Lug 19

Una strana eclissi … *

Il vantaggio di potersi sistemare in punto lagrangiano… Proprio adesso che avevo intenzione di continuare la trattazione completa dei punti lagrangiani (come promesso), ecco che una sonda della NASA ci manda un video eccezionale di un’eclissi della Terra da parte della Luna… Immagini sempre emozionanti…

Il DSCOVR (Deep Space Climate Observatory ) della NASA è stato inserito nel punto lagrangiano L1 (QUI), a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, lungo la congiungente con il Sole. Una posizione ideale per studiare costantemente la parte illuminata della Terra, soprattutto per scopi climatologici legati al vento solare.

Tuttavia, ogni tanto, anche se la sua orbita è un po’ inclinata, la Luna si intromette nel “duetto” Sole-Terra, mettendosi in mostra. Un'eclissi davvero strana (niente a che vedere con un transito stellare), dato che sia la Luna che noi abbiamo il Sole alle spalle. In piccolo, possiamo vedere la stessa cosa in altre parti del Sistema Solare, ma non nelle nostre vicinanze (DOVE?).

Fonte: NASA/NOAA
Fonte: NASA/NOAA

Niente di scientificamente eccezionale, ovviamente, ma una situazione davvero affascinante che sembra quasi un fotomontaggio…

10 commenti

  1. Luigino

    Prof può spiegarmi questo articolo che non l'ho capito bene?

    In che senso le supernovae esplodendo rallentano la nascita stellare?????? E le bolle? Le stelle nascono più lentamente? Perché è come mai? Tre gusci?

    Vorrei tanto riuscire a capire!

    Ecco l'articolo non proprio chiaro per chi non mastica astrofisica nelle scuole dell'obbligo italiane:

    http://www.media.inaf.it/2016/07/14/supernove-matrioska/

     

  2. caro Luigino,

    più che rispondere in merito a un articolo scritto da altri, preferisco sintetizzare personalmente il lavoro basandomi sull'originale. Abbi solo un po' di pazienza e lo pubblicherò... presto! :wink:

  3. Luigino

    Meno male! Credo che tutti ne sentiamo un gran bisogno (di chiarezza)!

  4. caro Luigino,

    ho letto il lavoro e quelli a cui si riferisce. Penso sia ancora prematuro dedicare un lavoro a se stante, dato che le incertezze sono tante. Tuttavia, cerco di semplificare i concetti di base.

    Innanzitutto, teniamo in conto che se niente venisse a disturbare il gas intergalattico (ossia fosse tranquillo e abbastanza freddo) vi sarebbe una nascita stellare troppo rapida rispetto a ciò che si osserva. Ci vorrebbe un meccanismo di rallentamento, ossia un qualcosa che renda il gas molto più agitato e turbolento. Normalmente si pensava alle supernove singole e alla disomogeneità del gas come unici effetti che potessero in qualche modo disturbare le troppe e frequenti nascite. Tuttavia, i modelli non funzionavano... Il caso in esame, della tripla "bolla"  sembra aiutare a vedere un processo ancora più complicato. Teniamo presente che si parla non di una supernova, ma di molte supernove esplose all'interno di un ammasso stellare. Normalmente si pensava che l'unione di varie supernove portasse a un unica "bolla" di gas in espansione (come quando soffi più bolle di sapone vicine, puoi ottenere un'unica enorme bolla). Questa bolla, però, si pensava portasse via con se solo il gas espulso dalle stelle esplose. Invece, non solo la massa della parte esterna è enormemente grande, ma sembra proprio che le supernove rendano disponibile il gas interstellare per essere trascinato via da altre esplosioni successive. In altre parole, esse sono capaci di spazzare via  e agitare più del previsto il gas interstellare che incontrano espandendosi, rendendo sempre più difficili le nuove nascite stellari.

    Come sempre nell'Universo: non troppo caldo né troppo freddo! Le supernove possono aiutare a innescare nuove nascite stellari. Tuttavia, non devono farlo troppo rapidamente e, quindi, loro stesse, attraverso i processi detti prima, rallentano le nascite scombussolando troppo il gas a disposizione, portandolo via con la loro espansione complessiva e lasciandone dietro dell'altro pronto per essere trascinato via da altre esplosioni.

    Le supernove degli ammassi , in poche parole, portano con loro una gran parte del gas interstellare che potrebbe dar luogo a future stelle.

    Spero di essere stato un po' più chiaro, anche se il meccanismo andrebbe spiegato (e soprattutto studiato) molto meglio...

    Un autocontrollo delle nascite...

  5. Luigino

    È un po' come soffiato ripetutamente sul funi di una sigaretta x non farlo aggregare ma facendolo invece espandere, diradandolo.

  6. bravo Luigino... qualcosa del genere... :wink:

  7. Luigino

    Sono assunto come aiuto-divulgatore?

  8. Luigi

    Penso che lo stesso fenomeno sia osservabile con gli allineamenti di Venere-Terra e Mercurio-Terra...  più o meno come per il discorso delle fasi di Venere, la differenza la fanno le orbite interne a quella della Terra rispetto a quelle esterne... I suppose  :-?

  9. caro Luigi,

    la vera differenza è che si guarda un transito con il Sole alle spalle (sia il pianeta che chi lo eclissa mostrano la faccia illuminata)... Ciò, per noi, è possibile solo per oggetti esterni, come i satelliti di Giove e/o Saturno... Il transito di Venere o Mercurio avvengono con la faccia "scura" , così come l'eclissi di Sole....

    Insomma, una vera sciocchezza... :wink:

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