Dic 19

Quando smetteremo di fare i bagni al mare? *

Il risultato di accurati modelli evolutivi ha aumentato il tempo che ci rimane, portandolo a circa un miliardo di anni. Penso che vi chiediate: “Cosa c’entra il Sole con i bagni in mare, a parte una minore o maggiore “tintarella”?”. Ebbene, vi rispondo con un’altra domanda: “Vi ricordate della storia di Venere e dell’inizio della sua vita “torrida” completamente diversa dalla nostra?”. Prima o poi, la Terra si troverà nelle stesse condizioni in cui Venere si è trovata qualche miliardo di anni fa. Si capirà allora, finalmente, che la CO2 è un gas serra da “operetta” e che quello veramente importante è il vapor d’acqua, La Terra ha molta acqua, per il momento allo stato liquido… ma se si trasformasse in gas?

Non sarà di certo il riscaldamento globale umano a portarci a questo punto. Anzi, secondo i catastrofisti a tutti i costi, il mare crescerà è permetterà di fare il bagno anche nelle colline. E tutto ciò fregandosene altamente di quella stella che ci guarda (con un po’ di disprezzo?) da vicino. No, il Sole lavora in grande. Sappiamo benissimo che, pur essendo in sequenza principale, il Sole, come quasi tutte le stelle, aumenta leggermente ma costantemente la propria luminosità. Le stime precedenti dicevano che nel giro di poche centinaia di milioni di anni, la temperatura sulla Terra sarebbe aumentata fino al punto di far evaporare tutti gli oceani. La stessa identica sorte di Venere, solo ritardata. A quel punto sì che si innescherebbe un effetto serra micidiale e ciao bagni e non solo! La buona notizia è che il nuovo modello tridimensionale di studiosi francesi ritarda questo momento portandolo al miliardo di anni.

Riassumiamo per bene la situazione.

Il Sole aumenta la propria temperatura in modo tale che nel giro di qualche centinaio di milioni di anni la temperatura sulla Terra sarà sufficiente a iniziare l’evaporazione di una parte degli oceani. Si stima che al momento del suo ingresso in sequenza, la luminosità del Sole fosse solo il 70% di quella odierna, comportando un aumento medio del 7% ogni miliardo di anni. Il vapor d’acqua in atmosfera creerà un effetto serra tale da aiutare di molto l’aumento della temperatura al suolo e in breve si innescherà una continua e irrefrenabile reazione a catena tale da fare bollire gli oceani e far rimanere la Terra senz’acqua. Non potremo certo mantenere una temperatura media di 15°Ce anche Venere sembrerà un piccolo paradiso! Il vecchio modello unidimensionale portava a risultati ben più rapidi. La pentola-Terra avrebbe iniziato a bollire entro 150 milioni di anni. Dopodomani se non domani!  Fortunatamente, il nuovo modello a tre dimensioni ha allungato di molto i tempi portando l’inizio della catastrofe a ben un miliardo di anni.

Questo drastico cambiamento di previsioni serve moltissimo anche a capire come certi effetti siano molto più complessi di quanto si pensasse finora (quante volte vi ho detto che l’effetto serra è cosa ben più complessa e articolata rispetto ai modelli puerili usati dai terroristi climatici?). La differenza tra il valore di poche centinaia di milioni di anni e l’attuale valore di un miliardo di anni, si deve soprattutto alla circolazione atmosferica. Mentre essa trasporta il calore dall’equatore alle medie latitudini, rende sempre più “secche” le regioni più calde e riduce l’effetto serra in queste zone, dove sarebbe più facile innescare una reazione a catena rapidissima. L’aumento della radiazione solare intensificherebbe questo effetto “secondario” (che alcuni predicavano da tempo, ma che nessuno voleva sentire), rendendo sempre più aride le zone sub-tropicali con il risultato di stabilizzare il clima per centinaia di milioni di anni rispetto alle previsioni più semplicistiche. Il punto di non-ritorno si sposta di molto.

