28/03/24

COLTA SUL NASCERE *

Il buon vecchio Hubble, per nulla in soggezione di fronte alle mirabili gesta del virgulto Webb, offre questa spettacolare immagine di un settore della regione individuata dalle costellazioni del Toro e dell’Auriga, nota per essere una feconda incubatrice di stelle neonate (fig. 1), pervasa da nubi molecolari oscure e polveri, distante circa 450 a. l.

Fig. 1. Immagine del sistema stellare FS Tau, composto da FS Tau A – l’oggetto più brillante, quasi al centro dell’immagine – e dalla protostella FS Tau B – poco sopra e presso il bordo destro dell’immagine - seminascosta ma rivelata dai 2 getti di colore azzurro. Fonte: NASA, ESA, K. Stapelfeldt (NASA JPL), G. Kober (NASA/Catholic University of America).

L’immagine, pubblicata il 25 marzo 2024, ritrae il sistema stellare FS Tau, composto da stelle giovanissime, di età stimata in appena 2,8 milioni di anni. Il sistema comprende l’oggetto denominato FS Tau A, a sua volta formato da una stella doppia del tipo T-Tauri (stelle di età inferiore a 10 milioni di anni, prossime ad entrare nella Sequenza Principale del diagramma H-R) e l’oggetto denominato FS Tau B.

FS Tau B è una protostella ancora in formazione: la fusione dell’idrogeno non è ancora stata innescata e la luminosità è dovuta all’energia emessa per riscaldamento dalla nube di gas che sta collassando e dalle polveri che via via prendono parte all’accrescimento della protostella.

Come molte protostelle FS Tau B eietta gas ionizzato in forma di due violenti getti opposti che, collidendo ad alta velocità con le polveri ed i gas circostanti, risplendono nelle cupe profondità della nube molecolare come fasci proiettati da un faro nella nebbia marina.

L’ingrandimento mostrato in fig. 2 evidenzia la struttura di FS Tau B: la protostella fa capolino parzialmente nascosta dal proprio disco di accrescimento formato da polveri e gas che potrebbe in futuro evolvere a formare un disco protoplanetario. Il disco è visto di taglio ed appare come uno stretto drappo scuro disposto verticalmente nell’immagine e fiancheggiato da due bande chiare (le due facce del disco, illuminate dalla protostella) . Da parti opposte rispetto al disco in formazione si staccano i due getti (in colore azzurro brillante) di gas ionizzato che attraversano la nube oscura.

Fig. 2. Ingrandimento dell’immagine precedente: la protostella è seminascosta dalla banda verticale scura quasi al centro, i due getti azzurri si dipartono dalla protostella ed affondano tra i gas e le polveri della nube circostante. FS Tau B è classificato come un oggetto Herbig-Haro (Haro 6-5B).

L’astronomia abitua la mente a raffrontarsi con dimensioni di spazio e tempo inusuali per l’uomo e l’uomo accetta quest’immensità che non appartiene ai suoi metri quasi con noncuranza, forse per non sentirsi sminuito nella sua caparbia baldanza.

L’immensità di tempo che Hubble rende manifesta con quest’immagine assume una dimensione leggermente meno lontana dal metro umano se si pensa che nessuno di questi oggetti celesti esisteva quando le Alpi da parecchio tempo già dominavano il paesaggio europeo.

3 commenti

  1. alberto salvagno

    Non pensavo che una protostella in cui la fusione non è ancora partita potesse essere così luminosa da essere vista a 500 al, tanto peggio se la sua luce è filtrata dalla polvere. Mi pare che la formazione di elio si innesca a circa 15 milioni di gradi. Nel nostro caso di che temperature si parla? Non appare nemmeno rossa; o si tratta di colori falsati?

  2. Quelli che si vedono sono i getti tipo Herbig-Haro che ottengono la loro luminosità a causa della collisione dei getti della protostella con il materiale della nube.

  3. guido

    Mi sembra di ricordare che la temperatura per la fusione dell'elio nelle stelle sia raggiunta nel nucleo, mentre in superficie la temperatura è decisamente minore (prossima ai 6000 K nel caso del Sole). Per FS Tau B la letteratura (invero datata al 2016) riporta un modello in cui l'oggetto al centro del disco protostellare è ipotizzato con una temperatura più probabile pari a circa 7000 K in un intervallo 3000 K - 8000 K; raggio più probabile pari a 2,1 raggi solari in un intervallo di 0,8-3,5. Il modello è stato ottenuto per interpretare i dati osservativi (e quindi anche la luminosità) relativi al disco protostellare.

    L'immagine  è stata acquisita nella banda ottica in B/N e poi colorata digitalmente, Hubble non dispone di fotocamere a colori. L'immagine è il risultato di 2 acquisizioni rispettivamente nella banda a 606 nm (rosso) e a 814 nm (vicino infrarosso).

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