Mar 22

Il silenzioso respiro della Terra *

Questo articolo è stato inserito nella sezione dell'archivio dedicata al clima e al riscaldamento globale, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo.

 

Queste sono le ricerche climatologiche che mi piacciono. Serie, chiare, senza pregiudizi di partenza. Speriamo escano dal loro ambito tecnico e diventino presto di dominio pubblico. Forse aiuterebbero a far capire i meccanismi generali e a indirizzare meglio le strategie umane.

Un gruppo di scienziati americani e cinesi (già la collaborazione è da applauso) hanno mostrato come processi puramente geologici possano regolare la quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera. In parole molto povere: la Terra è “viva”, sa come agire per mantenersi in perfetto equilibrio e permettere alla vita di sopravvivere ed evolvere. Un gesto sia egoistico (e ci mancherebbe se non lo facesse), ma anche del tutto altruistico (e questo potrebbe anche  evitarselo…). La ricerca, senza troppo clamore mediatico, spiega come mai la Terra non è diventata un posto torrido e inabitabile come Venere o un luogo freddo e gelido come Marte. Una scelta preordinata? Un regalo alla vita? Forse solo una regola armoniosa dell’Universo. Processi geologici, visti normalmente come episodi legati a situazioni apparentemente del tutto casuali, riescono invece a seguire una logica e una costanza che, oltre che meravigliarci, dovrebbe anche insegnarci molto.

Terra
La Terra, con la nascita di nuove catene montuose e il riciclaggio del materiale che le compone sembra sempre più assomigliare a un gigantesco organismo vivente.
Fonte: NASA Goddard Space Flight Center.

Ve ne faccio una sintesi molto semplice, ma spero abbastanza indicativa. Le catene montuose nascono durante scontri tra le placche continentali. In generale, comunque, non sono altro che una fuoriuscita di materiale “fresco” (o quantomeno riciclato) proveniente dall’interno della crosta terrestre. L’eccezionalità della scoperta si basa sul fatto già conosciuto (ma mai divulgato mediaticamente) che esse agiscono come vere e proprie spugne “nuove”: assorbono con grande facilità l’anidride carbonica che si è originata nel corso del tempo. Tuttavia, se capitasse solo questo, nel giro di un periodo relativamente breve le spugne priverebbero la Terra di un gas fondamentale per la sopravvivenza biologica.

Ma come? Non dovremmo essere contenti? E invece no, sarebbe un vero dramma. Sicuramente eviterebbe una corsa verso Venere (ma ci vorrebbe anche tanto vapor d’acqua), ma ci porterebbe ad una situazione ugualmente critica. Una diminuzione continua e implacabile della CO2 trascinerebbe la Terra verso condizioni marziane, dominate da un freddo glaciale. Si è stabilito che la formazione dell’Himalaya avrebbe “succhiato” una quantità di CO2 capace di trasformare la Terra in una specie di Marte nel giro di pochi milioni di anni. Un’inezia per i tempi scala planetari. Eppure, l’Himalaya c’è, ma la Terra rimane ospitale.

Qualcosa deve avere agito anche in senso inverso e con una giusta tempistica.

Finora si pensava che bastassero i vulcani a rimpiazzare quello che le spugne montane assorbivano. E invece no, la quantità emessa è troppo bassa. Sono le stesse spugne che sanno autoregolarsi: non solo assorbono, ma sanno anche emettere carbonio attraverso un processo di “weathering” chimico, una specie di degradazione o smaltimento  che bilancia quasi del tutto ciò che è stato catturato. Continuando nel paragone con le spugne, quando esse si sporcano troppo non riescono più ad assorbire e rilasciano parte dello sporco accumulato: sporcano di più di quello che riescono a pulire.

Forse a qualcuno questo tipo di discorso sembrerà anacronistico. Ma come? Ci lamentiamo che vi è troppa CO2 e poi ci preoccupiamo di riuscire a produrla in quantità gigantesche? La realtà, però, è proprio questa. Sappiamo benissimo che la vita sulla Terra dipende essenzialmente dal ciclo del carbonio, il meccanismo fondamentale che ci permette di sopravvivere. Per milioni di anni le montagne hanno svolto un ruolo silenzioso e fondamentale per permettere alla vita di evolversi fino all’ingresso dell’uomo. Le montagne hanno aiutato -o addirittura regolato- il continuo bilanciamento del carbonio nell’atmosfera. Hanno agito come delle altalene. A volte ci hanno spinto fino alle glaciazioni, altre volte verso un caldo micidiale, ma hanno sempre saputo tornare indietro. Un processo a dir poco titanico (che, secondo QUESTO studio, potrebbe addirittura essere anche all'origine della vita), in cui sono state coinvolte quantità esorbitanti e che continua a essere attivo. Una specie di respiro di un gigantesco organismo vivente.

