10/12/21

Aveva ragione Paperino? *

Da Paperino ai sistemi planetari il passo è breve.

Paperino è sicuramente un ottimo esempio di chi cerca di seguire costantemente la via più semplice e normale. Mancanza di fantasia? Sicuramente sì, ma anche una ricerca di tranquillità. Venendo al Cosmo, sappiamo quanto i rapporti tra stelle e pianeti siano estremamente complessi e quanto variegata sia la storia evolutiva di un sistema planetario. In poche parole, può succedere tutto e il contrario di tutto e sembrerebbe quasi di poter dire che ogni stella segua una sua personale strategia.

Mamma mia, povero Paperino! Lui che vorrebbe una regola sempre uguale si troverebbe di fronte a una realtà veramente scioccante e sempre diversa.

Tuttavia, siamo sicuri che abbia veramente torto? In una simpaticissima storia di Carl Barks, il grandissimo ideatore e disegnatore delle più belle ed ironiche storie di Paperino, il nostro eroe può virtualmente portare, attraverso una portentosa macchina ideata da Archimede Pitagorico, i suoi nipotini a visitare pianeti di stelle sempre più grandi secondo la sua regola più banale e tranquillizzante. Così, partendo dalla Terra, si arriva fino alla enorme Betelgeuse. Qui, Quo e Qua sono, all'inizio, piuttosto delusi della visione semplicistica dello zio: loro si aspettavano mondi alieni con forme di vita spaventose e completamente diverse dalle nostre. Invece, Paperino non fa altro che "scalare" la realtà terrestre in base alla grandezza della stella. Tutto uguale e banale, quindi?

E, invece e inaspettatamente, no! Una visione così conservatrice mette in mostra creature "normali", le cui aumentate dimensioni portano, però, a situazioni sconvolgenti e impressionanti: alberi alti centinaia di chilometri, mosche di dimensioni mostruose e, infine, per farla breve, sul pianeta della stella più grande un attacco di oggetti squamosi e terrificanti: i virus della varicella!

I tre nipotini, alla fine di quella esperienza, devono ammettere che la normalità ingigantita è ancora più sconvolgente di una realtà frutto della più fervida immaginazione. Una breve storia, densa di significati non proprio banali, che ben si adatta al nostro Circolo.

Ma torniamo alla Scienza. Bene, sappiamo che moltissime stelle posseggono sistemi planetari, ma sappiamo anche che quando le stelle sono troppo massicce i problemi vengono alla scoperto. Stella massiccia, vuol dire stella caldissima, capace di emettere radiazioni molto energetiche. Fattori questi che determinano una evaporazione rapida del materiale che le circonda. In particolare le stelle di tipo B sono veramente un luogo poco favorevole alla formazione di pianeti giganti.

Si era concluso che, in generale, la possibilità di formazione di pianeti giganti cresce al crescere della massa stellare fino a che essa raggiunge circa le due masse solari; poi, però, la faccenda si inverte e si era anche ipotizzato che per valori della massa stellare di circa 3 masse solari, la formazione di pianeti giganti diventa rarissima, se non del tutto impossibile: una situazione molto variegata, in cui giocano moltissimi parametri. Insomma, proprio il contrario di quello che avrebbe voluto Paperino... Cosa direbbe, infatti, il nostro amico con la sua proverbiale ricerca di semplicità e regolarità? Non ci vuole molto a immaginarlo: "Tutte sciocchezze, se le stelle diventano più grandi, i pianeti diventano più grandi e così le loro distanze dalla stella! Basta scalare le dimensioni e tutto rimane come prima, virus della varicella compresi".

Se qualche ricercatore avesse seguito l'idea di Paperino, però, avrebbe fatto a meno di concludere che la formazione si interrompe e che l'evoluzione planetaria potrebbe diventare impossibile. Bastava pensare che per cercare pianeti ovviamente giganteschi, si doveva andare a distanze altrettanto grandi. Insomma: stelle grandi, pianeti grandi, distanze grandi!

E avrebbe avuto ragione... Studiando attentamente una coppia di stelle veramente di grande stazza (b Centauri), con le due compagne intorno alle 6 -10 masse solari, si è scoperto un pianeta che rivolve attorno ad esse a una distanza pari a 100 volte quella di Giove dal Sole e che ha una massa circa 10 volte quella del nostro re dei pianeti.

Paperino sorriderebbe, sicuramente! Grande stella, grande pianeta, grande distanza. Banale e ovvio.

A volte la semplicità viene cancellata troppo in fretta dalla smania di complicarsi la vita. Quasi sempre l'Universo è più semplice di quanto si possa immaginare, rispetto alle teorie, spesso contorte, formulate dall'uomo. La complessità nasce quasi sempre dall'incomprensione.

Comunque sia... state attenti ai virus della varicella, soprattutto se arrivano da un stella gigantesca!

Articolo originale QUI

 

Non è la prima volta che abbiamo occasione di apprezzare la saggia e semplice lungimiranza di Paperino... chi si ricorda di QUESTO?

E, a proposito di pianetoni, chissà cosa ne penserebbe Peter van de Kamp...

 

4 commenti

  1. Alberto Salvagno

    Giuro che non sapevo niente di questo problema che si sarebbe dovuto verificare oltre le due masse solari, per cui finora ero convinto che valesse la semplice regola di Paperino.

  2. Mario Fiori

    Effettivamente rimango sorpreso anche io , non me lo sarei aspettato in modo così chiaro. Comunque Paperino mi rimane strasimpatico lostesso.

  3. e Carl Barks era proprio un genio!

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