01/02/21

Il complesso megalitico del Renon (di Carlo Azimonti)

Poteva un'insegnante in pensione innamorato di mare, montagna e cielo stellato, per di più iscritto per venti anni all'Unione Astronomica Italiana e residente nella Strada del Vino, sfuggire al campo gravitazionale di Enzone Zappalà? Decisamente no. E l' "impatto" è stato tanto piacevole quanto inevitabile.

E' con grande piacere, quindi, che inauguriamo la collaborazione con Carlo Azimonti, proponendo l'articolo che segue, pubblicato su Easy Astronomy, il suo blog.

 

 

Il complesso megalitico del Renon (Bz)

(articolo inserito nella sezione d'archivio dedicata all'Archeoastronomia)

Già! Sul Renon si trova un complesso megalitico. Ma cos'è un complesso megalitico? E' un insieme di menhir che sono delle grosse e talvolta molto alte pietre preistoriche. Sono piantati nel terreno, posti spesso l'uno accanto all'altro, a formare delle file. Sono stati spesso rinvenuti menhir lavorati su due facce che riproducono in forma sintetica la figura umana. È stato ipotizzato dagli studiosi che alcuni complessi megalitici, formati da menhir allineati, avessero la funzione di misura o di indicazione di importanti eventi astronomici, come i solstizi o gli equinozi. Sono ampiamente diffusi sul territorio europeo, dall’area caucasica fino alle coste atlantiche, in un arco cronologico che si colloca tra la fine del Neolitico e l’età del Rame fino alle soglie dell’età del bronzo (IV/III millennio a.C.)

In varie località dell'Alto Adige sono stati trovati diversi menhir ma non esiste in Alto Adige un altro posto come quello di Costalovara (BZ), che possa vantare la presenza di menhir (foto 1) disposti a formare un palese complesso megalitico. Ho visitato il sito di Costalovara e dintorni e sono rimasto molto impressionato dalla particolare disposizione dei menhir, con evidenti riferimenti archeoastronomici. Il sito viene descritto accuratamente nella pubblicazione di Dietmar Bernardi “Il progetto di costruzione della struttura megalitica del Renon” di cui trovate il link in bibliografia. Tutte le foto di questo resoconto sono tratte dalla suddetta pubblicazione di Bernardi. Di seguito espongo le parti a mio avviso più significative: la struttura megalitica del Renon e la presunta tomba preistorica.

Ci troviamo nell'area archeologica situata nei pressi del lago di Costalovara sul Renon (BZ) dove diversi menhir sono allineati a formare un triangolo isoscele (foto 2) con i lati obliqui di circa 500 m e la base di 866 m. Il menhir più grande ME01 si trova sul vertice sinistro della base ed è a poche decine di metri dal sito preistorico di Roarer Windspiel.

La base del triangolo che i menhir di Costalovara formano, è allineata a Est con l'alba dell'equinozio primaverile e autunnale, il lato sinistro del triangolo è allineato a Est Nord Est con l'alba del solstizio d'estate, e il lato destro è allineato a Est Sud Est con l'alba del solstizio d'inverno.

Foto 1. Alcuni menhir del complesso megalitico di Costalovara (BZ)

 

Foto 2. I menhir allineati di Costalovara. Il menhir ME01 si riferisce a quello descritto nell'articolo “Il sole diviso: Il sito archeoastronomico di Costalovara (BZ)”

 

Si può ipotizzare che in passato questa disposizione dei menhir, nel momento in cui erano esattamente allineati con il sole all'alba dei solstizi e degli equinozi, rappresentassero un calendario naturale per stabilire l'inizio delle stagioni.

Questa ipotesi viene rafforzata dall’evento dall’equinozio di primavera e d'autunno: in quei giorni il menhir ME01 è esattamente in linea con il sito archeologico Roarer Windspiel e con il sole posizionato tra le due cime dello Sciliar: Santner e Euringer.

Nella documentata ricostruzione fatta da Bernardi a sud del Museo delle api di Costalovara (BZ) si trova un tumulo dove Bernardi ipotizza la presenza di una tomba a corridoio. Immaginando che sia una tomba preistorica possiamo presumere che, come in altre tombe a tumulo, ci sia un corridoio al cui termine venivano deposti i defunti. All’alba del solstizio estivo l’ingresso di questo corridoio (A1) e il corridoio stesso, essendo posizionati a Est Nord Est, venivano illuminati dal sole (foto 3). .

