4/03/16

La prima poppata di un cucciolo stellare *

Due parole su ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array). Esso è il più grande strumento astronomico esistente e può essere considerato come un unico telescopio composto da 66 antenne collocate a 5000 metri d’altezza nel nord del Cile. 66 antenne che lavorano come un solo ricevitore e che permettono una risoluzione a dir poco incredibile. ALMA è nato da poco, ma ha già al suo attivo scoperte meravigliose, avendo permesso di scorgere particolari finora proibiti ai nostri occhi tecnologici.

Questa volta, almeno da un punto di vista emozionale, ha superato se stesso. Ha catturato una delle immagini più poetiche e commoventi dell’Universo, un’immagine che anche per l’uomo, con le sue contorsioni mentali, rimane indiscutibilmente un punto di emozione pura: la nascita di una creatura e il suo primo pasto…

Immaginiamo un cucciolo appena nato, che ha bisogno di nutrirsi. Pensate a un bimbo o a un qualsiasi mammifero che cerca il seno della mamma (ma potremmo estendere il paragone a tutte le creature). La poesia non cambia se il cucciolo è proprio un piccolo d’uomo o un gattino o un cagnolino o anche uno dei miei ricci-asteroidi… (anzi li chiamerò astericci) che  con gli occhi ancora chiusi seguono il messaggio tattile e profumato del cibo.

Un cucciolo è smanioso di mangiare e non saprebbe sicuramente dosare la giusta quantità necessaria, se la stessa Natura non pensasse a creare un efficace sistema di “dosaggio”. Qualcosa che forse si vede ancora meglio quando il neonato deve essere allattato con il biberon. La temperatura, la quantità, il ritmo di poppata deve essere gestito attentamente da chi cerca di nutrirlo. Per quella creatura è già iniziata quella splendida lotta che è la vita. L’amore della madre o di chi cerca di nutrirla è l’amore di tutto l’Universo. Forse un giorno lo capiremo anche noi creature superiori…

Ebbene, guardate l’immagine che segue e vedrete un cucciolo di stella che sta “poppando” il suo latte. Al piccolo basta l’idrogeno, al limite con qualche aggiunta di “vitamine” o di “ricostituenti”, se necessario (per le stelle è polvere di altre stelle che dopo essere esplose l’hanno regalata a chiunque ne avesse bisogno).

Fonte: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Aso et al.
Fonte: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Aso et al.

La nuvoletta rossa è il latte, ossia la materia gassosa molto densa che deve nutrirla e farla ancora crescere. Ma non le può essere data direttamente. E’ necessario che essa venga ben rimescolata, fatta ruotare e portata alla “bocca” del cucciolo con i tempi giusti e con la calma necessari. Il solito utilissimo e comunissimo disco di accrescimento, ben conosciuto anche dai “mostri” del Cosmo, i buchi neri.

Ed ecco, allora, quella parte più luminosa al centro, in cui la croce rappresenta la stella vera e propria, che è un vero e proprio disco di “pappa” che sta spiraleggiando lentamente verso la smaniosa e affamata creatura. Nell’immagine reale non si vede perfettamente, ma il video che segue illustra artisticamente ciò che sta succedendo nella zona più intima.

Siamo anche colpiti da quei getti bianchi e molto estesi che sembrano partire dal cucciolo e allontanarsi verso lo spazio. Ebbene sì, sono i suoi vagiti, le sue urla, i suoi belati, i suoi grugniti o quello che preferite. Potrei dirvi che sono radiazioni molto energetiche emesse dal gas che si riscalda cadendo… ma potrei dirvi che sono le grida di disperazione di un neonato che pretende più pappa possibile o che inizia a fare i suoi primi capricci. Cambia veramente di molto l’essenza del fenomeno?

Un’altra immagine, anche se sembra più complicata, ci mostra ancora il pasto del cucciolo.

Fonte: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Aso et al.
Fonte: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Aso et al.

Il gas di color rosso si sta allontanando da noi, quello blu si avvicina (il ben noto effetto Doppler), e l’immagine diventa dinamica, illustrando la rotazione della nube più esterna. Al centro si distingue il… biberon, il cibo che finalmente entra nella bocca del cucciolo. Un po’ di fantasia e la scena fa venire le lacrime agli occhi, anche a un vecchio astrofisico come me. Di fronte alla Natura e alle sue creature, qualsiasi siano le dimensioni e i tempi, si rimane sempre bambini e le emozioni hanno il diritto di uscire libere.

