24/07/15

Una nuova Terra (Kepler 452b)! Pariamo subito il colpo e ristabiliamo l’ordine…

Il nuovo pianeta fa decisamente di tutto per avvicinarsi a noi. Sta nella zona abitabile e quindi potrebbe avere acqua allo stato liquido. La stella è simile al Sole  e il pianeta rivolve attorno a lei in 385 giorni (beh… se è nella zona abitabile di una stella come il Sole è ovvio che abbia un periodo del genere… non è un’informazione in più). L’oggetto ha dimensioni leggermente superiori alle nostre (60%), ma la sua massa non è ancora stata determinata. Tenendo conto che la composizione di un pianeta è fondamentale per conoscerne la sua evoluzione, questo parametro sarà fondamentale. La stella è più vecchia della nostra: 6 miliardi di anni con una luminosità leggermente maggiore (20%) e con un diametro più grande del 10%. Piccole differenze che potrebbero, però, rivelarsi molto importanti.

Fin qui tutto bene. Tuttavia, senza sapere la composizione chimica, la densità, l’atmosfera che lo circonda è veramente prematuro chiamarlo un gemello della Terra. Oltretutto, insieme a lui sono stati trovati altri 11 oggetti con caratteristiche simili, con un diametro non superiore a due volte quello della Terra e all’interno della zona abitabile. Di questi ben 9 girano attorno a una stella come la nostra. Forse la notizia di altre 11 quasi-Terra è ben più importante dato che migliorano le stime della percentuale di possibili Terre in altri sistemi planetari.

Prepariamoci anche a un altro colpo… La nuova terra dista 1400 anni luce da noi, ma ha 1.5 miliardi di anni di più. Ne consegue che i suoi abitanti sono decisamente più avanti di noi e che quindi sono sicuramente in grado di superare la velocità della luce. Speriamo che ce lo vengano a raccontare.  Chissà da quanto tempo, però, sono in giro per il nostro Sistema Solare… Mamma mia, chissà adesso gli ufologi come si scateneranno. Speriamo che non vengano a sapere che , in realtà, i pianeti nelle zone abitabili sono ben di più.

Torniamo a cose serie. Che dire? Kepler e l’analisi continua e accurata dei suoi dati ha cambiato completamente la nostra visione dei sistemi planetari attorno ad altre stelle. Ci ha insegnato molto e molto ancora ci insegnerà. Lui, da solo, non può dirci di più. Adesso tocca a strumenti ben più sofisticati, capaci di leggere atmosfere, composizione chimica e tante altre cose che permettano il passaggio da vita potenzialmente possibile a vita realmente possibile. Poi, ci vuole un ulteriore salto: da vita possibile a vita realmente esistente.

Vi mostro l’immagine artistica che riproduce il nuovo pianeta. Stamani, la TV ha ovviamente detto che questa immagine è una foto ripresa dai nostri strumenti. Ma sì… in fondo è un peccatuccio insignificante che ormai si accetta senza colpo ferire. Ma, dico io, questi giornalisti hanno studiato in qualche scuola dell’obbligo o vengono da qualche tribù nomade delle pianure di Vega C (il mondo più primitivo dell'Universo, come ben noto a tutti)?

Credits: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle
Credits: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle

15 commenti

  1. Alvermag

    Si, sembra sia stato fotografato da una certa Giorgia dal balcone di casa sua.

    Naturalmente per ottenere una tale foto ha utilizzato lo zoom ....

  2. peppe

    Enzo se Kepler sta facendo miracoli immaginiamo cosa possa fare Webb. Ma si può stimare la composizione dell atmosfera di questi ? Magari scoprire l ozono su altri pianeti potrebbe essere indicatore di un attività biologica

  3. Michael

    Ormai ne parlano davvero dappertutto. Ora bisognerà aprire un sondaggio per sceglierne il nome!
    La battuta di Alvy m'è piaciuta molto. :D

  4. Mik

    L'età del pianeta, 6 mld di anni, immagino sia stata determinata dall'età del suo sole, no?

  5. peppe

    Se si dice che la vita terrestre sarà a rischio fra un miliardo di anni visto l aumento di luminosità del sole che si verificherà, allora, data la luminosità della stella, questo pianeta potrebbe trovarsi nelle condizioni a rischio estinzione esseri viventi?

  6. Mario Fiori

    Lnotizia è importante,appunto, al pari delle altre relative ad altri pianeti in zona abitabile e comunque di altri pianeti in genere. Ma a questo punto quel sole a quale punto sarà e quanto tempo ha quel pianeta per continuare a vivere? Tenendo conto dei 1400 anni-luce trascorsi naturalmente, anche se parlando in termini cosmici non sono nulla.
    A proposito, vedo che in segreto la NASA ci stà portando via Giorgia anche se noi abbiamo già scatenato il Nostro Agente 00Alvy. :mrgreen: :mrgreen:

  7. Diego

    Ben fatto Enzo andiamoci piano con i gemelli... :wink:

  8. Mio

    Gemello della Terra? La NASA, come al solito, ha voluto esagerare apposta dando in pasto ai giornalisti questa "notiziona" consci dell'ignoranza dei giornalisti stessi.
    E' la solita minestra della NASA: facciamoci un pò di pubblicità nel mondo!