il futuro della Terra
Il "caldo" futuro della Terra secondo il modello tridimensionale francese. Il parametro fondamentale è il calore solare che causa reazioni ben più macroscopiche e globali sulla Terra. Supereremo anche la temperatura non trascurabile di Venere: più vapor d’acqua è a disposizione e più alta è la temperatura. (Fonte: Jérémy Leconte

Inoltre, questo studio mostra l’effetto fondamentale delle nubi nel limitare la potenza della radiazione solare. Esse farebbero da “parasole” e riuscirebbero a riflettere gran parte della luce solare aiutando una lenta decrescita della temperature per parecchi milioni di anni. Un parasole momentaneo, ma pur sempre utile a ritardare il “colpo di Sole”.

Una ricerca fondamentale per vari motivi. Il futuro dell’uomo forse non è veramente interessato (sopravviverà per centinaia di milioni di anni con la “testa” che si ritrova?”), ma lo studio permette di capire meglio le variazioni di clima su tempi medio-lunghi e i meccanismi che hanno agito su Venere (sempre più sorella a questo riguardo). Non ultima l’applicazione agli esopianeti e alle condizioni di abitabilità. Tra l’altro, si è stabilito che un pianeta potrebbe essere più vicino a una stella come il nostro Sole anche del 5% senza ancora innescare un effetto serra irreversibile.  Ciò che conta è un certo valore della radiazione solare e questo si può ottenere in due modi: o aspettando che il Sole diventi più vecchio o portando il pianeta più vicino a lui.

Sì, le due sorelle gemelle (Venere e Terra), allontanatesi per molto tempo, torneranno tra non molto a vivere in modo analogo…

La conclusione di questo articolo? Beh… potete mantenere la vostra prenotazione al mare per la prossima estate.

Articolo originario gratis  QUI

17 commenti

  1. Meglio l'articolo gratis! QUI. :wink:

  2. ice91

    Fortunatamente i tempi sono molto lunghi, penso che, per allora, o ci saremo già autodistrutti oppure ci saremo evoluti in forme di vita cibernetiche (o totalmente tecnologiche, perchè no...) e avremo colonizzato lo spazio. Se lo sviluppo tecnologico proseguirà con i ritmi attuali, forse saremo addirittura in grado di modificare l'orbita Terrestre in modo da renderla più esterna, o addirittura costruire pianeti artificiali. Fantasticherie? Forse, ma anche i comuni smartphone lo sarebbero sembrati, cent'anni fa.
     

  3. sarebbe bello... ma le energie in gioco per spostare un pianeta sono mooooolto superiori ai nostri progressi tecnologici. Noi lavoriamo nel piccolo, ma per fare ciò che speri tu bisognerebbe lavorare nel grande... e chi ce la regala l'energia? Non siamo nemmeno capaci di sfruttare quella del Sole o dell'acqua... Comunque, chissà.... mai dire mai :mrgreen:

  4. Mario Fiori

    Appunto caro Enzo, chissà mai dire mai, nel frattempo godiamoci il mare e...il cielo ciò il Cosmo. E diamoci da fare un pochino per fare qualche micropasso verso ciò che dice ice91.

  5. ice91

    hehe... :-D ma perchè no?, magari saremo in grado di costruire un'astronave di massa enorme ... scherzo, naturalmente. Pero' non scherzavo quando mi dicevo convinto del fatto che in futuro la nostra evoluzione ci porterà nella direzione della cibernetica. Secondo me è altamente probabile che ci evolveremo integrando sempre più dispositivi artificiali nei nostri corpi, dapprima in chiave medica, per "riparare" i corpi in seguito a lesioni o patologie, poi anche in chiave migliorativa.
    Dico così perchè lo spazio è un luogo off limits per noi, se ci vogliamo andare dobbiamo imparare a diventare noi stessi qualcos'altro. E una volta comiputo questo passo potremo andare davvero ovunque, trovare una nuova casa là fuori. Ma mi rendo conto che forse sto volando un po' troppo con la fantasia .... :-D
     

