30/01/17

I racconti di Vin-Census: IL BUCO NERO

Un giorno, quando gli esperimenti sull'iper-accelerazione degli iperioni consentiranno di costruire iper-astronavi dotate di iper-motori in grado di viaggiare a iper-velocità, sarà finalmente possibile scorrazzare in lungo e in largo nella nostra casa cosmica, visitando stelle, ammassi globulari e pianeti abitabili. E finalmente arriverà anche il fatidico momento di scoprire cosa c'è dentro un buco nero... ma sarà davvero così nero come ce lo immaginiamo? Facciamocelo raccontare dal nostro iper-fantasioso Vin-Census!

 

La razza umana aveva ormai conquistato la spazio. I viaggi all’interno della Via Lattea si erano concretizzati quando si era capito che la velocità della luce poteva essere superata e non di poco. La teoria di Einstein rimaneva valida ma solo in prima approssimazione. L’esperimento di iper-accelerazione al CERN di Ginevra aveva dimostrato che le particelle sub-atomiche chiamate “iperioni”, di recentissima scoperta, raggiungevano uno stato di stabilità e non decadevano proprio quando venivano portate al di là della velocità della luce. La scoperta apriva la strada ad una fisica del tutto tutta nuova ed ogni fenomeno celeste appariva ora sotto una diversa luce. Ecco che improvvisamente i problemi ancora aperti sui getti ad alta energia, sulle “quasar”, sull’origine stessa dell’Universo, apparivano estremamente logici e coerenti nelle nuove teorie che si stavano sviluppando.

Parallelamente la tecnologia spaziale faceva passi da gigante, e con la scoperta e la sintesi di nuove particelle perfettamente “a loro agio” al di là della velocità della luce, si cominciò a progettare motori iper-veloci che superassero quel limite per molto tempo giudicato invalicabile. Tutte le problematiche quasi paradossali tipo l’azzeramento del tempo o l’aumento all’infinito della massa vennero spiegate come singolarità nello Spazio-Tempo, facilmente aggirabili se si evitavano certe combinazioni particolari dei parametri in gioco. Fu allora molto chiaro come la teoria di Einstein stesse alla nuova fisica sub-atomica a iper-velocità, come la teoria galileiana stava a quella relativistica. In prima approssimazione le teorie concordavano, poi i risultati divergevano e si contraddicevano. Ora finalmente tutto sembrava logico e semplice. E intanto la prima astronave stellare raggiungeva Sirio nel giro di pochi mesi, senza alcun problema per i robot di bordo. Poi fu la volta di un equipaggio umano che raggiunse Vega in poco meno di sette mesi e tornò incolume a casa.

Nel giro di pochi decenni si colonizzarono nuovi pianeti di tipo terrestre in una dozzina di sistemi planetari relativamente vicini. Intanto aumentava anche la velocità raggiungibile e non ci furono più problemi ad andare da un capo all’altro della galassia. Vennero visitate stelle di ogni tipo e di ogni età. Si raggiunsero gli ammassi globulari, dove lo spettacolo del cielo era veramente qualcosa di incredibile: migliaia e migliaia di stelle ultra luminose tutte vicinissime nella volta celeste. Si entrò in orbita attorno a stelle doppie e si poté assistere a brevissima distanza all’infernale e meraviglioso spettacolo del flusso di materia che la stella gigante riversava sulla sua compagna. Ci si avvicinò alle pulsar e si comincio a sfruttare la loro caratteristica fondamentale di emettere fasci di onde radio per utilizzarle come “fari” interstellari. La galassia non aveva più segreti. In realtà però ciò non era completamente vero.

Malgrado le nuove teorie spiegassero praticamente tutto, ancora non si riuscivano a collocare nel nuovo disegno generale i buchi neri. Ovviamente si sapeva perfettamente che erano stelle super-massicce la cui la gravità non permetteva neanche alla luce di uscirne fuori. Ma i nuovi rivelatori a sub-particelle avrebbero dovuto facilmente evidenziare cosa c’era al loro interno e inserirli in una corretta visione globale. Tuttavia, malgrado gli sforzi fatti dai fisici teorici e dalle tecnologie più innovative, i buchi neri rimanevano un mistero, ancora più fitto di quanto lo fossero stati prima della rivoluzione dell’era post relativistica. Non c’era che una cosa da fare: andarci direttamente e penetrare all’interno dell’ultimo limite ancora non compreso del nostro Universo. Si scelse il buco nero Cygnus X1, distante “solo” poche migliaia di anni luce.

