Feb 19

Quante “tagliate con la rucola” esistono nel Cosmo? *

Sembrerebbe un lavoro che finalmente getta luce sulla materia oscura e su come essa influenza non solo la formazione, ma le caratteristiche fondamentali di una galassia. Il titolo dice molto chiaramente tutto ciò e i media, ovviamente, lo prenderanno come una nuova evidenza della materia oscura e della sua reale esistenza. Un passo ulteriore verso la conoscenza di questa fondamentale parte invisibile dell’Universo.

Noi, però, non siamo media “qualsiasi” e vogliamo capire come stanno realmente le cose.

Vi faccio un esempio che spero chiarisca in modo estremamente semplicistico un punto essenziale della moderna astrofisica: la necessità impellente di condire molte nuove scoperte, già "buone" di per sé, con una bella spruzzatina di prezzemolo, dove il prezzemolo è la materia oscura.

Un po’ come le varie manie che nascono nella cucina internazionale: c’è stato il periodo della “rucola”, della “panna”, dello “zenzero”, ecc., ecc. Prediamo proprio un classico piatto: la tagliata con la rucola. Si è talmente abusato di questa insalatina amarognola che ormai sembra che la parte essenziale del piatto sia proprio la rucola e non la carne, con le sue qualità e le sue caratteristiche.

Ammettiamo, adesso, che la rucola diventi una nuova “essenza” aromatica che non si riesca a vedere e probabilmente nemmeno a sentire. Chiamiamola rucola oscura. La cucina internazionale è ormai così abituata a sentire parlare di rucola e di tagliata alla rucola che ne fa ormai un tutt’uno. I clienti, ormai ossessionati dalla presenza della rucola, giudicano il piatto non in base alla qualità della carne, ma in base alla presenza invisibile della rucola oscura.

Sì, l’ho fatta lunga, ma il concetto è molto semplice: sembra ormai che la carne sia buona o cattiva solo se vi è o non vi è la rucola oscura. Anzi, si arriva addirittura a sostituire la parola carne con la parola rucola…

Sta succedendo qualcosa di simile con la materia oscura. Sappiamo che essa non si può vedere, ma che DEVE esserci per dar ragione della consistenza della carne (la carne da sola non basta più) e allora tanto vale sostituire il vocabolo carne con rucola… Quando la carne è più o meno buona, magari andando anche un po’ controcorrente (in fondo non vi è solo la carne “grezza”, ma anche il tempo e il metodo di cottura, il taglio del pezzo originario, la parte utilizzata, e altre ragioni che possono contribuire al sue caratteristiche finali), invece di valutare la carne si attribuiscono i risultati alla sola rucola. Si preferisce evitare di analizzare in dettaglio la carne e si scarica tutto il risultato sulla rucola. Essendo oscura possiamo dire che c’è n’è tanta, poca, tagliata a pezzetti o intera, e via dicendo. Intanto non si vede e non sappiamo nemmeno com’è fatta. Possiamo attribuirgli tutte le cause legate al sapore della carne.

E se, invece, ci dedicassimo di più alla carne? L’unica che veramente conosciamo e che possiamo studiare direttamente?

Vi sembra che stia facendo un discorso del tutto personale, polemico e fine a se stesso? Bene, per convincervi che siamo abbastanza vicini al caso della tagliata alla rucola, leggiamo, parola per parola, il “sommario” dell’articolo in questione. Quello non l’ho scritto io, ma gli autori. E se non vi fidate della mia traduzione, potete sempre controllare direttamente la versione originale.

Sommario:

Studi osservativi di galassie vicine hanno dimostrato correlazioni tra la massa del buco nero centrale e altre proprietà della galassia ospite, in particolare la massa totale delle stelle del “bulge”(gonfiore) centrale o la loro dispersione di velocità. Attraverso queste correlazioni è nato un paradigma teorico che descrive un’evoluzione comune del buco nero e del bulge. Tuttavia, nuovi studi osservativi e teorici hanno in parte contestato questo scenario, indicando che la correlazione fondamentale è, in realtà, tra il buco nero e l’alone di materia oscura che circonda la galassia. Per questo studio si solo analizzate 3130 galassie ellittiche. E’ stato dimostrato che la dispersione della velocità del bulge mostra una ben più forte correlazione con la massa gravitazionale totale della galassia, ottenuta anche attraverso la luminosità nei raggi X del gas caldo dell’alone (la temperatura è legata in qualche modo alla massa presente). Si conclude che la dispersione della velocità centrale è strettamente collegata al potenziale gravitazionale totale, e, quindi, all’alone di materia oscura. Inoltre, usando la velocità centrale come un surrogato della massa del buco nero, si sono calcolate le relazioni tra massa del buco nero e massa gravitazionale totale delle galassie ellittiche. In definitiva si è stabilito uno scenario in cui la massa del buco nero è legata alla dispersione delle velocità del bulge che, a sua volta, è legata alla massa gravitazionale totale del sistema.”

Direi che lo studio e i suoi risultati sono abbastanza semplici da comprendere. Si è stabilito un interessantissimo legame tra il campo gravitazionale e la dispersione di velocità e quindi la massa del buco nero. Dato che, però, il campo gravitazionale non “torna” perfettamente con la massa totale delle stelle, ecco che compare la solita rucola che tiene conto della massa mancante. Tuttavia, lasciatemelo dire: “Il lavoro non stabilisce un bel niente sulla presenza e sulla consistenza della materia oscura, ma la tira in ballo solo per spiegare perché la carne è così… pesante e perché ha un campo gravitazionale così intenso”.

