la verità dei fatti venga manomessa e stravolta da chi tiene le redini del nostro Paese e come la usi per interessi di ben altro genere.

Non è  molto che, grazie a un paio di attenti lettori, abbiamo riportato su queste pagine la petizione di più di cento scienziati italiani (tra cui nomi indiscutibili) con la quale si  rivolgevano al governo per chiedergli di occuparsi seriamente di un problema che era ben lontano dalle verità imposte dai poteri forti e basata su programmi e dati decisamente discutibili se non del tutto fasulli. Insomma, in parole povere, diceva quello che noi diciamo da anni: la modesta variazione di temperatura di qualche decennio fa ha  quasi sicuramente cause naturali. Sono  queste quelle da studiare,  per  non finire coinvolti in sceneggiate costruite a tavolino, come quella di Greta e dei suoi gretini e nelle mani dei potenti che sfruttano le menzogne climatiche per scopi economici e finanziari (pale eoliche mafiose, finta energia pulita, tasse e controtasse ecologiche, macchine elettriche per la cui costruzione si produce più CO2 di quanto non consumi un'automobile a benzina nella sua vita, ecc., ecc.), mischiando in modo ridicolo (per non dire tragico) il vero inquinamento dell'aria e dei mari con un composto, la CO2, che tutto è meno che un inquinante, oltre che essere il cibo della vita vegetale.

Mi aspettavo che la RAI e gli altri media tacessero a riguardo, come spesso fatto in passato su temi analoghi e continuassero a propinarci le solite ramanzine incartapercorite di farfallini e picozzette vari. E, invece, questa volta ha voluto passare al contrattacco, trasformando completamente a beneficio della menzogna una notizia di ben altro tenore. Ieri sera, al TG3, la solita lettrice (chiamarla giornalista sembrerebbe un insulto a coloro che lo sono stati per davvero) ha detto chiaramente che gli scienziati si sono mossi e hanno mandato una petizione, ma con lo scopo di aumentare e migliorare le risposte a un problema sempre più impellente. Insomma, non solo sono d'accordo con le falsità, ma le appoggiano e vorrebbero rispondere con azioni ancora più decise. Insomma, gli hanno fatto dire esattamente il contrario di quanto hanno realmente detto (chi l'avesse sentita può fare facilmente il confronto con la VERA petizione riportata nel link iniziale e alla fine di questo articolo).

Fin qui una truffa e una bugia ignobile che fa ben capire quanto possano essere vere molte altre notizie regalateci giornalmente dal "servizio pubblico". Ma la faccenda è andata oltre: è stato intervistato uno degli scienziati (non ricordo il nome) il quale (e non so quanto volontariamente)  si è  espresso con parole completamente vaghe che si adattavano a tutto e al contrario di tutto. In particolare, parlava di credibilità della Scienza, del bisogno di approfondire e  di agire, ma senza mai sbilanciarsi sul giudizio duro e inequivocabile espresso nella petizione. Il suo discorso è stato tagliato a dovere e nei punti giusti? Oppure siamo di fronte a un cambiamento di idee sostenuto da qualche vantaggio consistente? Fatemi pensare al primo caso e fatemi sperare che gli scienziati della petizione si ribellino a questa menzogna, non solo dettata da una sicura ignoranza, ma anche dal chiaro scopo di nascondere le motivazioni e di trasformarle in uno strumento a vantaggio dei soliti potenti.

C'è qualche speranza? Temo di no... dato che se anche arrivasse la dura smentita nessun organo mediatico ufficiale la pubblicherebbe e poi si troverebbero sicuramente falsi scienziati (che ben conosciamo) che, con lo sguardo ironico, troverebbero il modo di ridicolizzare i veri esperti, avendo alle spalle una carro armato potentissimo, proprio perché basato sull'interesse di poche categorie privilegiate.

Il solito, unico invito, sempre più difficile da seguire: "Leggete, confrontate e concludete attraverso la vostra capacità di ragionamento. I mezzi per farlo ci sono tutti e non è necessaria una particolare cultura, ma solo una mente appena appena razionale".

PETIZIONE DI FISICI ITALIANI AL GOVERNO ITALIANO

Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Senato

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Consiglio

PETIZIONE SUL RISCALDAMENTO GLOBALE ANTROPICO

I sottoscritti, cittadini e uomini di scienza, rivolgono un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche. In particolare, è urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti nei sistemi ambientali sia continentali che marini.

Bisogna però essere consapevoli che l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta.

