Dic 13

Il viaggio verso Marte e il riscaldamento globale: due sogni irrealizzabili per colpa del Sole? *

Da quanto si sta capendo sempre meglio, il vero responsabile dei cambiamenti climatici più o meno apparenti o reali è sempre e soprattutto il Sole. Non ci sarebbe poi da meravigliarsi troppo. Che lo faccia in modo diretto o indiretto, la nostra stella è pur sempre la fonte di energia più vicina e più potente che abbiamo. E vale sempre la legge antica come il mondo: energia = calore.

La produzione di nuvole e tante altre “cosucce”, come le correnti oceaniche e le loro conseguenze, sono guidate e gestite dalla stella attraverso i suoi sbalzi di umore. Di questi tempi sappiamo che è piuttosto depresso e che si sta dirigendo verso un minimo che potrebbe essere lungo e particolarmente anomalo. Che i minimi solari abbiano portato a grandi episodi di raffreddamento globale è un fatto ormai comprovato e dobbiamo tenerci pronti a un drastico cambiamento di rotta rispetto a quello che vogliono continuamente farci credere i media, per motivi ben poco scientifici.

In qualche modo, i veri artefici potrebbero essere i raggi cosmici provenienti dallo spazio profondo che troverebbero abbassate le difese del campo magnetico solare. Un problema ancora tutto da risolvere che meriterebbe studi molto più approfonditi e finanziamenti adeguati allo scopo.

Un Sole meno attivo e più sonnacchioso non ha, però, solo risvolti, più o meno pesanti, sul clima terrestre, ma sicuramente sulla quantità di raggi cosmici che investirebbero gli eventuali astronauti dei prossimi decenni. Nei giorni in cui Orion ha visto l’inizio delle sue prove per fare sperare tra non molto di portare l’essere umano in giro per il Sistema Solare vicino e -magari- andare a fare compagnia ai vari robottini marziani che ne sentono una grande mancanza o scendere su un asteroide e riuscire finalmente a trapanare un piccolo corpo, la permanenza dell’uomo al di fuori dello scudo magnetico terrestre si fa sempre più problematica.

E’ stato pubblicato uno studio che va contro corrente rispetto alle grida di entusiasmo e di ottimismo che provengono da varie parti. Uno studio, purtroppo, che si basa su dati reali che lasciano pochi dubbi in proposito. Essi provengono dal Lunar Reconnaissance Orbiter e pongono dei limiti ben chiari alla durata delle missioni spaziali. Una durata che tende sempre più a diminuire.

La figura che segue mostra quanto tempo potrebbe resistere, prima di assumere una quantità di radiazioni mortali, un astronauta (femmina e uomo) di trent’anni, a bordo di una navicella interplanetaria con una protezione di alluminio di 10 e 20 gr/cm2 (per saperne di più sugli scudi protettivi comunemente usati si può vedere QUI o aspettare la risposta di Lampo, io ne capisco ben poco).

sole

Si può notare che un astronauta potrebbe resistere, oggi (durante il massimo del ciclo undecennale), 700 giorni con uno scudo da 10 g/cm2, mentre negli anni ’90 sarebbe potuto stare fino a 1000 giorni. Il futuro, come già detto non fa sperare in niente di buono. L’aumento dei raggi cosmici a seguito della minore attività solare sembra continuare a inasprirsi a seguito del previsto prolungarsi del minimo solare che toccherà probabilmente valori ancora più bassi. Ricordiamo, infatti, che il campo magnetico solare e il vento solare si combinano assieme per formare una vera e propria barriera protettiva contro le particelle che provengono dallo spazio.

Tempi duri per gli eroi dello spazio (e per il riscaldamenti globale).

Articolo originale QUI

6 commenti

  1. carlo2002

    Per andare su Marte e ritornare è sufficiente una protezione di alluminio? Oppure sarebbe necessario del piombo?

  2. caro Carlo,
    per quanto ne so io, si usa l'alluminio anche per questioni di ... peso. Vediamo cosa dice Lampo che di queste cose è un esperto...

  3. carlo2002

    Si chiaro, il fattore peso è determinante però nella mia ignoranza mi viene da pensare che per fermare le radiazioni ci voglia il piombo, sia per i raggi cosmici sia per le radiazioni solari.
    Allora quando sento i vari proclami dell'uomo su Marte immagino che per tutti quei mesi di viaggio ci voglia prima di tutto una navicella bella grande e poi che la stessa sia rivestita di piombo.
    Tutto potrebbe essere possibile ma tra il dire ed il fare la vedo abbastanza complessa soprattutto in questioni astronautiche.
    Quindi aspettiamo una risposta di Lampo che magari possa fare luce anche sui miei dubbi.

  4. peppe

    guardate qua
    http://www.repubblica.it/scienze/2014/12/17/foto/spazio_curiosity_rivela_tracce_di_gas_metano_su_marte-103093852/1/?ref=HRESS-5#3
    c'è da stupirsi, da meravigliarsi o sono solo cose scontate pr fare un pò di lettori in più?

  5. Alvermag

    Riporto dal link segnalato dall'ottimo Peppe:

    "Le possili origini del metano 'sniffato' dallo strumento Sam ( Sample Analysis at Mars) del rover Curiosity. Tra le ipotesi ci sono reazioni chimiche avvenute sulla superficie o all'interno del suolo e l'origine esterna, cioè attraverso un veicolo come le comete o meteoriti precipitati sul pianeta rosso. E, naturalmente, anche la presenza di microrganismi e di qualche forma di vita".

    Chissà se c'è anche qualche centro commerciale? I prezzi marziani potrebbero essere più convenienti di quelli terrestri....

  6. a parte il metano che è notizia di dieci anni fa, vi è anche la notizia straordinaria: vi è chimica organica!!! Perfino CO2.... Ci prendono proprio per FESSI :evil:

Lascia un commento

*

:wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8)

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.