13/03/19

Donne STEM nella storia (1): EMMY NOETHER

All'ombra di padri, fratelli, mariti, maestri, colleghi;  in sott'ordine, escluse, a volte inascoltate, a volte derubate dei loro meriti e della giusta retribuzione, raramente ricompensate dal destino e dalla società civile.

Discriminate, come molti individui, per la religione, il colore della pelle, le idee politiche, le convinzioni scientifiche, ma soprattutto per il fatto di non essere maschi.

 

Chi non avesse letto la serie “Dante-Riemann-Einstein:  Dio e il Big Bang” può   seguire questo link  http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/dante-riemann-einstein-dio-big-bang/  e godersi lo spettacolo.

Nel capitolo 1B “La nascita dell'eresia” troverà citata la vicenda di Ipazia: astronoma, filosofa neo-platonica, matematica di Alessandria d'Egitto, trucidata barbaramente da fanatici cristiani nel 415 d.C. su mandato del Vescovo che l’aveva accusata di essere una strega. Sulla figura di questa donna, probabilmente la prima donna STEM (sigla inglese di Science, Technology, Engineering e Math) della storia (o la prima la cui vita sia storicamente documentata), potete trovare informazioni a volontà in internet e nelle biblioteche.

Ma ora facciamo un balzo spazio-temporale che ci porterà molto distanti da Alessandria e dall'anno in cui Ipazia è stata assassinata.

distanza

Eccoci a Gottingen, Bassa Sassonia, nel 1915, proiettati a quasi 3000 Km in linea d'aria e 1500 anni in avanti (Minkowski sarebbe orgoglioso della nostra impresa!).

Nella celebre Università insegnano personaggi come Felix Klein (quello della celebre bottiglia, parente stretta del “nostro” nastro di Moebius) e David Hilbert, grande amico di Minkowski, giunto da Koenisburg per interessamento di Klein.

Questo è  il posto dove da due decadi si “crea” la nuova Matematica del ventesimo secolo e si sviluppano le sue ramificazioni con le altre discipline scientifiche, prime tra tutte la Fisica.

 

Gottingen
La prestigiosa Università tedesca di Gottingen, fondata nel 1737 e tuttora operante, all'inizio del XX secolo era considerata il tempio mondiale della Matematica. Dalle sue aule sono usciti 47 premi Nobel.

 

E questi sono i personaggi di cui stiamo parlando:

Hilbert-Klein2

 

Ops... scusate, ma chi è mai quella donna che si è intrufolata nella biblioteca dell'Istituto? Sarà una inserviente delle pulizie? Ma no, sta leggendo... Sarà la bibliotecaria, sì, probabilmente, cos'altro ci può fare una donna in una Università, nel 1915?

Proviamo a guardarla da vicino...

Emmy2
Emmy Noether (1882 - 1935), matematica tedesca, è considerata la madre dell'algebra astratta moderna

No, non è la bibliotecaria, è Emmy Noether, una laureata (a pieni voti nel 1907) di Erlangen,  invitata da Hilbert per “farsi aiutare” a risolvere un piccolo problema: dimostrare che anche nel contesto relativistico continuava a valere il principio della conservazione locale dell'energia.

In più Emmy, per rendersi utile, può perfino tenere lezioni universitarie (non retribuite) anche se molti eminenti membri del senato accademico non sono d'accordo su questa bizzarria: una donna che insegna all'Università, un luogo che fino a pochissimi anni prima (1904) era totalmente interdetto al genere femminile, escluso il personale di servizio.

Se solo fosse possibile farle fare la fine di Ipazia...

Invece, con l'appoggio di Hilbert, le viene concesso il “privilegio” di lavorare gratis per sette o otto anni, fino al 1923 quando finalmente riceverà il primo stipendio, comunque inferiore a quello dei colleghi maschi, ma tale da essere il docente femmina più pagato dell'Università, in quanto unico.

Nel frattempo, nel 1918 partorisce uno dei più geniali teoremi che la mente umana abbia mai concepito, la spina dorsale della fisica moderna, che ha trovato applicazioni negli ambiti più diversi, dalla meccanica quantistica, allo studio delle particelle elementari, dalla termodinamica, alla teoria della relatività, diventando uno degli strumenti più affilati per la comprensione delle leggi naturali.

Perché questo teorema (di cui parliamo QUI in modo più approfondito), geneticamente matematico, parla dell'universo in termini olistici, su scala spaziale e temporale e, con magnifica sintesi, dice che ad ogni principio di conservazione corrisponde una simmetria. Il momento angolare si conserva perché esiste una simmetria spaziale,  la massa-energia si conserva perché esiste una simmetria temporale. Una galassia, un quasar, visti al telescopio mostrano una invarianza del momento angolare e questo significa una sola cosa: sono immersi in un tessuto spaziale identico al nostro, così come, analizzando il loro spettro abbiamo la conferma che la loro energia si conserva  e possiamo dedurre che, anche se la luce che riceviamo è antica di miliardi di anni, laggiù la struttura del tempo è la medesima.

Ed è vero anche il viceversa: se in un esperimento emerge una inaspettata simmetria, sotto sotto esiste una grandezza che si conserva e potremo identificarla, prima o poi.

