7/11/15

Le prime stelle della Via Lattea **

Approfittando di una finestra lasciata aperta, Hubble è riuscito a leggere con molta accuratezza il bulge galattico, la zona più centrale, quella che nasconde con tanto amore il suo buco nero. Normalmente, nubi di polvere nascondono quella zona e Hubble ha avuto fortuna a trovare una tapparella lasciata aperta. Ha puntato i suoi occhi e ha fatto vedere che è ancora il migliore, sebbene vecchio e un po’ “rimbambito” (come lo capisco!).

A parte la difficoltà di riuscire a vedere così lontano (26 000 anni luce, circa) doveva anche essere in grado di separare oggetti posti a distanze diverse: stelle di alone, di disco e di bulge, queste ultime quelle sicuramente più antiche. Come fare? Bastava dare tempo al tempo e aspettare che si muovessero lungo le loro orbite attorno al centro galattico. La differenza di movimento, dopo circa dieci anni, è riuscita a individuare quelle più centrali e quindi studiare tante caratteristiche del bulge, forse lo scrigno più prezioso di una galassia, vera scatola nera per capire la sua evoluzione. In particolare la distribuzione di massa dei vari tipi di stelle identificabili.

Un lavoro non certo facile, dato che esistono problemi come quelli delle stelle doppie che possono travisare i dati. Ottimo lavoro, comunque, che ha ribadito l’esistenza di molte nane bianche e che ha stabilito la loro distribuzione con una elevata precisione.

Ed eccoci proprio al punto che è stato enfatizzato in una recente news (QUI) dello Space Telescope Institute, che ha fatto una sintesi di due lavori degli stessi autori, il primo nel luglio del 2014 e il secondo appena uscito. Il rilievo dato alle nane bianche si riferisce soprattutto al primo e va perfino oltre, presentando alcune immagini non pubblicate in nessuno dei due articoli. D’altra parte le nane bianche hanno un interesse straordinario. Si dice che ne sono state individuate circa 70 nel bulge della Via Lattea. Una scoperta fantastica che ha visto Hubble lavorare veramente ai suoi limiti. Le nane bianche sono sicuramente molto vecchie, dato che nascono quando muoiono stelle di dimensioni non eccessive. Esse sono estremamente calde e luminose, da giovani, per poi spegnersi lentamente, raffreddandosi.

Alcune nane bianche scoperte anni fa nel bulge della Via Lattea. Fonte: NASA, ESA, A. Calamida and K. Sahu (STScI), e SWEEPS Science Team; per l’immagine da terra: A. Fujii
Alcune nane bianche nel bulge della Via Lattea. Fonte: NASA, ESA, A. Calamida and K. Sahu (STScI), e SWEEPS Science Team; per l’immagine da terra: A. Fujii

D’altra parte non hanno più alcun motore nucleare al loro interno e si comportano come un pezzo di ferro incandescente che tende a diventare sempre più rosso al decresce della temperatura. Quelle osservate da Hubble sono sicuramente abbastanza giovani, ma rappresentano la punta di un iceberg ben più vasto. Per essere osservate non possono essere troppo arrossate e quindi il loro colore blu indica un’età non eccessivamente avanzata. Tuttavia, si sta -comunque- vedendo ciò che resta delle prime stelle della nostra galassia, nate intorno a 12 miliardi di anni fa.

Un bel mix di due articoli, con qualcosa in più. Niente di male, anzi…

Tuttavia, il problema arriva quando si va a leggere la relazione data da media INAF. Essa non vuole certo dare l’idea di un brutale copia e incolla e anzi riporta interviste con gli autori (in buona parte italiani). Sembra proprio di assistere a certe trasmissioni televisive estive in cui si danno, come nuovi, spettacoli che hanno anni e anni sulle spalle. Potrei anche capire che un sito amatoriale qualsiasi faccia questo lavoro di copia e incolla, ma non posso accettarlo da parte di un Istituto Ufficiale, il più importante dell’astrofisica italiana.

Nella relazione INAF (QUI), infatti, non si parla di una sintesi di più lavori, corredati da immagini non pubblicate, ma ci si riferisce solamente a quello appena apparso. Mettiamoci nei panni di una persona che voglia andare più a fondo (ce ne sono ancora, anche se pochi). Lei segue il link e si trova davanti a un articolo che non parla assolutamente di nane bianche e che quando lo fa si occupa solo di un tentativo per stabilire la distribuzione di massa e che si rifà al lavoro precedente del 2014 (che bisogna cercarsi da soli, come ho fatto io). Per il 99.9%  si occupa di altro, in modo molto generale.

Cosa dobbiamo concludere? Che ancora una volta si dimostra che Media INAF lavora in modo automatico, utilizzando solo le agenzie e senza mai andare a controllare gli articoli originali. Un lavoro mediatico di bassa qualità che certo non ci aspetteremmo da un Istituto così importante. Questa volta l'errore è abbastanza veniale e non "mostruoso" e scandaloso come quello su Rampino (un vero falso scientifico, che non è ancora stato corretto!). Tuttavia, dimostra benissimo il modo di agire dilettantistico. Non sarebbe il caso di inserire qualche astronomo professionista all’interno della redazione, che faccia da controllore  e che eviti queste figuracce?

Chiedo veramente troppo?

Va bene, godiamoci queste antiche luci bluastre e pensiamo a quelle ormai troppo rosse e fredde che le accompagnano. Basta chiudere gli occhi e si possono immaginare quando erano tanti “Sole” luminosi e pimpanti, molti miliardi di anni fa…

Articoli originali QUI e QUI

8 commenti

  1. Daniela

    Una curiosità, Prof., se la stessa osservazione fosse fatta da Webb, potrebbe fornire informazioni in più?

  2. cara Dani... ASSOLUTAMENTE SI', vedremmo anche quelle più antiche e forse anche su altre galassie... Archeologia spaziale... :roll: :-P

  3. Daniela

    Che meraviglia, non vedo l'ora! :-D

  4. Levis

    Ma il nostro Sole diventerà una nana bianca?

  5. Levis

    Comunque i due link rimandano alla STESSA pagina...

  6. caro Levis,
    hai proprio ragione... ho inserito due volte lo stesso articolo... adesso dovrebbe andare bene!
    Sì, il Sole diventerà una nana bianca con tanto di nebulosa planetaria...

  7. Levis

    il Sole diventerà una nana bianca con tanto di nebulosa planetaria...
    ma dopo che sarà passato dalla fase di gigante rossa?

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