8/05/15

!!! Un uovo di dinosauro si sta per schiudere *

Eccezionale osservazione effettuata nelle celeberrime galassie “Antenne”: stiamo assistendo alla nascita di un ammasso globulare.

Sappiamo che le stelle, spesso e volentieri, nascono  in ammassi. Sia una volta che oggi. Le Pleiadi sono un esempio lampante e perfettamente visibile. Tuttavia, la vita in comune delle neonate dura generalmente molto poco. Il più delle volte ogni stella del gruppo se ne va per la sua strada ed è ben difficile, dopo una certo periodo di tempo, capire il grado di parentela delle stelle della galassia.

Vi sono, però, casi molto particolari, in cui il numero di stelle è talmente grande che la gravità totale mantiene l’ammasso sempre unito e con le stelle obbligate a rivolvere attorno a un comune baricentro. In questo caso siamo di fronte ai fantastici e giganteschi ammassi globulari. La nostra galassia ne possiede almeno 150 e praticamente tutti sono decisamente vecchi, anche con età dell’ordine di dodici miliardi di anni. Essi rappresentano, normalmente, dei veri e propri fossili delle fasi più antiche dell’Universo, quando il materiale per costruire stelle era molto più comune e l’attività galattica ben più alta. Ciò non vuol dire che non ne nascano anche adesso, ma possono essere considerati eventi estremamente rari (lo erano probabilmente anche una volta).

Gli ammassi antichi sono in pratica incapaci di fabbricare nuove stelle, mancandogli la materia prima e avendo posizioni isolate tali da non permettergli scambi con l’esterno. Città stellari senza futuro, anche se ricchissime di informazioni, soprattutto per le fasi primordiali dell’Universo. Sarebbe molto bello vederne nascere uno o, forse ancora meglio, vederlo prima che… nasca.

In altre parole, non vedere il dinosauro (le dimensioni sono quelle…) da cucciolo o da adulto, ma riuscire a vedere proprio l’uovo che sta per schiudersi. Purtroppo, per scoprire un ammasso globulare è necessario che contenga migliaia o milioni di stelle e quindi che sia già un dinosauro adulto. In pratica, un serpente che si morde la coda. Sperare di trovare le uova più antiche è praticamente impossibile, perché senza stelle ancora formate, l’ammasso enorme di materia fredda avrebbe una luminosità troppo debole. Un bel problema, non c’è che dire!

L’unica speranza è trovare un uovo “moderno”, abbastanza vicino da potersi rilevare anche se privo di stelle che ne indichino la presenza. Un’impresa ben difficile, forse pari a una vincita al superenalotto. Tuttavia, finalmente ci si è riusciti!

A furia di cercare nelle galassie vicine e molto attive, dove è più facile che si formino gruppi di stelle anche numerosissime, si è scovato l’uovo di dinosauro. Esso fa parte di quel duetto di galassie in piena collisione che dà luogo a una delle più belle immagini del Cosmo: le galassie interagenti chiamate “Antenne” (proprio per la loro forma).

Le galassie Antenne riprese da Hubble in luce visibile (in alto). ALMA è riuscita a localizzare un certo numero di nubi molecolari ben delimitate (al centro). Una di queste, però, è risultata incredibilmente massiccia e densa (in basso). Non vi è segno di stelle attive al suo interno e può facilmente essere considerato il primo ammasso globulare visto poco prima della sua nascita. Fonte: NASA/ESA Hubble, B. Whitmore (STScI); K. Johnson, U.Va.; ALMA (NRAO/ESO/NAOJ); B. Saxton (NRAO/AUI/NSF)
Le galassie Antenne riprese da Hubble in luce visibile (in alto). ALMA è riuscita a localizzare un certo numero di nubi molecolari ben delimitate (al centro). Una di queste, però, è risultata incredibilmente massiccia e densa (in basso). Non vi è segno di stelle attive al suo interno e può facilmente essere considerata il primo ammasso globulare visto poco prima della sua nascita. Fonte: NASA/ESA Hubble, B. Whitmore (STScI); K. Johnson, U.Va.; ALMA (NRAO/ESO/NAOJ); B. Saxton (NRAO/AUI/NSF)

L’urto tra il loro gas ha dato il via a episodi di nascita stellare parossistici e la loro vicinanza (solo  50 milioni di anni luce) ha permesso al solito insostituibile ALMA di vedere qualcosa che aveva una massa straordinaria, una forma regolare e una struttura estremamente compatta. Insomma, proprio quello che si stava cercando. Oltretutto, cosa fondamentale, non vi è ancora segno di nascite stellari al suo interno: la bassa temperatura del gas lo conferma in pieno. La sua massa è, però, mostruosa: circa 50 milioni di volte quella del Sole. La pressione al centro altrettanto spaventosa: diecimila volte quella delle normali nubi molecolari.

Un’immagine di ALMA che riprende alcune nubi molecolari molto dense nelle galassie Antenne. L’oggetto quasi perfettamente sferico ha una massa e una densità fuori dal comune. L’uovo di dinosauro è stato trovato! Fonte:K. Johnson, U.Va.; ALMA (NRAO/ESO/NAOJ)
Un’immagine di ALMA che riprende alcune nubi molecolari molto dense nelle galassie Antenne. L’oggetto quasi perfettamente sferico ha una massa e una densità fuori dal comune. L’uovo di dinosauro è stato trovato! Fonte:K. Johnson, U.Va.; ALMA (NRAO/ESO/NAOJ)

ALMA è ormai scatenato ed è sicuro che dove c’è un uovo devono essercene anche altri. La caccia è cominciata. Che meraviglia! Poter vedere, a soli 50 milioni di anni luce, quello che succedeva normalmente tanti miliardi di anni fa. Un'altra tessera del puzzle cosmico che si aggiunge alla nostra conoscenza delle fasi più antiche.

Siamo sicuri che i cuccioli saranno stupendi, anche se nati con tanto ritardo rispetto ai loro vecchi fratellini! E si pensa che non dovremo aspettare "molto", forse meno di un milione di anni...

Articolo originale QUI

3 commenti

  1. alexander

    Finalmente un secondo di tempo per fare un commento, anche se silenzioso ci sono sempre! :-P

    è possibile che questa massa e questa pressione al centro così grande possa determinare la nascita di un buco nero al centro senza passare dalla morte di una stella supermassiccia? Alcuni infatti ipotizzano che i buchi neri supermassicci al centro delle galassie si siano formati solo attraverso la compressione nel centro della nube da cui è nata la galassia stessa...
    Questo ammasso non è un buon banco di prova per questa teoria opporre la nascita di un buco nero richiede una massa e una pressione ancora maggiore?

  2. caro Alex,
    quello che sembra un unico oggetto estremamente compatto è, in realtà, una nube piena di turbolenze locali che porteranno a milioni di stelle singole fortemente legate gravitazionalmente tra di loro. Non dobbiamo pensarlo come un'unica nube collassante verso il centro, ma una nube estremamente densa piena di concentrazioni locali. Ne consegue che non ne risulta una caduta gravitazionale di materia verso un unico punto centrale, ma una specie di distribuzione su un volume relativamente ampio. I buchi neri probabilmente presenti al centro di ammassi sarebbero quindi dovuti a una fase successiva in cui buchi neri stellari si sono uniti tra loro e sono cresciuti. Tuttavia, siamo sempre nel campo delle ipotesi e poter studiare un ammasso in fase di nascita potrebbe anche riservarci delle sorprese... e darti -magari- ragione! :wink:

  3. Michael

    Bellissimo! :-o

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