19/01/17

“Chi” ha creato il Big Bang ?*

Il titolo è molto pretenzioso, ma, in realtà, l’articolo vuole solo descrivere ciò che possiamo dedurre dalla storia dell’uomo e dalla sua ricerca scientifica. Una constatazione (personale)  e nulla più. Lo stimolo per questa riflessione è nata mentre preparavo una conferenza sulla vita dell’Universo da paragonare, in qualche modo, con una parallela che descriverà lo sviluppo della religione cristiana (il vino e il suo valore simbolico e concreto è la base delle due presentazioni). Il tutto si riassume in una semplice figura…

Prima di iniziare a chiacchierare, facciamo chiarezza sull’apparente visione diversa dell’Universo della Religione e della Scienza. Questa contrapposizione ci porta alla domanda fondamentale del titolo. L’unica vera differenza sta nella sua risposta. Dopo il Big Bang non vi è assolutamente alcuna differenza tra storia religiosa e scientifica. Ovviamente, escludendo miti, leggende, credenze, metafore più meno spinte, allegorie, ecc., che non dovrebbero più avere valore in una visione religiosa veramente moderna. Per confermare questa costatazione, basti pensare che vi sono molti preti astronomi che studiano brillantemente il Big Bang e le prime fasi successive. E non vengono certamente considerati eretici. Possiamo, perciò, dire che tutto ciò che capita dopo il Big Bang fa parte integrante di entrambe le visioni e necessita, in fondo, di una spiegazione unica.

La vera diversità o -se volete- contrapposizione sta in quello che è successo prima del Big Bang, ricordando, però, che il “prima” non ha veramente senso dato che il tempo "scientifico" è nato col Big Bang.

Utilizziamo la semplicissima Figura che segue…

bigbang

Ammettendo che prima non ci sia stato né tempo né spazio, il Tutto viveva in un nulla ipotetico. Per la religione la risposta è abbastanza ovvia. Prima esisteva Dio, che ha deciso di diventare Creatore dando il via al Big Bang. Per la Scienza (molto personalizzata, però) la risposta è che esisteva un vuoto – non vuoto. Non vi era materia ma solo energia e il tempo non aveva ancora alcun senso preciso. Fatemelo chiamare Mare di Dirac, regolato dal principio fondamentale di Heisenberg. Tempo e spazio non esistevano ancora dato che non vi era la materia destinata a seguirlo e occuparlo. In qualche modo si susseguivano tentativi di durata inferiore a ciò che avrebbe potuto dare origine al tempo, senza una direzione favorita.

Potevano anche formarsi pseudo-particelle o onde di probabilità che, però, scomparivano prima di poter dare origine alla materia. Un luogo del tutto simile a quello che possiamo immaginare come abitazione di Dio. Nessuno, d’altra parte, ha mai saputo dire dove e come vivesse Dio prima di diventare Creatore e nessuno può assicurarci che non abbia fatto altri tentativi precedenti non riusciti.

Una domanda fondamentale, che appare risolutiva, sarebbe la solita: “Ma Chi ha creato il mare di Dirac?”. La faccenda non è così ovvia… Si potrebbe rispondere: “Ma Chi ha creato Dio?”. Ne segue che la risposta: “C’è sempre stato”  andrebbe bene in ambedue i casi.

Nello schema della figura, si nota anche un’aggiunta peculiare: la materia si ricicla in entrambe le visioni. Ciò che cambia è l’uscita dell’anima dall’Universo. E perché non considerarla un ritorno dell’energia verso il vuoto-non vuoto? Siamo sempre lì… la Meccanica Quantistica potrebbe diventare una nuova … Bibbia!

Badate bene che io NON mi sento assolutamente ateo, dato che credo in qualcosa e l’ammiro continuamente attraverso le mie preghiere-descrizioni, ne ho parlato varie volte...

 

Certo che questo Big Bang è proprio un tipo "singolare"...

QUI altre riflessioni su Dio e Universo e QUI un viaggio verso il Big Bang sulle ali della fantasia (?) di Vin-Census

12 commenti

  1. Paolo

    Caro Enzo, a mio avviso, una parte della “diatriba” si gioca intorno all’unicità, all'esclusività.

