9/06/15

Salviamo la Terra, ma con calma, molta calma…

Ancora una volta, i più ricchi del mondo si sono riuniti, spendendo soldi pubblici, per ripetere tali e quali le frasi dette da decenni: “Dobbiamo fare qualcosa tutti assieme per ridurre entro il 2050 l’emissione della terribile CO2 e annullarla del tutto entro la fine del secolo”. L’unica vera novità è stata quest’ultima aggiunta. Si continua a parlare dei due gradi centigradi come limite insuperabile, ma esso continua a non raggiungersi e allora si sposta sempre più in là nel tempo (accidenti, prima o poi arriverà…). Nessun accenno alla stasi del riscaldamento globale da quasi vent’anni e nemmeno alle novità “scientifiche” (ma esiste ancora la Scienza per la politica?) riguardo al ruolo giocato dal Sole e dalle correnti oceaniche.

Una specie di macchina senza alcun cervello che ripete a memoria frasi sempre identiche. La classica figura del “robot” stupido di una fantascienza ormai obsoleta. Purtroppo, però, questi sono i padroni del mondo, che continuano a predicare e a ripetere la solita litania atta a spaventare il popolo idiota, ma che, più o meno di nascosto, fanno i fatti loro, aumentando il consumo di carbone di pessima qualità, come la Germania, o sfruttando alla grande lo “shale gas” (che sempre metano è…), come gli USA. Di queste cose abbiamo parlato spesso, allegando i dovuti link. La Scienza viaggia sempre più lontana dai ritrovi goderecci dei G7.

Volevo solo aggiungere un paio di considerazioni e di dati di fatto.

Innanzitutto, la mancanza di decenza nel propinarci un cibo ormai veramente “riscaldato”.  Ho trovato questo interessantissimo confronto tra quanto detto dai G7 a L’Aquila (2009) e quanto detto in questi giorni. Se non ci fosse l’aggiunta del 2099, si penserebbe a una stantia copia rimessa in circolazione.

Ma la notizia che sembrerebbe veramente uscita dal gazzettino del manicomio (se non si sapesse che interessi ci sono in gioco) riguarda i pannelli solari. Una delle richieste più pressanti che ripete continuamente la Grande Europa è : “Dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili per produrre energia rinnovabile a prezzi sempre più bassi”. Per ottenere ciò si stanno spendendo centinaia di miliardi per sviluppare pannelli solari molto più economici di quanto non lo siano oggi (ne sappiamo qualcosa noi che stiamo pagando e che non potremmo mai usarli, per non parlare dei Paesi più poveri).

Nello stesso momento, però, quando qualcuno bussa alla porta con ciò che si vorrebbe disperatamente ottenere, la porta non viene aperta e anzi si impongono tasse esose che facilitino il non utilizzo. I pannelli solari cinesi costano troppo poco e non possono essere accettati! Essi rappresentano una violazione agli accordi che prevedono proprio un prezzo minimo per una cosa che sembrerebbe indispensabile per il futuro. Il futuro di chi? Dell’Europa o del mondo? O solo delle tasche di chi ottiene i finanziamenti per ricerche che non DEVONO dare alcun risultato?

Leggete QUI e QUI e vi renderete conto di quanto si predichi bene e si razzoli male. Sì, ben vengano (forse) i pannelli solari economici, ma l’importante è che ci guadagni la cara vecchia Europa che, intanto, alla faccia degli accordi internazionali, sta continuando a usare le fonti NON rinnovabili, alla faccia delle riunioni ultra dispendiose dei G7 o di quelli che ne fanno le veci…

Ma, dico io nella mia ignoranza galattica, non bisognerebbe fare ponti d’oro a chi riesce in quello che tutti dobbiamo e vogliamo desiderare per salvare la nostra povera e malaticcia Terra? E, invece, no! Sempre nella mia ignoranza, pensavo che non ci fossero questioni di import-export di fronte al terribile caldo che ci sta aspettando. O, magari, il terribile caldo nessuno se l’aspetta davvero, ma i  finanziamenti per ricerche fittizie sì! Dov’è finita la Scienza del clima? Forse, prima o poi, diventerà fuorilegge anche lei e si tasseranno coloro che cercano di capirci qualcosa di più…

Probabilmente, il matto sono proprio io che non capisco che la Terra si salva solo con i soldi indirizzati nelle giuste (e poche) tasche!