  6. Valerio Ricciardi

    A me quel che dà fastidio delle valutazioni sui mutamenti climatici attuali è la sicumera con cui si cerca di proporre, più che ipotizzare (che sarebbe, per carità, legittimo) modelli interpretativi dei fatti osservati. Adesso, nel brevissimo termine, è un fatto che uno scienziato che si trovasse di fronte ad una ipotetica intervista del tipo
    «...quindi, professore, che ne dice di quanto sta avvenendo? Di quanto si sta scaldando attualmente il pianeta?»
    «... al tempo. Noi osserviamo dei fatti oggettivi ( arretramento vistoso da quasi un secolo della maggior parte dei ghiacciai, sporadici fenomeni di estremizzazione del clima quanto a precipitazioni, fasi di siccità, apertura di nuove rotte artiche da parte di navi mercantili cinesi su percorsi solo vent'anni fa impensabili per un rompighiaccio) che farebbero pensare ad un aumento dell'energia termica globale degli oceani, motore primo di ogni fenomeno climatico. Ma dal momento che il campione di misure di temperatura, umidità e venti davvero attendibile è solo piuttosto concentrato nelle ultime decine di anni, per misure più generiche non troppo più di duecento al massimo, e che per quanto attiene periodi precedenti abbiamo a disposizione solo valutazioni dedotte dalle cronache o dalla palinologia e dendrologia etc etc... già parlare seccamente di aumento di temperatura progressivo, e non di fluttuazione "normale", come quelle viste varie volte nella storia antica e moderna,  può essere fuorviante».
    « Sta dicendo mica niente 8-O  che non vi è un riscaldamento globale?»
    «Non ho detto questo, sto dicendo che parrebbe vi sia una fase di riscaldamento, ma quanto questo sia globale e apparentemente progressivo è controverso, e ancora più complesso ipotizzarne - nel caso - la o meglio le ragioni. Ciò non vuol dire negare evidenze, ma tentare ricondurle in una visione meno di breve periodo, meno legata all'esperienza di vita di un singolo.» 
    « Ma voi dunque non pensate che ridurre il consumo di combustibili fossili ridurrebbe il problema?»
    «Guardi, dal momento che all'aumento della CO2 tende a far seguito e contraltare un maggiore rigoglio della vegetazione,  anche proprio - pensi un po' - nelle zone subartiche liberate dai ghiacci e in cui la tundra arretra per far posto al fronte avanzante della foresta boreale, intrappolando CO2 nella biomassa, chi prevale? Il sistema riesce ad essere del tutto autoriequilibrante o no? Quanto questo viene inficiato dalla dissennata deforestazione amazzonica e non solo? Quanto influiscono i consumi petroliferi, e quanto le micropolveri lanciate in alta quota dalle eruzioni più massive? In realtà non lo sappiamo, facciamo dei ragionamenti, ipotizziamo dei modelli, troppe paper dovranno essere presentate a convegni qualificati prima di sbilanciarci... non è serio fare affermazioni troppo nette, allo stato, certi fenomeni son soggetti a troppe variabili... non  così semplice, sa? Mica penserà che basti adottare in massa i LED per illuminare i nostri salotti per riequilibrare il sistema... poi per carità, sprecar meno petrolio e gas che sia possibile è sempre virtuoso... non dico di no... ma le cose son molto complicate...»
    « Ah... ecco, hm, :-|  ho capito, grazie, professore... :-?  sa mica se altri gruppi di ricerca diverso dal suo possono dirmi qualcosa di più preciso... sa... i miei lettori vogliono delle risposte... :-o »  
    Oggi chi esprime dei corretti dubbi ha meno successo e genera meno riconoscenza di chi ti prende in giro proponendo improbabili risposte semplici a problemi complicati.
    Come quelli che strillano da un cadreghino in piazza che tutta la colpa della crisi è dell'Euro e che basterebbe uscirne e in pochi anni ri-saremmo ricchi come quando scialacquavamo tutto a debito negli anni '80. Uguale uguale. 

