Ott 14

Il Sole? Una magnifica stella VERDE! **

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Va bene che alle stelle piace giocare, ma scartare proprio il verde che a noi piace così tanto sembra una vera cattiveria da parte loro. In realtà, la colpa è solo nostra e di come l’occhio umano riceve ed elabora la luce.

Facciamo un passo indietro e ricordiamoci come si possono rappresentare gli astri. Essi assomigliano moltissimo a un corpo nero. Nei miei vari libri ne ho parlato a lungo e tra breve ne parleremo ancora di più, ma sono gentile e lo ripeto sinteticamente.  Il corpo nero è un corpo teorico e “ideale”, in grado di assorbire tutta la luce che riceve ed emetterla solo in base alla temperatura che possiede. L’intensità della luce che viene emessa dal corpo nero descrive una curva che raggiunge il picco massimo a una lunghezza d’onda che varia in funzione della temperatura. A ogni temperatura corrisponde, perciò, una ben definita curva.

Le stelle sono dei corpi neri quasi perfetti e quindi la luce che emettono segue molto bene la loro curva. Confrontando la curva della luce osservata per una certa stella con quelle del corpo nero a varie temperature, si cerca di trovare quella che dia il miglior accordo. Quando questo si è raggiunto, si può concludere che la temperatura della stella è proprio quella del corpo nero corrispondente. E’ questo il metodo che si usa per determinare praticamente quanto le stelle siano calde.

Inoltre, sappiamo molto bene che a ogni temperatura corrisponde un colore, ossia quello relativo alla lunghezza d’onda del picco della curva. Le stelle blu sono quelle che hanno una curva di corpo nero con il picco nel blu (caldissime); quelle rosse sono quelle che hanno il picco nel rosso (più fredde). La Fig. 1 mostra le curve di corpo nero di tre stelle (con diversa temperatura, ovviamente), sovrapposte allo spettro luminoso percepibile con i nostri occhi, ossia lo spettro visibile. Si vede benissimo, a sinistra, una stella con il picco nel blu e, a destra, una stella con il picco nel rosso. Quella di mezzo ha, però, il picco di luminosità proprio nel verde (proprio come il Sole), e noi invece la vediamo bianca! Non basta, però. Nella parte bassa della figura vi è anche la curva che rappresenta la sensibilità dell’occhio umano, che è massima proprio nel verde.

Figura 1
Figura 1

Accidenti... nel verde ci vediamo meglio ed esistono anche stelle verdi, eppure non riusciamo a vederle. Sembra proprio uno scherzo di cattivo gusto!

Cerchiamo di capire cosa succede, senza entrare in dettagli troppo complicati della fisiologia dei nostri occhi (anche perché non ne sarei in grado). Essi ricevono la luce attraverso delle cellule della retina (chiamate “coni”) che riescono a  percepire i segnali elettrici, inviati dalle stelle, che hanno il picco nei tre colori fondamentali e cioè nel rosso, nel verde e nel blu. In parole semplici, ogni cono “vede” solo un certo colore. Questi vengono trasferiti al cervello che elabora l’informazione producendo la sensazione di “colore” complessivo. Ogni cono trasmette una certa quantità di segnale in base alla lunghezza d’onda della luce che lo colpisce e per cui è specializzato. Teniamo anche presente che, come già si poteva intuire dalla figura precedente, i coni del verde sono più sensibili rispetto a quelli del blu e del rosso. Ma non complichiamo troppo le cose.

Le tre risposte dei coni sono rappresentate nella Fig. 2. Come si vede, ogni cono ha una certa curva di sensibilità che ha un picco nella lunghezza d’onda per cui è specialista, ma che si estende  agli altri due colori fondamentali, anche se in maniera nettamente minore. Il cervello mischia i vari contributi e dà luogo a sensazioni diverse a seconda delle percentuali di segnale in arrivo.

Figura 2
Figura 2

In conclusione, cosa succede se riceve la luce di una stella blu, ossia di un astro che ha il picco di intensità nel blu e che segue la relativa curva di corpo nero? La sensazione finale è ancora blu, dato che il contributo degli altri coni è molto basso. La stessa cosa capita se la stella è rossa. Se, invece, la stella è verde, la curva di corpo nero è centrata nel verde, ma raccoglie un’importante contributo anche dai due colori adiacenti (il blu e il rosso) e quindi tutti e tre i coni si attivano. In queste condizioni la sensazione di colore risultante sarà quella del bianco. Questo è ciò che succede per il nostro Sole. Il passaggio da stelle blu e calde a stelle rosse  e fredde viene schematizzato nella Fig. 3.

Figura 3
Figura 3

Il blu si trasforma prima in azzurro e poi in bianco, quindi prosegue dando luogo al giallo e infine al rosso. Ricordiamo, infatti, che mischiare tutti i colori dà proprio origine al bianco. Sullo stesso principio di combinazione dei colori fondamentali si basa la televisione e molte altre tecnologie che danno immagini “colorate”.

Non confondiamo i colori derivanti dalla luce emessa direttamente da una fonte luminosa (come le stelle) con quelli derivanti dalla luce riflessa. La tinta dei fiori, degli animali e degli oggetti dipende dalla capacità della loro superficie di assorbire (naturalmente o artificialmente) la maggior parte delle lunghezze d’onda e riflettere soltanto quelle estremamente concentrate attorno a una o a più di esse, selezionate con cura dalla Natura o dalla nostra tinteggiatura. Le superfici che riflettono tutta la luce si presentano bianche. Quelle che la assorbono completamente sono nere.

