7/01/14

I fossili nascono ancora *

W49A è una regione di formazione stellare della Via Lattea, rimasta finora celata come un prezioso segreto. La sua distanza, 36 000 anni luce, e la sua posizione dall’altro lato della galassia la nascondevano a occhi indiscreti come quelli degli scienziati. Troppa polvere interstellare la copriva e la rendeva praticamente invisibile. Eppure essa brilla ben cento volte di più della celebre nebulosa di Orione.

C’è voluto lo Smithsonian's Submillimeter Array (SMA) per violare la privacy di un oggetto del tutto inaspettato per la nostra casa cosmica, la cui età avanzata non sembrava più permetterle questo tipo di fenomeni. Essi sono ben più comuni nelle cosiddette galassie “starburst”, illuminate costantemente da una fabbrica stellare vigorosissima. In esse si producono stelle a un ritmo cento volte superiori rispetto alla nostra.

Il cuore di W94A è in realtà un ammasso molto compatto di stelle appena nate o in fase di formazione: circa 100 000 sono concentrate in uno spazio di 10 anni luce di lato. Un’enormità, se pensiamo che nello stesso spazio attorno al Sole se ne trovano solo 10. Nel giro di pochi milioni di anni si assisterà alla nascita di un ammasso globulare giovanissimo.

giovane ammasso globulare
Un’immagine dello SMA che mostra le variazioni di densità dei 30 anni luce centrali del futuro ammasso globulare W49A. Densità maggiore corrisponde a zone più luminose. La parte centrale luminosissima copre meno di tre anni luce ma contiene la massa di almeno 50 000 stelle come il Sole. Fonte: Roberto Galván-Madrid (ESO), Hauyu Baobab Liu (ASIAA, Taiwan), Tzu-Cheng Peng (ESO)

Ciò che sta capitando in quella regione è veramente affascinante e sconvolgente. Vi sono filamenti di gas che  precipitano verso il centro, in modo simile ad affluenti in piena verso il fiume principale (il Po o il Tanaro?). Essi si muovono alla “discreta” velocità di 2 km/sec. La densità di questa piccola regione, molto più alta di quella esterna, permetterà alle nuove stelle di rimanere unite e non essere disperse dagli effetti di marea dell’intera galassia e delle sue grandi strutture. Il Sole ha avuto una nascita ben più tranquilla e le sue poche compagne di nascita si sono velocemente allontanate le une dalle altre, rendendole ormai introvabili.

Pensate che il nucleo centrale di W914 (30 anni luce di diametro) é centinaia di volte più denso delle comuni nubi molecolari esistenti nella Via Lattea. Ha una massa pari a un milione di volte quella del Sole. Non ci resta che assistere all’evoluzione di questa creatura prossima alla sua entrata ufficiale nella società galattica. Il tempo non ci manca, visto che in un altro articolo abbiamo visto che la Terra rimarrà abitabile per circa un miliardo di anni…

Articolo originario QUI (gratis)

6 commenti

  1. Pier Francesco

    Caro Enzo,
    Per divertimento, ho provato a fare i conti sulla vicinanza tra le stelle.
    Tu hai scritto che si stima la presenza di 100000 stelle in un spazio di 10 anni luce di lato. Tale spazio ha quindi un volume di 10x10x10 = 1000 anni luce cubici. Assumendo una distribuzione uniforme delle stelle nel volume, potremmo affermare che abbiamo 100 stelle in un volume di 1 anno luce cubico.
    A questo punto, possiamo ancora ritenere che all'interno del volumetto di 1 anno luce cubo le stelle siano distribuite uniformemente. Ho immaginato così di poter tagliare il nostro cubetto in "fettine" dello spessore di 0.1 anni luce all'interno del quale ci saranno 10 stelle. Supponendo che le stelle abbiano le dimensioni del Sole (e quindi possiamo immaginarle puntiformi e non tener conto dei loro volumi), cosa ragionevole essendo il Sole una stella relativamente comune, si può stimare che tra una stella e l'altra corra una distanza media spannometrica di 0.33 anni luce (4 mesi luce) nel piano della base, e di 0.1 anni luce (1.2 mesi luce, cioè 1 mese e neanche una settimana luce) lungo la direzione dello spessore.
    Concludendo: gli abitanti dei futuri pianeti di queste stelle si potranno parlare tra loro con una buona radio! Dovranno aspettare "solo" due o tre mesi e avrebbero risposte dei loro messaggi dagli altri! :wink:
    Probabilmente, quanto sopra è tutta una cavolata ma io ci ho provato lo stesso!  :-D  :-D
    P.S. Le distanze saranno naturalmente un po' maggiori, perché le stelle di una fettina possono avere posizioni "sfalsate" rispetto alle stelle della fettina adiacente, ma l'ordine di grandezza dovrebbe rimanere quello.

