Feb 18

Una flotta aliena verso di noi? Bruce Willis pensaci tu! *

Permettetemi di scherzare un po’ su una scoperta che è decisamente molto interessante e che potrebbe, dico solo “potrebbe”, avere fatto partire una incredibile flotta “aliena” (o quasi) verso di noi con conseguenze a dir poco inimmaginabili. Fortunatamente, il “potrebbe” si riferisce a una probabilità dell’1%… soltanto (?!).

Prima di iniziare fatemi fare due considerazioni:

(1) Abbiamo sempre scherzato sull’ipotesi “Nemesis” e sull’esistenza di una stella invisibile, compagna del Sole, in grado di smuovere in modo drammatico la nube di Oort e “svegliare il can che dorme”, ossia centinaia o migliaia o chissà quante comete e farle dirigere verso il Sole e verso i pianeti interni come la nostra Terra.

(2) Ci siamo dati tanto da fare per raggiungere una cometa e studiarla da vicino, quando -forse- bastava aspettare e sarebbero state loro a venirci a trovare “in loco”.

Entrambe le considerazioni sono legate tra loro e non è detto che non possa capitare qualcosa del genere anche se la probabilità è decisamente bassa, anche se non del tutto trascurabile. Forse non è la volta buona, ma in un lontano passato o in un lontano futuro la “tragedia” è avvenuta o avverrà.

Veniamo al sodo.

E’  stata scoperta da non molto una piccola stella, una nana rossa di solo 0.08 masse solari, la cosiddetta “Scholz's star”. Un oggetto molto interessante, malgrado la sua piccola massa. Essa è accompagnata da una compagna “mai nata”, una nana bruna che non dovrebbe superare le 0.06 masse solari. Due oggetti veramente al limite, ma la prima è sicuramente attiva e molto nervosa, capace di produrre “flare” molto violenti. L’altra è invece un povero “brutto anatroccolo” senza speranze di brillare di luce propria. Un sistema binario insignificante? Nemmeno per sogno!

La loro distanza da noi è relativamente vicina, solo 20 anni luce. Beh… niente di speciale, dato che le nane rosse sono molto numerose e con il miglioramento delle tecniche osservative se ne scoprono sempre di più. Tuttavia, la nostra stellina doppia (o quasi) mostra un moto proprio nel cielo, in senso tangenziale, estremamente basso: sembra che sia addirittura ferma.  Noi, però, non ci facciamo ingannare così facilmente. Sappiamo benissimo che l’apparente lentezza può mascherare un movimento molto più rapido in senso radiale. In altre parole, la stella può viaggiare quasi esattamente nella direzione della Terra. Lo può fare in due modi: o verso di noi o in verso opposto.

La soluzione non è difficile da trovare: basta eseguire osservazioni spettroscopiche e il senso del moto radiale si scopre immediatamente attraverso l’effetto doppler. Così è stato fatto e si è stabilito che la nanerottola rossa si sta allontanando. Sulla base di questi risultati si è risalito alla velocità reale della stella e alla descrizione del suo moto “passato”. La conclusione è stata veramente inaspettata e quanto mai interessante. Circa 70 000 anni fa essa ha letteralmente sfiorato il Sistema Solare, passando a circa 52 000 Unità Astronomiche dal Sole, ossia a solo 0.8 Anni Luce, ben più vicina di Proxima Centauri che si trova a 4.2 Anni Luce da noi.

Un momento, un momento… Noi sappiamo anche che la Nube di Oort cometaria si estende fino a circa metà strada con Proxima Centauri. Ciò vuol dire che la Scholz's star deve averla attraversata! Sono state fatte simulazioni al computer su 10 000 orbite compatibili con i dati in possesso e ben il 98% di queste confermano il passaggio della nostra “Rosetta” nella parte esterna e meno pericolosa della Nube di Oort. Un solo caso ha previsto il passaggio nella zona più interna, quella in cui una tale perturbazione causerebbe, quasi sicuramente, un movimento di massa di comete verso le zone più interne del Sistema Solare. Una probabilità su 100 è molto poco, ma il fatto di essere quasi sicuramente passata attraverso la zona esterna non può escludere un rimescolamento cometario non del tutto trascurabile.