Possiamo davvero credere che ciò che noi, uomini, abbiamo prodotto nel giro di poco più di un secolo riesca a scombussolare del tutto un processo geologico che non ha mai perso un colpo? Chi crede troppo nella nostra malefica azione verso l’effetto serra attraverso le emissioni di CO2, vorrebbe –praticamente- confrontarsi con fenomeni geologici di portata immane. La Natura è riuscita a bilanciare eccessi da un estremo all’altro, ma non sarebbe più in grado di fronteggiare quella piccola azione umana? Scusatemi…ma non posso proprio crederci! Sarebbe come considerare la Terra una nostra personale creazione tecnologica. No, è inutile illudersi, non riusciremo mai a intaccare minimamente il respiro del nostro pianeta. Al limite riusciremo a rendere la nostra esistenza  più difficoltosa (è poi proprio vero, però? L’uomo primitivo ha già subito e superato le glaciazioni…), ma la Terra è abituata a vedere le sue creature subire crolli e spinte in avanti. Un piccolo bruscolo in un occhio e niente più, il romanzo della vita non si ferma mai.

Nuovi dati sembrano confermare questa visione simile a un organismo geologico vivo e reattivo. Le Ande si formarono all’inizio del periodo Cenozoico, circa 60 milioni di anni fa. Ebbene, quello era un periodo veramente critico per la gestione della CO2 planetaria. Era proprio necessaria un’azione drastica di “registrazione”. Le Ande sono apparse al momento giusto per rimettere in ordine la situazione. E’ proprio grazie a loro che abbiamo avuto fino ad oggi un clima abbastanza regolare e tranquillo. Prima o poi inizieranno a sporcare e sarà necessaria una nuova spugna.

Ande
La cordigliera delle Ande: forse l'ultimo respiro della Terra che ci permette di vivere in un ambiente ideale. A quando il prossimo?

Sapete come sono fatto e prendete per quello che è questo racconto che cerca di personificare al massimo anche un pianeta, come spesso faccio anche con le stelle e le galassie… Siete tutti intelligenti e sapete benissimo estrarre da questi voli un po’ visionari la realtà dei fatti, che restano indiscutibili.

Attenzione, però. Non utilizziamo la superiore potenza della nostra Terra e le sue virtù di regolazione e di equilibrio come un via libera per qualsiasi tipo di infamia. Non solo ricadrà su di noi, ma anche su altre creature prive di colpa. Fortunatamente, la Natura vigila e saprà quando e come intervenire. Meglio se lo facciamo da soli, però, perché i modi della nostra “mamma” a volte sono un po’… bruschi. E, quando è il caso, chiede anche aiuto ai suoi fratellini spaziali, come gli asteroidi (i dinosauri - e non solo loro - ne sanno qualcosa…).

Per cui, nessuno pretenda di dire: “Facciamo quello che vogliamo. Imbrattiamo l’atmosfera e inquiniamola in lungo e in largo (ma non tanto con la CO2 che di inquinante ha ben poco, anzi). Tanto, poi, ci pensano le montagne a sistemare le cose.” Beh si potrebbe anche fare se si pensasse soltanto alla preservazione della vita biologica in generale. Un piccolo eccesso umano farebbe solo lavorare un poco di più il processo geologico così ben utilizzato nel corso di miliardi di anni.

La Natura preserva la vita, ma non TUTTA la vita. Molte specie si sono autoeliminate perché hanno esagerato nel mangiare foglie o erbivori. Ancora una volta ci ha pensato la Natura. L’uomo potrebbe perciò fare la stessa fine. Ha preteso troppo e paga le conseguenza di un processo che non può certo fermarsi a proteggere anche le razze più “stupide”. Pazienza e avanti un'altra!

