Set 2

Cos'è il linguaggio ? Introduzione pseudo filosofico-scientifica

Il linguaggio sembrerebbe un argomento estraneo a questo blog. In realtà non lo potrebbe mai essere, dato che si è formato per scambiare informazioni in modo simbolico tra creature dell'Universo e quindi deve sicuramente far parte del suo infinito teatro. Tuttavia, prima di lasciarlo affrontare da Barbara (alias mia figlia...) che ne è una specialista, lasciatemi estrapolare un po' l'intera questione.

Abbiamo appena usato una parola importantissima e fondamentale per l'intero Universo: informazione. Lasciatemi scrivere un concetto estremo: esisterebbe qualcosa senza informazione? Direi proprio di no. Un qualcosa esiste solo e soltanto se riesce a farsi percepire da qualcos'altro. Prendiamo un buco nero, l'oggetto che per definizione non può inviare informazione di se stesso. Esisterebbe se non perturbasse ciò che gli sta attorno? Non solo nessuno avrebbe mai potuto avere prova della sua esistenza, ma -sicuramente- la sua possibile esistenza teorica sarebbe caduta nell'oblio.

Il fatto è che il buco nero riesce comunque a mandare un tipo di informazione. Gli basta l'informazione gravitazionale, ossia la capacità di deformare lo spaziotempo che lo circonda. In quelle condizioni la materia normale, ossia in grado di inviare (e di ricevere) informazioni, è costretta a "parlare", a usare un proprio linguaggio. Riceve stimoli violenti dalla curvatura dello spaziotempo e li trasforma in informazioni soprattutto visive (dove intendiamo "vista" tutto ciò che riesce a recepire onde elettromagnetiche).

Prima era solo un fenomeno locale, oggi sappiamo che la gravità, quando viene deformata rapidamente dall'accelerazione violenta di una massa è capace di trasmettere segnali, ossia "informazioni", che possono essere recepite con un senso diverso da quello della vista. Forse potremmo scegliere il "tatto", dato che si tratta di una specie di terremoto che coinvolge la geometria stessa dello spaziotempo.

Prima delle onde gravitazionali, però, l'unico tipo di informazione capace di viaggiare nello spaziotempo, e quindi di creare un linguaggio tra le creature dell'Universo, era solo la luce. Un'informazione perfetta, capace di non perdere energia durante i suoi viaggi senza tempo, di trasmettere i segnali simbolici che le sue particelle più gioiose e creative (elettroni e fotoni) producono in continuazione. Un'informazione rapidissima per noi umani, ma lenta per le creature cosmiche.

Vi è scambio effettivo di informazione, o chi riceve resta passivo? A volte sì, a volte no. La ricezione di un qualche segnale particolare può benissimo corrispondere a un'attivazione di un qualche altro fenomeno capace di trasmettere una nuova informazione. Insomma, esiste sicuramente un linguaggio del Cosmo che noi riusciamo a capire solo in minima parte.

Purtroppo (o per fortuna...) il Cosmo ha apparentemente molti meno sensi di quelli dell'uomo. Ciò è, però, vero solo per scambio di informazioni a grande distanza, informazioni che abbiano bisogno di attraversare il vuoto-non vuoto dello spazio. All'interno delle atmosfere il suono esiste, così come esiste sicuramente il tatto e l'udito. Quali sono gli organi delle creature del Cosmo adatte al ricevimento e all'elaborazione dei segnali ricevuti non lo sappiamo ancora con esattezza, ma sappiamo che rispondono.

Forse il tutto è da trasportare decisamente a livello delle particelle più piccole, quelle che rappresentano la base di tutto ciò che esiste. Particelle molto strane, dato che proprio loro vivono in un regime di esistenza-non esistenza (proprio come nell'allegoria esasperata del gatto di Schroedinger), in uno "stato" molto ambiguo. Eppure sono loro che, da un lato, danno luogo all'informazione, ma che, dall'altro, quando l'informazione viene ricevuta, sono costrette a cambiare il proprio stato. Esse pongono dei chiari limiti all'informazione e non permettono di farla ricevere completa. Se indicano con esattezza la loro posizione lasciano un'enorme incertezza sul loro movimento e viceversa; se mostrano appieno la propria energia rendono molto vago il tempo di emissione e viceversa. In qualche modo, tengono molto alla loro "privacy" e oltre a un certo livello di informazione si chiudono in se stesse.

Non ne siamo ancora all'altezza, se mai lo potremo  essere. D'altra parte sono loro che dirigono la danza, sono loro che si permettono di gestire a piacere gli oggetti più giganteschi. Possiamo pensarle come delle formiche piccolissime, invisibili, che comandano tutte le azioni di un enorme elefante.

Sì, lo ammetto... sto cadendo in una specie di rozza filosofia. Tuttavia, lo scopo penso sia stato raggiunto: lo scambio di informazioni è ciò che rende vivi, che ci permette di esistere. In senso lato, qualsiasi segnale che indichi la nostra esistenza è un'informazione e quindi fa parte del linguaggio più generale. Qualsiasi creatura ha un suo linguaggio per dimostrare che esiste, anche solo quello del pensiero... non dimentichiamoci il "cogito ergo sum" di Cartesio. L'uomo, però, con la sua ben nota arroganza, ha deciso che il linguaggio sia una sua prerogativa e solo da poco ha concesso di associarlo anche agli animali e -in parte- ai vegetali.

Pur se è uno dei soliti gesti di egocentrismo tipico della specie umana, vale la pena studiarlo più da vicino... magari potrà insegnarci a  fare quattro "chiacchiere" anche con tanti attori dell'Infinito Teatro del Cosmo che ancora non siamo riusciti a comprendere.

La parola a Barbara...

 

In attesa degli articoli di Barbara... buon viaggio nel "Pianeta Informazione"!

5 commenti

  1. Mario Fiori

    Saranno sicuramente molto interessanti gli articoli di Barbara cosìcome lo è stata la tua introduzione caro Enzo. Hai descritto con la masima perfezione e sintesi cosa è l'informazione e cosa è realmente il linguaggio in genere: qualcosa che và ben oltre alle nostre parole , ai nostri ragionamenti che pensiamo essere gli unici importanti.

    E poi il preciso riferimento alla Quantistica che avrà sempre molto da spiegare e ci sorprenderà sempre di più.

  2. grazie Mariolino, come sempre, per la tua assiduità e interesse. Un abbraccio (virtuale...)

  3. Nameless

    Articolo bellissimo.

  4. grazie "senza nome"... qui da noi puoi anche indicarti col nome vero... come fanno quasi tutti :wink:

  5. Andrea I.

    Che meraviglia! Personalmente, trovo l'osservare e il ragionare sulla realtá utilizzando questo punto di vista uno degli esercizi di pensiero piú intellettualmente stimolanti in assoluto.

    Da tempo ragiono, nel mio piccolo e con i limiti della mia superficiale preparazione, sulla stupefacente rete di informazioni e alle sue gerarchie interne , che mi pare diano struttura e coerenza al tutto.

    Potete quindi immaginare quanto sia felice e impaziente di leggere cosa ne pensano persone sicuramente piu preparate di me e che stimo.

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