Insomma, nelle venti pagine in cui Emmy Noether descrive il teorema che porta il suo nome, è dimostrata in modo elegante e coerente e inatteso, la connessione fra le leggi della conservazione e le simmetrie delle leggi che governano un sistema fisico. Ma c'è  dell'altro:  Secondo la relatività generale, la gravitazione non era più una forza di azione a distanza tra corpi in uno spazio e in un tempo esterni (come i fisici avevano fino ad allora pensato), ma una proprietà universale della stessa geometria dell’Universo. Con tale nuova teoria non aveva più senso parlare di materia e forza come realtà fisiche distinte: spazio e campo gravitazionale sono intimamente legati tra loro e la gravitazione non è altro che la curvatura locale dello spazio-tempo.

Ma la Noether non ha neppure la soddisfazione di poter presentare i suoi risultati. Lo farà per lei nel 1918 Felix Klein, dato che, in quanto donna, non le è stato concesso di sostenere l'esame per conseguire ufficialmente il titolo di Docente; traguardo che riuscirà a raggiungere l'anno seguente, continuando comunque a non essere retribuita per altri quattro anni.

Nonostante tutti questi ingiusti e pesanti condizionamenti, Emmy, sostenuta da una grande determinazione, consapevolezza delle proprie capacità e istintivo ottimismo riesce a progredire e a riscuotere la stima di sempre più numerosi colleghi in patria e all'estero.

Ma l'avvento di Hitler e delle leggi razziali, nel 1933 le impediscono di svolgere la sua attività di scienziata e docente. Espulsa con numerosi altri illustri colleghi di religione ebraica, tra cui Max Born, Victor Goldschmidt, James Frank, Eugene Wigner, Leo Szilard, Edward Teller, Edmund Landau, e Richard Courant, è costretta a rifugiarsi negli Stati Uniti dove troverà un impiego presso una università femminile della Pennsilvanya.

L'anno successivo, quando  Bernhard Rust, responsabile del Ministero Nazista dell'Istruzione, chiede ad Hilbert “Come procede la matematica a Gottingen, ora che si siamo liberati di tutti quelli ebrei?” la raggelante risposta che riceve è: “Non esiste più alcuna matematica, a Gottingen”.

Nella primavera del 1935, a soli 53 anni, Emmy Noether muore  a seguito di un’infezione contratta durante un’operazione chirurgica tutto sommato di routine, per l’asportazione di un carcinoma. Estrema ironia della sorte, proprio entro lo stesso anno viene reso disponibile in commercio il Prontosil, il primo chemioterapico antibatterico nella storia, un farmaco che ha rappresentato un punto di svolta nella ricerca farmaceutica e nella storia della Medicina.

Albert Einstein, nella lettera  inviata in tale circostanza al New York Times, scrive tra l'altro: “Secondo il giudizio dei più competenti matematici viventi, Fraulein Noether è stata il genio creativo più importante da quando le donne hanno avuto accesso alla istruzione superiore”.

Altre cose straordinarie che Einstein scrisse su di lei, le potete trovare in questo tributo che Google le ha dedicato proprio il 23 marzo (suo anniversario di nascita), del 2015.

google Noether

Una storia da film, che richiederebbe un grande sceneggiatore ed un grande regista per far conoscere al pubblico questo straordinario scienziato.

Ma Emmy Noether è  solo una tra molte  “donne STEM” la cui esistenza è pressoché ignorata dal grande pubblico e di cui vorremmo raccontare le vicende.

Sempre che la cosa vi interessi...

Fatecelo sapere.

 

 

emmy3SPIGOLATURE

Emmy Noether vestiva in modo decisamente informale (qualcuno diceva: come un parroco di campagna) insomma, le piaceva “stare comoda”, anche perché solo così poteva agitarsi alla lavagna durante le lezioni. Solo una volta, incoraggiata dalla moglie di un collega, si lanciò nell'acquisto di tre abiti "alla moda" di cui andava fierissima.

Ogni giorno mangiava in una modesta trattoria sotto casa: un menù immutabile, costituito da fagioli, crauti e patate bollite, accompagnati da pane fresco con il burro. Una dieta che forse oggi verrebbe suggerita a tutti coloro che desiderano diventare geni della matematica (ma non certo a coloro che vogliono mantenersi in forma...).

Camminava per chilometri mentre pensava e discuteva, senza guardarsi troppo attorno, rischiando di farsi travolgere da qualche autobus, se non fosse stata sorvegliata a vista da uno stuolo di studenti che la circondavano costantemente nelle sue passeggiate, il cui primo compito era salvare la vita alla loro insegnante, il secondo era capire cosa stesse loro spiegando, il terzo era gustare tè e pudding a casa sua a fine passeggiata. Erano chiamati i Noether Boys.

Quando, in seguito alle leggi razziali del 1933, emigrò in America e ottenne una posizione accademica in Pennsylvania, riprese subito l'abitudine di insegnare passeggiando. E chi le salvava la vita, gustava tè e pudding e, nel frattempo, imparava matematica di alto livello, erano... le Noether Girls! Era diventata docente di matematica all'Università femminile di Bryn Mawr, grazie ad una "sponsorizzazione" finanziata anche dall'Institute for Advanced Study di Princeton (quello in cui Einstein insegnò dal 1932 a fine carriera).

 

QUI l'appendice sul teorema di Noether

1 commento

  1. Daniela

    12 aprile 2019: ultima lezione del corso di Algebra I  alla Facoltà di matematica di Firenze... chissà quanto farebbe piacere ad Emmy Noether vedere che la metà sono ragazze :-D

     

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