27/05/16

Pianeti prematuri? **

Abbiamo appena parlato di un pulcino planetario che potrebbe già essersi formato solo dopo un milione di anni dalla nascita della sua stella, ed ecco che un pianeta ben più grande di Giove conferma in pieno questo risultato abbastanza sconvolgente.

Siamo sempre nella costellazione del Toro, dove parecchie stelle sono studiate da parecchi anni. Particolare importanza rivestono quelle molto giovani, circondate ancora dal disco proto planetario. Lo scopo è di capire sempre meglio i tempi e i meccanismi di formazione. La celebre HL Tau (QUI) ha creato non pochi problemi con i suoi ipotetici (per adesso) pianeti che sembrano già essersi formati (o ormai in piena fase formativa) dopo solo un milione di anni. Ancora meglio di lei sembra fare Cl Tau, situata a 450 anni luce da noi e, anch’essa, circondata ancora dal suo disco.

Un’immagine a falsi colori, ottenuta con un telescopio interferometrico sub-millimetrico, mostra il disco di gas e polvere che circonda Cl Tau. Fonte: Stephane Guilloteau/University of Bordeaux
Un’immagine a falsi colori, ottenuta con un telescopio interferometrico sub-millimetrico, mostra il disco di gas e polvere che circonda Cl Tau. Fonte: Stephane Guilloteau/University of Bordeaux

In realtà, essa è leggermente più vecchia (2 milioni di anni), ma mostra un pianeta di ben otto volte la massa di Giove che rivolve attorno alla giovane stella in solo 9 ore. Per scoprire un mostro del genere si è usata la tecnica spettroscopica, ossia si è analizzata la velocità con cui la stella si allontana e si avvicina a noi, a causa della presenza del compagno planetario. Ricordiamo, infatti, che i due oggetti rivolvono entrambi attorno al comune baricentro e per quanto esso sia vicino alla stella di massa ben maggiore, essa è comunque costretta a spostarsi avanti e indietro anche se di poco, ma sufficiente per essere rilevato da terra. Il movimento è periodico e quindi l’unica spiegazione valida è la presenza di un “pianetone”.

Non ci sarebbe niente di male, in linea di principio, dato che di pianeti giganti vicino alle stelle ne sono stati trovati molti, con questo metodo di indagine. Il problema è che si pensava, finora, che per formare un pianeta gioviano ci volessero ameno dieci milioni di anni, mentre il nuovo arrivato è già vivo e vegeto dopo due milioni di anni.

Questa ulteriore scoperta, affiancata a quella di HL Tau, non può che stimolare i planetologi a rivedere profondamente le fasi primigenie di formazione planetaria.

In realtà, i pianeti potrebbero formarsi molto presto, ma quanti di loro rimarrebbero indenni alle fasi evolutive molto nervose di una stella appena nata? Come dicono gli stessi autori del testo, questa fase di nascita e di sopravvivenza temporanea potrebbe spiegare la mancanza generalizzata di nane brune (il cosiddetto deserto delle nane brune). Esse nascerebbero con alta frequenza e anche velocemente, a distanze molto ravvicinate, ma sarebbero, per la maggior parte, ingoiate velocemente dalla stella centrale ancora in una fase poco tranquilla. Ingoiate rapidamente e non sfruttate lentamente come nel caso di un sistema doppio…

Una specie di doppia fase formativa: quella rapida e primigenia, ben prima dei dieci milioni di anni ipotizzati dalle teorie correnti, che porterebbe, però, a una fine altrettanto prematura per molti di loro. Dopo, con la stella più tranquilla, si potrebbero formare pianeti più facilmente resistenti e anche più lontani.

In qualche modo, si salverebbero parte delle vecchie teorie e si aprirebbe una fase precedente ancora tutta da capire e da studiare.

Articolo originale QUI

11 commenti

  1. Mario Fiori

    E vai gioventù prolifica.

  2. gli italiano dovrebbero prenderle come esempio!!!! :-P

  3. Marco

    I pianeti richiedono dieci miliardi di anni per formarsi, secondo le teorie correnti? È un refuso, suppongo...

  4. Grazie Marco! Sì, ovviamente sono dieci MILIONI di anni... :wink:

  5. Luigino

    Due sono le ipotesi: o ci stiamo sbagliando sull'età delle stelle o quei così non sono pianeti.

    La terza ipotesi è che le nostre ipotizzate tempistiche sulla formazione planetaria sono sempre state sbagliate.

    I prossimi super-telescopi, sia terrestri che spaziali, ci daranno sicuramente queste risposte. Aprendo ovviamente altri interrogativi!

  6. Marco

    Dì la verità... L'hai fatto apposta a scrivere dieci miliardi per vedere se ce ne accorgevamo... :mrgreen:

  7. caro Marco,

    vorrei dire di sì, ma purtroppo gli svarioni si moltiplicano... grazie a voi che ve ne accorgete!!! :(  :wink:

  8. Enr Ico

    Ma se questo pianeta, come sembra di capire dai ristretti tempi di formazione, è nato già vicino alla sua stella, allora anche gli altri gioviani caldi scoperti in sistemi maturi potrebbero essere nati allo stesso modo. Insomma, la migrazione dall'esterno all'interno potrebbe non essere l'unica ipotesi che spieghi queste distanze così ridotte.

  9. direi proprio di sì, caro Enr Ico...

    sai la migrazione dei pianeti è ancora un qualcosa di molto teorico e poco provato...

  10. Ares73

    Quindi 'deserto delle nane brune' perchè è bassa la probabilità che hanno questi oggetti, che necessariamente si devono formare vicino alla stella madre, di sopravvivere alle primissime fasi di formazione del sistema?

  11. Sì, Ares, potrebbe essere una ragione. Ma teniamo anche conto che le nane brune potrebbero formarsi come le stelle, da sole; in questo caso il deserto potrebbe essere dovuto alla difficoltà di rilevarle...

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