Negli ultimi decenni si è diffusa una tesi secondo la quale il riscaldamento della superficie terrestre di circa 0.9°C osservato a partire dal 1850 sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche, in particolare dalle immissioni in atmosfera di CO2 proveniente dall’utilizzo dei combustibili fossili. Questa è la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazione Unite, le cui conseguenze sarebbero modificazioni ambientali così gravi da paventare enormi danni in un imminente futuro, a meno che drastiche e costose misure di mitigazione non vengano immediatamente adottate. A tale proposito, numerose nazioni del mondo hanno aderito a programmi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sono pressate, anche da una martellante propaganda, ad adottare programmi sempre più esigenti dalla cui attuazione, che comporta pesanti oneri sulle economie dei singoli Stati aderenti, dipenderebbe il controllo del clima e, quindi, la “salvezza” del pianeta.

L’origine antropica del riscaldamento globale è però una congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models. Al contrario, la letteratura scientifica ha messo sempre più in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica naturale che i modelli non sono in grado di riprodurre. Tale variabilità naturale spiega una parte consistente del riscaldamento globale osservato dal 1850. La responsabilità antropica del cambiamento climatico osservato nell’ultimo secolo è quindi ingiustificatamente esagerata e le previsioni catastrofiche non sono realistiche.

Il clima è il sistema più complesso presente sul nostro pianeta, per cui occorre affrontarlo con metodi adeguati e coerenti al suo livello di complessità. I modelli di simulazione climatica non riproducono la variabilità naturale osservata del clima e, in modo particolare, non ricostruiscono i periodi caldi degli ultimi 10.000 anni. Questi si sono ripetuti ogni mille anni circa e includono il ben noto Periodo Caldo Medioevale, il Periodo Caldo Romano, ed in genere ampi periodi caldi durante l’Ottimo dell’Olocene. Questi periodi del passato sono stati anche più caldi del periodo presente, nonostante la concentrazione di CO2 fosse più bassa dell’attuale, mentre sono correlati ai cicli millenari dell’attività solare. Questi effetti non sono riprodotti dai modelli.

Va ricordato che il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni (corrispondente a quel minimo millenario di attività solare che gli astrofisici chiamano Minimo Solare di Maunder). Da allora a oggi l’attività solare, seguendo il suo ciclo millenario, è aumentata riscaldando la superficie terrestre. Inoltre, i modelli falliscono nel riprodurre le note oscillazioni climatiche di circa 60 anni. Queste sono state responsabili, ad esempio, di un periodo di riscaldamento (1850-1880) seguito da un periodo di raffreddamento (1880-1910), da un riscaldamento (1910-40), ancora da un raffreddamento (1940-70) e da un nuovo periodo di riscaldamento (1970-2000) simile a quello osservato 60 anni prima. Gli anni successivi (2000-2019) hanno visto non l’aumento previsto dai modelli di circa 0.2°C per decennio, ma una sostanziale stabilità climatica che è stata sporadicamente interrotta dalle rapide oscillazioni naturali dell’oceano Pacifico equatoriale, conosciute come l’El Nino Southern Oscillations, come quella che ha indotto il riscaldamento momentaneo tra il 2015 e il 2016.

Gli organi d’informazione affermano anche che gli eventi estremi, come ad esempio uragani e cicloni, sono aumentati in modo preoccupante. Viceversa, questi eventi, come molti sistemi climatici, sono modulati dal suddetto ciclo di 60 anni. Se ad esempio si considerano i dati ufficiali dal 1880 riguardo i cicloni atlantici tropicali abbattutisi sul Nord America, in essi appare una forte oscillazione di 60 anni, correlata con l’oscillazione termica dell’Oceano Atlantico chiamata Atlantic Multidecadal Oscillation. I picchi osservati per decade sono tra loro compatibili negli anni 1880-90, 1940-50 e 1995-2005. Dal 2005 al 2015 il numero dei cicloni è diminuito seguendo appunto il suddetto ciclo. Quindi, nel periodo 1880-2015, tra numero di cicloni (che oscilla) e CO2 (che aumenta monotonicamente) non vi è alcuna correlazione.

Il sistema climatico non è ancora sufficientemente compreso. Anche se è vero che la CO2 è un gas serra, secondo lo stesso IPCC la sensibilità climatica ad un suo aumento nell’atmosfera è ancora estremamente incerta. Si stima che un raddoppio della concentrazione di CO2 atmosferica, dai circa 300 ppm preindustriali a 600 ppm, possa innalzare la temperatura media del pianeta da un minimo di 1°C fino a un massimo di 5°C. Questa incertezza è enorme. In ogni caso, molti studi recenti basati su dati sperimentali stimano che la sensibilità climatica alla CO2 sia notevolmente più bassa di quella stimata dai modelli IPCC.

