21/06/23

Buon compleanno!!!

Come ogni anno si avvicina il solstizio d’estate e, quindi, il compleanno del nostro prof. che con esso coincide (poteva un prof. come lui nascere in un giorno qualsiasi? Neanche a parlarne!). E la domanda che sorge spontanea è “Come lo troviamo un modo carino e originale per fargli gli auguri?”.

Beh… come ci sia venuto in mente non lo sappiamo, né ci ricordiamo a chi per primo/a è venuta l’idea, ma un modo Mau ed io pensiamo di averlo trovato. Se sia carino non possiamo essere noi a dirlo, ma sul fatto che sia originale dubbi non ce ne sono, visto che non lo abbiamo mai usato per i precedenti compleanni.

Comunque sia, Enzone caro, noi speriamo che apprezzerai la rievocazione di una conversazione a tre, svoltasi a cavallo di un solstizio estivo di sei anni fa, che fece da cornice ad un racconto la cui prima versione subì parecchi cambiamenti in seguito a quella conversazione. Al punto che, alla fine del processo “evolutivo”, non si capiva più chi era l’autore e ne condividemmo equamente (33-33-33) oneri e onori.

Speriamo che anche voi, care lettrici e cari lettori, apprezziate questo “dietro le quinte” del teatro più cosmico della galassia conosciuta e che vi uniate a noi nell’augurare al nostro Super-Prof…

 

 

17 giugno 2017 ore 19:34 da Maurizio a Vincenzo e Daniela

Sono distratto dall'idea di un nuovo personaggio, un architetto napoletano di nome Isoshi Nakamura.... ma è appena una premonizione che non so se prenderà corpo.

 

18 giugno 2017 ore 12:36 da Maurizio  a Vincenzo e Daniela

Carissimi, ho lavorato tutta la mattina a questo racconto e voglio proporvelo in anteprima. Sono certo che apprezzerete il riferimento al test Kobayashi-Maru (pare storicamente accertato che Maru fosse nativo di Sassari). Quello di cui sono meno certo è scritto in rosso e necessita di una tua supervisione, caro Enzo. Tornando alle righe in rosso sono frutto di una frettolosa immaginazione che ha bisogno di una conferma o di una qualificata correzione. Dici che dovrei poterci arrivare da solo? Può darsi, ma di' una parola e l'anima mia...

 

18 giugno 2017 ore 17:43 da Vincenzo a Maurizio e Daniela 

caro Mumau, direi che va benissimo e il finale mi toglie dall'imbarazzo riguardo alla difficoltà di Gennaro di farsi passare per giapponese...

 

18 giugno 2017 ore 17:54 da Daniela a Vincenzo e Maurizio

Io, invece, condirei il finale con un po' di peperoncino in più, più o meno così...

P.S.  nella mia infinita ignoranza non conoscevo il test Kobayashi-Maru, ma, grazie a Google, ho colmato la mia mancanza... voi due, invece, non dovreste aver problemi a riconoscere Antonio Bonocore

 

18 giugno 2017 ore 18:04 da Vincenzo a Maurizio e Daniela 

Cavolo! hai ragione grande Dany... mi era scappato. Il finale mi sembra decisamente più spiazzante (io, nella mia cattiveria mi sarei fermato al telegiornale...).

 

18 giugno 2017 ore 18:18 da Daniela a Vincenzo e Maurizio

Ehm... ehm... a volte capita che l'allievo superi il maestro...

 

18 giugno 2017 ore 21:31 da Daniela a Vincenzo e Maurizio

Su Wikipedia hanno scritto Bonocore e non ho fatto ulteriori ricerche, ma vedo ora un altro sito in cui lo chiamano Buonocore... boh... mi rimetto alla saggezza di voi esperti in materia!

Riguardo a L2, non mi perderei in sottigliezze quali l'instabilità dell'equilibrio e il sistema di correzione; in questo contesto, date anche le dimensioni limitate del residence rispetto alla Luna, credo si possa semplicemente affermare che dalle finestre delle space-suite-L2 la Terra non si vede. Siete d'accordo?