Qualcuno potrebbe dirmi: “Beh… l’abbiamo scampata bella, dato che il numero di comete che ci vengono a trovare sembra del tutto normale”. E no, cari amici! 70 000 anni sono un tempo troppo breve per delle comete che partono da così lontano. Ci vorranno milioni di anni per sapere cos’è realmente successo al momento del passaggio ravvicinato. E nemmeno possiamo sperare di osservare, adesso, questa flotta cometaria in viaggio verso di noi. Non ci resta che aspettare e incrociare le dita. In fondo, lo sappiamo benissimo di essere in balia di fenomeni celesti di portata immensa: una supernova, un asteroide, una nube molecolare più densa e chissà che altro può stravolgere il nostro viaggio cosmico, in qualsiasi momento. Lo spazio non è vuoto  e tantomeno una galassia come la nostra. Il Sole ci protegge, ma non può fare miracoli…

Prendiamo la situazione per quello che è: fa parte dell’Universo e delle sue leggi… Non possiamo fare altro che sperare e attendere. Purtroppo, Bruce Willis può anche salvarci da una cometa, ma difficilmente potrebbe farlo da centinaia di esse in rotta di collisione con la Terra.

Pensiamo, invece, a un’altra cosa. 70 000 anni fa l’uomo popolava già la Terra e osservava il cielo. Non avrebbe mai potuto vedere il passaggio della nanerottola rossa con la sua compagna bruna, dato che essa avrebbe avuto, malgrado la vicinanza, una magnitudine 10. Tuttavia, come già detto, le nane rosse possono dar luogo a eruzioni molto violente (ne abbiamo parlato QUI), in grado di aumentare enormemente la loro luminosità. Probabilmente qualche flare particolarmente potente è avvenuto durante il passaggio ravvicinato e la stella può anche essere stata vista a occhio nudo dai nostri antenati, per qualche minuto o qualche ora. Chissà che cosa avranno pensato…

Visione artistica della Scholz's star e della sua compagna nana bruna durante il suo passaggio ravvicinato di 70 000 anni fa. Il Sole è la stella brillante a sinistra. La “strana coppia” si trova ora a 20 Anni Luce. Fonte: Michael Osadciw/University of Rochester.
Visione artistica della Scholz's star e della sua compagna nana bruna durante il passaggio ravvicinato di 70 000 anni fa. Il Sole è la stella brillante a sinistra. La “strana coppia” si trova ora a 20 Anni Luce. Fonte: Michael Osadciw/University of Rochester.

Il nome ufficiale della stella è WISE J072003.20-084651.2. Speriamo solo che non sia la nostra Nemesis…

Torniamo a una maggiore serietà. Una stella di questa massa, che attraversi la nube di Oort esterna, non potrebbe creare teoricamente gravi problemi perturbativi. Tuttavia, stelle di questo tipo e anche più grandi sfiorano normalmente il Sole e circa 12 si spingono a distanza inferiore di 1 parsec ogni milione di anni. Insomma, se questa non può essere stata Nemesis, qualche sorellina un po' più grande ne ha (o ne ha avuto) tutte le potenzialità.

Articolo originale QUI

 

QUI un mio articolo su Nemesis scritto nel 1988

QUI parliamo di un'altra strana coppia di nane: una bianca e una bruna

4 commenti

  1. SANDRO

    Mi sfugge un dettaglio Enzo. Come facciamo ad essere certi che il moto della stella in quella direzione non sia avvenuto in tempi più recenti?

    Grazie

  2. davide1334

    una domanda enzo: aldilà delle perturbazioni orbitali che immagino ci sarebbero,se una stella passasse chessò a 50/100 ua dal sole la vedremmo "amplificata"? cioè,se riusciamo a scorgere nettuno che sta a 30 ua dal sole e lo vediamo di luce riflessa del nostro sole,di una stella vedremmo solo la sua luminosità intrinseca o si potrebbe "sommare" all'illuminazione del nostro sole? spero di essermi spiegato

  3. caro Sandro,
    non capisco bene cosa intendi dire. Dato un certo movimento proprio e la posizione di oggi è abbastanza facile risalire al moto passato e al momento di massima vicinanza. Una stella si muove di moto uniforme (su tempi brevi come quelli in questione)

    caro Davide,
    una stella si comporta circa come un corpo nero, per cui assorbe tutto e non può riflettere. L'unica luce è quella che emette lei...

  4. Michael

    Caspita, questa sì che è una notiziona! :-o

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