Allora, è scientificamente non realistico attribuire all’uomo la responsabilità del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili, essendo esse fondate su modelli i cui risultati sono in contraddizione coi dati sperimentali. Tutte le evidenze suggeriscono che questi modelli sovrastimano il contributo antropico e sottostimano la variabilità climatica naturale, soprattutto quella indotta dal sole, dalla luna, e dalle oscillazioni oceaniche.

Infine, gli organi d’informazione diffondono il messaggio secondo cui, in ordine alla causa antropica dell’attuale cambiamento climatico, vi sarebbe un quasi unanime consenso tra gli scienziati e che quindi il dibattito scientifico sarebbe chiuso. Tuttavia, innanzitutto bisogna essere consapevoli che il metodo scientifico impone che siano i fatti, e non il numero di aderenti, che fanno di una congettura una teoria scientifica consolidata.

12 commenti

  1. Dav

    Tutto giusto, resta il fatto che bisogna trovare un modo alternativo per la locomozione privata, visto che il petrolio sarà presto antieconomico. Elettrico, idrogeno o materia antimateria che sia  :wink:  :wink:

  2. mah... con lo shale gas che riempie il sottosuolo e i nuovi pozzi nell'artico penso che il petrolio e il gas avranno vita lunga e conveniente. Poi, ben vengano nuove tecnologie, ma bisogna che ci si lavori scientificamente sopra e non solo con la paura e la propaganda...

  3. Mario Fiori

    Bisogna che  vengano le nuove tecnologie ma che non siano spinte dainteressi economici o peggio mafiosi.

    L'importante è che le nuove tecnologie usino lavera scienza, la vera ricerca.

    Per i media ormai non ci sono speranze , una rivoluzione culturale dovrebbe partire proprio da lì e quindi siamo in salita.

  4. "la vera scienza...",  caro Mario, parole sempre più prive di senso... soprattutto se sono legate a risvolti economici

  5. Maurizio Rovati

    Cari amici. La realtà dovrebbe essere questa. Le petizioni sono due, la "nostra" e una pro AGW. La RAI ha dato voce solo alla seconda e, dato che il 97% e bla bla bla conta poco, l'altra si perde perché il tempo è poco e le notizie tante.

    Questa è la pro AGW e contro le fake news (secondo loro).

    https://www.santannapisa.it/it/news/no-false-informazioni-sul-clima-piu-di-200-scienziati-e-intellettuali-aderiscono-alla-lettera

    Non so se questa sia stata rapidamente imbastita a seguito dell'altra. In questi casi i fanatici sono piuttosto maniacali nella marcatura del nemico, quindi potrebbero aver pensato di rintuzzare l'attacco fornendo truppe fresche e numerose alla tesi opposta.

    Mi sono un po' documentato sul "consenso" e riporto le cose che ho trovato. Vorrei sapere se anche voi pensate sia andata così.

    Il Consenso del 97 percento, nasce da una ricerca del 2013 di John Coock et al, su 11944 Sommari (abstract) di pubblicazioni scientifiche climatologiche.
    La ricerca poneva le seguenti attribuzioni, di cui la prima è la definizione Standard dell'IPCC e del resto del circo AGW:
    1- AGW Reale e quantificabile, l'uomo è causa della maggior parte (>50%) del GW osservato.
    2- AGW Reale, l'uomo è causa di una parte non determinata del GW osservato.
    3- AGW Reale, perchè la ricerca implicitamente assume che l'uomo sia parzialmente responsabile.
    4-a) Non esprime nessuna posizione su AGW.
    4-b) Ritiene che manchino prove conclusive su AGW.
    5- Respinge implicitamente l'AGW proponendo alternative.
    6- Respinge esplicitamente l'AGW senza quantificare.
    7- Respinge esplicitamente l'AGW quantificando.
    Cook raggruppa poi i dati osservati come segue:
    A- Il 66,4% (7930 dei 11944 articoli) non si esprimono su AGW. (4a).
    B- Il 32,6% è assegnato da Coock in accordo con l'AGW. ed è formato da (1+2+3)
    C- Lo 0,7% sostiene che l'uomo non c'entra col GW.(5+6+7)
    F- Lo 0,3% resta incerto sulle cause del GW. (4b)
    Coock sostiene (arbitrariamente) che il 66,4% degli inespressi (4a), non conta.
    Ne restano in gioco quindi solo (11944-7930)=4014.
    Qui viene il bello. Infatti, il punto (1), la definizione standard AGW, conta solo 41 pubblicazioni.
    Significa che in realtà solo l'1% di 4014 supporta davvero la definizione standard AGW!
    I punti (2+3) sono ben 3896 articoli che NON supportano la definizione standard AGW dell'IPCC, ma Coock li assimila arbitrariamente alla (1) che così passa da 1% a 97%. Ecco il numero magico!
    Il Consenso di Coock è dunque manipolato, per quel che vale comunque il consenso in ambito scientifico...

