16/11/17

Etere e materia oscura: il gioco è uguale, ma i giocatori -forse- sono diversi **

Questo articolo è stato inserito nella pagina d'archivio dedicata alla MATERIA OSCURA, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo

 

Tutti credevano all’etere. Ma bisognava provare che esistesse davvero e cosa c’era di meglio dello sfruttare il moto della Terra per vederne gli effetti? D’altra parte come avrebbe fatto la luce a propagarsi come un’onda nel vuoto assoluto? Conosciamo bene i risultati che si sono ottenuti, primo fra tutti l’esperimento-fallimento di Michelson e Morley.

Non è stato immediato trarne le conclusioni e si è cercato di trasformare l’etere in qualcosa di magico, fisicamente insostenibile. Prima Fitgerrald e Lorentz hanno provato a dare una spiegazione “ad hoc”: bastava contrarre le distanze, proprio della giusta quantità e nella giusta direzione. In fondo le leggi di Maxwell sembravano sostenere questa soluzione.

Tuttavia, quel ragazzaccio di Einstein sfruttò la situazione, rivoluzionando la fisica con la sua Relatività Generale, senza paura di cancellare anche l’etere, anche se mai si convinse del tutto: l’etere non esisteva, ma era lo stesso spaziotempo che reagiva fisicamente. Un vero e proprio lenzuolo che non solo sapeva curvarsi, ma anche stropicciarsi (oggi ormai lo sappiamo molto bene). Un nuovo modo di vedere l’intera faccenda, che non poteva che dare spinte decisive anche alla meccanica quantistica. Grandi errori, grandi atti di fede, ma anche grandi menti capaci di dire BASTA e fare una rivoluzione.

Beh… tra etere e materia oscura sembra che non ci siano grandi differenze. Sembrerebbe che senza quest’ultima i nostri modelli dell’Universo facciano acqua da tutte le parti. Deve per forza esserci un modo per mettere le cose a posto senza fare troppa fatica mentale. Non si può più usare solo il moto della Terra che non viene investita da un bel niente, ma bisogno inventarsi delle particelle, ad esempio gli assioni. Sarebbero perfetti… peccato, però, che dopo tanti anni di ricerca d’avanguardia, si può solo concludere che non esistono. La visione va cambiata. Forse andrebbe stravolta da qualche mente senza paura e con tanta volontà e passione.

Continuare con un etere oscuro o con una materia eterea sembra come voler continuare a credere nell’etere. Tuttavia, per dire finalmente che il re è nudo (come fatto per l’etere) ci vuole qualche ragazzaccio privo di scrupoli e pronto a tutto. Penso che dovremo aspettare molto, molto tempo.

Un recente lavoro, che ha distrutto definitivamente l’esistenza degli assioni, lo dice chiaramente: “These experiments make an important contribution to the search for dark matter”("Questi esperimenti danno un importante contributo alla ricerca della materia oscura"). Come dire, l’etere sembra proprio non esistere, ma non possiamo non crederci ed è meglio concludere che dobbiamo cercare meglio. Anzi -ancora meglio- dire che un risultato negativo può significare aver ristretto e migliorato la ricerca dei componenti della materia oscura. Troppo rivoluzionario dire che non esiste.

Le riviste che riportano la notizia ribadiscono il concetto: “Hunt for dark matter is narrowed” ("si restringe la ricerca della materia oscura"). Attendiamo cosa dirà Media INAF… (ma, non essendoci nessun italiano negli autori, può darsi che non ne parli nemmeno...).

Altri tempi, altre menti, altro valore dei soldi e della passione scientifica…

Se sarò smentito, fustigatemi pure!!!

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