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31/03/16

L’Everest di Titano: una prova dell’oceano sotterraneo **

Gli alpinisti spaziali sono stati accontentati. Dopo una lunga ricerca, si è individuato il monte più alto di Titano. Niente di eccezionale, con i suoi 3337 metri d’altezza, ma estremamente indicativo per la comprensione di questo mondo così simile, per certi versi, alla nostra Terra. Per Giorgia: praticamente una Marmolada saturniana!

La cima più alta si trova all’interno di una triplice catena montuosa chiamata Mithrim Montes. Tuttavia, questa altezza è raggiunta anche in altre zone e questo è un segno abbastanza chiaro di ciò che dovrebbe esistere al di sotto della crosta solida. In poche parole, i tremila metri sarebbero un limite superiore legato alle forze che agiscono sul lontano satellite di Saturno. La presenza di catene montuose e non di picchi isolati conferma ulteriormente questa ipotesi.

La ricerca delle maggiori elevazioni e depressioni rientra nel quadro dello studio dei movimenti della crosta e delle eventuali zone ancora geologicamente attive, ossia dei luoghi in cui le forze dinamiche hanno da poco o stanno ancora  modellando la superficie.

La zona montuosa dove sorge la cima più alta di Titano, con i suoi 3337 metri. Fonte: NASA/JPL-Caltech/ASI
La zona montuosa dove sorge la cima più alta di Titano, con i suoi 3337 metri. Fonte: NASA/JPL-Caltech/ASI

Le catene montuose della Terra sono normalmente localizzate dove le forze interne hanno spinto la crosta dal basso verso l’alto. Le Ande e l’Himalaya sono due classici esempi di questo scontro tra placche continentali, ancora oggi in piena attività, come dimostrato, nel caso delle Ande, dai numerosi terremoti e dai vulcani.

A queste forze interne si contrappongono le forze esterne di erosione, come il vento, la pioggia e lo scorrimento dei torrenti. Quando una zona non è più attiva “inferiormente”, l’erosione abbassa di molto l’altezza della struttura e riduce le sue irregolarità. Un caso tipico di antiche montagne, quasi cancellate dalle forze esterne, sono i monti Appalachiani negli USA. L’altezza e il modellamento superficiale sono quindi un chiaro segno di attività interna più o meno recente.

Titano, in questo rispetto, è assai simile alla Terra, in quanto presenta chiare forze d’erosione come la pioggia e i fiumi che scorrono sui crinali. L’unica differenza è che questi fenomeni erosivi lavorano più lentamente dato che la distanza dal Sole è maggiore e i meccanismi legati all’atmosfera si riducono di un fattore dieci. In poche parole, le montagne resistono di più che non sul nostro pianeta.

Abbiamo visto come le montagne si cancellino, ma prima bisogna anche formarle. Anche da questo punto di vista, Titano assomiglia molto alla Terra. La sua crosta ghiacciata esterna si adagia sopra un oceano di acqua liquida che agisce molto probabilmente come il mantello superiore della Terra.

Nel nostro pianeta questo strato di roccia caldissima e generalmente fluida causa lo spostamento e il sollevamento della crosta superiore. Su Titano lo stesso ruolo è svolto dall’acqua sottostante. Un volta che l’azione di spinta è terminata, la catena montuosa si rilassa sullo stesso mantello (od oceano che sia), al pari di chi dorme su un letto ad acqua.

Su Titano il materasso è decisamente più soffice e permette un rilassamento maggiore, che vieta altezze superiori ai 3000 metri. Un’informazione importantissima per leggere l’interno del grande satellite. La differenza tra i quasi 9000 metri della Terra e i 3000 di Titano fornisce dati fondamentali per un modello generale e per valutare le forze dinamiche che agiscono nel sottosuolo.

Un programma veramente ambizioso che non si limita certo a una cartografia superficiale, ma che dà un senso globale a tutta la struttura nel suo insieme.

Chissà se i titaniani saprebbero raccontarci meglio la loro storia geologica passata?

 

E, se esistessero questi titaniani, come potrebbero riuscire ad emergere dalla spessa coltre di nubi per vedere l'universo che li circonda? Vin-Census ce lo racconta QUI

NEWS! Gli oceani sotterranei potrebbero essere molto comuni, vedi QUI

2 commenti

  1. Mario Fiori

    Pensare che per avere un "pianeta" che abbia similitudini così evidenti con la Nostra Terra si dovesse andare così lontani dalla Terra stessa , non ci avrei mai pensato. Comunque Titano andrà esplorato sicuramente più a fondo e magari quì un robottino non ci starebbe male, ma di quelli seri ed organizzati non attrezati solo per la...messa in onda; anche se poi è vero che si andrebbe a contaminare anche Titano. Ma qui voglio essere oltremodo fantascientifico ed asimoviano (anche se non è da me): e se fosse il nostro destino quello di colonizzare così il Cosmo? Comunque qui un sonnellino su un morbido materasso ad acqua lo farei volentieri. :mrgreen:  :mrgreen:  :mrgreen:

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