11/01/16

!! Un buco nero si è messo a dieta in soli due anni **

Conosciamo bene la fame insaziabile dei buchi neri galattici e come il loro pasto dia luogo a getti potentissimi di materia che possono essere osservati a distanze enormi. Si parla di Nuclei Galattici Attivi o, se preferite, di quasar. La galassia che li ospita può anche non esser vista, tanto è luminoso ed energetico il nucleo centrale. Essi sono “fari” importantissimi perché riescono a mostrare oggetti ai confini del tempo e dello spazio, dato che la loro luce ha impiegato spesso parecchi miliardi di anni per giungere fino a noi. Miliardi di anni di viaggio e poi ecco che nel giro di pochi anni terrestri riusciamo ad assistere all’inizio, quasi improvviso, di un periodo di dieta. Fantastico e quasi incredibile… eppure le osservazioni non lasciano dubbi.

Il cibo preferito da un buco nero è composto da gas e polvere, che viene recuperato dalla sua forza gravitazionale e che viene sistemato su una tavola imbandita dalla forma di disco di accrescimento. Il buco nero centellina il suo cibo e normalmente i tempi del banchetto sono lunghissimi, anche perché la materia prima si trova abbastanza facilmente nei dintorni.

Nel 2003, il quasar SDSS J1011+5442 era in piena attività, come si vedeva bene dallo spettro in cui la linea alfa dell’idrogeno segnalava con chiarezza la quantità e il tipo di cibo che veniva ingurgitato dal mostro di 50 milioni di masse solari.

Le osservazioni del 2015 hanno praticamente fatto saltare sulla sedia gli astronomi. Il quasar si era spento e la galassia, pur ospitando sempre lo stesso enorme buco nero, sembrava del tutto normale. Il mostro centrale aveva finito il suo pasto e lo stava digerendo a modo suo, con grande calma e tranquillità.

In alto lo spettro del 2003 e in basso quello del 2015. Il pasto è proprio finito! Fonte: J. C. Runnoe et al., MNRAS
In alto lo spettro del 2003 e in basso quello del 2015. Il pasto è proprio finito! Fonte: J. C. Runnoe et al., MNRAS

Difficilmente il buco nero avrebbe sospeso il banchetto di sua iniziativa: la vera causa doveva essere stata la mancanza di materia prima. Il disco di accrescimento (la tavola imbandita) era stata svuotata e l’eccitazione del quasar si era smorzata del tutto. Analizzando i dati accumulati durante 12 anni, si poteva asserire che per dieci anni il pranzo era continuato senza interruzioni di sorta e che nel giro di solo due anni la luminosità del quasar era scesa di un fattore 50. I dodici anni si riducevano, in pratica, a soli 2 anni, un sospiro per l’Universo.

Pensiamoci sopra e valutiamo l’enorme fortuna. Un viaggio di oltre tre miliardi di anni e OGGI riusciamo a vedere proprio l’istante in cui il buco nero è stato costretto a mettersi a dieta. Che colpo, mamma mia!

Le ragioni di questo improvviso silenzio “gastronomico” potevano anche essere diverse. Ad esempio, una nube oscura che aveva preferito passare davanti e nascondere il banchetto così vorace. Però il tempo in cui la luminosità è scesa di 50 volte è troppo breve per essere dovuto a una nube viaggiatrice. Potrebbe, invece, essere stata un anomalia proprio il pasto frenetico, un boccone prelibato del tutto casuale, come una bella stella tropo audace. Ma, in tal caso, dieci anni sarebbero troppo lunghi per il pasto. Insomma, sembra proprio che si sia assistito a un evento di portata storica per il quasar e non a un’anomalia occasionale.

Il filmato che segue mostra, con qualche effetto speciale, un confronto interessante tra le osservazioni.

Articolo originale QUI

 

NEWS del 26/8/2020 - Grazie ai telescopi Fermi LAT e VLBA si è osservato un vero e proprio "pit stop" galattico!

3 commenti

  1. adriano

    Incredibile, magari tra qualche anno riparte. E' possibile?

  2. Se la galassia gli dà da mangiare, sicuramente sì... :wink:

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