    Provo a spiegarmi meglio.

    L’Universo osservabile sembra caratterizzato da una serie di costanti che ne definiscono le leggi fisiche (la costante di gravitazione universale, per esempio).

    Se il valore di tali costanti fosse diverso le cose potrebbero andare molto diversamente… per esempio potrebbe essere impossibile formare degli atomi…

    Alcuni ritengono tale “perfetta” sintonia tra le costanti, come l’indizio di un’unicità, un’esclusività, ossia le costanti sono quelle giuste per consentire la nascita della vita come noi la consociamo sulla Terra e più in generale affinché l’Universo possa apparire e funzionare così .

    Da ciò traggono l’azzardata conclusione di un costruttore che ha curato alla perfezione la regolazione delle “costanti universali”.

    In realtà, però, ammettendo l’ipotesi che il big bang “nasca” dal vuoto quantico, in seguito ad imprevedibili fluttuazioni di energia (o come dici tu dal vuoto non vuoto) non vi è alcun motivo perché tale situazione non possa essere capitata più volte o non continui a capitare.

    Ossia tanti diversi big bang continuano a determinarsi, ed ognuno di essi origina un universo caratterizzato da specifici valori delle costanti e quindi da diverse leggi fisiche.

    Il nostro è solo uno dei possibili universi, quello caratterizzato da queste specifiche costanti (o almeno così sembra nella parte a noi accessibile, ossia nell’universo osservabile).

    In questa ipotesi non vi è alcuna unicità o esclusività…. Non serve necessariamente un creatore capace di regolare con accuratezza le costanti… servono solo tantissimi (infiniti) tentativi affinchè possa determinarsi la probabilità  di far nascere un universo come il nostro.

    Semmai, sempre a mio avviso, per noi l’Universo stesso è il tutto, il creato (senza necessità di creatori)… e  noi siamo solo un infinitesima e temporanea comparsa, una piccola parte del tutto...

    O per porre la domanda in altro modo, ogni universo ha il suo Dio?

    Infine, se come sembra l’Universo è in continua espansione, con il passare del tempo, l’entropia è destinata a crescere sempre più e tutto è destinato a diluirsi, disperdersi…. La materia si disgrega, le particelle si allontanano, i fotoni gironzolano solitari come onde di probabilità in uno spazio sempre più vuoto, più vuoto, più vuoto…… in una fine che assomiglia sempre più all’inizio (prima del big bang).

    Paolo

  2. Mario Fiori

    Il discorso di Paolo fila molto bene e ci dice che quel vuoto non vuoto potrà ripetersi e riformare un'altro Universo, che gli Universi potrebbero essere molti e tutti con leggi fisiche diverse; io agiungerei anche che non è detto che il Nostro Universo, anzi che solo il Nostro Universo sia quello con le leggi giuste e le costanti giuste, anche perchè dobbiamo vedere per cosa e per chi sono giuste. Ci potrebbero essere leggi e costanti che sono giuste per cose ed entità ben diverse ed inimmaginabili.

    Comunque sia qui ricade il confronto e il coordinamento fra Spiritualità (Energia?) e Materia, qui ci potrebbe essere s= mc2. In realtà si cambia unalettera per indicare comunque un nome dato dall'Uomo ad una entità che si possa chiamare Energia, Spirito, Anima,Carma o altro che dir si voglia.

     

  3. The_Borg

    Paolo, non credi che le leggi siano frutto della combinazione ottenuta lanciando un certo numero di dadi (cit.)?
    Non è possibile escludere nessuna ipotesi su chi o cosa abbia dato origine alla condizione che ha portato alla generazione dell'universo in cui viviamo e forse altri.

    Paolo, ma se il prima non esiste, non è possibile neppure cercare di definire un'entità che sarebbe in ogni caso esterna al nostro universo. Il pesciolino non si chiede chi ha lanciato il sassolino in acqua. E' arrivato e basta.

     

  4. The_Borg

    La frase sul prima era diretta a Mario e non a Paolo. Scusate.

