18/11/15

Più bianco non si può *

Stiamo seguendo con passione le novità di Encelado e i dati sulla composizione dei getti di vapore che fuoriescono dalla zona del suo polo sud.  Indicazioni fondamentali per la consistenza dell’oceano sotterraneo e per la presenza di idrogeno molecolare, che potrebbe confermare, sempre di più, possibili colonie di micro organismi, annidate vicino alle sorgenti idrotermali.

Quanto Encelado sia un corpo planetario vivo e pimpante non ha bisogno di molte parole e basta guardare con logica e attenzione l’immagine che mostra Dione, in primo piano, ed Encelado sullo sfondo.

Dione è un oggetto estremamente luminoso, con un albedo piuttosto alta (0.7), la cui composizione è del tutto simile a quella del fratello più piccolo (1100 km contro 500 km di diametro). Il ghiaccio d’acqua la fa da padrone, ma non può nascondere crateri da impatto, fratture e sollevamenti, che indicano chiaramente una passata vita geologica non troppo remota, in cui i criovulcani potevano essere una caratteristica abbastanza normale, uniti a violenti movimenti tettonici.

 

Tuttavia, il Sistema Solare non è perfettamente “pulito” e la sporcizia dovuta alla polvere degli impatti tra asteroidi e ai detriti sollevati da urti contro altri oggetti più grandi, fa in fretta a sporcare le superfici anche piuttosto recenti. Dione è sicuramente bianco, ma un bianco non certo immacolato. Il piccolo Encelado non può che sghignazzare. Il suo bianco è nettamente più bianco, anzi potremmo quasi rifarci al celebre spot televisivo: “Più bianco non si può”. La sua albedo, infatti, si avvicina quasi esattamente a 1 (per essere più esatti tra 0.99 e 1.00). La sporcizia planetaria è stata nascosta completamente dalla costante “pioggia” di grani ghiacciati  che escono da quella  riserva d’acqua estremamente pulita che è il suo oceano.

Credevo che il mio bianco fosse bianco, finché non ho visto il tuo... Fonte. NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute
Credevo che il mio bianco fosse bianco, finché non ho visto il tuo... Fonte. NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Basta un confronto e un minimo di fantasia per pensare e sentire battere su di noi quella fredda mitragliata di acqua gelata. Nel contempo, sembra quasi che Dione dica la celebre frase: “Pensavo che il mio bianco fosse bianco…”.

Insomma, un breve accenno a come anche le banalità televisive possano, a volte, applicarsi alla Scienza, solo se si ha la giusta volontà di voler comprendere veramente ciò che ci circonda.

5 commenti

  1. Michael

    Avessimo una Luna così bianca, le notti di plenilunio sarebbero illuminate come giorni!

  2. Simone

    Se non ricordo male la Luna ha un albedo di 0.07 :mrgreen:

  3. Mario Fiori

    E' stupendo, e poi caro Dione non facciamo questioni "razzistiche", bianco non bianco o non bianco, scuro o non scuro, intanto nel Sistema Solare vige il "piccolo è bello", vedere anche i "giganti" Plutone e Caronte o Europa e il povero Cerere, ragazzi ve lo dice uno..."stangone" di 169 cm che di bellezza ne ha da...acquistare ...chissà cosa pensavate ehh :mrgreen:

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