Mar 26

La favola della mosca bianca

Le favole, spesso, sono più reali della realtà...

Ebbene sì, da tutte quelle uova a mamma Tsetsa era nata una mosca bianca. Fece bene il conto e, parlando con la nuova figliola Tsitsa (le mosche parlano subito) le aveva detto : "Figlia mia, sei davvero una bella rarità... pensa hai 5o sorelline e fratellini, ma tu sei l'unica ad essere completamente bianca. La  tua probabilità è del  2% !". Tsitsa parlava molto bene, ma era appena nata e non conosceva ancora il significato di quella parola: "probabilità".

Dopo pochi giorni cominciò ad andare in giro per il mondo e si trovò quasi per caso nella cucina del vecchio John, che viveva da solo da tantissimi anni. Lui amava tutti gli animali e non si curò affatto di avere in cucina una mosca bianca. Anzi lo sentì dire: "Che giornata strana, ho solo due mosche in casa e una di esse è bianca. Ha una probabilità del 50%. ". A Tsitsa quella parola cominciò a suonare strana. Lei aveva una testa, due occhi, ecc., ma si rendeva conto di avere una caratteristica (la probabilità) molto variabile e/o molto soggettiva. La faccenda cominciò a interessarla...

Un breve volo e si trovò in una stalla di mucche. Accidenti, lì non era assolutamente sola. Contò ben 100 altre mosche sopra una sola mucca. E lei, muuu...gugnado disse ad alta voce: "Che fortunata che sono. Tra cento mosche riesco finalmente a vederne una bianca. La sua  probabilità è davvero piccola: l'1% . Ancora una volta il suo fisico non cambiava (e nemmeno il suo carattere molto espansivo), ma la sua probabilità sì.  Non sapeva cosa fosse meglio... averla alta o averla bassa.

In quel momento passò sopra un cumulo di spazzatura gigantesco. Mamma mia quante sorelle, riuscì a contarne migliaia e migliaia. Ne sentì anche una dire: "Cara Tsitsi hai visto che colpaccio? Siamo in 100 000 e vi è una sola mosca bianca. Direi proprio che la probabilità di quella strana sorella è dello 0.001%". A Tsitsa tutti quegli zeri davano un po' fastidio ed era convinta che fosse un brutto segno.

In quel mentre incontrò una rondine e capì che poteva essere un pericolo. Fortunatamente, la rondine era sazia e le disse "stai tranquilla "strana" mosca, non ho più fame e poi mai avrei mangiato una mosca bianca. Sai ne ho viste e conosciute milioni e milioni, ma tu sei la prima; la tua probabilità sfiora lo 0.00001% o forse anche meno".

No, accidenti!, a Tsitsa quella vita con la sua probabilità in discesa non piaceva per niente e volò verso l'oceano. Dopo molti giorni vide sotto di sé una piccolissima isola deserta dove viveva soltanto uno scarafaggio rosa. Appena la vide disse: "Ciao creatura! finalmente non sono più solo, che bello!". Tsitsa, questa volta, volle anticipare la  conclusione e rispose: "Ciao creatura... prima di raccontarci le nostre esperienze potresti dirmi una sola cosa?" Lo scarafaggio fece di sì con la testa o quello che era  e Tsitsa continuò: "Che probabilità ho secondo te di essere bianca?", Il nuovo amico fu completamente sincero e rispose: "Sei la prima creatura che vedo e per me tu non puoi che avere il 100% di probabilità". Tsitsa fu veramente contenta e decise di rimanere per sempre su quell'isola a chiacchierare con quel simpaticissimo scarafaggio.

Secondo voi ha fatto bene o ha fatto male? Beh... che dire: tutto dipende dalla probabilità, ma, accidenti, è una caratteristica davvero molto strana che sembra venga decisa da chi ti incontra, forse anche a seconda di quanto essa faccia comodo essere alta o bassa...

Ah... dimenticavo: Tsitsa e lo scarafaggio vissero sempre felici e contenti!

P.S.: ricordo che la definizione di probabilità che ho utilizzato  è la seguente: il rapporto tra il numero dei casi favorevoli (essere bianca) e il numero dei casi possibili (essere mosca), espresso in percentuale. Chi comanda è il numero di casi possibili che, in certi casi, può essere molto aleatorio...

3 commenti

  1. Daniela

    Beh... se l’intento era quello di spiegare il concetto di probabilità anche ai bambini, direi che ci sei riuscito egregiamente!

    Sarebbe interessante approfondire l’argomento parlando delle tecniche di campionamento che rendono una statistica attendibile... certamente la nostra Tsitsa, grazie ai suoi dubbi, qualche idea ce l’ha...

    :wink:

  2. Mario Fiori

    Grande Enzo, la Statistica (che a essere sincero non amo molto) spiegata in modo semplice è sicuramente un ottima cosa e hai centrato bene la cosa.

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