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5/11/13

Un pezzo di cometa *

Due piccioni con una fava. Non solo si è avuta la prova di un impatto cometario avvenuto nell’atmosfera terrestre circa 28 milioni di anni fa, ma si è molto probabilmente trovato un vero e proprio pezzo di cometa: il primo in assoluto di queste dimensioni. Chissà come sarebbe contento il grande scienziato e amico Fred Whipple, l’uomo della “palla di neve sporca”.

Conosco molto bene l’argomento dell’articolo, dato che uno dei miei “vecchi” collaboratori dell’Osservatorio di Torino (Mario Di Martino) si recava spesso al confine tra Libia ed Egitto per spedizioni avventurose  alla ricerca di “silica glass”, ossia pezzi di vetro disseminati in un’ampia regione desertica, probabilmente causati dalla fusione della sabbia a seguito dell’esplosione, a bassa quota, di un oggetto extraterrestre. Si cercava anche un possibile cratere e molte altre cose. Dovrei anche averne un pezzo, ma non so più dove l’ho messo… In realtà, non un meteorite, ma un qualcosa di terrestre  trasformato da una causa aliena.

esplosione della cometa egiziana
Una rappresentazione artistica dell’esplosione cometaria avvenuta nel deserto libico-egiziano circa 28 milioni di anni fa. Fonte: Terry Bakker

Leggo, quindi, con piacere che è stata confermata, da scienziati sudafricani, l’origine della potentissima onda di shock che ha causato il silica glass. Essa è proprio dovuta alla caduta e all’esplosione di una cometa che ha portato la temperatura al suolo fino a 2000 °C su un’area di circa 6000 km2. Il primo caso del genere pienamente confermato da attente analisi di vario tipo, sia chimico che dinamico e meccanico.

Purtroppo, le comete, malgrado abbiano da sempre visitato il nostro pianeta (e l’acqua è forse il loro regalo più grande), non hanno mai lasciato segni  "concreti" del loro scontro con il pianeta, a causa della loro composizione molto “friabile”, la celebre “palla di neve sporca” come la chiamava il caro amico Fred Whipple.

Fred Whipple
Il grande Fred (Whipple). La nostra amicizia è nata da una sigaretta offertagli (di nascosto dalla moglie) durante un congresso vicino a Kyoto.

Il silica glass è un vetro giallognolo molto bello e seducente. A tal punto che non era passato inosservato ai nostri antenati che vivevano nella ricca valle del Nilo, come attestato da vari gioielli tra cui una splendida spilla di Tutankhamun.

Tuttavia, insieme a tanti manufatti ottenuti dal silica glass, si è anche trovato qualcosa di meno prezioso (apparentemente) ma veramente eccezionale: un ciottolo nero immerso tra i tantissimi pezzi di vetro. Sono state eseguite le più sofisticate analisi su quel poco appariscente pezzo di roccia e la conclusione sembra proprio fantastica. E’ un pezzo di cometa, un residuo macroscopico che è riuscito a passare indenne attraverso l’atmosfera e giungere fino al suolo. Un pezzo sicuramente fortunato, ma che rappresenta proprio il primo “meteorite” cometario scoperto finora.

Il fatto che il pezzo di cometa sia effettivamente arrivato al suolo è anche confermato dalla presenza di molti micro diamanti al suo interno, originatisi per la pressione subita dal carbonio al momento dell’urto. Al ciottolo ricco di micro diamanti è stato dato il nome di Hypatia di Alessandria, in onore della prima donna “matematica”, storicamente conosciuta.

Il risultato è sicuramente eccezionale e fa riflettere. Finora le uniche tracce terrestri di comete (a parte l’acqua, ovviamente) consistevano in micro particelle trovate nell’alta atmosfera e nel ghiaccio antartico. Nel frattempo, però, si sono spesi miliardi di dollari per effettuare missioni capaci di recuperare quantità maggiori di materiale cometario, pochi milligrammi portati dallo Spazio fino alla Terra. E, invece, bastava svolgere ricerche al suolo per ottenere  un risultato di portata ben maggiore.  Si potrebbe dire che la colpa non è di nessuno, a parte il fatto che ricordo benissimo quanto sia stato difficile ottenere poche migliaia di dollari per organizzare spedizioni sul campo. Perché? Basta dire una sola frase: “Spesso chi decide i finanziamenti della ricerca ha una visione a dir poco carente della Scienza. Soprattutto, molto mediatica. I neutrini e il tunnel Ginevra-Gran Sasso insegnano…”.

Il lavoro originario (a pagamento) si trova QUI.

10 commenti

  1. Mario Fiori

    Otiimo Enzo. Scusa , ma anche per Tunguska si è parlato di possibile cometa, è stato trovato nulla? O forse non si è cercato abbastanza, vista la vastissima e complessa area? Ah no, sbagliavo, lì era ...un'astronave aliena, scusa Enzo dimenticavo... :mrgreen:

  2. caro Mario,
    sembra che Tunguska fosse dovuta a un pezzo di asteroide (ma ancora è poco certo), Tuttavia, non è stato trovato niente di macroscopico nemmeno nel fondo del laghetto che è al centro della zona colpita. Al limite solo polvere...

  3. teto

    Insomma sulla Terra si trova di tutto, dalla vita primitiva ai frammenti di comete e di meteoriti, forse converrebbe veramente tenere i piedi per terra e studiare veramente il nostro pianeta.

  4. gioyhofer

    Sono d'accordo con Teto, 
    abbiamo le meraviglie dietro casa e non ce ne rendiamo conto... 
    Come diceva Galileo "Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono...".
    Sarebbe più semplice cercare sulla Terra, infondo è più piccola dell'Universo...
    Giorgia 

  5. in parte avete ragione, ragazzi. ma non proprio tutto si può studiare sulla Terra... hai voglia a cercare una pulsar o un buco nero o anche solo una nana bianca... :mrgreen:

  6. teto

    Si, questo è ovvio, intendevo altri tipi di studi per esempio meglio cercare la vita primitiva sulla Terra che su Marte.

  7. beppe

    E' vero che la Terra ha incrociato la coda della cometa di Halley nel passaggio del 1910? E che ci fu il timore di avvelenamento da HCN?  :lol:

  8. nel 1910 ci furono due comete ben visibili che spesso vengono confuse: la Halley e la grande cometa del 1910. Non è certo strano che una coda di cometa (vista la sua lunghezza) schiaffeggi un pianeta. In fondo gli sciami meteorici che altro sono? Tuttavia, essa è talmente rarefatta e la nostra atmosfera talmente preparata che il passaggio è sicuramente indolore. 
    Insomma, leggende e catastrofismo, come al solito... Mi ricorda il famosissimo "Il giorno dei Trifidi"... 

  9. beppe

    Ciao Enzo, leggendo la voce su Wikipedia “HALE-BOPP” (la più bella cometa che mi è capitato di vedere) dice che l’abbondanza di Deuterio nelle comete in genere è maggiore che sulla Terra, quindi, secondo chi ha scritto la voce, le comete non sono state l’unica fonte di acqua per la Terra. Secondo me possono esserci innumerevoli altre ragioni che giustifichino la differenza, comunque se confermato è strano. 

  10. caro beppe,
    in effetti alcuni studi sembrano indicare che l'acqua delle comete assomigli molto a quella della Terra. Comunque, come dici tu, non è sufficiente per trarre conclusioni definitive. E' molto più indicativa la quantità d'acqua che possediamo che ben difficilmente potrebbe essersi prodotta sulla Terra originaria ed essersi mantenuta durante il riscaldamento planetario. Le comete e gli asteroidi sembrano proprio fondamentali 

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