7/03/16

Di nuovo i piccoli omini verdi? **

Segnali radio rapidissimi e ripetuti: forse i famosi “piccoli omini verdi” sono tornati a farsi sentire…

Nel 1967 (in fondo, è solo… ieri) Jocelyn Bell e Antony Hewish identificarono un segnale radio all’ISR (Interplanetary Scintillator Array) dell’osservatorio radioastronomico Mullard in Gran Bretagna. Un segnale davvero molto strano che si ripeteva con una costanza impressionante: esattamente ogni 1.337302088331 secondi!

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Jocelyn Bell nel 1968 davanti al Mullard Observatory (Cambridge). DAILY HERALD ARCHIVE/SSPL/GETTY

Sicuramente doveva essere un disturbo strumentale. Non ci volle molto a dimostrare, però, che la sorgente era qualcosa di reale e non certo un fenomeno “spurio”. Mai si era “sentito” qualcosa di così ripetitivo, rapido e costante. Sembrava proprio un ET che chiamava casa…

Fu così che la sorgente astronomica prese il nome ufficiale di LGM-1, che stava per Little Green Men-1 (Piccoli Omini Verdi-1). Mi ricordo benissimo lo stupore e le battute scherzose attorno a quella “strana” classificazione. Aleggiava, però, in tutti gli scienziati un senso di mistero, di incredulità, ma anche di speranza: si era di fronte alla prima comunicazione aliena? Sembrava impossibile che la Natura potesse dar luogo a un segnale così perfettamente cadenzato.

Non ci volle molto, comunque, a cambiare la sigla che divenne la molto più anonima e banale CP1919. Il segnale proveniva da una stella di neutroni ed era la prima pulsar identificata. Oggi parlare di pulsar è come parlare del vicino di casa, ma a quei tempi fu una scoperta entusiasmante, anche se lasciò in tutti gli astronomi un po’ di delusione…

A Hewish (e a Martin Ryle) venne dato il Premio Nobel per la fisica, nel 1974, in relazione al loro lavoro sulla radioastronomia e sulla scoperta delle pulsar. La povera Jocelyn rimase all’asciutto, sollevando le proteste di molti, tra cui Fred Hoyle. Ancora un episodio di maschilismo astronomico, in parte coperto da una marea di premi assegnati, successivamente, alla ricercatrice inglese.

E arriviamo ai nostri giorni e a quell’incredibile “orecchio” che è il radiotelescopio di Arecibo.

Sono ormai molti anni che vengono ascoltati lampi di emissione radio di enorme potenza (FRB). Essi durano pochi millesimi di secondo e sono sempre stati associati a catastrofi cosmiche, come l’esplosione di una supernova o il collasso di una stella di neutroni in un buco nero. Spiegazioni non del tutto soddisfacenti, ma comunque relative a un singolo fenomeno. Eventi singoli, altamente energetici. Un po’ come l’esplosione di una bomba atomica.

La faccenda, però, si è complicata, quando ad Arecibo si è rivelato un FRB che di singolo aveva ben poco… Rapidi segnali che si ripetevano e che provenivano dalla stessa sorgente, annullando del tutto le ipotesi dell’evento catastrofico singolo (una bomba atomica non esplode parecchie volte una dopo l’altra... ha poco senso…).

I confronti e le ricerche negli archivi sono appena iniziati (avrei voluto aspettare di avere qualche dato in più) e probabilmente i media si disinteresseranno della scoperta (hanno già dato troppo spazio alle onde gravitazionali), ma il materiale per ritornare ai segnali dei piccoli omini verdi c’è tutto… Speriamo che il silenzio prosegua e lasci lavorare in pace gli astronomi, che potrebbero essere in parte “trascinati” verso apparizioni e ipotesi mediatiche.

Probabilmente, siamo di fronte a un nuovo fenomeno celeste, magari legato a stelle di neutroni di altre galassie, in grado di inviare segnali di energia impensabile. Sono necessari altri studi e tentativi di collegamento con segnali altrettanto energetici, in altre lunghezze d’onda, come i raggi gamma e i raggi X. Insomma, un bel problemino nuovo di zecca.

Tremate, tremate, le “piccole donnine verdi” sono tornate (è forse la vendetta "buona"  di Jocelyn?)

Articolo originale QUI (non è scaricabile, ma il sommario è già abbastanza esplicativo).

 

Gli stimoli per aprire nuovi fronti di ricerca non mancano mai http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2016/01/15/in-un-modo-o-nellaltro-luniverso-ci-prende-in-giro/

NEWS del 14/9/2018 - Jocelyn Bell Burnell vince tre milioni di dollari (premio Breakthrough 2018) e li userà per far sì che giovani donne (oltre ad altre persone che si trovano in condizioni di svantaggio) incontrino meno ostacoli dei suoi, se vorranno intraprendere una carriera scientifica.

 

4 commenti

  1. Daniela

    Non sembra, Enzo, che la vendetta rientri nello stile della Bell... :wink:

    «Non l'ho vinto, è vero. In compenso ho avuto tanti altri premi e in fondo è stato molto più divertente: il Nobel significa una settimana davvero fantastica a Stoccolma e poi più niente, perché nessuno osa dare un riconoscimento a qualcuno che è salito così in alto» QUI

    Invece di fare del Nobel ingiustamente mancato un motivo di risentimento verso il mondo scientifico, Jocelyn Bell si è profusa per la più ampia divulgazione della cultura scientifica. Centinaia le conferenze pubbliche per non addetti ai lavori, e ancora maggior impegno nell’avvicinare la scienza ad una generazione di adulti ai quali era stato preconizzato in giovane età – come del resto capitò a lei stessa quando aveva solo 11 anni – che non avevano alcun futuro negli studi scientifici. QUI

  2. grazie delle informazioni Dany...  :wink:

    Un bel gesto di grande umiltà culturale... i Grandi escono sempre come  vincitori!

  3. grazie Aldebaran... ma è il vecchio articolo... :wink:

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