Non pretendo certo di concludere che il Riscaldamento Globale sia tutta una costruzione mediatica ed economica (anche se lo penso), ma se non lo fosse e fosse veramente ancora attivo (?), perché non invitare gli scienziati delle istituzioni ufficiali, così assatanate a reclamizzarlo sempre e comunque come un tragedia immane e a produrre modelli semi-empirici che cercano di sostenerlo anche contro evidenze lampanti, a leggere e a cercare di inserire i processi globali (e i loro risultati che sono sotto gli occhi di tutti, dato che la Terra non è né Venere né Marte) in un vero modello climatico che tenga finalmente conto della vitalità del nostro pianeta, capace di eseguire operazioni per noi impensabili? Ci guadagneremmo tutti, sicuramente (a parte i tuttologi da strapazzo che sono pagati per gridare sempre e comunque: “Al lupo, al lupo!”). Capire cosa succede veramente, con umiltà e spirito scientifico, è sempre fondamentale per migliorare le conoscenze. E sappiamo bene quanto la climatologia ne abbia bisogno!

Articolo originale QUI

17 commenti

  1. Andrea.Andrea

    Ciao Enzo,
    come sempre offri piacevoli spunti di riflessione. :)
    Ho letto in rete che  molti siti  hanno attribuito la mancata correlazione tra aumento di CO2 e aumento di temperatura degli ultimi anni ai vulcani.
    Effetto credo dovuto agli aerosol vulcanici  che devierebbero la radiazione solare tamponando l'aumento di temperatura.
    Credo che tutto parta da questo lavoro(che non ho letto):
    http://www.nature.com/ngeo/journal/v7/n3/full/ngeo2098.html
    Un'altra scusa per spiegare la discrepanza tra dati osservati e modelli utilizzati?
    Un dato reale ma ingigantito?
    Non avendolo letto  non mi sono fatto un'idea sulla sua caratura anche se il dubbio di partenza è sempre forte.
     
     
    Boh, la cosa certa è che nel web si naviga nel caos, tutti dicono una cosa diversa e diventa difficile distinguere i plagiati dai non plagiati, i veri dai falsi.
     
     
     

  2. caro Andrea, dici bene...
    si dice tutto e il contrario di tutto. Siamo arrivati addirittura a dire che c'è la neve "calda" dovuta al GW e quella "fredda" di una volta. E' sempre più difficile scovare i pochi seri in un insieme di truffaldini prezzolati. Purtroppo, anche gli istituti SERI prendono soldi governativi e quindi devono spesso adattarsi a quello che gli viene suggerito di fare... (con le buone o -meglio- con le cattive). L'esempio che prendi è indicativo. Il GW vacillava terribilmente dopo quasi 20 di stasi e allora bisognava trovare un processo che bilanciasse la temperatura immobile. I vulcani sono un ottimo esempio: quando fa comodo scaricano CO2 e aumentano l'effetto serra, quando non fa comodo fanno esattamente il contrario. E, comunque, una vera e sana discussione scientifica è ben lontana dall'essere iniziata a livello globale. Bisogna proprio andare a cercare le poche cose interessanti e veritiere con il lanternino... Questo lavoro, che non è diretto né verso una campana né verso l'altra, ha tutti i crismi per essere considerato valido e interessante... Non risolve niente sul GW, ma dà spunti notevoli di ricerca ai climatologi (onesti).

  3. Mario Fiori

    Beh il vacillare è già qualcosa, adesso aspettiamo il crollo, sarà dura stanno inventando ma a forza di arrampicarsi sugli specchi questi si rompono.
    Comunque vada è bene che non inquiniamo, è bene che cerchiamo alternative, ma che siano vere non solo per il solito guadagno dei soliti noti o meno.
     

  4. SANDRO

    Quello che più mi colpisce in questo articolo caro Enzo è la tua personalizzazione delle cose che, leggendo fra le righe, sanno un po' di........ "intelligent design". :mrgreen:  E sottolineo che lo apprezzo....... Grazie

  5. Supermagoalex

    La colpa è principalmente dei tuttologi e giornalisti "prezzolati" che svolgono egregiamente il loro lavoro, ovvero orientare l'opinione pubblica.
    Questo l'ho sentito con le mie orecchie, detto candidamente da un noto direttore di un quotidiano (l'argomento era un altro, ma cambia poco...).
     