    [successivamente, nel 2016, Coock ha ottenuto il PhD in Scienze Cognitive].

    Saluti.
    M.

  6. caro Maurizio,

    il fatto stesso che il sig. Luca Mercalli ne faccia parte e si definisca climatologo senza aver mai studiato tale disciplina e nemmeno "fisica" in generale, e pubblicato articoli sull'argomento la dice molto lunga. Si dice anche Presidente di un qualcosa che si è costruito da solo. Insomma, io potrei autonominarmi presidente del sito scientifico-didattico dell'infinito teatro del Cosmo ( :mrgreen: ). Di professori che seguono i gretini per varie e articolate ragioni ce ne sono tante... Io non conosco nessuno di quei nomi, mentre gente come Ricci, Prodi e Barbieri hanno risonanza mondiale.

    La tua analisi è molto interessante e smonta un vero palloncino pieno d'aria. Sapessi quanti sono stati i lavori pro-WG sbugiardati in seguito da lavori di ben altro spessore. Ma anche gli editori di riviste (una volta ultra rigorose) come Science e Nature ricevono probabilmente fondi per spingere verso un atto di fede molto utile per i poteri forti. Anche la scienza "pratica", ossia quella che gioca coi soldi, sta diventando un business a volte veramente indecoroso e squallido.

  7. Gianni Bolzonella

    Purtroppo signori,come già accennai in passato,quello di cui stiamo parlando,pro o contro il GW è il famoso "Guardare il dito e non la Luna",ovvero siamo strumenti di una battaglia,ma la guerra non è questa.Il GW è solo parte di un disegno ad incastri che vede diverse forze convergenti per dividersi il potere del mondo.Centra la grande finanza apolide,i super ricchissimi agglomerati che vogliono sostituire gli stati per fini facili da indovinare,Facebook,Google,Amazon ecc.Il papa(in minuscolo),il quale nel suo delirio di onnipotenza vuole costruire la super religione,cambiando la vecchia,non più rispondente ai bisogni ecumenici,appoggiando addirittura chi ha combattuto la vecchia per duemila anni pur di soddisfare il suo delirio,si infilano poi  tatticamente, governi nazionali per scopi,mire e vendette proprie,le organizzazioni internazionali sono un bordello dove si manovrano poteri ed interessi affini a quelli di cui sopra,sempre per lo stesso fine:"Il Dominio",sobillano e finanziano l'immigrazione selvaggia,con cinismo perché sanno che è un'arma economica ma devastante per chi la subisce.Sembra fantascienza,ma i mezzi,la violenza,la persistenza propagandistica ossessiva,le menzogne fabbricate da studi di psicologhi a tempo pieno,per fare fare alla gente quello che vogliono loro è purtroppo palese,ormai hanno fabbricato legioni di zombi fanatici,pronti a lisciarci alla bisogna in nome della democrazia,della bontà per la natura,e del mondo che verrà,che sarà migliore e stupendo,come già dicevano il gatto e la volpe a Pinocchio.Mica bisogna avere tre lauree per capirlo,basta leggere Collodi molto attentamente.

  8. Analisi perfetta e più che condivisa (almeno dal sottoscritto...).

  9. Gianni Bolzonella

    https://italiaeilmondo.com/2019/07/12/guerra-ibrida-professionisti-ed-apprendisti-di-piero-visani/

    Un esempio tra i tanti di come si combattono le guerre in questo momento,in attesa che qualcosa sfugga di mano a questi stregoni.Per chi ha voglia di leggere.

  10. Gianni Bolzonella

    Dall’istante in cui si è proposto, come interprete dell’interesse nazionale italiano, questo governo è entrato nel campionato di serie A delle potenze, un campionato nel quale l’Italia non può non giocare perché il Padreterno l’ha piazzata irrevocabilmente in un luogo decisivo per gli equilibri geopolitici mondiali: il Mediterraneo.
    Quando l’Italia non è riuscita a giocare con una propria squadra nel suddetto campionato di serie A delle potenze, ne è diventata il campo di gioco. Il gioco delle potenze è il gioco più violento che si conosca, in confronto la boxe professionistica è il tamburello. Diventarne il campo di gioco è molto pericoloso. Questo è un dato permanente dello storia.

  11. grazie mille Fiore! Se vuoi potresti tradurlo e riassumerlo...

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