20/04/18

Leonardo e la Luna *

Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio "Arte e letteratura"

 

Tra le mille cose che ha studiato Leonardo da Vinci non poteva non esserci anche l’astronomia. Tuttavia, una sua intuizione mirabile gli è servita per dare ai suoi dipinti una luce e una sostanza del tutto nuova. Fenomeno astronomico e arte mai così vicini…

La tecnica dello “sfumato leonardesco” è celebre in tutto il mondo, non solo quello dell’arte. Le figure del sommo genio italiano perdono i loro contorni e sfumano nello spazio che le accoglie, creando una delicatezza e una suggestione unica.

Proprio questa tecnica ha permesso a Leonardo di compiere uno dei massimi capolavori dell’arte di tutti i tempi: la Gioconda. La figura umana si scioglie letteralmente nel paesaggio e, in modo del tutto simmetrico, il paesaggio si concentra per formare una figura umana. Essere umano e Universo… il nostro motto: “Anche noi siamo Universo” era già stato messo in pratica da Leonardo (tanto per cambiare…).

Tuttavia, il legame tra Universo e rappresentazione pittorica va ben oltre questa visione generale e … sfumata. La tecnica nasce molto probabilmente da un’osservazione di un fenomeno astronomico estremamente preciso e reale, a cui Leonardo per primo sa dare una spiegazione scientifica accurata: la luce cinerea della Luna.

Egli ne fa un disegno straordinario (Fig. 1) e poi spiega che essa deve essere dovuta alla doppia riflessione della luce del Sole. La luce colpisce la Terra che la riflette sulla Luna, la quale la riflette nuovamente verso la Terra.

Figura 1
Figura 1

Un fenomeno che il grande Maestro ascrive alla presenza dei mari, mentre oggi sappiamo che è dovuta principalmente alle nubi atmosferiche. Una piccola correzione che non tocca minimamente l’intuizione!

Sfumato leonardesco e luce cinerea. Un binomio che non poteva non nascere dal pensiero di Leonardo. Quella luce riflessa, smorzata, diffusa era proprio ciò che serviva a rendere i corpi umani privi di un vero confine e potersi quindi disperdere nello spazio circostante (una specie di teletrasporto ante litteram…).

Un fenomeno astronomico ha influenzato in modo incredibile l’arte di uno dei più grandi pittori della storia. Cosa vogliamo di più, noi piccoli attori dell’ Infinito Teatro del Cosmo?

Una prova mirabile di quanto detto, si ha nel San Giovanni del Louvre (Fig. 2).

Figura 2
Figura 2

Non è la prima figura che si staglia su uno sfondo nero. ma è la prima che non viene illuminata da una luce ben definita… Il San Giovanni è illuminato dalla luce cinerea lunare.

Forza ragazzi… questo era il genio italiano, questa era una visione di gioia senza limiti, di conoscenza universale… Dateci dentro e pensate più spesso a Leonardo, al suo sfumato e alla Luna. Voi potete ancora riaprire il paracadute della mente e invertire la tragica imbecillità verso cui stiamo precipitando.

 

QUI una Luna cinerea fotografata dalla nostra Giorgia

A proposito di geni italiani, cosa ne pensate di fare due chiacchiere con Giotto, Masaccio e Leopardi? Sono a vostra disposizione QUI e QUI

6 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Paradossalmente Leonardo era uno stupido.Non sono impazzito,noi tutti,compresi gli animali pensiamo in schemi o modelli e li applichiamo alla realtà.La maggior parte di noi applica questi modelli in automatico,superficialmente,o troppo rigidamente o peggio,con la voglia di incastrarli modificando la realtà delle cose,che quasi sempre sono più grandi di noi e non si lasciano incastrare esattamente come un Puzzle che riesce solo se tutto ha la giusta posizione.I Leonardo,gli Einstein ed altri sommi hanno avuto il dono di non lasciarsi suggestionare da questi,utili,ma ingombranti paraocchi,e hanno prima guardato la oggettività,e solo poi,hanno costruito,modificato nuovi modelli.Mi viene in mente un prete Inglese certo Thomas Bayes,il quale si chiedeva "Quanto siamo consapevoli di ciò che crediamo di conoscere ?".Purtroppo per ragioni storiche,ma anche temo per parecchia inerzia mentale,noi Italiani ci stiamo fossilizzando beatamente sulla nostra storia,arte,paesaggi ecc.cosa buona ma credo troppo esaltata a parole,mentre il mondo ha messo il turbo,tutto evolve velocemente,scienza,industria,commerci,politica.Pure i sacri principi,nati in altre epoche,per quelle epoche,in altri spazi,che ci propinano a dosi da cavallo,ogni giorno dai media,puzzano di vecchio,di sorpassato dagli eventi.Finiremo come i Greci,tante pietre,tanti guarda cosa abbiamo fatto noi per l'umanità.Purtroppo i moderni Greci,ai quali assomigliamo noi,sono centinaia di anni che se ne stanno seduti con il capo rivolto all'indietro.

  2. Daniela

    L'ideale, caro Gianni, sarebbe forse guardare avanti, ma senza mai perdere di vista lo specchietto retrovisore, per non perdere la memoria storica di ciò che abbiamo ricevuto in eredità dal passato... a volte per farne tesoro, altre volte per non ripeterlo. :wink:

  3. Io, comunque, li chiamerei eterni bambini....

  4. Gianni Bolzonella

    Tant'è che quello che vide che il re era nudo,non fu un adulto o sapiente,ma un bambino...

  5. Mario Fiori

    Riflessioni grandi ,ragazzi, e sono dacordissimo con te Daniela, si deve guardare avanti senza , però , perdere di vista il passato, sia , appunto, per ricordarsi di cosa è stato fatto e come siamo giunti qui, sia per imparare lezioni da non ripetere: ma qui l'Uomo spesso fa cilecca.

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