  7. caro Valerio,
    mi fa piacere che tu ribadisca pari pari le numerosissime riflessioni e constatazione che ho pubblicato negli ultimi anni. Il succo è nel considerare scienza una non-scienza legata gli interessi politi. da cui la catastrofe reale, ben peggiore di quella climatica... 

  8. Valerio Ricciardi

    E' buffo se ci pensi che si  possa avere "culturalmente torto" semplicemente facendo affermazioni troppo nette ... anche qualora poi magari i fatti e modelli più sofisticati dopo un po' ti possano dar ragione rispetto alla tua ipotesi iniziale. Ti seguo solo da poco tempo (qualche sprazzo di discorso sul clima lo lessi nel forum, a volte ero decisamente d'accordo, altre volte abbastanza, qualche volta meno) e francamente se solo penso a cosa produsse per alcuni anni l'eruzione del Tambora del 1815 (peggio del Krakatoa di parecchio...) tanto per citare un evento in cui  la presunzione dell'agire umano nulla poté per facilitarlo o prevenirlo, e poi Il Krakatoa stesso, e il più recente Pinatubo... provare a stabilire quanto influiscano processi di tipo diciamo "industriale" mi par pura follia. Certo, l'uomo all'ambiente bene non fa, e forse nemmeno al clima (s'è stato un anno in cui la superficie amazzonica deforestata IN UN ANNO è stata estesa quanto l'Austria, che non è proprio l'Isola d'Elba...). Ma basterebbe la polvere gettata in alto dall'impatto con un meteorite di soli 100 m a far ben di peggio... 

  9. Pier Francesco

    Caro Enzo,
    Condivido in pieno lo scetticismo sul riscaldamento globale. A mio modesto parere, conosciamo ancora troppo poco il clima terrestre, che segue meccanismi non lineari e molto complessi, per poter trarre delle conclusioni certe. Purtroppo, come ha ben ricordato Valerio Ricciardi nei suoi commenti, il "pubblico" vuole sentirsi dare risposte certe e "matematicamente" sicure (si pensi al tormento delle "mancate" previsioni sismiche!), forse perché viviamo in epoche dove la precarietà e l'insicurezza dominano la scena e perché c'è una grossa ignoranza scientifica, che porta la gente a vedere gli scienziati o come specie di stregoni dotati di poteri soprannaturali di divinazione.
    Ebbi l'ardire di provare a discutere di questi aspetti un po' di mesi fa, intervenendo su un altro blog, tenuto nientemeno che dal guru dell'ecologismo italiano, che vi giro direttamente per non stare a fare copia-e-incolla delle mie considerazioni (trovate il post e il mio commento, spero non ci siano problemi di copyright). Rimasi perplesso dal fatto che nella sua risposta, invece che ribattermi colpo su colpo, disse brutalmente che non era possibile alcun dialogo, cosa che mi lasciò pensare che probabilmente non aveva argomenti seri per controbattere... Tristezza infinita! :cry:  
    http://blog.vita.it/wwfulco/2013/06/10/400-parti-per-milione-niente-panico/

  10. caro Pier,
    e devo dire che sei stato troppo "buono". Il riscaldamento non c'è più da 17 anni e non vi è nessun collegamento tra CO2 e temperatura . Il Sig. Pratesi, comunque, non ti avrebbe mai risposto in modo diverso. Innanzitutto perché lui non è uno scienziato e e tanto meno un climatologo: se c'è uno imbottito di frasi mediatiche è proprio lui e quelli come lui, che ripetono la solita filastrocca imparata a memoria. Inoltre, le lobby degli ecologisti vengono finanziate in modo abnorme proprio per raccontare favole e dare risultati più o meno inventati. Al Gore insegna... ma non solo lui, ovviamente. Ricordiamoci la "balla" dei ghiacciai himalayani e delle foreste  tropicali in cui enormi quantità di fondi dati a organismi ecologisti (non scienziati, oltretutto) hanno portato a conclusioni assurde e  facilmente distrutte dalla vera scienza. Eppure, quelle false ricerche le abbiamo pagate noi!!! E molti (più o meno i soliti) si sono ingrassati...
    No, la Scienza lavora in altro modo, confrontandosi, cercando di  capire, di raccogliere dati veri e analizzandoli senza preconcetti. La Scienza non fa editti e non sa già prima di cominciare quale DEVE essere sicuramente il risultato (vedi IPCC).
    Soliti soldi sprecati che saranno dimenticati quando le cose cambieranno da sole e certi guru avranno già cambiato schieramento... e grideranno: VIVA il carbone!!!!

