2/03/17

NEW: Ancora Celestia, ma questa volta si supera il ridicolo! *

NEW: Non solo usare Celestia è un sistema per poveri scansafatiche, ma è anche SBAGLIATO! E' bastato fare il calcolo del primo pianeta e tutto va a farsi benedire. La distanza è 0.011 UA, che corrisponde a 1.650.000 km e NON a 617.930 km come scritto nella "foto" dell'articolo di grande importanza divulgativa da cui ho preso spunto. Mi sa che Celestia non sappia nemmeno fare le operazioni (anche gli altri pianeti danno risultati errati) o è forse chi la usa che è un incapace? Carta e matita ragazzi... e un po' di conoscenza astronomica! Veramente ridicolo e penoso... Ringrazio il grande Paolo che, come sempre, non si lascia sfuggire niente... Se qualcuno avesse voglia, sarebbe bene informasse chi di dovere... (io non posso farlo...).

Utilizzare un programma pappa-pronta per visualizzare come una certa stella si veda da un pianeta è una scelta che cade ben al di sotto del banale. Un qualcosa che potrebbe fare, anche molto meglio, un bimbo delle elementari attraverso carta e matita e poi facilmente abbellire a suo piacere con i tantissimi programmini di disegno che offre il PC (o -molto meglio- attraverso la fantasia), viene presentato come la solita conquista tecnologica che solo pochi sanno usare con tanta sapienza e abilità. Non avrei nemmeno commentato questa ennesima forma di esibizionismo ridicolo, ma essendo stato indirettamente coinvolto (sono buono e caro, ma quando mi stuzzicano…) non posso assolutamente stare zitto… e chi è causa del suo mal… pianga se stesso.

Udite, udite, che cosa riesce a fare il programma Celestia e chi lo sa usare con capacità non certo alla portata di tutti! Si può considerare la nana rossa Trappist-1 e i suoi sette esopianeti per visualizzare cosa potrebbero vedere gli abitanti dei sette pianeti sette.  Meraviglioso, veramente meraviglioso!

Ho già pubblicato varie volte esempi che mettono a nudo la pochezza di queste esibizioni di “sapienza” gratuita, ma mi vedo costretto a riprendere la questione dopo che ho letto la seguente frase: “C’è chi forse si accontenta ancora di fare calcoli con carta e matita, ma io preferisco mostrarvi foto, fedele al motto che un’immagine vale più di mille parole”. Innanzitutto la carta e la matita restano strumenti essenziali per non cadere nella deleteria ignoranza dei giorni nostri. Altro che “ancora”. Inoltre, non vengono mostrate foto (che avrebbero un loro senso), ma delle immagini che chiunque sarebbe capace di fare. Infine, posso essere d’accordo che un’immagine vale più di mille parole, ma un disegno con carta e matita non rappresenta assolutamente “mille parole”. Beata ignoranza e ancora più beata presunzione!

Ci bastano poche parole e una figura semplicissima per invogliare i bambini a completare la grande scoperta con le loro mani e la loro fantasia, pur restando perfettamente in accordo con i dati ufficiali. Immaginiamo di conoscere perfettamente il diametro della nana rossa in questione e disegniamola al lato destro del foglio con un compasso (esistono ancora) o con il comunissimo powerpoint. Poi, dal suo centro, tracciamo una linea orizzontale, considerandola come la traccia del piano orbitale dei sette pianeti. Mettiamo dei punti alla distanza di esatta dei sette pianeti e tracciamo da loro la retta che tocca il bordo superiore del cerchio che corrisponde alla stella. Dato che un’immagine vale più di mille parole, riporto anche questa complicatissima figura…

trappist

Non penso di avervi detto di fare cose impossibili che solo Celestia e una mente specialistica può ideare. A questo punto i più piccoli, con l’aiuto di mamma o papà e di un goniometro (anche questi esistono ancora) possono facilmente misurare l’angolo sotto cui i vari punti vedono il raggio R della stella. I più grandicelli (ma sempre a livello di scuole medie o poco più), possono sfruttare la definizione di tangente di un angolo (forse la trigonometria è al di là delle capacità del nostro “scienziato”...) e calcolare l’angolo nel seguente modo complicatissimo

tan(α) = R/d

Moltiplicando per due l’angolo così ottenuto si può immediatamente disegnare il diametro angolare della stella su uno sfondo nero e poi abbellire il tutto con astronavi, razzi, alieni  o quello che si preferisce. Il raggio della stella è sempre lo stesso e, al variare della distanza d, si ottengono dimensioni angolari diverse della stella in esame.