Mauttisti-Danigol? Ma no, lasciamo stare, ho scritto solo due frasette, non sono certo una co-autrice. In teoria, lo è di più Enzo che le ha ispirate con tutti i finali strizza-budella dei suoi racconti che mi sono sorbita in questi anni! Però non ce la faccio ad essere cattiva come lui... in realtà avevo pensato di fermarmi al tg, poi la macchia di caffè sul muro mi ha fatto pensare che Gennaro avrebbe potuto proporsi come imbianchino post-moderno per decorare le pareti delle suite... poi mi è tornato in mente che, in fondo, l'unica cosa che sa fare bene è copiare, quindi...

Ho letto Ciaula scopre la Luna  http://www.filosofico.net/pirandellonovelle/dalnaso/quattro.htm

Si potrebbe immaginare un sequel di Nakamura in cui il residence L2 rimane isolato e i turisti, loro malgrado, devono organizzarsi per continuare a vivere lì. Di generazione in generazione, il ricordo della Terra affidato alla tradizione orale (non hanno niente su cui scrivere) diventa sempre più sfumato e avvolto nella leggenda finché, un giorno, il passaggio ravvicinato di un asteroide che va a schiantarsi sulla Luna, turba il loro equilibrio instabile e li fa entrare in orbita intorno alla Terra. E poi?  Lo scopriremo solo scrivendo…

 

18 giugno 2017 ore 21:37 da Maurizio a Vincenzo e Daniela

Per inciso, Nakamura è stato un calciatore abbastanza noto. Per questo motivo, nel sottotitolo, ho tradotto "ultimate goal" invece di "masterpiece". Chissà quanti accessi di tifosi di calcio...

 

19 giugno 2017 ore 01:36 da Maurizio a Vincenzo e Daniela

Rileggendo la versione modificata di Nakamura, mi sono accorto che la frasetta aggiunta "luoghi ottimali per il posizionamento dei telescopi spaziali", facendo riferimento a L1 e L2, può essere fuorviante. Andrebbe spiegato che L1 e L2 in quel caso sono i punti lagrangiani del sistema Sole-Terra, diversi da quelli del sistema Terra-Luna dei nostri grattacieli.

Forse conviene semplicemente rimuovere la frase aggiunta per non generare con una ulteriore spiegazione più confusione di quella che si vuole rimuovere. Un po' come succede con le correzioni al software, correggi un errore e ne introduci due....

 

19 giugno 2017 ore 06:33 da Vincenzo a Maurizio e Daniela

Non vorrei che cercare la costanza a tutti i costi facesse arrabbiare sul serio il Sig. Heisenberg e, allora, sarebbero guai per tutti, elettroni e fotoni compresi!!! In realtà, una cosa è assumere costante qualcosa che proviene dall'osservazione e un'altra assumere qualcosa che proviene da un'operazione matematica...

L1 e L2 sono instabili, tant'è che i telescopi sono immessi su pseudo-orbite attorno ai punti lagrangiani. Tuttavia, lo scopo è proprio quello di inserirli in punti in cui qualcosa si veda sempre o non si veda mai... e quindi, consideriamoli stabili!

 

19 giugno 2017 ore 07:11 da Daniela a Vincenzo e Maurizio

Buongiorno! La frase su L1 e L2 la lascerei senza ulteriori spiegazioni, ma linkandola a questo http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/04/13/punti-lagrangiani-l1-l2-e-l3/ così, chi vuole può approfondire, chi non vuole la prenderà per buona. Quasi quasi ruberei anche l'animazione presente in quell'articolo e la inserirei in Nakamura, mi piace un sacco e fa capire al volo, anche a chi è completamente all'oscuro dell'argomento, cosa rappresentano questi punti.

 

19 giugno 2017 ore 08:39 da Maurizio a Daniela e Vincenzo

Buongiorno InfinitoTeatro!  Su Nakamura direi che siamo a buon punto, l'animazione a cui fa riferimento Dany è ottima e i link possono evitare spiegazioni superflue.