Se volessimo vedere una stella verde, bisognerebbe che la luce emessa dall’oggetto celeste non seguisse la curva del corpo nero, ma fosse invece estremamente limitata entro uno stretto intervallo di lunghezza d’onda. In tale caso, si attiverebbero solo i coni specializzati nel verde e darebbero luogo alla sensazione verde. In realtà, ci sono oggetti di questo tipo… ma questa è un’altra storia.

Chiedo scusa, in generale, agli esperti del settore, per l’estrema semplificazione relativa alla fisiologia dell’occhio umano.

Adesso, comunque, usciamo e andiamo ad ammirare la nostra stupenda stella VERDE! No, non stupitevi… alcuni animali hanno occhi molto più sofisticati dei nostri e probabilmente vedono una vivace stella verde brillare nel cielo diurno.

18 commenti

  1. Michael

    Ecco, ora mi sento un po' meno discromatopsico di ciò che sono realmente. ;)

  2. Alvermag

    Scusa Enzo, il discorso è chiarissimo e del tutto convincente.

    Ho però un dubbio. All'estremo più energetico della radiazione visibile c'è il violetto. Non ho però notizia di avvistamenti di stelle violette.
    Visto che il problema della sovrapposizione di colori (e conseguente miscelazione ... fisiologica) non dovrebbe esistere in quella parte dello spettro, può dipendere forse dal fatto che i nostri coni siano poco efficienti in quella lunghezza d'onda e quindi il blu tende a soverchiare il violetto?

    Pensa che bello, una stella violetta, magari accompagnata da una gialla per un fantasmagorico effetto cromatico !!!!!

  3. caro Alvy,
    i coni vedono nel blu e quindi anche stelle violette sarebbero viste blu, dato che è lì che i coni raccoglierebbero la massima energia. Inoltre, stelle violette sono difficili che esistano per davvero... le massime temperature superficiali emettono nel blu... Mi spiace... ma lo spettacolo è rimandato... :)

  4. gioyhofer

    Sarebbe proprio curioso sapere come vedono il cielo gli animali domestici e non... Avrebbero molto da insegnarci credo...

  5. dato che sono innamorato dai gatti, ho saputo (ma sarà poi vero?) che vedono solo fino al blu-azzurro e niente nel rosso... Però una volta avevo letto che vedono in bianco e nero. Ho provato a chiederglielo, ma mi rispondono molto vagamente con un "maiooou....". Insomma, mantengono il segreto, ma sicuramente ci vedono meglio che me! :wink:

  6. gioyhofer

    Anche di me sicuramente... Sono una piccola talpina...

  7. Solo per conoscenza: i mammiferi hanno perso buona parte della visone colorata all'inizio della loro esistenza, quando erano come piccoli topolini che vivevano prevalentemente in tane sotterranee, e quindi per loro era importante vedere con poca luce, e non distinguere i colori.
    Hanno poi recuperato parte della visione a colori mediante riadattamento dei recettori già esistenti o ricostituzione parziale di quelli vecchi. Ad esempio, il nostro verde non corrisponde al verde di altri mammiferi, proprio per questi motivi.
    La cosa curiosa è che molti animali vedono gli UV: uccelli, insetti e pesci sono in grado di farlo. Non solo, i gamberetti sono in grado anche di polarizzare la luce ed alcuni serpenti percepiscono gli infrarossi... Fate vobis! :mrgreen:

    Una cosa, però, mi incuriosisce davvero: perché le piante sono verdi?
    Se il verde è la lunghezza d'onda più emessa del nostro Sole, non dovrebbero assorbire questa luce, invece di respingerla? :?:

  8. alexander

    caspita Enzo che memoria, ero proprio io a suggerire le FAQ!
    complimenti! :-P

  9. teto

    credo che sia un caso dell'evoluzione che le piante siano verdi.

  10. Michael

    Red, le piante sono verdi perché la clorofilla è verde. :wink:

  11. peppe

    la clorofilla assorbe nel blu e nel rosso.. Perciò la luce riflessa dalle foglie diminuisce nel rosso e nel blu e lascia apparire il verde. C'è da precisare che non è che la foglia assorbe solo queste lunghezze d''onda ma anche quelle vicine ma dato che l'assorbimento è maggiore nel blu e nel rosso predominano queste ultime.

  12. Mario Fiori

    Si è interessante caro Peppe come è interessante ciò che ci spiega Red e ci fa capire che in realtà qualche variabile ( forse non poche) c'è sicuramente nela ricerca della vita che si potrebbe essere sviluppata da altre parti.
    Enzo ma come sarebbe o come sarà per alcuni animali, un mondo in verde, una giornata estiva di pieno sole...in verde?

  13. caro Mario,
    continuo a chiedere ai miei gattini, ma sembra che non vogliano proprio rispondermi. Anzi, mi sa che sorridano di me... :roll:

  14. Mario Fiori

    Scusa la battutaccia ma i micetti hanno ragione, più che di giornata in verde di questi tempi di crisi si rischia e non poco una giornata (e anche sicuramente di più) ...al verde. :mrgreen: Salutone e carezzone ai tuoi micetti mi raccomando.

  15. :mrgreen: sarà fatto, ma le cercano da sole (sono femminucce tutte e tre...).

  16. Lampo

    Quindi i puntatori stellari verdi che usiamo li vediamo verdi perché hanno uno spettro di emissione con un picco strettissimo centrato solo sul verde...?

  17. direi proprio di sì, Caro Lampo...

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