Non temete, però… presto i Grandi si riuniranno di nuovo in alberghi lussuosi, portandosi dietro decine e decine di collaboratori (a spese nostre, ovviamente) e ripeteranno nuovamente quelle frasi faticosamente scritte decenni fa e proponendoci scenari terrificanti che, fortunatamente, continuano a spostarsi di decenni in avanti. Sempre in attesa, forse, che inizi il freddo e tutto possa ricominciare cambiando solo poche parole nelle frasi usate per il caldo. Chissà mai che non ci invitino caldamente a bruciare più legna possibile? Magari, convincendoci che la CO2 ha fatto crescere troppe foreste e bisogna eliminarle.

Voi vi stupireste? Io non tanto…

 

I Grandi della Terra stanno lavorando duro per tutti noi...
I Grandi della Terra stanno lavorando duro per tutti noi...

10 commenti

  1. Gianni bolzonella

    Neanche io mi stupisco! Eppure al tempo dei Romani sembra ci fosse un clima più caldo,poi freddo poi caldo nel medioevo,fino all'ultimo periodo interglaciale tra il XVI e il XIX secolo,almeno in Europa.Sembra che il Sole e il suo possente sistema valgano poco nell'influenzare un pianeta dagli equilibri fragili come il nostro.Meglio consigliare a qualche esperto del clima questo Blog.

  2. Diego

    Insistono con questo GW ma guardacaso non insistono sulle piaghe che flagellano i popoli quelli più poveri per esempio i bimbi che non hanno da mangiare e poi chi più ne ha più ne metta, insomma vanno solo a parare dove ci sono i loro interessi, povera umanità... :(
    Bene ne prendiamo atto e continueremo a rompere le scatole come loro ce le rompono a noi, dobbiamo lottare contro la disinformazione io spesso intervengo nei discorsi quando sento gli effetti della manipolazione mediatica, che brutta cosa l'ignoranza.
    Purtroppo non abbiamo molte armi contro questi lupi travestiti da agnelli. :(

  3. Valerio Ricciardi

    Il foraggiamento evidente e smaccato dell'IS e il posizionamento "troppo in basso" del prezzo del petrolio sotto controllo OPEC sono azioni politiche volte a ridurre la competitività dello "shale gas" su cui gli USA hanno investito sin qui somme enormi, che ovviamente "rientrano" con molto maggiore difficoltà se il petrolio è basso, essendo meno competitivo il costo di estrazione dello shale gas medesimo.
    Questo glissando per non aprire un OT troppo complesso in merito ai problemi di accresciuto rischio sismico connesso al freaking idraulico (ricordo a me stesso che l'acqua ed i minerali argillosi sono i migliori "lubrificanti tettonici", ma se l'acqua la inietti tutta insieme pure applicandole improvvise pressioni elevatissime...).
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    Assumendo come "zero" la temperatura al 1977, si nota come solo dalla metà del 1957 (ossia da luglio, inizio dell'Anno Geofisico Internazionale) ad oggi la concentrazione di CO2 sia passata da 315 a sino a circa 400 ppm, toccati ad aprile 2013 la prima volta nelle rilevazioni dal Manua Loa che si assume come stazione-guida per evitare influenze connesse a variazioni locali.
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    Lo sia più, lo sia meno, un ruolo la CO2 come gas serra è innegabile lo abbia, anche se mi pare che il Metano sia MOLTO più "efficiente" e pericoloso in tal senso. Quanto Metano viene prodotto dalla digestione dei nostri ruminanti domestici su scala planetaria? Quanto metano venne e viene disperso solo dalla "Porta dell'Inferno" presso Derweze, in Kazakistan, dal 1971?
    Tutto 'st'effetto serra potenziale qualcosa deve pur da fa'... ma che ruolo ha nella recita? Protagonista, comprimario, spalla o comparsa?
    E' su questo che secondo me si gioca sull'equivoco di non dire che la realtà di un fenomeno (la CO2 è un gas serra, e grazie) non sappiamo ancora correlarla bene con gli effetti, almeno non in modo "serio".
    Nessuno mi toglie dalla testa che questa improvvisa fretta di far firmare qualcosa ai Paesi del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) candidati alla maggior crescita economica e di consumi energetici dei prossimi decenni, sia legata ad esigenze politico/economiche di USA ed Europa insieme alle loro aree di influenza più diretta.
    Ciò non toglie che conservare quanto a lungo possibile le riserve non rinnovabili di combustibili fossili, specie petrolio (che serve anche all'industria chimica in applicazioni in cui è costosissimo sostituirlo con prodotti di sintesi) continua ad avere (buon) senso; ma se si vuole fare ragionamenti seri sul clima, il PRIMO attore da osservare e recensire con attenzione non è l'uomo, né la dinamica crostale terrestre, ma il Sole.

