29/01/16

La Via Lattea si diverte come i bambini… **

La nube di Smith è un enorme ammasso di gas che sta per entrare in collisione con la Via Lattea. Sicuramente darà luogo a una nascita stellare parossistica. Quando…? Tra non molto, circa 30 milioni di anni. Speriamo di esserci ancora… Nel frattempo, non sarebbe male cercare di capire che cosa è la nube di Smith. Un regalo spaziale o il risultato di un gioco di bambini, un po' cresciuti?

L’argomento non differisce molto da quello appena trattato, riguardante gli ammassi globulari. Siamo sempre di fronte alle regole di entrata e di uscita di elementi estranei da una “nazione” ultra civilizzata come la Via Lattea. Ma siamo sicuri che coloro che chiamiamo estranei lo siano poi veramente? Dal punto di vista umano, dovremmo ricordare che la razza europea odierna deriva dalle migrazioni dei primi ominidi (molto più intelligenti dei nostri progenitori) provenienti dal Sud Africa. Se oggi ci siamo e siamo i “leader” del mondo civile dobbiamo proprio dire "grazie" agli africani. Meno male che sono venuti a civilizzarci! Oggi, però, le cose sono cambiate e ci dimentichiamo della nostra preistoria… come sempre d’altronde.

La nube di Smith cade proprio a fagiolo. Essa sta chiedendo il permesso di entrare nei nostri confini galattici e sicuramente servirà a creare nuove stelle, un’occupazione che la nostra moderna galassia ha un po’ perso di vista (una stella all’anno… mamma mia!). Il primo problema è: “Dobbiamo lasciarla entrare?”.

L’immagine mostra le dimensioni e la posizione della nube di Smith. Ovviamente, la figura è stata “composta”, in quanto la nube è ripresa nel radio ed è rappresentata in falsi colori. Fonte: B. Saxton e F. Lockman (NRAO/AUI/NSF), e A. Mellinger
L’immagine mostra le dimensioni e la posizione della nube di Smith. Ovviamente, la figura è stata “composta”, in quanto la nube è ripresa nel radio ed è rappresentata in falsi colori. Fonte: B. Saxton e F. Lockman (NRAO/AUI/NSF), e A. Mellinger

La risposta dipende poco da noi, piccoli uomini insignificanti. Il consiglio galattico, presieduto dal buco nero centrale e dai rappresentanti dell’alone galattico (la prima popolazione che subirà l’incontro o lo scontro), ha già deciso: “Che entri pure, non può che essere utile per noi e per l’intero Universo!”. Tutto ciò, nel Cosmo, capita senza nemmeno preoccuparsi dell’origine del visitatore straniero: esso è sempre il benvenuto!

Il secondo problema, di carattere più scientifico, riguarda, invece, l’origine di questo intruso. Non è cosa da poco con i suoi 11000  anni luce di lunghezza e 2300 di larghezza (una  forma di tipo “cometario”). E’ veramente un intruso o è  parte di un gioco infantile eseguito circa 70 milioni di anni fa? Pensate ai nostri bimbi, i più vicini al vero spirito del Cosmo. Prima dell’avvento dei giochi elettronici, cosa c’era di più bello che lanciare delle pietre verso il mare o verso l’alto, aspettando che tornassero a terra? In fondo era un modo istintivo di prendere coscienza con la legge di gravità senza rischiare di fare la fine di Newton (dicono che la mela fosse acerba e quindi molto dura e che il ramo fosse molto alto…). La nube di Smith potrebbe proprio essere una “pietra” gassosa, lanciata dalla stessa galassia per “divertirsi” un po’, sapendo che sarebbe tornata indietro e che in tal modo avrebbe dato vita a un risveglio della volontà di procreare come ai bei tempi antichi (pensate, potrebbero nascere fino a due milioni di nuove stelle!).

Insomma, non un estraneo, ma una parte di lei che sta tornando a casa, in qualche modo simile agli africani che ritornano dopo averci civilizzato tanto tempo fa o agli emigranti partiti per le lontane Americhe...

Da un punto di vista dell’etica cosmica, poco importa l’origine, dato che la conclusione è la stessa, ma noi scienziati terrestri vogliamo sapere con chi abbiamo a che fare, anche se la decisione non spetta a noi (meno male).

