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9/05/16

I racconti di Vin-Census: RIFLESSIONE

Quando finalmente la tecnologia ci consentirà di vedere il Big Bang, il nostro naturale istinto di "esploratori" ci spingerà oltre, per comprendere cosa c'era prima che nascesse lo spaziotempo come noi lo conosciamo e quale destino lo attende... e allora molti interrogativi riceveranno un'adeguata risposta... forse... E qui la fantasia e l'ironia di Vin-Census si scatenano. Buon divertimento o, meglio, buona RIFLESSIONE!!

 

Alla fine del quarantacinquesimo secolo la scienza astronomica riuscì finalmente a “vedere” il Big Bang. Si saltarono a piè pari i primi miliardesimi di miliardesimo di secondo della vita dell’Universo, e si arrivò subito al “nocciolo”. E questo nessuno se l’aspettava. I modelli numerici, la capacità di simulazione dei calcolatori, i rivelatori spettrali, erano giunti ad un tale livello di accuratezza e di complessità che si riuscì a scorgere proprio il “punto singolare” iniziale. Non direttamente, ma attraverso l’elaborazione al computer dei dati ottenuti nelle nuove lunghezze d’onda scoperte due secoli prima. Sembrava una stellina piccolissima e dai contorni molto netti. Le sue dimensioni furono stabilite con esattezza: 10-28 mm, ossia 0,0000000000000000000000000001 millimetri. Sicuramente aveva dimensioni molto ridotte, ma non nulle. La singolarità sembrava tale, ma in realtà non lo era, era qualcosa di realmente fisico.

Lo stupore di questa scoperta eccezionale durò comunque ben poco. Ormai non c’erano più limiti alla capacità di investigazione e si cominciò ad intuire che esisteva “qualcosa” anche prima (se così si poteva dire) di quell’istante iniziale. Non il nulla, ma una specie di nebbiolina indistinta. La sua temperatura era elevatissima, sicuramente superiore al miliardo di gradi. Non si riconoscevano strutture e nemmeno atomi o particelle subatomiche. Se quello era veramente il nulla era qualcosa di nuovo, ma nettamente percepibile dagli strumenti.

Gli astrofisici ed i fisici nucleari rimasero abbastanza scioccati nell’aver potuto vedere distintamente una singolarità, o almeno qualcosa pensata come tale per millenni. Ma adesso dovevano scontrarsi con un altro problema ancora più grande: il nulla era pieno di radiazione o di quello che accidenti poteva mai essere. Dopo un primo momento di confusione, il mondo della Scienza cercò di riversarsi in massa verso il Big Crunch (grande collasso), o meglio ancora il Big Bounce (grande rimbalzo o grande pulsazione). Queste teorie dicevano che un Universo “precedente” era collassato verso un punto (Big Crunch), che si era poi nuovamente dilatato con il nostro Big Bang. Tutto era finito e poi ricominciato. Forse però la “cosa” era avvenuta molte volte in passato e chissà quante volte si sarebbe ripetuta in futuro, in accordo con il Big Bounce.

Tuttavia le discrepanze con le ipotesi elaborate precedentemente erano enormi e molti scienziati caddero in una profonda crisi. Quello che si osservava era ben difficilmente assimilabile a ciò che si poteva descrivere con il Big Crunch o il Big Bounce. L’impotenza della Scienza di fronte a questa scoperta gettò prima nel panico la popolazione e poi lentamente, ma inesorabilmente, la condusse verso una visione profondamente religiosa e mistica: qualcuno aveva realmente creato il tutto, seguendo schemi ben lontani dalla comprensione dell’uomo.

La nuova situazione dette vita a scuole di pensiero e di studio molto diverse tra loro. Esistevano quelli che, capeggiati dal crescente gruppo di conservatori religiosi fondamentalisti, vedevano in tutto ciò la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio e tanto gli bastava. Il “nulla-non nulla” era un segno chiaro e netto della volontà divina. Il Supremo Creatore aveva reso visibile tutto ciò, come gesto di infinita bontà, ma anche di ammonimento per salvare l’Umanità intera. Adesso dovevano solo ricominciare a credere e chiedere perdono per tanti secoli di pensieri impuri.

Vi erano poi gli scienziati integralisti, che non volevano accettare la caduta delle loro teorie o quantomeno ammettere che tutto ciò che avevano studiato ed interpretato avesse un’origine “esterna” e non spiegabile con formule matematiche. Si misero a testa china sulle loro formule, cercando di scovare qualche errore nei calcoli del Big Crunch o di creare addirittura una nuova teoria ancora più generale.

Vi erano infine gli “scienziati-credenti” (così vennero chiamati), che cominciarono a pensare di poter vedere direttamente la figura di Dio, attraverso le osservazioni di cui avrebbero potuto disporre. Essi accettarono l’esistenza di un Creatore, qualsiasi esso fosse, ma erano anche sicuri di avere ormai la tecnologia e le capacità per poterlo identificare. E magari di descriverlo in termini matematici.
Passarono anni ed anni, ma non si riusciva a vedere altro che la nebbiolina indistinta estremamente calda e nessuna presenza di buchi neri come ipotizzato dal Big Crunch. Eppure probabilmente si stava andando “indietro” rispetto al Big Bang lungo una linea “temporale” che nessuno riusciva ad immaginare. Poi, un giorno, il nuovissimo telescopio spaziale da 50 metri di diametro recentemente inserito in orbita, intravide qualcosa di diverso. In mezzo a quella nebbiolina, si cominciarono a scorgere chiari segnali riconducibili alle particelle elementari e poi agli atomi più leggeri. Infine apparvero strutture sempre più compatte e fredde. Erano debolissime e passarono molti anni prima che si fosse sicuri della loro esistenza. Ma alla fine vennero confermate. Si stava andando “indietro” o “più lontano” (forse era anche la stessa cosa) ed a questo strano ed inquietante “scorrere” del tempo vennero dati valori negativi. Ed anche lo spazio si riempiva di materia, e quindi esisteva. Anche ad esso si assegnarono valori negativi.

