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6/11/14

L’illusione delle rinnovabili e la vittoria del carbone

Per una volta non mi schiero dalla parte degli scettici verso il GW e mi limito a riportare quanto pubblicato da una fonte più che autorevole sulla situazione energetica mondiale. Penso che molti si stupiranno non poco. Il lavoro, oltremodo accurato, è stato svolto dal celebre Manhattan Institute for Policy Research, in particolare dal gruppo di esperti in politica energetica.

Qual è la fonte energetica veramente antagonista del petrolio in questi tempi infangati dal riscaldamento globale? Solo e soltanto il vecchio e sporco carbone. Sicuramente lo è nei paesi in via di sviluppo, ma vede ai primi posti anche paesi “puri” e limpidi come la Germania e non solo (USA in testa).

E’ dal 1973 che il consumo del carbone è cresciuto in modo nettamente superiore a qualsiasi altra fonte energetica. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma non solo. In particolare, dal 1990 al 2010, circa 830 milioni di persone hanno ottenuto l’accesso all’elettricità grazie al bruciamento del carbone. Il doppio di coloro che ci sono riusciti attraverso il gas naturale. Questi numeri non fanno certo ben sperare sulla tanto strombazzata riduzione delle emissioni di CO2 …

Conviene, però, entrare nei dettagli. Nel giugno scorso l’EPA (Environmental Protection Agency) ha dichiarato il proprio intento di ridurre le emissioni di biossido di carbonio dovuto all’elettricità domestica del 30% entro il 2030. Può anche darsi che questo desiderio venga esaudito, ma ciò che veramente importa è l’utilizzo industriale dei prodotti “cattivi”. E questo rimane un sogno che nessuno intende esaudire, dato che il carbone resta la fonte energetica più economica. E i soldi vincono sempre contro tutte le buona intenzioni, siano esse basate sulla realtà o sulle bugie.

In sintesi, tutte le belle parole sullo sviluppo delle cosiddette fonti alternative pulite sono fondamentalmente false. Qualche numero… A partire dal 2003 (proprio nel periodo più ecologico, a sentire i media) il consumo di carbone è cresciuto nove volte di più di quanto non abbia fatto l’energia eolica e ben quaranta, dico quaranta, volte di più dell’energia solare.

Il carbone, al momento, copre circa il 40% dell’intera produzione elettrica mondiale e sicuramente manterrà la sua leadership per molti decenni. I paesi in via di sviluppo, insieme a quelli particolarmente ricchi d’energia, stanno costruendo centrali a carbone per centinaia di gigawatts.

Nel lavoro pubblicato recentemente si analizzano in dettaglio nove nazioni, tra cui Cina, India, Giappone e Germania. Esse stanno pianificando  la costruzione di nuove centrali per 550 gigawatts da realizzare nei prossimi 25 anni.  La parte del padrone la fa, ovviamente, la Cina ma non è da meno l’ecologica Germania, considerata la paladina del’energia pulita. E i nostri media non fanno che prenderla come esempio. Vi è, perciò, ben poca speranza che la lotta alla CO2 sia veramente uno degli obiettivi delle grandi nazioni. Senza dimenticare che gli Stati Uniti hanno più miniere di carbone di qualsiasi altra nazione al mondo e che non vi è nessuna ragione che i politici americani intendano veramente ridurre l’uso del carbone.

Vi lascio alla lettura dell’articolo, abbastanza lungo e articolato, e inserisco solo quattro figure molto indicative prese dalla ricerca in oggetto.

La Fig. 1 riporta l’uso delle varie forme di energia a livello globale.

Figura 1
Figura 1

La Fig. 2 mostra la variazione di energia da diverse fonti nel periodo 1973-2013 .

Figura 2
Figura 2

La Fig. 3 la stessa cosa nel periodo 2003-2013.

Figura 3
Figura 3

Infine, la Fig. 4 mostra le stime di sviluppo delle varie energie per i prossimi decenni. Beh… penso che qualsiasi parola sia inutile.

Figura 4
Figura 4

Insomma, cari amici, come si può pensare di ridurre la CO2, con questi piani di sviluppo? Sì, il petrolio sarà ridotto (comincia a mancare veramente e poi il gas di scisto costa molto meno), ma aumentano gli altri "compari" e non certo le rinnovabili...