 

5 luglio 2017 ore 09:53 da Maurizio  a Vincenzo e Daniela

Vedo che la bozza Nakamura è già in cantiere, anzi sullo scivolo per il varo, in attesa di quel "momento di inerzia" tanto amato e citato dai giornalisti per fare sfoggio della loro conoscenza del linguaggio scientifico e indicare il lento muoversi del naviglio mentre, scivolando sul piano inclinato, si avvia verso il suo destino. Ebbene, non dimenticando l'accordo 33 33 33, ho abbozzato un testo che vorrete cortesemente migliorare, portandolo al livello di qualità standard del Circolo. Eccovelo...

"Il racconto che state per leggere è un lavoro a sei mani, frutto di un processo di elaborazione progressiva di Daniela, Maurizio e Vincenzo (in ordine alfabetico). Adesso non siamo più in grado di dire con certezza chi ne sia l'autore, quindi, se mai non vi dovesse piacere, non saprete con chi lamentarvi di avere perso qualche minuto della vostra vita per leggerlo. Pazienza. La storia, al momento, non è reale, ma con queste cose non si sa mai, potrebbe diventarlo. In questo caso avrete avuto il privilegio di assistere ad una profezia"


5 luglio 2017 ore 09:57 da Vincenzo a Maurizio e Daniela 

troppo buono...

 

5 luglio 2017 ore 10:07 da Daniela a Vincenzo e Maurizio

Classico caso di entanglement cerebrale... esattamente quello che avrei voluto scrivere io! Scherzy (?) a parte, grazie davvero, caro MauPau! Lo pubblicherei anche subito, ma mi manca il tocco finale e fra poco devo uscire... ieri sera ho cercato una Gioconda che fa l'occhiolino e ho trovato decine e decine di Gioconde storpiate, ma nessun occhiolino. Non è che qualcuno può darmi una mano? Eventualmente trovando un buon surrogato che renda l'idea? Va beh... io ora esco, casomai continuerò la ricerca più tardi.

 

5 luglio 2017 ore 10:09 da Daniela a Vincenzo e Maurizio

Mentre cercavo immagini di grattacieli spaziali ieri sera ho trovato questo
http://design.fanpage.it/analemma-tower-il-grattacielo-sospeso-a-un-asteroide-per-aggirare-le-restrizioni-edilizie/

Non è che Pautasso ne sa qualcosa, per caso???????

 

5 luglio 2017 ore 10:16 da Vincenzo a Maurizio e Daniela

E’ talmente assurdo che ci starebbe proprio bene come link... Far girare un asteroide a una distanza dal Sole di poche centinaia di metri di differenza sarebbe un bel problema di meccanica celeste!!!!

 

5 luglio 2017 ore 10:21 da Maurizio a Vincenzo e Daniela

La notizia, se non è una bufala, è del 29 marzo, come si vede a inizio pagina. Nakamura è stato inventato, come sapete/sappiamo la mattina del 18 giugno. Ma se Pautasso avesse letto la notizia il 29 marzo pensate che avrebbe lasciato passare due mesi e mezzo prima di scrivere Nakamura? No, amici la perversa coincidenza del nome Analemma è del tutto casuale e posso garantire (anche dopo avergli fatto il water boring due o tre volte), che Oreste non ne sapeva proprio nulla. Però questa cosa è proprio straordinaria. Pensare che ho appena finito di scrivere che "con queste cose non si sa mai " e mi vanno subito a rovinare il messaggio profetico!!!

 

5 luglio 2017 ore 10:31 da Maurizio a Vincenzo e Daniela

Si, Enzo, immagino che sia più facile e costi meno piazzare le residenze in L1 e L2...   Magari è anche più sicuro. Certo che se uno ha dimenticato qualcosa sulla terra il viaggio è più lungo. Metti di non ricordarti se hai chiuso il gas nella casa al mare e non hai lasciato le chiavi ad un amico....

 

5 luglio 2017  ore 10:53 da Vincenzo a Maurizio e Daniela

Mi ricorda un po' il famoso esperimento prospettato dal grande Bepi Colombo, con il satellite legato a uno più alto attraverso un cavo per lo studio della bassa atmosfera. Un'impresa di meccanica celeste da far venire i brividi. Bepi, però, diceva che l'aveva ideato apposta per tanti suoi colleghi: li avrebbe messi dentro al satellite più basso e poi avrebbe tagliato il cavo!

 

5 luglio 2017 ore 14:21 da Daniela a Vincenzo e Maurizio

Pubblicato! Con una piccola aggiunta in calce.