  4. Valerio Ricciardi

    In effetti, se assumo "zero locale" la temperatura media di riferimento del 1977, se vado a farmi un giretto ecco che dal luglio 1957 al 1977 la "media" sembrerebbe scesa di 0,15 °C, con una certa pendenza della curva; dal 1977 al 2002 invece sale di boh, grossomodo parrebbero 0,63 °C, con un andamento più ripido (e allora verrebbe da dire "aiuto aiuto, l'equilibrio si è rotto, si è innescato un rapidissimo riscaldamento etc etc facciamo qualcosa facciamo qualcosa etc etc anzi già che ci siamo fatelo voi perché io al momento non posso proprio...")... :mrgreen:
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    Ma poi dal 2002 ad oggi la media ridiscende, con un andamento effettivamente un po' blando, solo di un 0,1 °C circa, ma inequivocabilmente scende, non sale... ohi ohi, qualcosa non torna. Ma non avevamo detto che saremmo finiti tutti lessati e PURE SEMPRE PIU' IN FRETTA?
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    Però è pur vero che siamo a + 0,55 ° scarsi al momento, che ha il segno inequivocabilmente "+". Solo che si sta parlando di mezzo grado... con un campione di studio davvero limitato, ed una cognizione relativa alla concentrazione della CO2 che riguarda solo gli ultimi cinquantasei anni, "seriamente". Si stima che prima della Rivoluzione Industriale (quando abbiamo iniziato a bruciare come matti combustibili fossili ad un ritmo mai pensabile prima) il valore in equilibrio fosse sui 280 ppm. Ma che sappiamo noi di quanto questo modello sia ben approssimato?
    Che diavolo sappiamo delle fluttuazioni dovute alle eruzioni vulcaniche maggiori, pre-1850, non quelle "standard" che sarebbero responsabili solo di un 1% scarso, oggi, della CO2 liberata?
    E poi: il "limite di compensazione dei carbonati" che varia dai circa 4200-4500 m a un massimo di 5000 m di profondità nel Pacifico, con valori intermedi altrove, costituisce una "trappola per la CO2" impressionante. Quanto vale nel bilancio? Sappiamo davvero stimarlo in modo serio? Temo di no.
    E quanto l'aumento della CO2 influisce sull'aumento del rigoglio della biomassa vegetale su scala planetaria, che intrappola atomi di C nei carboidrati dei tessuti vegetali? E' più svelto l'uomo a bruciare coke, metano e petrolio raffinato o la natura a rinfoltire le chiome?
    E poi: le chiome rinfoltite son più scure del suolo desertico arido o di spelacchiate tundre o praterie semisecche. E gli alberi son capaci di procacciarsi l'acqua a profondità maggiori. Perciò rilasciano in atmosfera quantità ben maggiori di vapore acqueo.
    Adesso: il vapore acqueo molto spannometricamente facilitato dalla presenza di pulviscolo fine agevola la formazione di nuvole, che innalzano l'albedo superficiale. Ma le chiome delle foreste più rigogliose perché han mangiato tanta pappa-CO2 messagli da noi generosamente a disposizione abbiamo detto che delle due l'albedo lo abbassano. Chi vince? L'albedo tende al momento a calare o crescere? Lo sapete voi? Io proprio no.