  5. Come ben sapete, amici miei, io la penso quasi esattamente come voi (ne abbiamo già discusso).  Tuttavia, è un periodo di particolare affluenza nel Circolo e ci tenevo a ribadire certe idee di ... base.

    Io, però, vedrei le condizioni ottimali come l'ovvio risultato di essere qui a dirlo. Se tutto non fosse stato perfetto ci sarebbe stato un aborto quasi istantaneo (pochi secondi o minuti) e poi di nuovo il niente.

    D'altra parte la legge della MQ dice chiaramente: non troppo caldo non troppo freddo. La via di mezzo è quella che fa funzionare le cose e forse basta una buona via di mezzo... :wink:

  6. Mario Fiori

    Caro the Borg, personalmente non credo che non ci sia stato un prima, solo che probabilmente non si può descrivere come un prima in termini di tempo come siamo abituati noi, visto che il tempo dovrebbe essere scattato con il Big Bang, semplicemente (? si fà per dire) qualcosa di nulla- non nulla da noi non molto concepibile con criteri diciamo normali.

    Carissimo Enzo ovviamente hai ragione che il giusto mezzo, ossia quell'insieme di leggi e costanti che fanno bene al nostro caso, ma siamo veramente sicuri che, se ci sono (se) altri cosiddetti Universi, non ci potrebbero essere altre regole e costanti (chissà in quali forme) che possano  aiutare altre entità?

    Comunque sia aldilà della fantasia sfrenata godiamoci questo Universo con tuttala sua bellezza e tutta la bellezza dei suoi Attori :wink: .

  7. Gimar

    Da agnostico-ateo aderisco agli infiniti tentativi di Big Bang (magari non proprio tutti abortiti meno uno) e aggiungerei il principio antropico per giustificare la nostra presenza come osservatori. Questo porterebbe al "Multiverso", ciascuno con le sue costanti.

  8. Gianni Bolzonella

    Paolo si è portato al limite...Io sono convinto che dal niente non nasce niente,e quello che esiste esiste da sempre,anche se con cambiamenti di fase o altra minestra.È nata prima la gallina o l'uovo?Si potrebbe fare retoricamente la stessa domanda per la materia e un eventuale creatore.Certo che se esistesse quest'ultimo sarebbe un campione di nascondino,se si escludono i credenti che lo vedono ovunque.L'eternità esiste? Se esiste anche lo spazio infinito si,altrimenti potrebbe esistere il tempo abbinato con qualcos'altro.Di sicuro la nostra consapevolezza è legata a una dimensione veramente piccola e singolare,anche solo confrontata con l'universo.Bisognerà mettere in conto che alla nostra dipartita da questo teatro,saremo costretti a recitare la stessa commedia che si recitava prima di nascere.Per delle entità che sono costruite come aggregati di materia in itinere come noi,il solo fatto che ricevano,registrino forme e consapevolezze con flussi ritardati di entità,in configurazioni diverse,su altrettanti spazi diversi,mi suggerisce cosa potrebbe essere il tempo,solo una costruzione del nostro cervello che significa "energia che brucia o si trasforma".Quando finisce quella,per il nostro sistema finisce il tempo.

  9. sai Gianni, gira e rigira arriviamo a conclusioni molto simili. La nostra fine ci porta di nuovo nel mare dove il tempo non ha alcun verso privilegiato, in attesa di ritornare  materia? E' forse questa fase o questa configurazione la conservazione dell'anima= energia trasformata? Godiamoci l'Universo e già otterremo tanto, troppo, per il nostro cervello ancora in fase di costruzione.

  10. Gianni Bolzonella

    Grazie per la sintesi Vincenzo.Pensando a dei cercatori di sapere come noi del circolo,mi viene in mente una poesia:Ho inseguito la luce
    andava troppo forte
    Sono caduto
    Lei mi ha aspettato
    Ho corso di nuovo
    L'avevo quasi raggiunta
    Ma poi si è dileguata
    Ho incontrato la sera
    E sono seduto accanto a lei
    Mi ha detto aspetta torno subito
    È stata di parola ma aveva un altro vestito
    Quello della notte.

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