Le ecotasse, però, continuano, i costi energetici aumentano (chissà perché), i salvatori del pianeta s’incontrano sempre più spesso a spese nostre e ci illudono con le energie rinnovabili e con la caduta della CO2, ma intanto i loro piani sono ben diversi. Chi predica bene razzola sempre male e noi facciamo la figura dei pesciolini presi all’amo.

Meno male che il GW non c’è (e chi punta sul carbone lo sa benissimo…) e che la CO2 può ancora crescere senza arrecare danni alla salute (ben altri inquinanti sono i veri pericoli). L’importante è aumentare le tasse ecologiche.

Niente da fare, senza un’energia a basso costo, niente si potrà fare contro il carbone. Sarà anche molto sporco, ma costa molto poco e ce n’è tanto! E la ricerca viene affossata…

Buona lettura

articolo completo

5 commenti

  1. davide1334

    interessante articolo enzo,ma gw o non gw,è vero che la grande emissione di gas serra viene proprio dalle miniere di estrazione?cioè rilasceremmo nell'atmosfera più gas quando lo estraiamo che quando viene realmente bruciato...è vero o è una bufala?

  2. caro Davide,
    tutto sta nel come sono predisposte le miniere. Tuttavia, la CO2 è un prodotto del bruciamento e quindi si ottiene dopo. Ma, non esiste solo lei e il metano è decisamente più "serra" di lei.

  3. peppe

    caro enzo,
    non è che questo "proteggere l'ambiente" blocca le rinnovabili?
    una pala eolica non è bella a vedersi...si dice sempre o il fotovoltaico la stessa cosa.

    nella mia università sono stati installati i pannelli solari nei parcheggi. uno può metterci la macchina sotto di essi usufruendo della loro ombra e nel frattempo producono energia.
    mi piacerebbe che questa tecnologia venga estesa nei centri commerciali per esempio o comunque in stabilimenti con zone ampie.

  4. caro Peppe,
    il problema è sempre lo stesso: il fotovoltaico serve per soluzioni locali, ma non certo per il fabbisogno dei grandi numeri... e non parliamo dei paesi in via di sviluppo. L'energia deve essere a basso costo: è inutile illudersi con soluzioni per pochi eletti. Oltretutto, finora c'erano gli incentivi... e dopo? La Germania li sta riducendo e sta tornando al carbone... in attesa che prima o poi vi sia il boom del gas di scisto, come in America. Ci vogliono idee nuove e veramente alternative e a basso costo. Ma se si affossa la ricerca come si fa a sperare?

  5. Mario Fiori

    Quello che dici caro Enzo ha sempre una sua logica, stanne certo. Quindi a mio parere nessuno deve opporsi alle ,diciamo, mini-rinnovabili ossia le rinnovabili applicate alle singole unità siano abitative o produttive, ma la ricerca deve fornire vere soluzioni per rendere più pulito il carbone, non dalla CO2 ma dalle polveri ed altri sottoprodotti inquinanti e non salutari; poi dobbiamo rendere al massimo sicuro il nucleare, sfruttare meglio e in modo sicuro (evitando eventuali danni al sottosuolo) il geotermico. Due cose poi, caro Enzo, devono eserci: studiare e studiare, fare tanta ricerca, sana ricerca (quella si non inquinata...dalla politica...e qui si sogna) per avere nuove fonti vere e sfruttabili come la famosa fusione nucleare sia calda (e qui copiare il Sole ce ne vuole), sia fredda (che forse sarà possibile se non interviene sempre la politica). L'altra cosa è far sì che la gente creda nella Scienza e nella Tecnologia che la applica e non si opponga sempre e voglia che i problemi si risolvano usando la casa del vicino e non la propria: questo ikmpianto quì no poi dove lo mettete a me non interessa, e il vicino allora, se lì no perchè io , che se lo tenga quello dopo, tanto ci prendono solo in giro e non è vero che è sicuro... e così via. Quì purtroppo la colpa è della solita nota , la politica, che ha sempre fatto la furba ed ha sempre sfruttato in barba alla salute, alla povertà, all'ignoranza che doveva aumentare invece che recedere.
    Scusami per essermi dilungato ma questo sfogo mi è venuto spontaneo.

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