Dic 1

Piccola riflessione enoica (ma non solo)

Nella sezione d'archivio dedicata al clima e riscaldamento globale troverete una elezione di articoli significativi in materia e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo.

 

Come ben sapete, io sono un amante del vino BUONO e non ne faccio mistero, anche perché ho un illustre precursore, nientemeno che Richard Feynman... Mi permetto, perciò di fare una piccola riflessione che ci porta al solito problema dei cambiamenti climatici.

Ammettiamo pure che ci siano, come dicono tutti i giornalisti mediatici a ogni piè sospinto (loro sì che sono esperti del settore...). Il problema più grande, per adesso, sembrerebbe quello legato a bombe d'acqua, nevicate  violente, periodi di gran caldo, freddi improvvisi che gelano gli ulivi della Puglia, ecc., ecc. Insomma, di tutto e di più. Altri catastrofi sono invece solo previste, ma mai realmente accadute (per adesso).

Mentre accettiamo e divulghiamo tutto ciò, sappiamo però benissimo che dove ci sono alvei fluviali, ci si dovrebbero aspettare fiumi con tanto d'acqua, Se ogni tanto se lo ricordano, ma trovano il loro corso ristretto da argini aggiunti dall'uomo o costruzioni abusive sistemate dove i segni di antica acqua sono evidenti, direi che la colpa è dell'uomo, ma non certo della CO2. Se le foreste diminuiscono non è certo per la stessa CO2, ma perché l'uomo le taglia più in fretta di quanto non le aiuti la CO2. Abbiamo anche visto che i tornado diminuiscono. Se crollano i ponti e cadono slavine o pezzi interi di montagne, la colpa è sempre dell'uomo, ma solo perché ha costruito dove  e come non si doveva (con il prezioso aiuto della criminalità organizzata e dei politici corrotti) o perché ha tagliato gli alberi sbagliati. E via dicendo... Insomma la colpa è dell'uomo sicuramente, ma non certo per le emissioni di CO2...

Ma, andiamo a vedere almeno un lato positivo. Conosco molti produttori di vino, le cui aziende sono attive da varie generazioni.  Ebbene, sono tutte d'accordo nel dire che non hanno mai avuto annate consecutive di così alto livello. E questo non perché le tecniche sono migliorate, ma solo perché le vigne si stanno trovando benissimo in mezzo ai cambiamenti climatici (e sembra che anche i vignaioli inglesi la pensino allo stesso modo). E non parlatemi dei paesi poveri che hanno fame per colpa dei cambiamenti climatici... Non gli diamo l'energia perché sporca, gli rubiamo le materie prime, li facciamo massacrare tra loro per vendere le armi ai fantocci messi al comando dai "santi" occidentali, e ce ne sarebbe una lista infinita. Per favore... basta ipocrisia!

Vorrei concludere con un'azzardata ipotesi: non è che si stia molto meglio oggi di quando il tempo era diverso? La parola "cambiamento" significa avere un valore di riferimento. Ma, per il clima, qual è questo valore di riferimento? La storia della Terra, anche recente, ci fornisce molti valori che possono essere presi come riferimento. il che vuol dire che il vero cambiamento non è relativo a ciò che capita adesso ma a che cosa ci si riferisce. E' quel valore che cambia veramente... come ha sempre fatto il clima sia a lungo che a breve termine.

Come si diceva una volta: è meglio accettare un tiranno dato che ne potrebbe venire uno peggiore.

Ma è meglio che stia zitto... magari poi la colpa la danno tutta a me!

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4 commenti

  1. Mario Fiori

    Carissimo Enzo sai bene che mi trovi daccordissimo in quello che dici e sai bene che il mio pensiero và proprio ai media e a quel tipo di giornalista che oggi si lamenta per gli attacchi alla libertà di stampa. Personalmente sono serenamente favorevole alla libertà di stampa e non scendo comunque assolutamente dentro attacchi o meno subiti; mi permetto solo  di dire che questa libertà è stata , ed è tutt'ora, usata non per la ricerca della verità o per l'equilibrio tra le parti, qualsiasi esse siano, bensì per una continua manipolazione della notizia, chiara e spudorata, un continuo  , da destra, sinistra, centro, sopra e sotto, addomesticare gli articoli senza approfondire a tutto campo , come dovrebbe obbligatoriamente essere, per far capire le reali differenze dei fatti.

    Questo avviene ampiamente in politica per maneggiare l'elettorato indirizzandolo con confusione quà e là, figuriamoci se non avviene con la cultura, la scienza, il sociale ecc.. Caro Enzo e poi si lamentano degli attacchi alla libertà di stampa, che non ci devono essere per carità, ma quelli alla libertà  di manipolazione ?

    Scusa lo sfogo Enzo.

  2. eh sì, Mariolino, a volte la libertà è peggio di cento catene...

  3. Anrdea I.

    A volte ho il sospetto che le persone non si rendano conto che siamo in continuo movimento in una realtá con (almeno :mrgreen: ) 4 dimensioni.

    Una volta capito questo e accetatene le conseguenze, diventa abbastanza ovvio il fatto che tutto sia in continuo e inevitabile cambiamento.

    Ultimamente pensavo proprio al fatto che il nostro pianeta continua ogni secondo a vagare nello spazio e ogni secondo si trova in una posizione(intendo non relativa a qualcosa, ma nel punto preciso nello spazio-tempo) in cui non era mai stato e in cui non sará mai piú.... 8-O

    trovo che sia un pensiero sia intrigante che terrificante, ma che aiuta a mettere in prospettiva ogni pensiero relativo ai vari cambiamenti che ci si parano davanti.

  4. pensiero perfetto caro Andrea... il presente non esiste mai... così come un dove

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