    Lo scioglimento dei ghiacci abbassa l'albedo, le foreste che si infoltisicono lo abbassano parimenti, l'aumento (eventuale) della copertura nuvolosa lo alza... ma le nuvole son nella troposfera, non è che quell'albedo supplementare faccia molto contro l'effetto serra... o no? Siamo sicuri? Qualcosa fa? Quanto? Ma alla fine che diavolo ne sappiamo?
    E quanto (QUANTO, che ciò avvenga è ovvio) la deforestazione dissennata e selvaggia (questa è una delle poche certezze) altera la capacità di compensazione della CO2 da parte della biosfera vegetale?
    Lo sappiamo? Temo di no.
    Anche se il taglio di tutto il tagliabile, senza andare a scomodare Rapa Nui e la sua splendida descrizione del "suicidio ecologico" cui tende l'uomo da sempre, è iniziato prima dell'Impero Romano, nondimeno ci son stati periodi caldi e periodi percettibilmente più freddi lo stesso, prima della Rivoluzione Industriale, e Enrico IV a Canossa nel 1057 si morì di freddo sotto la neve senza sapere nemmeno che i pannelli solari cinesi sarebbero costati troppo poco per le esigenze dell'industria anglosassone... :lol:
    Nel 1602-1644, nel 1820 e nel 1855 (toh! Agli albori della Rivoluzione Industriale...) i ghiacciai alpini videro tre massimi di espansione. Adesso sono in evidente, secca e netta ritirata (qui... in questa parte dell'emisfero boreale... non in tutto il mondo).
    Nella prima metà del Seicento abbiamo a prescindere dai fronti glaciali evidenze inequivocabili di inverni particolarmente freddi e prolungati, con influenze sui raccolti, sulla fame in Europa e sulla diffusione di epidemie in popolazioni peggio nutrite di quanto non fossero già in media? Tié, il minimo di Maunder, toh vedi, si sarebbe verificato quanto a presenza di macchie fra il 1645 e il 1715, ma non abbiamo dati precisi circa il livello di irraggiamento energetico al suolo qui (proprio in termini di W/mq...)
    Il minimo di Dalton va d'accordissimo col picco di avanzata dei ghiacciai del 1820, e con l' "anno senza estate" del 1816, picco di freddo che però fu certamente influenzato, e di brutto, dalle megaeruzioni del vulcano Mayon del 1811 nelle Filippine, de La Soufriére a Montserrat nei Caraibi del 1812, e sopratutto del Tambora in Indonesia nel 1815, un botto da far impallidire l'eruzione del Krakatoa del 1883 o del Vesuvio nel 79.
    Sta di fatto che la "piccola glaciazione" attorno alla fine del XVI- tutto il XVII secolo pare trovarsi fra i piedi ben tre minimi di attività solare degni di nota (di Wolf, di Sporer e di Maunder), e che senza stare a farla tanto lunga la cosa pare "normale" quando si notano periodi in cui le cronache delle due parlano di clima mediamente più rigido.
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    La morale? Io non mi iscrivo al club degli Apocalittici Affannati, ma nemmeno per la legge del pendolo a quello dei Solo Scettici Negazionisti; però nessuno, nessuno mi toglie dalla testa che il Sole sia, pensate, più potente persino di Obama e della Merkel messi insieme. Lo sto sopravvalutando?