  2. Pier Francesco

    Ora, avrei invece una domanda. :?:
    E' più probabile che il gas interstellare che precipita verso il centro della nube alla velocità di 2 Km/s (che non mi sembra tanto, perché mi pare che la stazione spaziale viaggi ben più velocemente...) produca varie stelle o che dia la luce a un'unica mega-stellona gigantesca?

  3. beppe

    @Pier Francesco, provo a risponderti io, più che altro per capire se ho imparato qualche cosa :oops:! 
    Vi è un limite alle dimensioni che può avere una stella, vediamo se riesco a spiegarlo:
    quando la nube comincia a concentrarsi sotto l'effetto gravitazionale, comincia a scaldarsi e nel nucleo più interno si accende la fornace a fusione, l'idrogeno si trasforma in elio producendo una pressione che contrasta l'accumularsi di altro materiale. Per quanto ne so mostri di 100 200 volte la massa del sole sono piuttosto rari. Credo che il record sia di circa 300 masse solari.
    Naturalmente più la stella e di grande massa, più efficiente è la fornace e più breve è la vita della stella stessa. 

  4. caro Pier,
    per i tuoi conti... ci credo fermamente. Tutto ciò dovrebbe far capire che pianeti possono esistere solo vicinissimi alla propria stella, dato che le sorelle incombono con la loro gravità. Forse si dovrebbe parlare di gravità allargata: ognuna gioca per creare un sistema complesso in cui tutto rivolve e subisce l'azione di tutti. D'altra parte, il fatto stesso che nessuna riesce a scappare la dice lunga sui legami che esistono in quella famiglia. E' ovvio, come dici tu, che anche i rapporti diretti sarebbero semplificati. Tuttavia, pianeti che possano sopravvivere e creare la vita probabilmente non potrebbero conservarsi... chi ha il pane non ha i denti e viceversa.

    Per il resto ha perfettamente ragione Beppe. Normalmente una nube che si accresce tende a spezzarsi in sotto nuclei e vi è proprio un limite alla massa a cui può giungere un singolo nucleo. 

  5. Pier Francesco

    Cari Enzo e Beppe,
    Grazie a entrambi per le risposte chiare! :wink:
    Lo stimolo per fare i conti (sbagliate a fidarvi... :mrgreen: ) mi è venuto dalla considerazione che la stella più vicina anoi dista circa 4 anni luce, ed è già molto vicina in senso cosmico: mi ha così colpito tantissimo l'immagine di 100000 stelle in 10 anni luce di lato, chiassà come deve essere simpatico l'ambientino! :-D
    Mi chiedevo se con i potenti mezzi di calcolo disponibili oggi sarebbe possibile simulare il comportamento di questa famiglia di giovani stelle nel corso dei milioni di anni o se il loro numero elevato rende il sistema troppo complesso da gestire anche per un supercalcolatore. Una volta, mi ricordo di aver visto il video della simulazione di uno scontro galattico: sembravano gli stormi degli uccelli che si muovono all'unisono per sfuggire al falco predatore...! :-o

  6. caro Pier,

    è stato fatto eccome! 
     

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