E Celestia a cosa serve? A prendere in giro i lettori più sprovveduti e forse a mostrarsi come un grande divulgatore tecnologico. Aspettiamo con ansia altri articoli di pari intensità divulgativa, cercando sempre di vedere esclusa l’intelligenza di chi legge.

 

La telenovela di Celestia alle prese con i dati dei pianeti di Trappist-1 continua QUI e QUI

QUI ho mostrato quanto sia banale costruire, con un minimo di ragionamento e pochi semplici passaggi, l'immagine di Saturno e della nostra Luna visti dal satellite da Dione, se fossero alla stessa distanza.

5 commenti

  1. Paolo

    Caro Enzo, giusto così per divertirsi ad applicare la semplicissima formula che tu hai ricordato:

    tan(α) = R/d

    ho provato ad applicarla usando i dati del sistema Trappist I, per trovare il diametro angolare apparente della stella vista da ogni pianeta... confrontando il raggio della Stella (R) con la distanza (d) di ogni pianeta .

    I dati indicati nella figura sono quelli stimati che si trovano sul sito della NASA... io ho solo trasformato le Unità Astronomiche (UA) in Km così come il raggio della stella espresso in rapporto con quello solare (0,117 ) in km.

    Nella figura manca il più distante dei sette pianeti (detto h), sia per ragioni grafiche (la figura ha i suoi limiti di spazio), sia perché i dati al suo riguardo sono più incerti degli altri...

    Se non ho sbagliato qualche calcolo, per esempio, il diametro angolare della Stella vista dal pianeta più vicino (b) risulterebbe di oltre 5 gradi... basta pensare che il diametro apparente del Sole visto della Terra è di solo ½ grado per capire quanto risulterebbe enorme la Stella...

    E lo stesso giochino si potrebbe fare con i pianeti, per vedere come apparirebbero visti uno dall'altro.... o si potrebbe disegnare come si vede la Stella nel cielo di uno dei pianeti, rispetto a come noi vediamo il nostro Sole... Insomma c'è un sacco di spazio per la fantasia ragionata.... :roll:

    Paolo

  2. Paolo

    Chiedo scusa :oops: :oops: , ma su sfondo nero la figura è più fruibile e si notano meglio anche  i fasci di luce...

    Paolo

  3. perfetto Paolo, come volevasi dimostrare... essere ormai schiavi di ciò che ti viene servito senza sapere cos c'è dentro è un'abitudine deleteria. Solo dopo aver conosciuto gli ingredienti è anche piacevole utilizzare risorse pappa-pronta. Ma -forse- chi scrive non sa nemmeno cosa c'è dietro... :-D

  4. Paolo

    Sempre così per gioco.... usando lo stesso sistema di prima (rapporto tra raggi e distanze), ho provato a confrontare i panorami dei terzi pianeti, uno del sistema Trappist 1 (Pianeta d) e l'altro del sistema solare (Terra)...

    La figura mostra il procedimento per determinare i diametri apparenti della Stella, del Pianeta b e del Pianeta c visti dal Pianeta d (come distanze dei pianeti b e c dal pianeta d ho usato quelle minime..ossia la semplice differenza tra le relative distanze dalla stella)..

    Un volta trovate le proporzioni, con un pizzico di fantasia si può costruire un'animazione...

    :mrgreen:

    Paolo

  5. con un pò di fantasia e un minimo di tecnologia si può insegnare di tutto e di più, soprattutto ai giovani. Altro che Celestia e chi non la sa nemmeno usare... Grazie Paolo, tu hai capito la vera essenza della divulgazione a tutti livelli. Non bisogna far vedere quanto si è bravi, ma cercare di far dire a tutti: "Ma è facile... riesco a capirlo anch'io...". :-P  :wink:

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