1/06/18

C’è vento su Plutone *

Vedere  dune su Plutone era qualcosa di assolutamente impensabile, ma il meccanismo capace di crearle si è trovato e il piccolo pianeta riprende sempre più quell’importanza che il declassamento (di tipo mediatico) sembrava avergli definitivamente strappata. Grande Plutone!

Una duna è tipicamente un accumulo di sedimento sabbioso di origine eolica, cioè determinato e modellato dall'azione dei venti, e quindi soggetto a continui spostamenti e ridimensionamenti dipendenti dalla direzione e forza del vento. Così dice Wikipedia e dice abbastanza bene.

Tradotto in altre parole, per esserci delle dune devono esserci dei granelli di sabbia, che possano sollevarsi nell’aria e soprattutto del vento che sia in grado di spostarli e accumularli in posizioni particolari. Non ci stupiamo quindi che la Terra presenti distese di dune anche molto grandi e che in tutti i pianeti rocciosi in cui vi sia vento abbastanza forte si possano formare delle dune, Per avere vento è comunque necessaria un’atmosfera e variazioni di temperatura.

Trovare dune su Plutone sembrava, perciò, molto difficile, data la temperatura estremamente bassa e la lontananza del Sole. Beh… la parte della sabbia poteva essere assunta da granelli di ghiaccio di metano. Ma chi poteva sollevarli nella tenue atmosfera dell’ex pianeta? Ad esempio l’azoto ghiacciato che sublima direttamente e che riesce a trasportare in alto i granelli. Ma poi ci vuole il vento… Tuttavia, la cosa potrebbe essere plausibile, tenendo conto che la gravità di Plutone è decisamente più bassa di quella terrestre e la pressione atmosferica decisamente minore. Insomma, basta una leggera brezza per trasportare i granelli di metano e farli depositare in luoghi favorevoli come i bordi di una catena montuosa che arriva ai 5000 metri di altezza.. In pratica, il vento potrebbe risultare di 30-40 km/h, più che sufficiente per lo scopo.

Insomma, nel suo piccolo, anche Plutone, così lontano dal Sole, cerca e riesce a imitare la sorella Terra. Molte cose vanno ancora capite e studiate, ma questa inaspettata somiglianza non può che stupire. Fatti un po’ di calcoli, si stima che ciò che vediamo risalga a soli 500 000 anni fa. Che dire? Dal punto di vista geologico anche Plutone è un corpo planetario vivo, come tanti altri fratelli pensati, fino a non molti anni fa, veri e propri fossili del tutto immobili e inerti.

Mi sento di fare un paragone con le piante, organismo vivente pensato a lungo essere capace solo di “vegetare” e, invece, oggi sappiamo che esse hanno un’attività decisionale importante, sanno interagire con l’ambiente e con le proprie sorelle anche distanti. Insomma, le manca solo la parola e la capacità di muoversi, ma in quanto a "intelligenza"... Ricordiamo che sembra abbiano simpatie e antipatie e chissà quante altre "emozioni". Rileggiamo il racconto “Fame”.

Di seguito una ormai "classica" immagine delle dune plutoniane e un bel filmato esplicativo

Fonte: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute
Fonte: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

 

Articolo originale QUI

 

Se vi meravigliano queste dune su Plutone, chissà cosa penserete di quelle formate dal balletto gravitazionale di Dafne con gli anelli di Saturno...

QUI molti articoli che raccontano la meravigliosa avventura di New Horizons e del suo fuggevole ma intenso incontro con Plutone

3 commenti

  1. Mario Fiori

    Carissimo Enzo, sono indaffarato con il lavoro perchè in questi giorni ha dei risvolti importanti, ma leggendo questo articolo continuo a pensare che Plutone va' riammesso tra i grandi. E vero che il vento sarà pure una brezzolina ma con le dovute proporzioni per i plutoniani ( :mrgreen: ) potrebbe essere un uragano. Comunque sia, caro Enzo, ci saranno sicuramente meccanismi dovuti alla gravità e all'Azzoto che sublima, ma il povero Sole a quella distanza non puo' avere nessuna influenza perlomeno , se non di calore, magnetica. Il vento solare raggiunge belle distanze e le sue particelle qualche influenza la avranno o forse, come spesso accade, farnetico?

  2. Daniela

    Ciao Mario!

    Enzone oggi è stato operato alla cateratta, tutto ok, ma pare che sia un po' dolorante (voci di corridoio zappaliano affermano che stia solo facendo un po' il tragico per farsi coccolare :roll: ), non so se ce la farà a risponderti domattina, vedremo...

    Nel frattempo, se ti accontenti, ti dirò quello che ho scoperto sull'eliosfera, quella gigantesca bolla magnetica che contiene il sistema solare, il campo magnetico solare e il vento solare. La tua domanda mi ha fatto sorgere la curiosità di conoscerne le dimensioni e ho cercato informazioni nel web: le dimensioni esatte ancora non si conoscono, ma si stima che abbia un raggio di circa 100 UA (UA= unità astronomica = distanza media Terra-Sole pari a quasi 150 milioni di km). Piuttosto "grandicella", visto che la distanza media di Plutone dal Sole è pari a circa 40 UA.

    In realtà non si sa molto della zona di confine tra l'eliopausa (l'estremo confine del sistema solare) e lo spazio interstellare. Anche la sonda Voyager 1, partita nel 1977, che si pensava ne fosse uscita nel 2012, sembra che, invece, stia attraversando ancora una zona che non può essere considerata esterna alla nostra "casa cosmica". Secondo le previsioni più aggiornate, ne uscirà nel 2025.

    Insomma, questo vento solare, seppur sempre più rarefatto, arriva davvero lontano!

  3. caro Mariolino,

    direi che la temperatura su Plutone è regolata abbastanza ben dalle variazioni stagionali (orbita molto eccentrica), ma anche dallo scorrimento sotterraneo del ghiaccio d'azoto legato a un nucleo ancora caldo, tale da poter fare restare liquido un oceano sotterraneo. L'atmosfera poi fa il suo gioco causando un sensibile effetto serra. In parole povere, potrebbe esistere una specie di ciclo a "palla di neve", come sulla Terra c'è un ciclo dell'acqua e su Titano un ciclo del metano. Su Plutone, comunque le cose cambiano con lentezza...

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