  6. alexander

    e quindi a questo punto un applauso anche all'acqua e al nucleo ferroso ancora caldo della nostra terra che sono il padre e la madre della tettonica a placche che ci regala, con montagne e vulcani, questa continua regolazione della co2!  :-P
    Se anche marte e venere avessero avuto le condizioni per avere genitori cosi bravi magari avevamo avuto due bei fratelli gemelli!  :-P

  7. Pier Francesco

    Ragazzi,
    Allora ditelo subito: siete tutti pagati dalle multinazionali del petrolio per fare disinformazione! :mrgreen:
    Il GW è un dogma di fede, come vi permettete??? :mrgreen: :mrgreen:  
    Ora Supermario Tozzi, più veloce della luce (lui può...), con la sua mini-piccozza (ma che cavolo ci scaverà mai? Boh...) verrà a rimettere le cose a posto e a salvare l'Umanità dalle vostre menzogne e a ristabilire la Verità. Prima farà chiudere questo blog eretico e poi aiuterà le multinazionali delle pale eoliche, che sono buone, a sconfiggere quelle del petrolio e dei reattori nucleari, che sono cattivissime.
    Tornando seri (perdonatemi le facezie precedenti), nel mio piccolo, da una vita continuo a sostenere che c'è qualche contraddizione tra gli allarmi lanciati, che dicono che tra pochi anni moriremo tutti nel forno, e le cure che ci propongono tipo le Domeniche a piedi: è la solita storia del medico che ti diagnostica un male incurabile e ti dice che per guarirlo basta una tachipirina! Come dice Enzo, pensare che un minuscolo bipede, per quanto invasivo, possa modificare in tempi geologicamente brevissimi il clima di un intero pianeta vecchio di 4.5 miliardi di anni, è obiettivamente un po' audace! Bisognerebbe anche tenere presente che la CO2 è solubile in acqua e la maggioranza della superficie terrestre è coperta dall'acqua e quindi facilita lo smaltimento del gas.
    Quoto Sandro: a questo punto, un articolo e annesso dibattito sul Principio Antropico è imprescindibile! :-D
    P.S. vi chiamo ragazzi perché non conosco la vostra età e assumo che sia giovane. Una mia amica dice sempre che quando si pensa e si discute, vuol dire che si è giovani: io non condivido del tutto, nel senso che a volte mi pare che i giovani pensino un po' poco, ma va bene lo stesso.  :-P

  8. Hai ragione Pier!
    prometto che butto giù qualcosa che dia il via alla discussione...
    P.S.: io anche chiamo tutti ragazzi, ma ne ho il diritto, avvicinandomi velocemente ai 70... Comunque, hai ragione: quando si ha voglia di pensare, di confrontarsi, di riflettere e condividere si rimane sempre giovani (almeno nella testa... sigh sigh :( ) )
     

  9. davide1334

    ma in che modo tecnico/pratico le catene montuose assorbono (e riemettono anche?) la co2? e poi un altro fattore di "regolazione" e bilanciamento dal carbonio  è la fotosintesi ,giusto?anch'essa contribuisce al giusto equilibrio no?in che misura? 

  10. caro Davide,
    i dettagli dei due processi non li so nemmeno io ... bisognerebbe leggere il lavoro originale e essere un esperto del campo (penso). Posso cercare, ma non ti garantisco niente...
    La fotosintesi fa giustamente parte del ciclo del carbonio e regola la distribuzione e la trasformazione. Potremmo chiamare quella delle montagne una fotosintesi geologica? Do un'occhiata in giro... :wink:

  11. caro Davide,
    così a occhio direi che l'elevarsi delle montagne  apre delle microfessure nella crosta, sottoposta a fortissimo stress, che permettono alla CO2 di essere inglobata. Il viceversa capita probabilmente per lenta erosione e trasformazioni chimiche che riemettono CO2. Proprio alla buona, s'intende... :wink:

  12. beppe

    Se il magma è basico ricco di ossidi di calcio e magnesio e ferro, reagisce con acqua e anidride carbonica. Se è ricco di silicati non reagisce, raramente contiene carbonati e quindi cede CO2. Si può dire che fenomeni effusivi o terremoti con fessurazioni generalmente inglobano CO2. 
    Ma la fotosintesi è di gran lunga più efficace. le alghe marine e le piante sono fatte di CO2 e H2O...
    con l'aumento di temperatura e di CO2 migliora l'efficacia. 