L’astronave fu costruita utilizzando ovviamente le migliori tecnologie disponibili, tenendo conto dell’enorme forza a cui sarebbe stata sottoposta una volta entrata all’interno dell’orizzonte degli eventi. Poi tutto rimaneva un mistero. L’equipaggio scelto sapeva benissimo a cosa andava incontro, ma aveva dato la propria disponibilità con grande entusiasmo. Se morte doveva essere, sarebbe stata comunque la più gloriosa possibile! L’astronave impiegò un anno e mezzo per inserirsi in orbita attorno a Cygnus X1 e lo spettacolo del gas che vorticando cadeva all’interno del buco nero era veramente fantastico e spaventoso al tempo stesso. Poi fu dato il via alla discesa verso l’oggetto misterioso. Mentre si sorpassava l’orizzonte degli eventi l’astronave venne realmente sottoposta a forze terribili, ma lo scafo resistette. Infine ci fu una calma totale e allucinante. Sembrava di muoversi in uno spazio vuoto e senza tempo. La nave spaziale riusciva, quasi inspiegabilmente, a manovrare con relativa facilità e, sfidando tutte le leggi della fisica relativistica, sembrava non subire nessuna deformazione spazio-temporale.

Durante le manovre, al capitano dell’astronave sembrò quasi di vedere, malgrado il buio assoluto, una parete liscia alla sua destra. Doveva essere immaginazione. Ma poi l’immagine debolissima si fece più distinta. Si riusciva a “vedere” qualcosa o almeno ad intuirla. L’astronave si diresse ancora verso destra ed improvvisamente si trovò davanti un enorme piastra rossa dalla quale sbucava una specie di leva...

Interruttore zappi

 

Troppo tardi. La nave piombò su di essa e la schiacciò con forza. Improvvisamente un bagliore luminosissimo ed accecante rischiarò tutto lo spazio attorno e la luce si propagò in tutte le direzioni, al di là dell’orizzonte degli eventi e verso l’intera galassia.

 

buco nero

Il buco nero non era NERO, era solo SPENTO!!!

 

Tutti i racconti di Vin-Census sono disponibili, insieme a quelli di Mauritius, nella rubrica ad essi dedicata.

5 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    Ha,ha!Bellissimo il finale,non me l'aspettavo.Si può leggerlo anche in maniera più seria,in tanti pensano che il nostro universo sia stato creato da un urto contro la leva,è anche verosimile.Già che ho le dita in moto,mi viene una domanda...l'espansione dell'universo avviene se non ho capito male,senza disgregare le strutture,stelle,galassie,pianeti,anche i gas esclusi quelli più aggregati?Ho anche letto che pure la luce non viene stirata,visto che mantiene la stessa velocità vera.A pensarci su,questo depone a favore di una leva dentro i buchi neri e ad uno spazio coinvolto,ma non solidale completamente con la materia.Scusate lo so che anche lo spazio è nato e continua a crearsi continuamente dal Big bang.

  2. caro Gianni, ti rispondo su alcuni punti...

    (1) l'espansione dell'universo avviene se non ho capito male,senza disgregare le strutture,stelle,galassie,pianeti,anche i gas esclusi quelli più aggregati?

    Per adesso sì, dato che le forze che tengono unita la materia sovrastano ancora quella espansiva. Ma, in un lontano futuro, chissà... dipende da come finirà l'Universo.

    (2) Ho anche letto che pure la luce non viene stirata,visto che mantiene la stessa velocità vera

    In realtà la luce viene stirata, nel senso che l'espansione allunga la lunghezza d'onda (redshift). Non cambia la velocità, ma la lunghezza d'onda.

    (3) ... anche lo spazio è nato e continua a crearsi continuamente dal Big bang...

    Lo spazio è nato col Big Bang. Ma desso ne nasce sempre di nuovo o -se preferisci- si dilata, senza nessun Big Bang che ormai c'è stato e non c'è più...

     

  3. Gianni Bolzonella

    Grazie della risposta esauriente Enzo.

  4. dovere Gianni... e anche piacere :wink:

  5. Gianni Bolzonella

    0+mgh =1⁄2mv2 +0 Ossia l’energia cinetica finale è proprio uguale all’energia potenziale posseduta all’altezza h. Le due energie fanno sempre una specie di staffetta. Se una si esaurisce nasce subito l’altra e viceversa.

    In fisica scopro sempre nuove staffette,penso al tempo con la velocità.Il tempo potrebbe essere accoppiato all'energia potenziale gravitazionale e la velocità all'energia cinetica.

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