Ho provato a mettere la Gioconda che fa l'occhiolino in evidenza, ma viene decapitata (e non credo che un'animazione si possa rimpicciolire), quindi ho trovato un'immagine più piccola. Se Mau avesse tempo e voglia di far fare l'occhiolino anche a questa, ben venga, se no non importa, va bene anche così!

 

5 luglio 2017 ore 15:18 da Maurizio a Vincenzo e Daniela

Vedi questa...

 

Ecco, infine, il risultato della conversazione a tre…

 

Il racconto che state per leggere è un lavoro a sei mani, frutto di un processo di elaborazione progressiva di Daniela, Maurizio e Vincenzo (in ordine alfabetico). Adesso non siamo più in grado di dire con certezza chi ne sia l'autore, quindi, se mai non vi dovesse piacere, non saprete  con chi lamentarvi di avere perso qualche minuto della vostra vita per leggerlo. Pazienza.

La storia, al momento, non è reale, ma con queste cose non si sa mai, potrebbe diventarlo. In questo caso avrete avuto il privilegio di assistere ad una profezia.

IL CAPOLAVORO DI NAKAMURA
(Nakamura ultimate goal)

Il giorno del suo trentesimo compleanno, Gennaro Capone si rese conto di essere stufo della vita. Non che avesse in mente di suicidarsi, era semplicemente stufo di quella vita che conduceva da sempre, nello squallido e angusto “basso” nel Rione Sanità, dove passava il tempo, inventando se stesso, giorno per giorno.

Nonostante la sua vispa intelligenza non aveva combinato proprio nulla, se non realizzare falsi per conto terzi. Aveva falsificato di tutto, giustificazioni per le assenze dei compagni di scuola,  certificati di malattia, quietanze smarrite di pagamenti realmente eseguiti, licenze di pesca, diplomi di geometra, attestati di benemerenza, patenti, soprattutto patenti e... lauree.

Non falsificava danaro, né clonava carte di credito o bancomat, solo documenti che la gente avrebbe dovuto conquistare con il proprio impegno e non solo spendendo i propri soldi.

Da Gennaro si poteva comprare ciò che non si poteva ottenere. Era l'uomo dei sogni. E costava poco.

Ma a conti fatti Gennaro, con tutta la sua abilità di falsario, si sentiva insoddisfatto, voleva essere finalmente qualcosa di definito e definitivo, qualcuno invece che nessuno.

Così, Prima di chiudere definitivamente bottega, lasciando nella disperazione i clienti, falsificò per se stesso un ultimo documento: una prestigiosa laurea in Architettura rilasciata dalla università di Kyoto, assieme ad alcune lettere in giapponese in cui la professoressa Akiko Kobayashi, titolare del leggendario studio Kobayashi – Maru,  attestava i meriti acquisiti nella professione di Architetto dal molto onorevole Dott. Isoshi Nakamura, il nome con cui Gennaro intendeva iniziare la sua nuova vita.

Per “aggiustare le cose” anche sul versante informatico, Gennaro si era valso della collaborazione di Peppino Salerno, suo ex compagno di scuola e hacker di valore mondiale, ben conosciuto da tutte le intelligence di sorveglianza informatica che mai erano riuscite ad incastrarlo.

Insomma, tutti i riferimenti delle carte avevano la loro controparte telematica in siti internet, cloni di Google, Wikipedia etc. etc. dove la generazione dei digital yuppies, venuti su a pane e Facebook, si illudeva di trovare la verità su tutto e su tutti.