    Un problema grave è la deforestazione, forse più grave del consumo di combustibili fossili...

     

  13. Fiorentino Bevilacqua

    <<La Natura è riuscita a bilanciare eccessi da un estremo all’altro, ma non sarebbe più in grado di fronteggiare quella piccola azione umana? >>

    Ricordo una trasmissione televisiva (da lì cominciarono i miei dubbi sul GW) , in cui un climatologo affermava (in contrapposizione a quanto diceva un altro climatologo, pur esso presente in studio, di provenienza, se non ricordo male WWF) che la CO2 rappresenta il 2% di tutti i gas serra atmosferici; di questo 2%, la quota di esso prodotta dall'uomo, è appena il 2%. Come dire che, su 10.000 molecole di gas serra presenti in un dato volume di atmosfera, solo 200 sono di CO2 e, di queste, solo 4 sono di origine antropica. Potevano, quelle 4 molecole su 10.000 ( alcune delle quali molto più ad effetto serra della CO2), avere effetti così massicci!? Evidentemente no, anche considerando che la quota di CO2 non a carico delle attività umane, variava di anno in anno anche di diversi punti percentuali … Ma fu zittito dall'altro climatologo  e dal tenore della trasmissione: già allora (eravamo intorno al 2005), si cominciava  a "tifare" CO2 . Non so se ricordo bene i numeri e le percentuali, ma il senso è quello...

  14. sai Fiore... ormai si dice tutto e il contrario di tutto. Se pensi che per fare scomparire il lungo periodo detto di "pausa" che dura fa vent'anni si sono usati metodi scientifici diversi: si sono cercati fenomeni uguali e contrari (basta aggiustare alcuni numeri e tutto torna sempre, soprattutto se le variazioni sono piccole) ma si sono anche aggiustati gli stessi dati, trascurando perfino El Nino da qualsiasi discorso (faceva comodo quel picco che tutti avrebbero dovuto sapere che poco c'entrava col GW). Ovviamente, la TV e i media indirizzati solo verso gli interessi dei potenti cancellano e bloccano subito qualsiasi alternativa, cercando perfino - a volte- di mettere in ridicolo fior fiore di scienziati. Se pensi che viene invitato come esperto di clima, uno che non ha mai studiato la fisica dell'atmosfera e il Sole... tutto risulta ovvio e semplice... E' come se io volessi partecipare a una discussione sulle malattie del fegato e alla fine risultassi il più acclamato pubblicamente per le terapie da me proposte. Beh... per i tumori qualcosa del genere è giù successo...

    Riguardo alla CO2 e al metano... ricordiamoci che le automobili sono nate per cercare di fronteggiare l'enorme quantità di gas emesso dai troppi cavalli...

    Non è facile trovare dati veri e affidabili: innanzitutto perché sono tutti molto dipendenti da cento fattori ancora incompresi e poi perché nessuno ha il potere di smentire quelli falsificati. Viviamo in una tirannia dell'informazione scientifica e anche della scienza stessa.

  15. Fiorentino Bevilacqua

    E' sconfortante; poi ci lamentiamo che il grande pubblico, che non sa neanche come opera la scienza, che non sa nulla di metodo scientifico, si rivolga a fattucchiere e imbonitori. Forse questo è il danno più grave che una società basata sul progresso dovuto alle conquiste scientifiche, possa ricevere da simili atti: una sfiducia in quello che è il suo motore e il suo sostegno, la Scienza. Questo è il medioevo prossimo venturo preconizzato da Vacca… sovrappopolazione e regresso scientifico (anziché tecnico). E' preoccupante… Credo che sia necessaria una discesa sul campo (della gente comune) sempre più forte ed incisiva da parte di chi produce nuove conoscenze. E sarebbe necessaria una scuola diversa, con docenti di scienze disposti ad uscire anche essi sul campo pratico della ri-produzione delle conoscenze già acquisite. Così si insegnerebbe il metodo scientifico… Ma forse sbaglio,

  16. Purtroppo Fiore troppi insegnati sono sempre più immersi nel nuovo corso in cui essi stessi sono cresciuti. Sapessi che domande mi hanno fatto spesso e volentieri... 8-O

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