23/10/19

ALMA scopre i fantasmi *

Uffa! ALMA sta proprio esagerando... capace com'è di passare dalla nascita di una stella o dalla formazione di un piccolo e quasi insignificante pianeta alla scoperta di immensi mostri nascosti nell'Universo primitivo.

Immaginiamo di arrivare in cima a una collina, luogo ideale per vedere una gigantesca metropoli in tutta la sua magnificenza di luci. Una megalopoli immensa e piena di vita, vogliosa di crescere sempre più e con la massima rapidità.

Mamma mia... che delusione! Non si vede assolutamente niente, solo buio... Accidenti, possiamo andarcene e accettare di essere caduti  in una delle solite "bugie mediatiche". Quanta massa poteva esserci in quella ipotetica metropoli... e invece c'è il nulla.

Uno di noi, il più fantasioso, dice: "Mah... forse c'è davvero, ma non è stata fatta con la nostra materia... chiamiamola "materia oscura"... " E poi comincia a disquisire con strane teorie su particelle che ci sono ma non si vedono e tante belle parole, sicuramente affascinanti. Nel frattempo, però, il più riflessivo del gruppo, cerca nella sua borsa e tira fuori un paio di occhiali molto speciali, che permettono di VEDERE ben oltre i limiti dei nostri occhi.

Interrompe il soliloquio del sapientone e urla: "C'è, c'è... è soltanto immersa in una nebbia fittissima, una vera nuvola spessa e impenetrabile... ma non per i miei occhiali che io chiamo ALMA".  Ce lo passiamo da un all'altro e rimaniamo sconvolti. In quel nero che sembrava un qualcosa di veramente misterioso, si vedono dei bagliori, un vero spettacolo pirotecnico, nascosto da una massa enorme di materia, di quella vera. Sembra quasi un temporale, in cui si vedono i bagliori continui dei lampi. Ebbene sì... la metropoli c'è, ed è più grande del previsto. Deve essere cresciuta a velocità folle e la vita sembra insaziabile.

Beh... abbiamo scherzato... non è una città, ma una galassia. Un vero mostro, però. Un mostro che non dovrebbe esistere... troppo grande per l'età che ha. E'passato sono un miliardo di anni dal Big Bang. Come ha fatto a essere già così gigantesca. E, soprattutto, quanto materiale ha a disposizione? Riesce infatti a creare nuove stelle (i bagliori) a un ritmo cento  volte superiore a quello della nostra vecchia Via Lattea. Se non era per ALMA avremmo accettato il niente e invece c'è una massa enorme in attività frenetica.

Mi direte: "Quanto tempo ha dovuto passare ALMA a scandagliare il cielo per trovare ciò che è, probabilmente,  una rarità?" Ben poco... è bastato che guardasse accidentalmente in una zona in una zona di cielo non più grande di 1/100 della nostra Luna. Un maledetto colpo di fortuna? Potrebbe essere... ma se invece mostri del genere fossero un po' ovunque? Dovremmo cambiare moltissime idee e teorie sulle prime fasi dell'Universo, sulla materia normale che lo permeava, sulle nubi in grado di nascondere ammassi immensi di stelle in formazione. ALMA scalpita, ma sa che tra non molto avrà un amico, il nuovo telescopio spaziale Webb. Insieme andranno a caccia di mostri nascosti, di fantasmi, capaci di spiegarci davvero come si sono formate gigantesche galassie in tempi strettissimi.

Ah... se non ci fosse ALMA!

Un breve filmato che illustra in modo comprensibile a tutti cosa ha visto ALMA...

L'articolo originale QUI

4 commenti

  1. Mari Fiori

    Carissimo Enzo, scoprire queste masse nascoste uò aiutare a dare un colpo di grazia alla materia oscura?

    Comunque sia mi sembra di capire che c'è ancora da imparare molto sula nascita dell'Universo; ovvero, lo si sapeva che non  sapevamo molto (scusa il gioco di parole) ma adesso potremmo quasi ricominciare da capo.

