24/04/15

Cerere non racconta solo barzellette *

Al di là delle barzellette, più o meno volute e più o meno corrette, Cerere è ormai vicino alla sua analisi particolareggiata che sarà eseguita attraverso gli occhi della sonda Dawn. Al momento, le caratteristiche  più misteriose sono le macchie bianche che spiccano su un terreno altamente craterizzato (forse di più di quanto si potesse pensare).

Dai primi risultati, molto provvisori, Cerere dovrebbe avere subito un’evoluzione geologica non indifferente. Forse è davvero un piccolo pianeta che ha visto episodi di riscaldamento e di vulcanismo. Sicuramente è più “umido” di Vesta e dovrebbe contenere una percentuale molto alta di acqua. Vedendo quelle strane macchie bianche così luminose non è assurdo pensare subito a ghiaccio, messo allo scoperto da qualche impatto e/o (perché no?) fuoriuscito attraverso qualche eruzione acquosa.

Tuttavia, le prime analisi eseguite a diverse lunghezze d’onda sembrano aggiungere mistero a mistero. Una prima macchia, indicata col numero 1, è ben definita nel visuale, ma  quasi sparisce nell’infrarosso, apparendo addirittura più scura del terreno circostante. La tendenza viene confermata dall’immagine ripresa nell’infrarosso termico, dove maggiore luminosità vuol dire, in pratica, maggiore temperatura. La macchia torna a essere ben visibile, ma è nettamente più scura. Non si può che concludere che essa sia decisamente più fredda di ciò che la circonda.

Ben diversa è, invece, l’evoluzione della macchia (che è in realtà doppia) indicata col numero 5. Essa è altrettanto ben definita  nel visibile e nell’infrarosso, ma scompare nel termico, indicando una temperatura del tutto analoga a quella di ciò che le sta attorno.

Mi viene in mente un’altra “barzelletta” che si era sentita dire da qualche tuttologo televisivo un paio di anni fa, durante una delle tante intense nevicate che avevano flagellato l' Inghilterra e che avevano fatto inveire contro l’Istituto meteorologico inglese, che aveva previsto, anni prima, inverni sempre più miti e senza neve a causa dell solito prezzemolo climatico, ossia il riscaldamento globale. Bene, il grande tuttologo aveva detto, con grande serietà, che quella neve  era dovuta al riscaldamento ed era ben diversa da quella che in tempi antichi era dovuta al freddo. Insomma, c’è neve calda e neve fredda, a seconda di come tira il vento mediatico. Magari, anche su Cerere c’è ghiaccio freddo e ghiaccio caldo…

L’aperitivo che ci sta offrendo questo grande piccolo pianeta sta finendo e tra pochi giorni inizierà il pasto vero e proprio. Chi ne ha parlato finora? Sembra quasi che una sonda ricca di strumenti stia orbitando attorno alla collina dietro l’angolo di casa e non attorno a un mondo per certi versi unico e di importanza fondamentale per capire l’intera storia del Sistema Solare. Probabilmente, però, lo scarso interesse mediatico potrà favorire le notizie di vera scienza… Incrociamo le dita!

Le macchie 1 (sopra) e 5 (sotto),  osservate nelle lunghezze d’onda del visibile (sinistra), dell’infrarosso (centro) e nell’infrarosso termico (destra), indicano chiaramente che la prima è decisamente più fredda del terreno in cui si trova, mentre la seconda ha una temperatura analoga. Neve fredda e neve calda? Fonte: NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF
Le macchie 1 (sopra) e 5 (sotto), osservate nelle lunghezze d’onda del visibile (sinistra), dell’infrarosso (centro) e dell’infrarosso termico (destra), indicano chiaramente che la prima è decisamente più fredda del terreno in cui si trova, mentre la seconda ha una temperatura analoga. Neve fredda e neve calda? Fonte: NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF

6 commenti

  1. Mario Fiori

    Composizione diversa quindi Enzo? Anche perchè, come ci rammenti, il ghiaccio caldo dopo qualche secondo è solo acqua e dopo ancora vapore. Aspettiamo notizie, quelle vere e forse (uomo permettendo) ne vedremo delle belle. Io ho già i "diti" incrociati.

  2. caro mario,
    il ghiaccio "caldo", come hai ben compreso, è solo frutto di menti mediatiche... Esistono però varie temperature del ghiaccio e sulla superficie di Cerere non si raggiungono certo gli 0°C! :wink:

  3. Daniela

    Caro Prof., mi dispiace darti questa delusione, ma la tua speranza di scarso interesse mediatico per la missione Cerere è destinata a svanire...

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Spazio-il-mistero-dei-punti-luminosi-su-Cerere-la-Nasa-chiede-a-tutti-di-esprimersi-sul-giallo-da02395f-03b9-411c-9738-73662a77e763.html?refresh_ce

    No comment!
    :(

  4. Valerio Ricciardi

    Si potrebbe decidere la natura delle anomalie superficiali sulla base di un sondaggio su Twitter, a maggioranza.
    No, che dico... ancora meglio.
    Ognuno che ipotizza una natura di quanto osservato per lui più plausibile delle altre apre una pagina Facebook descrivendola. La pagina Facebook che riceve più "like" ( i pollici alzati, Enzo...) vince, e la tesi assurge a maggioranza alla dignità di Teoria.
    Che ne dici, Enzo? :roll:
    La Scienza per tutti! :mrgreen:

    (con buona pace degli ingenui fessacchiotti che prima di aprire bocca su un tema son stati a studiare anni la faccenda con la lampada da tavolo, il thermos di té verde a portata di mano e i quadernoni di appunti: dovevano capire prima in che direzione andava il mondo).

  5. caro Valerio,
    penso che tu volessi scherzare... ma invece qualcosa del genere è stato VERAMENTE fatto! Senza dire che adesso chiunque può proporre il nome delle stelle con sistemi planetari e dare anche nomi ai pianeti... Magari avremo anche la stella Paperino con tre pianeti Qui, Quo e Qua!
    Ormai i media stanno vincendo su tutto! Poveri noi... Presto s'inventeranno anche le scoperte (o lo hanno già fatto?). :twisted:

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