La faccenda non è così semplice… La nube infatti non si vede e bisogna utilizzare i suoi messaggi radio (il solito vecchio problema degli ammassi di gas freddo). Hubble si è messo di buzzo buono e ha osservato il tutto nell’ultravioletto. Fermi tutti! Abbiamo appena detto che la nube non si vede e adesso parliamo di luce ultravioletta? Calmi, calmi… Hubble non osserva la nube (sa, però, dove si trova con grande precisione) ma tre Nuclei Galattici Attivi che stanno molto più lontano della nube.  La loro luce ha viaggiato per miliardi di anni, ma per giungere fino a noi ha dovuto attraversare la nube subendone le conseguenze. E’ quindi bastato fare un spettro accurato dei tre nuclei galattici per capire la composizione chimica della nube. Un po’ come chiedere la carta d’identità o prendere le impronte digitali dei profughi.

Beh… la nube mostra un’abbondanza di elementi pesanti simili a quelli dell’attuale alone galattico. No, non è uno straniero, proveniente dal “vuoto” intergalattico. Perché? Beh… in questo caso sarebbe composto da gas primordiale, non arricchito dai regali delle supernove. Ci sono pochi dubbi: la nube è un emigrato che torna alla propria casa o -se preferite- è la pietra del bambino che sta cadendo o -ancora- è una parte di noi con tutte le nostre caratteristiche. Va bene, va bene, la Scienza umana è stata accontentata e sa con chi ha a che fare.

Dal punto di vista etico è servito ben poco saperlo, ma dal punto di vista scientifico è stato estremamente importante, anche perché -fortunatamente- la vera Scienza ci permette di conoscere, ma non di prendere decisioni!

Non fraintendetemi, io mi lascio andare a questi paragoni perché tutto deve servire ad analizzare anche noi stessi che siamo, comunque, Universo. Guai se non ci fosse la voglia di sapere! Conoscere l’Universo è conoscere noi stessi e conoscere noi stessi è conoscere una parte dell’Universo.

Capisco che a qualcuno potrebbero dare fastidio queste mie visioni fantasiose e umanizzate. Questo è un circolo scientifico e tale dovrebbe rimanere. Ci voleva ben poco a dare la notizia in modo professional-divulgativo. Penso, però (anzi ne sono convinto), che, anche attraverso tutta questa estrapolazione di tipo etico, la parte scientifica sia altrettanto ben delineata. In più, c’è il tentativo di dare ai più giovani lo spunto per riflettere e per pensare al nostro piccolo mondo scombussolato. L’unica speranza sono loro e per loro bisogna combattere perché non cadano nelle fauci sempre più grandi della realtà virtuale e della banalità.

Rimarrebbe ancora un passo da risolvere… Come e perché la nube è stata inviata nello spazio? Il bambino galattico saprebbe rispondere subito. Noi cerchiamo qualcosa di più fisico e per adesso non lo sappiamo ancora. In ogni modo, è indubbio che la nostra galassia sia ben più attiva, creativa e fantasiosa di quello che potevamo pensare pensando alla sua età.

Ovviamente, c’è già chi non può fare a meno di pensare alla materia oscura che è servita come mezzo di trasporto per fare uscire la nube  dalla casa cosmica. Qualcuno, un po' antidiluviano come  me, potrebbe anche dire: “Abbiamo solo spostato il problema… perché e come ha lavorato la materia oscura?”. Ma a questa domanda c’è sempre una risposta da parte degli scienziati più “moderni”: “La materia oscura può fare di tutto e il contrario di tutto, basta cambiare i modelli e inventarsi proprietà particolari… Tanto nessuno può osservarla e dirci che non è vero..”.

Mentre gli scienziati discutono di queste teorie che, fortunatamente (per alcuni), non possono essere provate, sono sicuro che vi è un gruppo di bambini galattici che sta ridendo a crepapelle!

Articolo originale QUI

2 commenti

  1. Lampo

    Ciao Enzo!

    Ma non potrebbe essere stata espulsa da qualche altra galassia o avere qualche altra origine...? È davvero così certo che sia uno yo-yo lanciato da noi...?

  2. ciao Lampone! Tutto bene?

    Ovviamente, nessuno ci assicura del boomerang. Possiamo essere sicuri che non ha origine intergalattica, ma potrebbe arrivare da qualche altra galassia. Tuttavia, l'analogia con la composizione del nostro alone fa preferire l'ipotesi "casalinga"...

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