7/06/19

Internet spegnerà l'Universo ? *

Rete immensa di satelliti per telecomunicazioni? I loro segnali radio daranno fastidio ai radiotelescopi? No, le multinazionali ci dicono che troveranno un accordo. Ma sì, crediamoci, tanto ormai crediamo a tutto...

Molto tempo fa una stella esplose in una lontana galassia (NGC 5353). La luce dell'esplosione raggiunse la Terra nel maggio del 2019 dopo un viaggio di 110 milioni di anni attraverso il Cosmo. Immediatamente gli osservatori di tutto il mondo puntarono verso quella sorgente nata dal nulla (le supernove sono sempre qualcosa di abbastanza raro e importante).

Molti la fotografarono e diedero il loro contributo per lo studio di un fenomeno ancora da capire completamente. Ne vediamo una foto presa in Florida...

Fonte: Bill Williams
Fonte: Bill Williams

Se tutto fosse successo una settimana più tardi questa sarebbe stata l'immagine... come si nota in una foto del Lowell Observatory, dopo il lancio della costellazione di circa 60 satelliti artificiali per le telecomunicazioni della Starlink. Bellissima immagine, ma piuttosto dannosa per la visione del profondo cielo.

Fonte: Lowell Observatory
Fonte: Lowell Observatory

Il problema è che la Starlink ha già in progetto di inviare altri 12ooo satelliti nel prossimo futuro in modo da creare una rete fittissima capace di portare internet in ogni luogo della Terra.

Fonte: NASA/VICTOR TANGERMANN
Questa potrebbe essere la situazione tra pochi anni... Fonte: NASA/VICTOR TANGERMANN

Encomiabile scopo (ovviamente tale da portare un sacco  di soldi alle solite  ben note multinazionali dell'informatica), ma che ha preoccupato non poco l'Unione Astronomica Internazionale (QUI). Non tanto per le strisce luminose che una volta che i satelliti raggiungeranno l'orbita definitiva dovrebbero diminuire di molto, ma per i segnali radio che si intrecceranno in tutto il Cielo 24 ore su 24.

Parliamoci chiaro, senza andare troppo nel sottile: "Per l'homo sapiens sapiens del futuro, quello che nascerà col cellulare al posto della mano, sarà più importante restare sempre connesso o studiare l'Universo?" Starlink non ha dubbi... Che cosa conta il Cosmo di fronte alla possibilità di mandarsi insulti in tempo reale o di sollevare diatribe e distribuire false notizie a gogò?

E poi, la risposta di Starlink e delle altre aziende private che si lanceranno nel circondare il pianeta di una specie di involucro sempre più impenetrabile ai segnali del Cosmo, potrebbe sempre essere semplice e banale: "Andate sulla Luna a costruire i vostri radiotelescopi... magari vi daremo anche una mano...".

Perfino l'INAF aveva sollevato perplessità a riguardo (QUI). Ma ha cambiato rapidamente idea e scrive che un accordo sulle frequenze libere e sulla possibilità di convivere è già a buon punto (QUI). Scusate, ma certe promesse fatte dai poteri forti come Starlink a quei poveri scienziati ancora onesti che vedono nei segnali del Cosmo una ragione di vita per tutto ciò che appartiene all'Universo, mi ricordano certe politiche di cui siamo sovraccarichi proprio nel nostro caro Bel Paese.

E poi, molti scienziati rampanti saranno facilmente manovrabili. Lo sono stati per il "riscaldamento globale", poi diventato "cambiamenti climatici" e ormai sempre più vicino soltanto a "fenomeni estremi", dove per fenomeno estremo basta che vi sia una frana dove per decenni non si è fatto niente per tamponare l'edilizia selvaggia e il disboscamento, figuriamoci per una rete informatica globale.

Cari radioastronomi, in qualche modo troverete delle frequenze libere, anche se non saranno quelle più utili per studiare quell'oggetto così lontano. Va bene, va bene... l'informazione sarà molto ridotta, ma potrete, però, mandarla immediatamente a tutti con una rete perfetta.

Ma sì crediamo pure alle promesse delle multinazionali (continuiamo a farlo e siamo solo all'inizio) e pensiamo al giorno in cui l'Universo dovrà accontentarsi di un povero e ingenuo Ciaula che inaspettatamente scoprirà la Luna. Per costruire i mezzi di comunicazione e di supposta pulizia ecologica, ne stiamo mandando molti, ben più giovani, a lavorare nelle miniere del Congo.

Un astronomo ha detto: "To me as a dedicated observer of the night sky for over 50 years and an avid underwater photographer, satellite megaconstellations such as Starlink are the equivalent of polluting our oceans with plastics. Per me, che ho dedicato più di 50 anni a studiare il Cielo e che sono anche appassionato di fotografia subacquea, la mega costellazione di satelliti, come quella di Starlink, è equivalente all'inquinamento degli oceani con la plastica".

Spero tanto che abbia torto, ma non sono molto ottimista...

 

4 commenti

  1. Massimo Delpa

     

    Perderemo il cielo, i privati e le multinazionali se lo mangeranno, ma tranquilli, ce lo faranno rivedere in 8K time lapse, ovunque...

     

  2. ma sì, Massimo, un bell'Universo virtuale, fatto su misura e con tanti bei consigli per gli acquisti...

  3. Mario Fiori

    Tutto virtuale agazzi, se  già non siamo in una Matrix, come alcuni già pensano, state certi  che ce la stiamo creando senza problemi :evil:  :evil:  :evil:

  4. Arturo Lorenzo

    Caro Enzone, leggevo questa notizia giorni fa e già intuivo la gravità della prospettiva. Pensavo che una cosa simile, pur se il settore è decisamente più hobbystico della radioastronomia, succede da un po' anche ai radioamatori, della cui famiglia faccio parte da quando avevo 18 anni. Con gli anni sono comparsi servizi come le powerlines o la connessione a internet via fibra ma fino alla centrale e non fino a casa, che hanno introdotto rumore nelle bande in onda corta assegnate al servizio di radioamatore. Finché si tratta di difendersi dal vicino che acquista un router con alimentatore cinese da 4 soldi ci si riesce, magari facendo intervenire i tecnici del MISE (difesa del servizio di radioamatore da disturbi esterni al servizio) , ma quando invece si ha a che fare con multinazionali diventa una lotta contro i mulini a vento. Pensare che una cosa analoga possa succedere a breve anche per la radioastronomia, per via della rete di satelliti finalizzata a portare la connessione internet via radio in qualunque angolo sperduto del Pianeta,  mette davvero tristezza.

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