Giu 3

Con i supercomputer tutto è fattibile **

Ancora una volta, l'aiuto di un super computer sembra aver risolto uno dei problemi più aperti sulle origine delle galassie. In particolare quello della rapida crescita dei buchi neri supermassicci.

L'articolo che sintetizzo è un tipico caso di astrofisica moderna, diciamo pure d'avanguardia...

Le osservazioni ci dicono che esistono buchi neri supermassicci fin dalle prime fasi di formazione delle galassie. Pensare che essi nascono da una singola stella esplosa come supernova molto affamata sembra proprio impossibile: nemmeno nella Grande Abbuffata si poteva arrivare a tanto.

Vi è poi l'idea che i buchi neri siano nati prima delle galassie come accrescimento di gas originario sotto pressione enormi. E poi ci sono svariate variazioni sul tema.

Sembra sempre (la parola sembra è fondamentale...) che sia piuttosto difficile, ad esempio, far nascere un buco nero di dimensioni colossali da una singola nube di materia primigenia. Forse si riuscirebbe solo con idrogeno ed elio, ma quando il gas comincia ad arricchirsi il processo "sembra" impossibile. Mentre tenta di collassare una nube siffatta si spacca in moltissimi pezzi, ciascuno capace di dare origine a stelle capaci di vivere da sole. Così almeno dice la teoria... Magari la teoria non è giusta, oppure bisogna cambiare le condizioni di partenza o capire meglio l'Universo al momento dell'inizio della fase oscura. Sicuramente sì, ma ci sono sempre mezzi più spettacolari.

Basta avere un bel super computer, inserire ciò che si vuole, aggiustando magari di sale e di pepe durante la cottura (come un gigantesco minestrone) e poi vedere cosa viene fuori. Spesso i processi richiesti durante la simulazione sono segreti degli chef... l'importante è il risultato! Volevamo un minestrone dal colore blu-pervinca? Bene, guarda caso, il computer c'è riuscito. E così, si è visto che anche con materia arricchita, benché si formino una moltitudine di stelle "normali", sono le grandi che giocano di più e possono anche cominciare a unirsi tra loro e a spazzare tutto l'ambiente intorno fino a diventare anche una sola mostruosa stella di 10 000 masse solari. Il buco nero, anzi nerissimo è pronto per cominciare una rapidissima abbuffata che risolve il mistero. Punto e a capo.

Ciò che temo è che se avessimo voluto ottenere una popolazione finale di un miliardo di stelle nane rosse ce l'avremmo fatta lo stesso. Bastava cambiare la ricetta del minestrone.

Questa è vera Scienza? Probabilmente sì, ma io -personalmente- mi fido poco di programmi costruiti già con una chiara idea in testa sul risultato che si vuole. Una volta non si faceva così... i programmi servivano per verificare un'ipotesi e non per costruire una verità. Mi ricordano un po' i modelli del riscaldamento globale... in pochi decenni potremmo far diventare la Terra tutto ciò che vogliamo. Sì, a parole e con i computer... ma la Natura fa in fretta a metterci con le spalle al muro. Basta un virus per distruggere teorie e modelli. La Scienza moderna non è più capace di prendere decisioni con la riflessione, l'interpretazione, lo studio... preferisce far partire i computer, mentre gli scienziati pensano a scrivere libri per far soldi (scritti in latex, ovviamente).

Fortunatamente non tutta la Scienza è ancora a questi livelli, ma certo è che si sta aprendo un baratro sempre più grande e il terreno si fa cedevole.  L'articolo sulla dispersione dei FRB è un classico esempio di articolo d'altri tempi. Idee, stesura delle ipotesi, verifica attraverso le osservazioni. Oppure osservazioni, stesura delle ipotesi, verifica su altri casi... Il computer serve per quello che era nato: non far perdere tempo a fare calcoli manuali lunghissimi e cose del genere. Non è certo nato per pensare. Per quello ci vuole ancora un po' di cervello.

Comunque sia, qui trovate l'articolo originale, che magari è perfetto e si prenderà pure il Nobel...

Di seguito un filmato che mostra come una moltitudine di stelle piccole (puntini bianchi) vadano a cadere nelle grinfie di un paio di stelle molto prepotenti e cannibali...

 

3 commenti

  1. Mario Fiori

    Carissimo Enzo concordo con te che il computer, l'informatica e similari sono un'invenzione strepitosa per affiancare , ma mai sostituire , il ragionamento umano. Si dovrebbe sempre usare il nostro cervello per capire e non fidarsi mai totalmente della macchina.

  2. Daniela

    Già... pensate cosa avrebbe potuto succedere se l'ufficiale sovietico Stanislav Petrov si fosse fidato ciecamente delle macchine che, progettate per individuare testate nucleari statunitensi dirette verso l'URSS, avevano male "interpretato" un segnale anomalo provocato da riflessi solari sulle nubi...

    http://www.reportdifesa.it/stanislav-petrov-luomo-evito-la-terza-guerra-mondiale/

  3. E come non ricordare che le mini comete, capaci di esplodere proprio alle quote in cui arrivavano i missili intercontinentali, hanno portato più di una volta sull'orlo del precipizio nucleare...

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