  11. Pier Francesco

    Caro Enzo,
    Forse hai ragione, sono stato troppo buono ma era per non sparare contro la Croce Rossa.
    Avrei numerose chicche da raccontare.
    In un altro post, il Nostro definì Marte un "deserto rovente" (rovente Marte ????? ) e si compiaceva del fatto che la NASA non vi avesse trovato ancora forme di vita: a suo dire, questo fatto sconfessava "i piani deliranti di colonizzazione spaziale" e avrebbe portato gli uomini ad assumere comportamenti più rispettosi dell'ambiente di Madre Terra, unico posto nell'Universo in grado di ospitarci (caspita, che scoperta). Io mi chiedo dove abbia letto di piani di colonizzazione di Marte: è vero che ogni tanto si sente qualche buontempone che parla di terraforming ma chiunque con un minimo di raziocinio si rende conto benissimo che si tratta più di fantascienza che di reali propositi, perché sarebbero richiesti comunque migliaia di anni per trasformare Marte in qualcosa di più gradevole per noi. Che male gli avrà fatto mai Marte? Mah... :-?  C'è il detto "avere la Luna storta", ma per questi personaggi forse occorrerebbe dire "avere Marte storto"!
    Per non parlare poi delle critiche cha ha fatto al sovraffollamento e alla mancanza di politiche di "genitorialità responsabile", in senso di controllo delle nascite: peccato che lui stesso abbia quattro figli (meno male che non è vissuto in Cina), cosa per me assolutamente apprezzabile e lodevole, sia ben chiaro, ma che denota la scarsa coerenza di questi famosi personaggi che ci fanno le prediche.
    Facciamoci quattro risate, che è meglio... Mi fermo qui.
    Soprattutto, ritorniamo a parlare di Scienza, sotto le tua guida e con le nostre (mie, sicuramente) limitate conoscenze, ma almeno tutti consapevoli che sono cose serie.
    TANTISSIMI AUGURI DI BUON 2014 A TE E A TUTTI I LETTORI DEL BLOG
    :wink:

  12. caro Pier e cari TUTTI:
    augurandovi il meglio per il prossimo anno, lo chiudo con una notizia su cui hanno sorvolato  tutti i media e i guru ecologisti:

    La nave bloccata  dal ghiaccio in Antartide aveva a bordo una spedizione "scientifica"
    con il compito di dimostrare la diminuzione del ghiaccio polare! Se non fosse vero sarebbe proprio una stupenda barzelletta! Il capo spedizione, in attesa che i passeggeri vengano prelevati con un elicottero, ha detto: "We're stuck in our own experiment (siamo stati schiacciati dal nostro stesso esperimento)". 
    D'altra parte, le conferme arrivano da ogni parte: sta iniziando una piccola era glaciale che intorno al 2100 porterà la temperatura a livello di quella del 1870. Ovviamente, comandata dal Sole e non certo dalla riduzione della CO2...
    Che il nuovo anno ci aiuti a fare luce sui disonesti del clima e che magari venga ritirato il Nobel assegnato ai primi fra questi: l'IPCC.
     
    Al prossimo anno, cari amici!!!!!! 

  13. Supermagoalex

    Grazie Enzo per questa chicca esilarante!  :mrgreen:

    Buon anno anche a te ed a tua moglie!!! 

  14. un abbraccio veramente sentito e a presto sicuramente!!!!

  15. alexander

    Mi unisco anche io: buon anno a tutti voi!   :lol:

  16. givi

    Sono in ritardo (come quasi sempre) ma buon anno a tutti e buon ghiaccio ai navigatori ecologisti, non dimentichiamo che in Antartide si è in piena estate :lol:

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