  2. caro Mario,

    in mezzo a quella nebbia c'è ancora molto da imparare... Sulla massa... chissà: ci vuole massa, sicuramente, ma anche idee... luminose!

  3. Francesco

    Certo che la storia si ripete: abbiamo iniziato a guardare il cielo ad occhio nudo e, curiosoni, ci siamo elaborati teorie su quei puntini strani, che, con il progredire delle nostre capacità di ragionamento e analisi, hanno fatto balzi avanti, ma a volte ci siamo anche impantanati quando si cadeva in qualche pozzo.

    Poi è bastato un cannocchiale di una quarantina di centimetri per rivoluzionare tutto (magari scontrandoci con qualcuno, ma i satelliti medicei sono ancora lassù). Poi il cannocchiale è diventato un telescopio e la mente aperta e libera, e tanta fatica, ci ha portato una profondità impensabile prima (a parte da qualche greco antico, ma loro erano certamente di un altro pianeta). Poi arrivano i radio telescopi, e le cose viste ci costrinsero a ricrederci ancora una volta sulle nostre idee e sulle belle teorie.

    Come siamo presuntuosi quando affermiamo di aver capito! La storia, comunque, ci consiglia di non dimenticare mai le teorie precedenti, anche se sbagliate. Mettiamole in un cassetto che magari tornano buone.

    Ma fatemi fantasticare un po': fino ad ora abbiamo usato soltanto la vista, magari potenziata. Ma l'uomo possiede almeno 5 sensi. Udito: qualcuno già paragona le onde gravitazionali ai suoni (va bèh, forse è una forzatura, però l'idea è simpatica). Tatto: chissà come sono gli anelli di Saturno (caldi, freddi, morbidi, viscidi?). Certo, un'idea ce la possiamo fare dalle analisi visive, ma accarezzare un cane è completamente diverso da toccare un peluche. Olfatto: chissà come è Giove, profuma o puzza? e di che cosa? Ma io, da italiano, già penso al gusto: che sapore avranno le stelle? Ve lo immaginate "spaghetti di alfa centauri", "secondo di pleiadi", "gelato di cane minore". Ovviamente, vino nostro e caffè napoletano (su questi non si transige). E con tutto quello che c'è nell'Universo, che abbuffata (in tutti i sensi e, speriamo, usandoli tutti).

     

  4. caro Francesco,

    dici molto bene. I nostri sensi sono sprecati per l'osservazione dell'Universo lontano. Abbiamo solo il nostro pianeta da investigare e forse qualche altro vicino a noi. Ma la musica dell'ottagono di Saturno, il sapore alla fragola del ghiaccio di Encelado e il calore dei vulcani di Io sono un sogno lontano. Non parliamo, poi, del frastuono che vi deve essere all'interno di una supernova...

    La vista era l'unico senso utilizzabile fino a poco tempo fa. Oggi l'informazione ci raggiunge anche in altro modo, con le onde gravitazionali. Io preferisco parlare di senso del tatto, dato che ciò che si individua è uno cambiamento delle lunghezze, una specie di vibrazione spaziotemporale.

    Le teorie possono cambiare, tornare in auge, essere nascoste per motivi religiosi o economici. Ciò che resta sono le osservazioni. Ora che anche il "tatto" ha fatto la sua comparsa, la luce si sente molto meno sola e sarà sempre più dura lottare contro le evidenze osservative. Tutto ciò, ovviamente, se l'uomo conserverà una propria libertà di giudizio, di pensiero e di azione... altrimenti diventerà tutto un enorme idiota gioco di social e di "fake news"...

    Poi, comunque la Terra, viva e vegeta, saprà come fare per levarsi di dosso una inutile molestia... L'Universo ha bisogno di prendere coscienza di se stesso. Se non ne saremo capaci, il ruolo dell'uomo diventerà estraneo e inutile.

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