Foto 3. Il sole all'alba del solstizio estivo passa dal sito preistorico di Valnera / Wallnereck al presunto tumulo funebre

 

Nella foto aerea che segue è possibile osservare che in corrispondenza del tumulo è presente una muratura nel sottosuolo che forma una evidente ellisse

Foto 4. Foto aerea: si riconosce bene l'ellisse nella parte bassa della foto

 

La luce del sole poteva penetrare nella tomba solo nel punto A1 all'alba del solstizio d'estate quando sorgeva sopra la cima del monte Valnera/Wallnereck (foto 5). La cima del Valnera/Wallnereck è ad un'altezza di 5,65° rispetto all'ingresso, calcolato nel punto A1 della tomba e quindi non impediva alla luce di arrivare all’ingresso della tomba. Ai giorni nostri l’attuale presenza della foresta impedisce di illuminare il tumulo all’alba del solstizio estivo.

Tutta l’area doveva aver comunque avuto una notevole importanza in passato, vista la presenza dei numerosi menhir, del sito preistorico Roarer Windspiel, e dei ritrovamenti di reperti archeologici sulla collina di Valnera/Wallnereck.

Foto 5. Al tramonto del solstizio d'estate abbiamo un allineamento costituto dai menhir ME01, ME02, ME03 e i punti A2, F2 ed M1 del tumulo funebre. Sono tracciate anche le linee gialle dal grande menhir ME01 al solstizio d'estate, all'equinozio e al solstizio d'inverno.

 

A fronte di queste considerazioni, i precisi calcoli eseguiti da Bernardi ipotizzano un ingresso alla tomba rivolto verso il sito preistorico di Valnera/Wallnereck (foto 6).

Foto 6. Il presunto ingresso (A1) della tomba funebre visto dalla direzione dell'affioramento roccioso di Valnera/Wallnereck

 

Oggigiorno i metodi di prospezione geofisica sono sempre più frequentemente adoperati nell'indagine di siti di interesse archeologico. Queste analisi permettono all'archeologo di identificare le strutture del sottosuolo con strumentazione apposita senza eseguire scavi.

Quest’area così significativa e ricca di evidenze archeoastronomiche meriterebbe senz’altro un maggiore approfondimento da parte dell'Ufficio Beni Archeologici della Provincia di Bolzano.

Continuerò nei prossimi mesi questo mio viaggio ai siti archeoastronomici dell'Alto Adige e volentieri condividerò le mie osservazioni sul blog.

Carlo Azimonti

 

BIBLIOGRAFIA

Dietmar Bernardi “Il progetto di costruzione della struttura megalitica del Renon” 2020 https://drive.google.com/file/d/17nu2G94FNXiGlRcwkDDGjRc7XzBD_xio/view?usp=sharing

Dietmar Bernardi “La presunta tomba a corridoio preistorica a Costalovara” 2017  https://drive.google.com/file/d/1R2S-bW5hGjDI5YtAu-E3cmwdL4mXejuN/view?usp=sharin

CNR "La geofisica per l'archeologia" https://www.cnr.it/it/focus/006-8/la-geofisica-per-l-archeologia

Annaluisa Pedotti "Le statue-stele e le stele antropomorfe del trentino Alto Adige e del Veneto occidentale: gruppo atesino, gruppo di Brentonico, gruppo della Lessinia " 1995 https://www.academia.edu/10241090/A_Pedrotti_Le_statue_stele_e_le_stele_antropomorfe_del_trentino_Alto_Adige_e_del_Veneto_occidentale_gruppo_atesino_gruppo_di_Brentonico_gruppo_della_Lessinia_in_NotizieArcheologiche_Bergomensi_Vol_3_1995_p_259_280

Guido Cossard "Cieli perduti. Archeoastronomia: le stelle dei popoli antichi" Nuova ediz. 2018 Editore UTET

Mario Codebò " Che cos'è l'Archeoastronomia" http://docplayer.it/43641239-Che-cosa-e-l-archeoastronomia.html

Mikael Hoskin Stele e Stelle. "Orientamento di tomne e templi preistorici nel Mediderraneo"  2006 http://www.archaeoastronomy.it/stele%20e%20stelle.pdf

Giuseppe Veneziano "L'era dei megaliti"  2008 http://alssa.altervista.org/Documenti/Altri%20contributi/LEra%20dei%20megaliti.pdf