Quel cucciolo, però, ci mostra anche il suo futuro, la sua vita da stella matura. Proprio la nube rossa che adesso lo sta nutrendo non sarà consumata del tutto e rimarrà attorno a lei. Quando sarà in grado di produrre energia da sola, illuminando benignamente di luce e calore ciò che la circonda, in quel disco che tenderà ad appiattirsi, nasceranno i suoi pianeti, i suoi cuccioli. Cose ancora più piccole, magari insignificanti come gli asteroidi o gli astericci, ma quanto importanti per la mamma stella e per tutto ciò che circonda quel gesto di amore universale (nel senso proprio “dell’Universo”).

Potrei darvi ragguagli più tecnici, ma non credo ve ne sia bisogno. Al limite posso dirvi che il cucciolo stellare ha una massa di circa il 70% di quella del Sole, ma non è detto che non cresca ancora. Potrei meravigliarvi dicendo che è la prima volta che si riesce a distinguere il limite tra la nube di accrescimento stellare e il disco “nutriente” vero e proprio. Potrei ricordare che osservazioni di questo genere ci aprono gli occhi sui processi ancora in gran parte sconosciuti, relativi all’intera nascita stellare. Potrei anche aggiungere che il “latte” cade più lentamente del previsto nella bocca del cucciolo, probabilmente a causa di un campo magnetico già attivo (è come se si limitasse ancora un po’ la quantità e il tempo di deglutizione…). Potrei quantificare le distanze e dire che il disco vero e proprio (il biberon?) inizia a circa 90 unità astronomiche dal bebè.

Sì, potrei aggiungere tanti dati scientifici di importanza unica che solo ALMA riesce a regalarci, ma… al momento non posso che ringraziare questo strumento che ci ha resi partecipi di uno dei momenti più belli, preziosi e intimi dell’intero Universo.

Grazie ALMA e grazie Universo per le tue meraviglie che solo i nostri occhi puntati sempre verso il basso, verso carta straccia, non riescono  a vedere…

Permettetemi, infine, di dedicare questo articolo a Lisa, una “riccia” appena nata che lotta con la vita e che deve riuscire ad acquistare peso per sperare di sopravvivere. E lo dedico anche a chi lotta insieme a lei, senza curarsi dei beceri commenti di chi non vede e non sente le emozioni del Cosmo. Anche Lisa beve dal biberon e ogni confine tra la stella di prima e questa piccola, indifesa e affettuosa cosuccia insignificante, perde di consistenza. L’Universo non ha confini e nemmeno muri o fili spinati... sia materiale che morali.

Forza cara stellina (il suo nome è TMC-1A), lassù a 450 anni luce da noi, nella costellazione del Toro, e forza anche a te piccola e coraggiosa Lisa, siamo sicuri che ce la farete tutte e due!

L’articolo originale non è ancora uscito…

Siete interessati a conoscere meglio il meccanismo del disco di accrescimento, così comune nell'Universo?
http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/10/14/se-un-processo-funziona-perche-cambiarlo/

Una foto della piccola Lisa... la somiglianza con TMC-1A è veramente impressionante...
Una foto della piccola Lisa... la somiglianza con TMC-1A è veramente impressionante...
Dalla prima poppata di un cucciolo stellare alla nascita di un pulcino planetario

4 commenti

  1. Mario Fiori

    Fantastico enzo, la vita è vita in qualunque modo la si veda aldilà delle definizioni strettamente biologiche. Questo tuo dolcissimo modo di personificare gli oggetti del Cosmo è fantastico Enzo, ci fà sempre sognare.

    A proposito mi associo ovviamente al Forza Lisa e poi...perchè non proponiamo di chiamare Lisa il o la nascituro/a cosmico?

  2. grazie come sempre Mariolino, sei troppo gentile... :oops:

    Eh sì, ottima idea... siamo sicuri che Lisa sarà una stella bellissima con tanti pianeti vispi e allegri! :-P

  3. A proposito di Baby! Oggi casualmente ho letto su una rivista che il vecchio Huble ha fatto una scoperta non prevista dalle teorie,è riuscito a vedere una galassia in formazione la GN z11 con un redschift di. 11.1 in uno spaziotempo dove non avrebbe dovuto ancora formarsi.  :lol:

  4. caro Gianni... l'articolo è già pronto e viene pubblicato stamattina... :wink:

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