06/03/24

Giove non ama compagnie troppo massicce **

I pianeti giganti non amano la presenza di stelle troppo massicce nei loro dintorni. Prima che possano formarsi, le radiazioni nel lontano ultravioletto di stelle troppo massicce riescono a disperdere il gas dei dischi protoplanetari di stelle di massa minore.

Per costruire pianeti giganti come Giove è necessario avere abbastanza massa nei dischi protoplanetari delle stelle in formazione. Se ciò non capita, si possono aspettare, al più, oggetti di massa ben minore. Sembrerebbe che tutto dipenda dalla stella che sta nascendo e, invece, la "cattive" compagnie possono essere decisive.

Consideriamo un disco protoplanetario di una stella di piccola massa. Il gas che lo forma è normalmente sufficiente per costruire pianeti giganti. Tuttavia, se ciò avviene in un ammasso stellare ecco che le stelle vicine troppo massicce possono intervenire e negare la formazione planetaria. Un processo che ci si poteva aspettare teoricamente, ma Webb e ALMA sono riusciti a dimostrarlo direttamente osservando attentamente un disco protoplanetario all'interno di un ammasso aperto nella nebulosa di Orione.

La causa di tutto ciò è da riferire all'emissione di radiazioni nel lontano ultravioletto da parte di stelle con massa di  almeno dieci masse solari e di luminosità anche 100 000 volte maggiore. Le radiazioni ultraviolette riescono a "distruggere" il gas protoplanetario attraverso il processo di fotodissociazione e a disperderlo nello spazio.

Lo schema rappresentato nella figura che segue mostra bene il meccanismo. Le radiazioni UV delle stelle massicce vicine agiscono sul disco protoplanetario , dissociano le molecole e si forma una specie di involucro attorno alla stella in formazione e a ciò che rimane del suo disco. Il tutto viene evidenziato dalla zona in cui i getti della stella lo incontrano, causando una macchia luminosa osservabile chiaramente.

Fonte: Olivier Berne´ et al., Science, 2024.

Si stima che il disco protoplanetario così colpito si disperda quasi completamente nel giro di un milione di anni, un tempo troppo breve per permettere la formazione di un pianeta gigante.

Articolo originale QUI

2 commenti

  1. alberto salvagno

    Dalla figura ne deduco che il disco è una specie di lente biconcava che crea l'immagine virtuale, il bright spot, dalla parte della stella, o sbaglio?

  2. No, Albertone, nessun effetto lente di questo genere. Il getto è cosa normale ed è perpendicolare al disco, per cui la macchia luminosa si trova in quel punto, dove si scontra con l'involucro gassoso.

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