5/10/17

I colori di Saturno & co.

A pochi giorni dal termine della straordinaria missione della sonda Cassini, mi fa piacere riproporre un articolo pubblicato nel vecchio sito nel 2013, che riporta i risultati di una interessantissima ricerca, tra i cui autori ci sono dei cari colleghi e amici, italiani per di più. Studiando attentamente i dati di Cassini e soprattutto i colori dei satelliti e degli anelli si sono raggiunte conclusioni che sembrano molto solide e definitive. Anche se i fondi per la ricerca scendono sempre più in basso, l’intelligenza italiana riesce ancora a supplire a queste carenze.
Mi ricordo quando ai tempi dei Voyager certe immagini non venivano fatte circolare subito perchè si temeva che gli “italiani” riuscissero subito a dedurne implicazioni fondamentali. A Pisa, mi ricordo benissimo quando proiettammo Mimas sul muro e, misurando con un metro da sarta, ci accorgemmo che era schiacciato ai poli e determinammo, con mezzi veramente “italiani”, la densità del satellite e le implicazioni per il proiettile che aveva causato il grande cratere (di questo e altro ho parlato QUI). Ma per quanto ancora dovremo limitarci ad analizzare ciò che gli altri non sono riusciti a vedere, senza poter impostare indipendentemente ricerche innovative?

I satelliti di Saturno sembrano proprio risalire ai tempi primordiali del Sistema Solare, nati quasi sicuramente insieme al loro gigante. Potrebbe sembrare una conclusione banale, ma così non è, dato che non vi erano prove chiare che riuscissero a dare una quadro uniforme a quell’insieme di oggetti di varie grandezze e colori che circondano il signore degli anelli. Oltretutto, bisognava anche separare i colori “veri” da quelli dovuti all’inquinamento polveroso di miliardi di anni di “sporcizia” interplanetaria. L’importante era di studiare il sistema come un tutto unico e non dedicarsi a un satellite alla volta. Vi sembra ovvio? Eppure così non è stato, anche parecchi anni fa, nello studiare il Sistema Solare nel suo insieme.

Oltretutto, i satelliti medio-piccoli di Saturno  sono stati probabilmente distrutti più volte e si sono ricostruiti con i loro stessi detriti. Un quadro molto complesso dove non è facile riconoscere i veri processi “fossili” da quelli successivi. Lo strumento base per quest’analisi generale è stato le spettrometro VIMS di Cassini, capace di studiare sia l’acqua (bianca) che le sfumature di colore dovute all’infiltrazione di altri composti. In poche parole,  è riuscito a dare un quadro unitario delle differenze di colore in funzione della distanza dal pianeta centrale, qualcosa di molto simile a ciò che è capitato nella nube proto planetaria solare.

Importante è stata la conferma di acqua “locale” e non di provenienza aliena (comete). Saturno si trova oltre la “linea della neve” (così viene chiamata), ossia quella linea virtuale che permette all’acqua di diventare solida. Su Saturno vi è acqua fossile, originatasi in loco. Ciò non è potuto succedere al di qua della linea della neve, come sulla Terra. L’acqua originaria, sotto forma di gas, sarebbe stata spazzata via dal vento solare nelle prime fasi turbolente del nostro Sole. Per il nostro mondo ci è voluto l’aiuto di riserve speciali, le comete e, forse e soprattutto, gli asteroidi.

Un’altra importante scoperta riguarda gli anelli e i satelliti che li confinano. Lo studio della composizione, attraverso i colori, indica che probabilmente i satelliti pastore che delimitano così bene gli anelli sottili (e non solo) sono  stati costruiti dagli stessi anelli! Un gregge di pecore che per non disperdersi si costruisce da solo un paio di cani da pastore. Eccezionale é  dir poco! Insomma, finora si è pensato che gli anelli si originassero dalla rottura di un satellite. Adesso sembra  che sia vero anche il contrario: un anello si costruisce un satellite utile alla sua sopravvivenza.

L’Universo è sempre più bello e razionale!!!

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Prometeo, che si vede interagire pesantemente con l’anello F, potrebbe essere stato costruito proprio dal sottile anello per restare così stretto e duraturo. Autoconservazione!!!! Fonte: NASA/JPL/Space Science Institute.

 

Complimenti Priscilla e Fabrizio!

Articolo originale QUI

3 commenti

  1. Mario Fiori

    Grande cassini e mi ripeto ma è così. Fino a quando caro Enzo? Fino a che l'Italia non smetterà di essere tra le capofila mondiali della distruzione della Cultura, della conoscenza e della Scienza a favore del businnes , del "dio " denaro e delle ruberie legalizzate che a volte sono anche più intense di quelle illegali.

  2. caro Mario,

    forse l'Italia, dopo essere stata la prima nazione per cultura e scienza vuole anche provare a essere l'ultima in assoluto. Finché avremo politici ignoranti e corrotti non potremo aspettarci migliore meta... :evil:

  3. Mario Fiori

    :evil: :evil:  :evil:

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