Per prima cosa Gennaro lasciò il basso in Rione Sanità e si trasferì nelle vicinanze dell'ippodromo di Agnano, non perché interessato all'ippica, ma perché quella era la zona che in pochi anni, sull'onda degli investimenti di riqualificazione, era destinata a diventare uno dei quartieri con la più alta qualità di vita della città. Per una cifra modesta, prestatagli in parte da alcuni amici riconoscenti per i servizi che aveva reso loro, acquistò un ex magazzino che trasformò in uno splendido loft da vero architetto: grandi spazi e pochi mobili, un inno all'arredamento minimalista del lontano Oriente.  Cassettoni tansu dalle grandi maniglie a scomparsa e inquietanti asimmetrie nei frontali, false antiche spade Katana alle pareti, paraventi e pareti in carta di riso, falso riso, ovviamente. L'unica cosa vera era un  Notebook Apple nuovo fiammante da quattromila Euro, dono di un camorrista suo ammiratore, posato negligentemente su un grande tavolo di finta radica. In fondo alla lunga parete di vetro affumicato oltre la quale si vedevano le colline della curva Est dell'Ippodromo, un antiquato tavolo da disegnatore con un tecnigrafo a molle e contrappesi, nella piena luce di un fascio di led.

Ora si trattava solo di svuotare il sacchetto di Lego e cominciare a mettere insieme i pezzi. Così la pensava Gennaro: non è indispensabile avere idee geniali, basta collegare in modo inusuale idee di altri e il gioco è fatto. Sarebbe stato un errore partire in sordina, magari con piccoli lavori di ristrutturazione o arredamento per privati, lavori di routine per gente sconosciuta, zero visibilità.

Occorreva qualcosa di grande, di più, di immenso. Per compiere opere fantastiche occorre fantasia, e a lui non mancava.

I grattacieli lo avevano sempre affascinato, dai tempi di King Kong abbarbicato sull' Empire State Building, alle Torri Gemelle del Trade Center, alle svettanti cime dello skyline delle megalopoli asiatiche. Avrebbe costruito grattacieli, anzi, città verticali. Era deciso.

Ma dopo la Tower Infinity di Seul, il primo grattacielo “invisibile” ricoperto di schermi, dopo il  Mile Tower di Gedda, alto un miglio terrestre, occorreva  pensare a qualcosa di totalmente nuovo, eclatante, che stravolgesse in modo esponenziale il “concept” di grattacielo.

Il suo grattacielo, anzi i due grattacieli che aveva in mente di proporre al Ministero dello Sviluppo Cinese, l'unica potenza in grado di fronteggiare la sfida economica e tecnologica che intendeva proporre, sarebbero stati alti centinaia di migliaia di chilometri. Per meglio dire, sarebbero stati “in alto” rispettivamente a 326.000 e 448.000 chilometri, piazzati in due punti molto particolari del sistema Terra-Luna, noti agli astronomi con le sigle L1 e L2, luoghi ottimali per il posizionamento dei telescopi spaziali, e si sarebbero chiamati  Lagrange Twin Towers.

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Dalle finestre della costruzione situata nel punto L1, tra  Terra e Luna, si sarebbe visto il nostro pianeta grande il doppio della dimensione con cui vediamo la Luna e il nostro satellite, a soli 60.000 km, sarebbe apparso grande il triplo. Inoltre si sarebbero potute osservare le “fasi” terrestri, come dalla Terra si possono ben vedere le fasi di Luna e Venere.

Gli abitanti dell'altro “grattacielo”, nel punto L2, avrebbero invece visto solo la Luna da quasi 65.000 km, sempre tre volte più grande di quella vista da un osservatore terrestre. La Terra, invece, non l'avrebbero vista mai, l'ideale per chi avesse desiderato cancellarne il ricordo.

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Rappresentazione schematica dei punti lagrangiani L1, L2, L3, L4 e L5 del sistema Terra-Luna: il cerchio giallo è la Terra, quello blu la Luna.

Il “concept” era inequivocabilmente originale. E per un architetto, per giunta giapponese, non c'era altro da dire o da fare. Suggerire l'idea, stimolare la fantasia, svelare la “vision”, cosa altro si poteva chiedere ad un guru come Nakamura?

Per i calcoli tecnici esistevano quelle utili estensioni dei computer che si chiamano ingegneri, umili formichine ingegnose e assolutamente prive di creatività e immaginazione, ma proprio per questo affidabili. Per mettere insieme i finanziamenti c'erano i burocrati del Ministero ed eserciti di pianificatori delle multinazionali partner del mega progetto, roba da impiegati.

Nakamura sentiva che quella era l'idea vincente. L'Idea.