Qualcuno formulò l’ipotesi che prima del Big Bang cambiasse il verso del tempo: quello che per noi sembrava un passato ancora più remoto, in un altro spazio, antecedente il Big Bang, poteva essere il futuro. Oppure all’atto del Big Bang si erano formati due Universi, che riempivano spazi diversi, ben separati. Magari uno completamente di antimateria. Cadde miseramente, e per sempre, la teoria del Big Crunch. Gli scienziati-credenti non presero nemmeno in considerazione le prime vaghe evidenze osservative, aspettando soltanto di vedere comparire il Signore dell’Universo. Ed invece si cominciarono a scorgere le prime galassie in formazione, poi quelle ben strutturate, poi gli ammassi ed i super ammassi. Gli scienziati integralisti esultarono: la scienza aveva vinto di nuovo! Tuttavia era solo una messinscena. Restava il fatto inconfutabile che il modo come l’Universo “precedente”, se mai lo si poteva considerare tale, si stava avviando verso la sua fine non somigliava per niente a ciò che era predetto dalle teorie. Erano in realtà di fronte a qualcosa che non avevano ancora assolutamente capito.

Ovviamente tutto divenne in breve estremamente confuso: nessuno riusciva a capire se una galassia facesse parte del nostro o dell’altro Universo. I metodi per determinare le distanze non potevano infatti più essere applicati. Solo i super-computer potevano decifrare le complesse gerarchie che si sovrapponevano l’una all’altra. Quasi miracolosamente, in un momento di crisi scientifica profonda, il geniale fisico bulgaro, Malingakov, riuscì a mettere a punto un programma fantastico, basato solo su leggi empiriche, ma non per questo meno stupefacente. Ipotizzando che la freccia del tempo fosse invertita, ossia che l’altro Universo stesse nascendo e non morendo, accelerò la sua evoluzione attraverso complicate simulazioni e lo portò ad un’età simile alla nostra. Quello che ottenne fece drizzare i capelli in testa a tutti i colleghi che ancora li avevano. L’altro Universo era del tutto simile, anzi perfettamente uguale al nostro: galassia per galassia, stella per stella, pianeta per pianeta. Il mondo restò in un silenzio completo per diversi giorni.

Nessuno riuscì a parlare, nemmeno la radio e la televisione. Sia gli scienziati integralisti che gli scienziati credenti rimasero allibiti ed interdetti. Gli scienziati “puri” avrebbero dovuto saltare di gioia, ma restarono a lungo esterrefatti e pensierosi. Era mai possibile che quello che vedevano come fine dell’Universo precedente fosse del tutto uguale al nostro passato e quasi certamente anche al nostro futuro? Tutte queste simmetrie erano sconvolgenti. La situazione era veramente troppo anche per loro. Ne avevano avuto abbastanza e si rassegnarono alla sconfitta.

Specchio Quadridimensionale

 

 

Anche gli equipaggi delle immense astronavi dell’Universo esadimensionale di KHZYNK decisero che si erano divertiti abbastanza e proseguirono il viaggio. Avevano sprecato un sacco di tempo (ma per loro il tempo aveva ben altro significato) e dovevano sbrigarsi a consegnare al vicino Universo di LYNHKY il mostruoso ed enorme specchio quadridimensionale, commissionatogli per il loro nuovo telescopio ipercosmico. E non si curarono certo di quello che avrebbero pensato in quel “rozzo” Universo così primitivo e di cosa avrebbero dovuto inventarsi per spiegare quella “illusione” o, meglio, “riflessione speculare spazio-temporale” che era improvvisamente scomparsa nel nulla!

 

Tutti i racconti di Vin-Census sono dipsonibili nella rubrica ad essi dedicata

6 commenti

  1. Mario Fiori

    Fantastico racconto Daniela, ottimo Vin-Census, e chissà che non sia così....

  2. Daniela

    E sì, caro Mario, questo Vin-Census non è mai banale e non finisce mai di stupirci! :wink:

  3. i soliti adulatori... Guardate che non vi regalo niente!!!! :mrgreen:

    Saremo un po' pazzi? meno male.... :-)

  4. Daniela

    Mannaggia, Mario, ci è andata male... non ci è cascato!  :-P

  5. peppe

    come per Papalla, Daniela ti consiglio di raccogliere le idee e creare il libro "i racconti di Vin-census. Potresti fare un ebook

  6. Caro Peppe, in realtà i libri ci sono già... e per il primo dovrei forse preoccuparmi del copyright... ma non credo che l'editore faccia storie, anche se se ne accorgesse... :( comunque, silenzio!!!!!

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