In altre parole, lo studio trova una relazione tra grandezze OSSERVATE. La materia oscura viene inserita per il solito vecchio problema ancora insoluto: perché la gravità di una galassia sembra più grande di quella che deriva dalla somma delle masse.

Insomma, la materia oscura non c’entra niente con l’ottimo articolo. La sua presenza nel titolo è del tutto inutile, ma è come la... rucola: fa fine e non impegna più di tanto. Rileggiamo ancora una volta le conclusioni dell’abstract: “… In definitiva si è stabilito uno scenario in cui la massa del buco nero è legata alla dispersione delle velocità del bulge che, a sua volta, è legata alla massa gravitazionale totale del sistema.”

No, mi spiace, la rucola non compare per niente, ma si parla solo di carne!

Articolo originale QUI

Anche la didascalia della bella immagine che segue (tradotta letteralmente) punta tutto sulla materia oscura… (forse era più onesto sostituire la parola “rucola” (ops… materia oscura) con la parola “carne” (ops… campo gravitazionale…).

L’illustrazione mostra due galassie a spirale, ciascuna con il suo buco nero centrale, poco tempo prima della loro collisione che darà luogo a una galassia ellittica. La nuova ricerca mostra che gli aloni di materia oscura delle galassie influenza l’unione delle galassie e la crescita del buco nero centrale finale. This illustration shows two spiral galaxies. Fonte: NASA/CXC/M.Weiss
L’illustrazione mostra due galassie a spirale, ciascuna con il suo buco nero centrale, poco tempo prima della collisione che darà luogo a una galassia ellittica. La nuova ricerca mostra che gli aloni di materia oscura delle galassie influenza l’unione delle galassie e la crescita del buco nero centrale finale. Fonte: NASA/CXC/M.Weiss

9 commenti

  1. celterman

    E' la moda del momento, che ci vuoi fare...
    Gli investimenti tendono ad essere concentrati su ricerche sensazionalistiche (più che scientifiche) e l'accensione dell'LHC deve giustificare i soldi spesi. Che c'è di meglio di un bel po' di prezzemolo, pardon rucola, per alzare la posta e creare attesa?
    Poi, visto che è stata trovata la relazione tra massa del B.N. centrale e massa della galassia ospite, potrebbe essere benissimo un effetto gravitazionale "collaterale" ancora non ben compreso, ma questa è un'altra storia...

  2. Michael

    Io di tutto questo so solo una cosa: che quando ci mettono la rucola, è sempre TROPPA.
    :roll:

  3. Mario Fiori

    La rucola sarà anche buona e pure benefica ma troppa non fà apprezzare il sapore della carne. Detto questo, che dire, purtroppo oggi bisogna filtrare e rifiltrare sempre tutte le notizie, soprattutto scientifiche, depurarle dal sensazionalismo, insomma renderle più ...mangiabili, potranno sembrare insipide ma avranno invece una buona consistenza e finalmente si sentirà il vero sapore. Ops, mi è venuta fame :mrgreen:

  4. Alberto

    "la gravità di una galassia sembra più grande di quella che deriva dalla somma delle masse".
    Ricordo che in chimica (credo!) avevo trovato un concetto simile, sulla sinergia. Ricostruisco: l'interazione di certe valenze era maggiore della loro singola somma per un fattore dovuto all'interazione "sinergica" degli elementi in gioco.
    Potrei forse essere più preciso sull'argomento? Credo proprio di no. Ma chissà, pensandoci...!
    Però il concetto rimane.
    Scusate la boutade... :oops:

  5. caro Alberto,
    bastava un po' di rucola e via...!

  6. Alberto

    E già..., tutto è più facile con la rucola! :wink:

  7. Osvaldo

    Mi è venuto un pensierino volante, da inesperto. E' vero che da un buco nero non esce nulla, ma tutta la materia che finisce dentro il buco nero ha comunque un suo potenziale gravitazionale il quale, dopo che la materia è scomparsa, che fine fa? Non potrebbe essere ciò che viene chiamato materia oscura?
    Se ho detto una cavolata chiedo venia, ma sono ignorante in materia.

  8. caro Osvaldo,
    la materia che cade dentro al buco nero NON scompare assolutamente. Cambia di stato, ma la sua massa resta e di conseguenza anche la gravità che esercita verso l'esterno. Non per niente un buco nero è capace di deformare lo spazio e il tempo e catturare tutto ciò che lo circonda. Potremmo dire che la materia inglobata in un buco nero è "oscura", ma nel senso che non possiamo vederla. Tuttavia sappiamo benissimo dove sta e quanta ce n'è. La materia oscura di cui si parla tanto è materia che non si vede ma che si fa sentire un po' dappertutto e non ha le caratteristiche della materia comune, ma è in condizioni tali da poterlo essere. Quindi è intrinsecamente diversa... Sempre che esista davvero...

    Uno potrebbe dire che sembra di "sentire" la materia oscura attraverso la sua anomala gravità, dato che non è altro che una zona costellata di buchi neri. Ma se ci fossero saremmo in grado di percepirli attraverso le osservazioni indirette...

    L'importante, però, è non pensare che la materia che cade in un buco nero scompaia. Rimane là dentro e cambia solo la sua struttura potendo essere compressa fino allo zero teorico.

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