  5. Mario Fiori

    No, no Valerio il Sole è più potente stanne certo, almeno lì non attaccano questi signori e signore. E' anche chiaro che gli estremi non vanno bene e finiscono per toccarsi, ma a questi signori servono i due estremi e li foraggiano per combattersi tra loro così non si fanno studi certi e non si giunge a niente.
    Caro Enzo, cercasi Scienza perchè c'è molta scienza: quella che produce nuova tecnologia dell'immagine, nuove tasche ipertecnologiche da rimpinguare, nuovi alberghi ultraccessoriati dove fare i G che si vuole, nuove macchine fotografiche per foto migliori di quella sopra e così via.

  6. marco

    che questi siano i padroni del mondo mi permetto di dubitarlo
    teatrino per galline in batteria...

  7. Valerio Ricciardi

    :-x NON E' UNA COSA SERIA (per ora...) ...La verità si decide in base alle convenienze... :roll:

    leggete qua... un articolo odierno dotato di onestà intellettuale dalla versione online de La Stampa

    (fonte: http://www.lastampa.it/2015/06/15/scienza/la-flatulenza-bovina-non-conta-per-leffetto-serra-Dz659BujOe0Ri3Pc9hmFcL/pagina.html)

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    LA FLATULENZA BOVINA NON CONTA PER L'EFFETTO SERRA

    Le mucche sono responsabili di oltre il 50 per cento delle emissioni di metano.
    La Commissione Ue voleva intervenire, ma i governi dicono no

    Marco Zatterin
    Corrispondente da Bruxelles

    La flatulenza bovina non conta per l’effetto serra, almeno secondo gli stati dell’Ue. I dati scientifici rivelano che le mucche e le loro famiglie sono responsabili di oltre il 50 per cento delle emissioni di metano, uno dei gas che producono il «Greenhouse effect» che ingabbia il pianeta e cambia il clima.

    La Commissione aveva proposto di intervenire per cercare di limitare la messa in circolo del gas. Il Consiglio, ovvero i governi nazionali, pensa di sopprimere la misura. “Non serve”, è l’orientamento. “Hanno vinto le lobby”, accusano le organizzazioni non governative.

    Funziona così. Il bestiame rilascia metano attraverso i micro-organismi partecipi nel processo di digestione animale, e protossido di azoto attraverso la decomposizione del letame. Più mandrie, più gas, dunque.

    Secondo uno studio dell’Università di Siena (Bastianoni-Caro) il 74% delle emissioni di gas serra prodotto dagli animali è causato dai bovini. Questo è principalmente spiegato dall’abbondanza di mucche da latte, ma anche dalla grande quantità di metano e protossido di azoto emessi dai bovini da carne rispetto agli altri animali. Le pecore contribuiscono per il 9%, i bufali il 7%, i maiali il 5% e le capre il 4%.

    Oggi i ministri europei dell’Ambiente ne discutono a Lussemburgo. Sarà una tornata cruciale in vista del voto del Parlamento, previsto in settembre, dopo il pronunciamento della commissione Ambiente in calendario per metà luglio.

    Secondo un documento di lavoro dei Ventotto, i limiti indicati dalla Commissione sono stati abbandonati a causa di «preoccupazioni circa il potenziale sovrapposizione con gli altri impegni stabiliti dagli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra».

    La maggioranza è favorevole, compresi tutti i paesi grandi produttori, come Regno Unito, Italia, Francia e Danimarca. Le lobby esultano. Gli altri si interrogano.

  8. Simone Lotti

    Ho letto solo ora questo articolo, e vorrei fare una precisazione a riguardo.

    Forse ho capito male io, ma quando parli di pannelli solari casa intendi?

    Bisogna fare attenzione ma pannelli solari e pannelli fotovoltaici (o pannelli solari fotovoltaici) sono due cose totalmente diverse.

    I pannelli solari usano i raggi solari per scaldare un fluido come ad esempio l’acqua, per produrre in questo caso acqua calda sanitaria, invece i pannelli fotovoltaici convertono l’energia dei raggi in energia elettrica.

    Scusa se sono pignolo, ma c’è molta confusione in giro e, almeno noi, cerchiamo di usare i termini corretti.

    Io penso che tu, nell’articolo, ti riferivi ai pannelli fotovoltaici, ma potrei sbagliarmi.

    Guarda, ne parlavo due settimane fa con il mio tecnico, che mi ha confermato che la gente pensa che i due tipi di pannelli siano la stessa cosa, quando invece non è vero, e tutte le volte nascono delle incomprensioni.
    Tra l’altro mi ha anche detto che i prezzi dei pannelli fotovoltaici stanno scendendo, ma anche la qualità e la durata, e questo non va bene.

    Aggiungo che i pannelli fotovoltaici hanno un rendimento ridicolo, quindi più che cercare di abbassarne il costo sarebbe meglio aumentarne la resa energetica.

    Anni fa si parlava di pannelli in grado di produrre energia anche di notte (sfruttando l’irraggiamento del terreno nel campo degli infrarossi che, con speciali antenne, veniva convertito in elettricità) ma come al solito queste ricerche sono scomparse nel nulla.

    Ciao

  9. ti ringrazio per la precisazione... il mio era un ragionamento molto generale che non intendeva andare per il sottile e si riferiva sempre ai tentativi di sfruttamento dell'energia solare. Tuttavia, hai ragione tu: è bene fare le giuste distinzioni! GRAZIE :-P

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