  9. marco

    intanto vi consiglio il titolo di repubblica.it una vera chicca... non la riporto perché non vorrei che al nostro proff venissero i capelli troppo bianchi e troppo dritti...

  10. Giorgia Hofer

    Anche a me è suonata subito strana come notizia...
    Eh già Marco, forse Enzo ci saprà dire qual'è la zona più abitabile dell'universo???

  11. AlexanderG

    ...comunque quella foto l'ho scattata io... ho usato un iPhone :mrgreen:

  12. Alberto

    Ma a me risulta che ci sia un pianeta gemello della Terra nel nostro sistema solare, peccato che sia inabitabile VENERE, perché questo pianeta a 1400 anni luce da noi, dovrebbe essere così simile al nostro? non potrebbe essere simile a Venere?

  13. vado un po' di corsa... e rispondo un po' in generale...

    Ovviamente l'età del pianeta è legata all'età stimata della stella.

    Chi è l'abitabile più abitabile? Al momento possiamo solo rispondere: la Terra! E' l'unica che può confermarci di essere abitata. Ora si pone la domanda: "Perché?" Se sapessimo rispondere il gioco sarebbe facile e basterebbe cercare un suo gemello con le stesse caratteristiche (identiche). Ma ne saremmo comunque sicuri? No. Sotto un castagno, con una certa posizione rispetto al Sole, con un certo terreno, ecc., ecc., può nascere un bel porcino, ma sotto un suo albero gemello assolutamente no. Ci sono altri fattori da tenere in conto che la vista da sola non può riconoscere.
    Un fotone che colpisce uno specchio può tornare indietro, ma un suo fratello gemello no (vedi QED).
    Bene. Noi non sappiamo ancora quali sono le cose che devono essere identiche visivamente (stella, orbita, massa, atmosfera, acqua, composizione chimica,...) e , in più, non abbiamo alcuna idea degli altri fattori nascosti (magari la vita sì o la vita no è una scelta ... quantistica). Io direi perciò di andare per gradi: l'orbita e la stella ci dicono solo e soltanto che le probabilità di avere acqua liquida non è nulla. Tuttavia acqua da sola non vuol dire niente (Venere insegna). Ci vuole anche la composizione chimica, il campo magnetico giusto, l'atmosfera e tantissimi altri fattori prima o poi visibili. Ma anche dopo avere scoperto un mondo gemello sotto tutti questi parametri (ce ne vorrà ancora del tempo) saremmo al punto di partenza. Al limite avremmo una certa probabilità quantistica o giù di lì... fotone sì, fotone no. Chi ci dice la comparsa della vita sia deterministica?
    Insomma, io, personalmente, sono poco interessato alle uguaglianze esteriori anche se approfondite. Sarebbe ben diverso se ci fossero segnali DIRETTI dell'esistenza di vita (vegetazione, segnali radio matematici, luci artificiali,...). Insomma ancora fantascienza, per adesso... Voglio che sia il fotone a dirmi da dove viene!!!!

  14. Alvermag

    Come probabilmente sapete, a me piace vagabondare nel cosmo.

    Ho quindi deciso di fare un viaggetto dalle parti del Cigno, la costellazione che ospita Kepler 452b.

    Per pura combinazione (immagino, ma ... chissà, forse non è un caso) la stella intorno a cui ruota il "gemello" della Terra dista da noi quanto Deneb (α Cygni), ovvero circa 1.400 a/l.
    Considerando che la distanza, in coordinate equatoriali, tra Deneb ed il nostro eso-pianeta è nell'ordine di 1h in A.R. ed 1° in DECL. , ho valutato la distanza effettiva tra i due oggetti in circa 365 a/l.
    Questo valore è effettivo perchè la luce emessa (o riflessa) nello stesso istante dai due oggetti ci raggiunge contemporaneamente, dato che sono alla stessa distanza da noi.
    Inoltre il fatto che siano così vicini tra loro (ed a noi) fa si che l'espansione del cosmo abbia effetti trascurabili (in tempi così brevi) sull'eventuale allontanamento tra i due oggetti.

    Kepler 452b (e la sua stella) sono in prossimità apparente, cioè sempre in termini di coordinate equatoriali, di Rukh (δ Cygni). Quest'ultima è però molto vicina a noi, circa 170 a/l e quindi dista effettivamente da Kepler 452b 1.200 a/l, più o meno.

    Insomma, chi sembra vicinissimo è in realtà molto distante .... con buona pace degli astrologi.

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