27/11/17

Alla faccia degli accordi di Parigi: CVD!

Siamo in clima di fake news e tutto va preso con le molle… tuttavia, quella che riporto è una comunicazione dell’Associated Press (la prima agenzia di stampa internazionale). Se ci si mette anche lei … poveri noi! Se non fosse una bufala, però, è proprio vero che si riesce a far bere di tutto al popolo bue

parigi

Tutti uniti, tutti sorridenti all’ormai celebre Conferenza sul clima di Parigi del 2015, anche qualche bella lacrima: la Terra si può ancora salvare e le energie pulite saranno il vessillo di tutte le Nazioni… Belle parole, a cui parecchie persone non hanno mai creduto (e io tra loro).

Dopo che le maggiori industrie per la costruzione dei pannelli solari sono fallite, in Germania, a causa della riduzione degli incentivi, sembra proprio che uno dei Paesi guida per un mondo pulito, senza la mostruosa CO2, stia dando un cattivo esempio…

Ecco l’agenzia dell’Associated Press:

A court in western  Germany says an ancient forest near the Belgian border can be chopped down to make way for a coal strip mine. Cologne's administrative court ruled Friday against a legal complaint brought by the environmental group BUND that wanted to halt the clearance of much of the Hambach forest. The group said it would appeal the decision and seek an injunction to prevent energy company RWE from clearing the trees in the meantime. Hambach forest has become a focus of environmental protests against the expansion of a vast mine that supplies much of the coal used in nearby power plants. The coal, a light brown variety called lignite, is considered one of the most polluting forms of fossil fuel.

"Un tribunale della Germania occidentale afferma che un'antica foresta vicino al confine con il Belgio può essere abbattuta per far posto a una miniera di carbone. Il tribunale amministrativo di Colonia si è pronunciato venerdì contro una denuncia legale presentata dal gruppo ambientalista BUND che voleva fermare la distruzione di gran parte della foresta di Hambach. Il gruppo ha dichiarato di voler appellarsi contro la decisione e chiedere un'ingiunzione per impedire che la compagnia energetica RWE si liberi degli alberi nel frattempo. La foresta di Hambach è diventata il centro delle proteste ambientali contro l'espansione di una vasta miniera che fornisce gran parte del carbone utilizzato nelle vicine centrali elettriche. Il carbone, una varietà marrone chiaro chiamata lignite, è considerata una delle forme più inquinanti di combustibile fossile."

QUI la fonte.

Non aggiungo altro se non ricordare che molte industrie del carbone sono state delocalizzate nei paesi più poveri dell’estremo oriente… occhio non vede, cuore non duole...

4 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Mia moglie che guarda la tv tedesca  molto più di me,ha detto che hanno dato la notizia al telegiornale.

  2. la nostra stampa è veramente squallida e i pochi in gamba li ammazzano o li cacciano... Siamo in balia delle mafie e dei poteri forti. E la stampa si adegua (se penso all'estensione di pannelli solari tutti presi a sassate in quel di Carloforte (Sardegna), capisco molte cose...)

  3. Gianni Bolzonella

    Per chi ama il tema ecologico...
    La sostituzione dei combustibili fossili esigerà infatti l'impegno per un secolo
    La nuova ecologia si basa sulla prevenzione e la difesa
    di Carlo Pelanda

    Il tema della vulnerabilità dell'ambiente costruito alla variabilità di quello naturale è sempre più rilevante. Poiché l'ominazione, cioè la diffusione degli umani sul pianeta e dei loro costrutti, è sempre più diffusa, gli impatti di tale variabilità potranno essere più distruttivi.
    Il clima, in particolare, sta cambiando producendo precipitazioni estreme e devastanti, desertificazioni e conseguenti migrazioni, innalzamento del livello dei mari che mette a rischio circa il 70% della popolazione mondiale che vive in aree costiere.

    Ora prevale la linea di bloccare il cambiamento climatico causato dall'immissione riscaldante nell'atmosfera di gas serra prodotti da attività antropiche. Ma questa ecostrategia appare incompleta. Da un lato, è certo che questi gas contribuiscano pesantemente al riscaldamento e all'aumento di vapori acquei in circolazione nell'atmosfera. Dall'altro, non è chiaro quanto la loro riduzione (che implica la sostituzione in tempi non inferiori al secolo dell'economia basata sui combustibili fossili) possa contenere il riscaldamento stesso.

    Il pianeta anche cambia di suo e la molteplicità di eventi endogeni (vulcani, autocicli caldo-freddo ecc.) ed esogeni (meteore, fenomeni solari ecc.) che possono produrre mutamenti rilevanti per l'antroposfera è enorme. Senza togliere pressione alla strategia di riduzione dei gas serra e della pulizia dell'aria, anche perché impulso modernizzante, bisognerebbe aggiungerne un'altra finalizzata a mantenere integra la viabilità e l'integrità degli insediamenti umani di fronte a variazioni ambientali di qualsiasi tipo.

    Cioè, in generale, passare dall'idea di conciliare sviluppo antropico e cicli naturali, forzando il primo ad adattarsi ai secondi (cosa che comporta restrizioni con conseguenze economiche negative) a quella di progressivamente costruire un'ecologia artificiale dove i sistemi umani possano essere isolati dagli effetti di variazioni ambientali dannose.

    Tale strategia sarebbe in continuità con gli ultimi diecimila anni di evoluzione umana: il motivo per costruire una capanna è lo stesso per creare habitat dotati di ecologia artificiale autonoma, indipendente dai cicli naturali e dalla loro variabilità. L'Olanda, per esempio, sta artificializzando il proprio territorio per renderlo meno vulnerabile all'innalzamento delle acque. Questa è la via giusta: ridurre la vulnerabilità al cambiamento ambientale attraverso l'ecologia artificiale e non solo cercare di evitarlo con mezzi forse inefficaci. Via, inoltre, che implica concetti futurizzanti di habitat e d'investimento sugli stessi.

    © Riproduzione riservata

  4. teniamo sempre presente che noi agiamo su tempi politici (decine di anni), la natura si prende più tempo, ma quando cambia cambia! Non riusciremo mi a capirla e a modificarla. E' di poco fa la notizia che i coralli stanno benissimo e che hanno instaurato una strategia operativa adatta ai piccoli cambiamenti umani (sempre che ci siano realmente). E che n sappiamo noi delle contromisure (o meglio misure) che gli oceani, le piante, l'atmosfera mettono in atto quando certi gas aumentano? La CO2 e l'H2O sono variate in modo macroscopico, ma noi siamo ancora qui insieme  a tanta tanta vita ben più antica di noi...

    E' come se cercassimo soluzioni su Google, invece di chiedere agli specialisti...

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