Federico Bardanzello "L'orientamento  astronomico delle costruzioni megalitiche" http://www.prehistory.it/ftp/proto-storia/archeo-astr_sarda/archeo-astr_sarda1.htm

Redazione Esperonews "Gli indicatori solstiziali in Sicilia". 2020 https://www.esperonews.it/2020101512718/categoria-g-z/sicilia/archeoastronomia-da-custonaci-a-gela-da-pietraperzia-a-caltanissetta-gli-indicatori-solstiziali-punteggiano-il-territorio-siciliano.html

Giorgio Giordano. "L'allineamento astronomico dei megaliti". https://www.preistoriaonline.it/l%E2%80%99allineamento-astronomico-dei-megaliti

12 commenti

  1. Benvenuto fra noi, caro Carlo! L'argomento trattato mi emoziona parecchio sia per il mio amore per le Dolomiti che per la continua scoperta di quanto sapevano farci gli antichi uomini, forse più "sapiens" di adesso!

    Avremo molto da imparare dai tuoi scritti :wink: Grazie

  2. Carlo

    Grazie Enzo, mi fa molto piacere questa nostra collaborazione. La cosa certa dei nostro antenati è che il cielo lo guardavano con emozione  e lo sapevano interpretare;  sarà che non avevano l'inquinamento luminoso e  l'orologio ma avevano la capacità di cogliere dal movimento degli astri molte più informazioni di quello che può fare un comune uomo moderno.

    Carlo

  3. Guido

    Buongiorno, la presunta struttura funeraria è stata indagata mediante tecnica georadar?

  4. Carlo

    Buongiorno Guido,

    grazie per la sua domanda ma purtroppo la risposta è negativa. Il mio articolo fa riferimento agli accurati studi di Dietmar Bernardi  e le sue sollecitazioni all'Ufficio Beni Archeologici della Provincia di Bolzano per procedere con maggiori approfondimenti non hanno mai avuto risposta.

    Cordiali saluti

    Carlo

  5. Carlo

    PS.  pensiero aggiuntivo a Guido

    Questo non vuol dire che abbandoniamo tutte le ns. speranze. Nei prossimi giorni scriverò all'Ufficio Beni Archeologici della Provincia di BZ per  sollecitare una loro risposta alle ipotesi sollevate.

    Carlo

  6. Guido

    Buongiorno e grazie Carlo (diamoci del tu, consolidato costume del Circolo). Se l'area o le immediate vicinanze sono facilmente accessibili con normali mezzi (come parrebbe dalle foto) e considerato che non stiamo parlando di un remoto sito in capo al mondo, si potrebbe ipotizzare una "spedizione" esplorativa privata per condurre alcune indagini geofisiche (impatto nullo sul sito, quindi preservazione garantita)? Sempre ammesso che il proprietario dell'area consenta l'accesso.

  7. Guido

    Ho letto l'articolo di Dietmar Bernardi. Se nel frattempo non ci sono state evoluzioni vincolistiche ( e qui chiedo conferma Carlo) l'accesso parrebbe condizionato al solo permesso del proprietario.

  8. Carlo

    Grazie Guido per quello che scrivi. La collina con la presunta tomba funebre è di proprietà del Museo dell'Apicoltura Maso Plattner e dalle mappe della Provincia altoatesina (https://maps.civis.bz.it/#) risulta sotto vincolo paesaggistico e sinceramente non so se con questo vincolo è sufficiente il permesso del proprietario.....mi devo informare.

  9. guido

    Il vincolo paesaggistico dovrebbe riguardare solo interventi che possano modificare l'aspetto dei luoghi, ma le indagini che ho in mente non producono alcuna alterazione oltre allo schiacciamento temporaneo dell'erba lungo le sezioni d'indagine. Se esistono strutture sepolte si dovrebbero vedere abbastanza agevolmente e sarebbe già una bella conferma all'ipotesi della tomba. Se sei d'accordo provo a verificare la fattibilità con un collega.

  10. Carlo

    Ti ringrazio molto ma incontro prima il proprietario e in caso di una sua risposta affermativa verifico la possibilità di un finanziamento dalle Istituzioni locali.
     

  11. guido

    OK Carlo, in caso mancasse il sostegno istituzionale tieni presente la possibilità di un tentativo "a costo zero".

  12. Carlo

    Ti ringrazio molto per la tua disponibilità....se otterrò riscontri positivi dal proprietario ti  informerò immediatamente...

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