28/10/15

Quando il Sole si arrabbia per davvero *

Le tempeste solari spaventano, ma non troppo. In certi casi hanno fatto addirittura crescere le nascite negli USA (una lungo periodo senza TV e/o internet aiuta a fare… altro). Sembrava che il Sole potesse causare danni di questo livello o -al più- leggermente superiori. Leggendo “ a fondo” i ghiacciai della Groenlandia (ci sono ancora…) sembra, invece, che i disastri potrebbero essere colossali.

Il Sole potrebbe stufarsi delle nostre comunicazioni a distanza (la maggior parte è veramente inutile e deleteria) e dire basta a gran parte della tecnologia acquisita dall’uomo fino ad oggi. La nostra è una stella piuttosto tranquilla e i momenti di collera non sono molto frequenti. Oltretutto, non sono nemmeno estremamente violenti. E’ più la meraviglia che sollevano attraverso le aurore polari che non i danni che causano alle apparecchiature elettroniche. O, almeno, questo si pensava…

Non è molto che si è stabilito che i sistemi di monitoraggio di tempeste solari particolarmente forti sembrano non funzionare come si sperava. In poche parole, si era convinti di poterle prevedere con un certo anticipo e, invece, alcune sono arrivate senza che si riuscisse a prendere le giuste contromisure. Un problema di tipo locale che non viene gestito al meglio da osservazioni globali. Si è anche visto che spesso siamo stati fortunati, dato che gli “sbuffi” si sono rivolti dalla parte opposta della Terra. Insomma di tutto e di più: una stella tranquilla e una buona dose di fortuna. Ma sarà sempre così?

Ancora una volta chi ha fornito nuove e poco piacevoli informazioni sul passato della Terra è stata la Groenlandia. Analizzando gli strati di ghiaccio ci si è imbattuti in zone altamente “radioattive”, proprio ciò che poteva ottenersi con una dose supermassiccia di raggi cosmici. E queste zone sono relative a epoche che erano già state sospettate come critiche attraverso l’analisi degli anelli di alberi. Una abbondanza di carbonio radioattivo si riferisce al 775 e al 994 dopo Cristo.

A quei tempi c’erano ben poche apparecchiature in grado di subire danni (a parte gli organismi umani…). Tuttavia, se capitassero oggi sarebbero devastanti e –forse- distruggerebbero ogni tipo di comunicazione non solo satellitare. In poche parole, il Sole è molto meno pacifico di quello che sembra e potrebbe decidere di riportarci indietro di secoli… Come faremmo oggi senza cellulari, TV e reti informatiche?

A me dispiacerebbe solo per questo “circolo”, ma molti ormai nascono con un’appendice a forma di cellulare: toglierglielo di mano vorrebbe dire amputare letteralmente una parte del corpo. Come potrebbero sopportare un blackout o qualcosa di ben peggiore? Altro che Global Warming…

Non è che la nostra stella sia una specie di censore che entra in azione quando il troppo stroppia? Sto scherzando, ma forse i momenti di nervosismo del Sole dovrebbero essere studiati meglio e previsti con maggiore e più sicuro anticipo.

Articolo originale QUI

2 commenti

  1. Mario Fiori

    Enzo, aldilà della tecnologia, come dici tu fra le righe, c'è il danno al'organismo che, chissà forse in quella malaugurata situazione, potrebbe rivelarsi ben più importante dei cellulari. Sapevo che le nostre conoscenze attuali permetterebbero già una qualche forma , perlomeno parziale, di protezione di reti elettriche e di satelliti e reti di comunicazione ma non se ne parla proprio di metterle in atto, sai i costi, il ritorno economico su un qualcosa che chissà se e quando accadrà, il campionato di calcio, il talk show con o sensa nei, il politico di turno che, signori miei, deve dire tutto va bene etc.
    Per il danno biologico, mah, vedi sopra ed aggiungi cose simili.

  2. Paolo

    Non si tratta certo di un evento di grossa portata, però, giusto ieri una grossa macchia solare a forma di cuore (mah..) ha prodotto un flare di classe media... come mostra l'animazione NASA del Solar Dynamics Observatory.

    https://www.nasa.gov/feature/goddard/2016/nasas-sdo-captures-images-of-a-mid-level-solar-flare

    Paolo

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