Sprofondato nel Futon King Size bianco latte, nella cornice di culmi di bamboo gigante, posato sul prezioso tatami ricamato, Nakamura lasciava scorrere le immagini mentali che la sua fervida fantasia gli proponeva, il lancio delle prime strutture verso la Luna, i giganteschi bracci delle gru spaziali e le formichine in tuta che si affannavano nelle operazioni di assemblaggio, il momento cruciale degli ultimi collaudi e il trionfo finale nel giorno dell'inaugurazione delle Lagrange Twin Towers, con la sfilata delle autorità politiche e scientifiche in orbita attorno alle sue creature.

Sentiva il suono di una possente orchestra che eseguiva un inno scritto appositamente per l'occasione da uno dei più grandi compositori contemporanei, un suono a momenti armonioso e a momenti dissonante, come di una sveglia. Come della sua sveglia...

Si rigirò nel futon, che nella luce dell'alba sembrava un comune materasso, piuttosto consunto, posato sulle incerte molle di una vecchia branda, afferrò la sveglia e la scagliò contro la parete.

Poi infilò le pantofole e scivolò in cucina per prepararsi il primo caffè della giornata.

Ancora assonnato, accese la tv per ascoltare il primo telegiornale, proprio nel momento in cui lo speaker annunciava che, su progetto di un geniale architetto giapponese, il Governo cinese aveva appena deliberato la costruzione, che sarebbe terminata entro il 2050, di due spettacolari residence per vacanze extra-lusso nei punti lagrangiani L1 e L2.

Anche la tazzina di caffè raggiunse la sveglia, dopo aver sbattuto contro la stessa parete... se solo avesse messo in pratica con un po' di  anticipo le sue fantasie, chissà…

Ma forse non era troppo tardi… un’idea gli balenò nella mente.

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30 dicembre 2049: tutto era pronto per l’inaugurazione, il primo convoglio con i turisti miliardari sarebbe arrivato entro pochi minuti. Il sessantenne Antonio Bonocore (per l’anagrafe Gennaro Capone, ma ormai quel nome lo avevano dimenticato tutti, compresi i suoi vecchissimi genitori) attaccò l’ultimo quadro che aveva preparato per impreziosire quelle lussuosissime space-suite e si soffermò ad ammirarlo compiaciuto.

Gli ultimi trent’anni li aveva trascorsi dipingendo centinaia di Gioconde di Leonardo, Primavere di Botticelli, Cacciate di Adamo ed Eva dall’Eden di Masaccio, Vocazioni di San Matteo di Caravaggio, Compianti sul Cristo morto di Giotto… era così felice di essere riuscito a realizzare il suo sogno di cambiare vita!

gio

 

ULTIM'ORA! Poche ore prima della pubblicazione, mentre cercavamo immagini per questo racconto, ci siamo imbattuti nella notizia del progetto di un grattacielo appeso ad un asteroide (QUI). Ovviamente la consideriamo una bufala (o, al massimo, un progetto serio ma irrealizzabile), perché, senza addentraci  nelle problematiche edilizie che non conosciamo, possiamo serenamente affermare che spostare l'orbita di un asteroide anche di poche centinaia metri sarebbe un bel problema di meccanica celeste! Ve la proponiamo solo per farvi quattro risate.

P.S. Il nome di questo fantascientifico grattacielo (Analemma Tower) ci ha fatto sorgere legittimi sospetti sul fatto che il progetto sia opera del nostro amico Pautasso... lui nega con tutte le sue forze, ma il dubbio rimane  :roll:

 

8 commenti

  1. Paolo

    Auguri Enzo!

    Per il regalo ora sento Pautasso se gli è avanzato qualche biglietto per una settimana di soggiorno, pensione completa, alla Analemma Tower.

    Paolo

  2. Che bei ricordi... grazie amici!!!

  3. givi

    Auguri maestro

  4. Andy

    Caro Enzo,

    \sum_{n=1}^{3333}\frac{(2n)!}{(2n-1)!}   di auguri di buon compleanno!!

  5. grazie Andy... un enorme abbraccio matematico!!

  6. Fabrizio

    Enzo tanti Auguri!

  7. Guido

    Auguri siderali carissimo Enzo!

  8. Giorgio

    Con vergognoso ritardo ma immutato affetto, TANTI AUGURI!

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